The Best of Bersani in campagna elettorale

C’è poco da scherzare ragazzi, in un modo o nell’altro, chi più e chi meno, abbiam votato quest’acqua qua:mrgreen:

  • Bisogna assolutamente rivedere e limitare le spese militari degli F35. La nostra priorità non sono i caccia ma il lavoro. [22 gen]
  • Per chi non ha contratto nazionale serve salario minimo, in generale politiche sociali che diano servizi di cittadinanza.  [23 gen]
  • Abolizione vitalizi e dimezzamento finanziamento partiti sono vittorie ottenute testardamente da pd. Andremo avanti. [2 gen]
  • Lo stipendio dei parlamentari dovrà essere pari a quello dei sindaci. [19 gen]
  • Dobbiamo dare una scossa civica al Paese, con norme contro corruzione, conflitti d’interessi, contro mafie, costi politica. [25 gen]
  • #uguaglianza #lavoro # diritti #onestà   questi sono i valori che vogliamo portare al governo.  [25 gen]
  • Il Pd ci sta mettendo coerenza, coraggio e partecipazione, per contribuire a civilizzazione della politica.  [25 gen]
  • Dobbiamo guardare il Paese con gli occhi dei più deboli. Solo così faremo un paese migliore per tutti. [23 gen]
  • @antonioingroia    che sinistra è quella che rischia di far vincere la destra?  [21 gen]

Lettera aperta a un Senatore della Repubblica

Caro Senatore mi rivolgo a te con questa mia, un po’ perchè ti conosco, un po’ perchè ti ritengo un brav’uomo, un po’ perchè sono arrabbiato.
Voglio mettermi dalla tua parte, con tutta la buona volontà e l’obiettività di cui sono capace.
Sì è vero, FB non è un buon posto per dibattere di politica, troppe interferenze, troppi argomenti, troppa poca educazione, e non è nemmeno il mondo…
Il fatto è che è dall’inizio che non ti capisco:

Iniziamo con Bersani, l’hai visto anche tu che l’incontro con il M5S era strumentale, in pratica si sono chiesti i voti ma non si è voluto “condividere la governabilità”, forse per la dannata paura che si sostituisse a noi.
Però una serie di errori madornali in sequenza con una progressività spaventosa ci ha portato a governare con Berlusconi.
La seconda cosa che non capisco: sappiamo l’animale che abbiamo di fianco, eppure ci si racconta dei problemi del paese, con chi del paese non gliene frega un fico secco. Lo sappiamo e facciamo un passo avanti e uno indietro, in una mazurka che fa ridere il mondo intero.

Lo vedi anche tu no?
La terza cosa che non capisco è in che diavolo di partito siamo: Bersani pensava di essere ancora nel Grande e Glorioso Partito dove il verbo è uno e quello occorre votare, forse non aveva previsto le lottizzazioni che obbediscono alle leggi fisiche: mescolando più sostanze di densità e peso specifico diverse, al termine si riottengono le sostanze originali.
Quarta cosa che non capisco: in nome di una unità “salvaitalia”, ti poni il dogma di una “fedeltà di voto” agli intenti governativi, senza porti il problema del contenuto. Qui, caro Senatore ci sta un bel pezzo di coscienza, ma quella è tua e te la gestisci tu. Però, per piacere, non starmi a dire che sei in pace, perchè io non lo sarei.

Quinta e termino, so che il tuo impegno verso la tua terra è sincero, sincero e attivo, però non basta. A me che la politica sia l’arte del compromesso mi sta bene fino a mezzogiorno, perchè di compromessi si ammazza l’Italia. Preferisco il coraggio, tanto i pomodori ti arriverebbero comunque.
Una cosa mi spaventa: che questo paese non sia più governabile sia per l’ampiezza dei problemi ma sopratutto per i “governati” che non ci stanno più.

Non mi interessano le colpe, che le conosci bene anche tu, gli altri ne hanno una montagna ma anche noi siamo stati ben bravi sai?
Con cordialità, buon lavoro
Bif.

Pd; un partito di ricattabili

Noi di sinistra siamo da sempre un popolo di romantici quanto dubbiosi sognatori.

Quaranta anni fa da bravi comunisti sognavamo la rivoluzione, e il dubbio che tutti si covava ma non si diceva era – “ma se siamo rivoluzionari, dobbiamo fare la rivoluzione armata o applicare la democrazia?”

