Perchè ci preoccupiamo tanto di Pellegatti ?

sentinella in piediIn una discussione del Blog, Fabio Pancaldi tra l'altro ci chiede:
"…Come si fa a pensare che il bene stia tutto da una parte, che tutti abbiamo esperienze diverse e dei limiti. Il sig Cotti ha scritto cose che in parte condivido altre no . …  Perchè questa ansia da competizione elettorale, pensate che se vince Pellegatti Persiceto sprofondi ? …   Perchè vi preoccupate tanto di giudicare ed etichettare gli altri, … ?


Ebbene, ci preoccupiamo tanto perchè Pellegatti a Persiceto (dopo ampie giravolte politiche che lo hanno visto pure vicesindaco PDS) oltre che di Forza Italia è divenuto espressione della parte più retriva della chiesa, quella non solidarista, confessionale ed integralista di Comunione & Liberazione e delle Sentinelle in piedi. Pellegatti può vincere e diventare Sindaco solo se riesce ad attrarre *tutti* i voti di Mazzoli (Lega + Alleanza Nazionale) e dovesse succedere è evidente che, oltre Forza Italia e Comunione e Liberazione diverrà espressione anche della sua politica razzista e omofoba.

Ci preoccupiamo tanto…

-perchè abbiamo figli e nipoti a cui vorremmo consegnare asili e scuole efficienti e laiche, non classi tagliate e docenti confessional-integralisti di Comunione & Liberazione;

– perchè vorremmo evitare che i nostri figli e nipotini pranzino all'asilo di fianco a loro compagni in lacrime a cui hanno negato la pappa perchè i genitori non hanno pagato la retta;

– perchè abbiamo genitori anziani a cui vorremmo continuare a garantire gli attuali servizi assistenziali a domicilio, e non abbandonarli a sè stessi o doverli rinchiudere in costose strutture private;

– – perchè ci sembra assurdo anche qui a Persiceto avere politici che sostengono la Bossi-Fini, che ha condannato al carcere migliaia di giovani per uno spinello;

– perchè vorremmo continuare a fruire delle attuali attività culturali, e non vedere la chiusura del Teatro Comunale, il taglio dei finanziamenti a società sportive, carnevalesche ecc. come prospettato nel programma Mazzoli (Lega+Alleanza Nazionale);

– perchè vorremmo evitare che i consultori e il servizio sanitario finiscano pure loro nelle mani di Sentinelle in Piedi, con impossibilità di accedere ad interventi abortivi e forniture della "pillola del giorno dopo", consegnando di nuovo, come nel medio evo, nelle mani delle mammane le nostre giovani sfortunate;

– perchè vorremmo continuare ad essere premiati come "Comune Riciclone" e non vedere la cessazione della raccolta differenziata per avere tanti rifiuti da bruciare nel redditizio inceneritore che da anni Forza Italia propone di realizzare all'Amola, con ricaduta di diossina nel raggio di 5 km.;

– perchè disprezzo gli omofobi, specialmente quando sono docenti scolastici pagati da noi per insegnare solo quello, e a Sant'Agata con ampi poteri di indottrinamento dei nostri ragazzi;

– perchè non ne posso più -qui nel bolognese- di sentire esponenti politici leghisti incitare al rogo verso gli immigrati;

– e poi perchè siamo rimasti disgustati nel vedere le squadre di Alleanza Nazionale entrare due anni fa in Consiglio Comunale di Sant'Agata esibendo rabbiosi il saluto romano.

Ecco perchè siamo preoccupati tanto.

Credo che nei prossimi giorni ognuno di noi debba fare il possibile per raccontare queste nostre preoccupazioni ad amici e parenti, ed evitare che tutto questo accada a Persiceto votando Tommaso Cotti domenica 19 giugno.

 

Calderoli e le radici cristiane della Lega

Quelle che sto per riportare non sono parole mie ma di don Renato Sacco, parroco di Cesara (VB) terra leghista, parole che condivido.

Radici… cristiane?