Leggevamo il Che, Lenin e Mao ed il responso era indiscutibile: il dovere di un rivoluzionario è fare la rivoluzione.  Poi leggevamo Gramsci, Pertini e Berlinguer e senza dubbio la Democrazia era il nostro obiettivo.  E così ci si dava una visione interpretativa tutta nostra di comunismo, lasciandoci andare a sognare una società più equa e giusta, solidale ed onesta, con un benessere ed una giustizia sociale diffusi e consolidati.

Poi i tempi sono cambiati, e pure la qualità della vita dei lavoratori ed i loro diritti, e alla rivoluzione non ci ha pensato quasi più nessuno, che eravamo tutti impegnati a cercare di applicarla la Democrazia.

Oggi invece, che i tempi son cambiati ancor di più,  il dubbio che tutti si cova ma non si dice è – “ma è possibile essere ‘democratici’ con dei dirigenti ad ogni livello impegnati esclusivamente (e berlusconianamente) a fare sporchi affari sulla pelle della gente?”.

Il crudo e netto voltafaccia del Pd di questi giorni ci ha lasciati sgomenti, ma è solo stato costretto, spalle al muro e obtorto collo, a mostrare quella faccia che da almeno venti anni -dalla Bicamerale di D’Alema- ha realmente; quella dell’inciucio, delle mani in pasta nelle tante arraffanti consorterie dei vari potentati nazionali. Quelli che hanno portato ad un sistema da 80 miliardi di tangenti corruttive e 180 miliardi di evasione fiscale l’anno, ed in venti anni hanno depauperato l’economia italiana, messo in ginocchio la Nazione e affamato il suo popolo.

(Così, per dire … solo la cifra sperperata di cui sopra, 260 miliardi anno, in soli 10 anni supera di gran lunga l’attuale debito pubblico, al momento di 2.000 miliardi)

E così il Pd si consegna al delinquente abituale. E tutti a chiederci ma come mai, che sarà mai successo, ma sono impazziti tutti?  ma qualcuno si è venduto? ma è davvero necessario per la salvezza dell’Italia? ma davvero una politica collaborativa con la destra è indispensabile per uscire dalla crisi? … E nessuno o quasi ammette ciò che in cuor nostro sappiamo tutti benissimo;  i massimi dirigenti del Pd (Presidente Napolitano incluso) da 20 anni sono complici del nostro sistema corruttivo, sono attori principali in mille intrallazzi pagati caramente dalla collettività; dall’Antonveneta di D’Alema e Monte dei Paschi di Siena (dove sono finiti i 20 miliardi spariti?)  alla Coop CMC di Ravenna con i suoi 20 miliardi di appalti solo per l’inutile TAV di Val di Susa. E poi una miriade di funzionari di partito infilati in ogni Municipalizzata e Partecipata, fantastici ricettacoli di tangenti e corruttele, come Finmeccanica e l’ultimo caso degli elicotteri all’India. (Ed è così fin nei più piccoli Comuni, dove a decine crescono inutili quanto costose Municipalizzate, ricettacolo di trombati della politica e parentele varie, offrendo pessimi servizi ai cittadini a costi sempre maggiorati.)

Centinaia di miliardi.  Grandi interessi e potere. E perchè mai i dirigenti Pd dovrebbero rinunciare a  tutto questo?

E se anche qualcuno tentasse, magari chi appena arrivato e ancora non si è lasciato infilare per bene nei giochetti tangentari … quanto potere di ricatto può avere un puttaniere che da 13 anni controlla tutto e tutto tiene nelle sue mani, Servizi di Sicurezza e spionaggio innanzitutto?

E così, ecco che Bersani vince le Primarie al grido di “mai con il Pdl; … Cambiamento!“.

E poi lo abbiamo visto candidato premier della coalizione che è arrivata prima alle elezioni dire “mai con il Pdl; … Cambiamento!“.

E per tutto l’ultimo mese ha detto a tutti (da Napolitano al puttaniere fino a Grillo)  “mai con il Pdl; … Cambiamento!“.

Fintanto che, un attimo prima che lo facesse per davvero, qualcuno gli ha sussurrato due paroline all’orecchio, ed in un attimo ha consegnato il partito, le Istituzioni ed il Paese ai malavitosi del delinquente abituale.

Questa gentaglia dunque cari amici, in buona o cattiva fede che siano … NON sono più credibili, e non ci crediamo più.
E non perchè sia la “sinistra” ad essere così in quanto tale o per dabbenaggine dei suoi dirigenti.
Non gli crediamo più perchè chi comanda lì dentro continua ad essere colluso con il berlusconismo, individui assolutamente intenzionati a continuare a mantenere le mani in pasta, e quindi sempre ricattabilissimi dal delinquente abituale, che di loro ne sa di cotte e di crude e li manipola come crede. Tutto lì.

Lo sappiamo tutti benissimo, da anni, noi romantici quanto dubbiosi sognatori, solo fingiamo a noi stessi che non sia vero.

PD: si poteva cambiare

Cari compagni e amici del PD, noi di Persiceto caffè abbiamo scritto tanti articoli. Da anni critichiamo la politica e in special modo i personaggi che stanno al vertice del vostro partito.
Molti di noi hanno fatto parte del PD in passato, che si chiamasse PDS o DS o PCI.

Parlando con voi, alla fine dicevate sempre che non era colpa vostra, che il problema erano i personaggi che stavano al vertice: i vari D’alema, Letta, Violante…
Forse dopo quello che è appena successo sarete costretti a fare finalmente una scelta, sarete costretti a non tenere più la testa sotto la sabbia.

Ci avete sempre detto che scrivere criticando su un blog è facile e comodo stando seduti ad una console.
Ci avete detto che è molto più difficile darsi da fare, impegnarsi sporcandosi le mani, mettersi in gioco ogni giorno.
E’ vero. Ma non si può continuare più di tanto a far finta di niente, noi eravamo quelli che dicevano che il re era nudo. E avevamo ragione.

Adesso bisogna fare delle scelte.
E’ inutile continuare a ripetere che ci si deve turare il naso e tirare avanti  perchè c’è la crisi. E’ inutule dire che il partito non si deve spaccare perchè altrimenti vince Berlusconi.
La prova tangibile è sotto i vostri occhi.
Nonostante Berlusconi non abbia vinto (sulla carta), il vostro partito continua a fare quello che ha sempre fatto. Quello che noi denunciamo da anni.
Servirlo.

Certo, cari vertici del PD, non è facile tenere in piedi un partito continuando a servire il padrone che è il leader del partito avverso.
Alle recenti elezioni politiche per non perdere voti, avete detto le stesse cose di sempre, che c’è la crisi, che il governo Monti era indispensabile per frenare la crisi e che finalmente si poteva cambiare.

Per dimostrare che volevate rinnovarvi avete scelto molti volti nuovi da portare al parlamento e vi siete alleati con SEL dicendo (ma non ci credeva nessuno) che non vi sareste alleati a Monti.
C’era una grande euforia. Per qualche mese avete creduto davvero di potervi liberare del padrone. Di poter fare inciuci per conto vostro senza finalmente dover rendere conto al capo.
La frase (infelice) clou della campagna elettorale è stata “smacchieremo il giaguaro“.
Perchè è per questo che gli elettori del PD votano PD. Mica per servirlo, il giaguaro.  Altrimenti voterebbero PDL non vi pare?

Le ultime parole famose di Bersani sono state “mi vedete voi al governo con Brunetta e Gasparri?
Il giorno dopo ha chiesto al padrone chi doveva essere il nuovo Presidente della Repubblica, e Il nano ha detto Marini.
Ma le cose poi sono sfuggite di mano.
Sì perchè non si può micca smacchiare il leopardo dando l’autan alle zanzare, porco boia ragazzi…
Non si può dire a tutti “votateci che il nemico è Berlusconi però facciamo quello che dice lui“.

Allora per salvare il proprio culo sulla poltrona si è disposti a tutto.
Alla faccia del “si poteva cambiare”, si lascia governare Monti dando la colpa a Grillo.
Si infanga il nome di Marini, di Prodi e di Rodotà.
Si corre dal padrone chiedendo scusa per non essere riusciti a far eleggere  Marini e con lui si va a implorare Napolitano di ricandidarsi… E alla fine l’applauso corale liberatorio. Alla faccia del “si poteva cambiare“.
Subito dopo Brunetta ha dichiarato che il PD “è un partito serio, affidabile, bello, bravo, buono e intelligente”. E che appena poteva lo avrebbe portato a fare pipì nel parco.

Adesso sembra che il PD si stia per spaccare ma ci credo poco. Enrico Letta sarà probabilmente il nuovo capo del governo, con Brunetta e Gasparri.
I prossimi passi saranno la delegittimazione ufficiale della Magistratura, il presidenzialismo e lo ius primae noctis. Berlusconi si è evoluto, adesso non si sbatte nemmeno per diventare Presidente del Consiglio,  fa eleggere qualcuno che fa le cose per lui e meglio di come lui le farebbe.

Ricordate cari compagni quando si discuteva sui motivi che portano la gente a votare Berlusconi e  si diceva che sono persone ignoranti rimbecillite dalla TV?

Ma perchè qualcuno vota PD?
“Bè sai, per tradizione… bisogna stare uniti… però Festa dell’Unità sa troppo di sinistra… chiamiamola festa del PD…  Chi? … Grillo? E’ un fascista reazionario nazista che vuole la dittatura peggio di Stalin…  Chi? Vendola?… ma sì dài Vendola è pittoresco… lo prendiamo con noi… lo adottiamo anche se è frocio.

Lettera aperta ai cittadini di Terred’acqua

Lettera aperta
ai cittadini di Terred’Acqua

Gilberto Canu

Mi sono chiesto frastornato, alla presentazione della candidatura Marini per il Quirinale, quale fosse il disegno politico che muoveva la direzione del PD. Una candidatura che noi politici di campagna avevamo già bollato come idea balzana, così come quelle prospettate in alternativa, (Amato e Mattarella). Perché erano andati a riesumare personalità politiche dimenticate dalla storia di questo Paese? Mi sono domandato dove fosse andato a finire quello scatto di fantasia sbandierato da Bersani, quale la novità?

Dopo una campagna elettorale vergognosa condotta nei teatrini di provincia, mai a contatto con i cittadini che reclamavano a gran voce il cambiamento, dopo aver lasciato le piazze a Grillo e al suo movimento e dopo avere perso elezioni già vinte in partenza, si sono infognati in una proposta irricevibile per il Quirinale.
Questa ulteriore prova di incapacità di una classe dirigente oramai allo sbando ha provocato la spaccatura probabilmente insanabile del PD. Hanno dovuto correre ai ripari dopo la bocciatura di Marini alla prima votazione, cercando con disperazione un altro nome da proporre, allora ecco spuntare Prodi dal cilindro.

Se questa candidatura fosse stata la prima scelta, non avrebbero dato l’idea di non sapere che pesci pigliare. Sarebbe stata una risposta a Grillo, affermando in quel modo una scelta autonoma, sulla quale forse si sarebbe potuto trovare un accordo, senza dare l’idea di impiccarsi ai diktat del M5s e soprattutto si sarebbe cancellato qualsiasi sospetto di inciucio con il PDL. Così non è stato, al contrario ogni azione politica messa in campo è apparsa incredibilmente un supino appiattimento alle richieste di Berlusconi.
Bersani stamane ha rilasciato questa dichiarazione “Non siamo stati in grado fin qui di corrispondere alle nostre responsabilità e non abbiamo dato una buona prova“.

Dopo una dichiarazione del genere si prendono su i propri stracci, si saluta e si torna a casa.

Invece no si continua imperterriti a percorrere strade sbagliate.
Poiché come ho già detto se Prodi fosse stata la prima scelta il PD avrebbe potuto giocare la partita, ora diventa una pezza, pur autorevole che risolverà la questione del Quirinale, ma non quella del governo.
E allora? Quale il disegno, andare alle elezioni in queste condizioni? La volontà della base del PD se la dirigenza non lo avesse ancora capito è quella di trovare un accordo con il M5s, perché questo Paese ha bisogno di un governo e per trovare quell’accordo non si può non prendere in considerazione la candidatura di Rodotà. Certo è una proposta di Grillo e non si può abbassare la testa dopo avere subito le ingiurie della Lombardi e di Crimi e del loro stesso capo, lo capisco, ma non c’è via d’uscita caro Bersani.

Hai sbagliato tutto ciò che si poteva sbagliare e ora non ci si può attaccare al proprio orgoglio pur di non darla vinta a chi ti ha sbeffeggiato.

Io sono convinto che è necessario chiudere questa partita in questo modo. Andare alle elezioni ora con tutte le carte in mano a Berlusconi e a Grillo per gli errori madornali commessi sarebbe un disastro. C’è anche da dire che bisogna ripartire dai territori per la ricostruzione di una politica riformatrice che chi sta a Roma ha perso di vista.
Dai territori è necessario iniziare il confronto con tutti coloro che sono disposti a cambiare registro, pezzi del PD, SEL e M5s. Da questo comprensorio territoriale è necessario iniziare a lanciare un segnale di novità e di aggregazione politica per le prossime amministrative. Senza la solita puzza sotto il naso che ha portato questa sinistra allo sbando attuale.

Io ci sono, spero che altri aderiscano a questa esigenza sempre più urgente dentro l’area progressista per il cambiamento.