15 luglio 2013 – Renato Sacco

Nel 1977 esce il film ‘RADCI’, la storia di Kunta Kinte preso dal suo villaggio africano e portato schiavo in America.
In questi ultimi anni la Lega Nord ostenta le proprie ‘RADICI CRISTIANE’. Un binomio offensivo sia delle ‘radici’ che del ‘cristianesimo’. L’ultima conferma viene da Calderoli, vicepresidente del Senato, “Kyenge mi fa venire in mente un orango’. Non ci sono parole per commentare! Con buona pace del viaggio di Francesco a Lampedusa e della distribuzione a tappeto dei crocifissi, ecc.

Se una frase del genere fosse stata scritta in una tema da qualche studente, o detta da un professore cosa sarebbe successo? E se la dovessimo dire ad un carabiniere che ci ferma con la paletta per un controllo? Forse ci porterebbe direttamente in cella! E se lo dice il vicepresidente del Senato per insultare un ministro donna con la pelle nera?  Tranquilli, sono le solite battute della Lega. E poi ha chiesto anche scusa. Non ci resta che aspettare la prossima.

Preoccupa anche quanto ha detto il Presidente del Piemonte Roberto Cota a proposito degli F35: “Per quanto riguarda le questioni etiche dobbiamo dire che se questi aerei non li facciamo noi, vuol dire che li produrranno altrove. Lasciamo quindi da parte certa ipocrisia”.
Ne viene fuori una bella linea educativa per i nostri ragazzi ai campi estivi!  Un vero compendio di valori morali e cristiani oltre che civili e umani!
È un po’ come dire: ‘non porti troppe domande, tanto se una cosa brutta non la fai tu, la fa qualcun altro. Tu fai quello che ti conviene’. Forse, dirà qualcuno, anche questa frase va contestualizzata.

Sul sito di Famiglia Cristiana ho letto un bel commento di Francesco Anfossi. Come uomo e come parroco accolgo e condivido quanto ha scritto.

Calderoli si proclama cattolico e nessuno, nella comunità ecclesiale, si è mai scandalizzato per le sue affermazioni politiche. Nemmeno i parroci della sua terra, forse nel timore di perdere le pecorelle verdi del loro gregge. Per troppo tempo si è fatto finta di niente, covando nel silenzio l’anticristiana ideologia del “fuori chi mi dà fastidio, che siano uomini, donne e bambini”, spesso scambiandolo per la difesa di tradizioni pseudo cristiane. E così che questa sorta di veleno proto razzista è andato avanti, contaminando il Nord come i rifiuti tossici contaminano la Campania. Forse è venuto il momento, per tanta parte della Chiesa, per un’autocritica. E per levare una voce forte”.

Questo intervento si può legge anche su Mosaico di Pace.

Auschwitz, razzismo e omofobia

La Giornata della memoria è necessaria perchè evidentemente c’è chi dimentica.

Ma c’è anche chi non ha mai saputo o peggio, pur sapendo preferisce pensare ad altro.

Il razzismo e l’omofobia, oggi tanto di moda ed altrettanto diffusi, ma sempre ipocritamente nascosti dietro frasette del tipo “io non sono razzista, però…” (vedi filmato sotto),  trovano spazio proprio a seguito di queste dimenticanze, e rendono possibile il drammatico ripetersi della storia.

Razzista è chi giudica le persone non dal loro comportamento civile ma dalla loro etnia. Così come Omofobo è chi giudica una persona non dal suo comportamento civile, ma dalle sue private abitudini sessuali.

Per il razzista o per l’omofobo si etichettano dunque le persone per “appartenenza” e non per “comportamento“.  Esattamente come fecero i Nazisti, e come fanno oggi i leghisti,  distinguendo, “etichettando” le persone secondo canoni tutti loro e considerando gli etichettati inferiori e successivamente persino eliminabili.

Ma Francesi o Rumeni, zingari o valdostani, omosessuali o italiani, eterosessuali o albini, obesi e anziani, alti e bassi sono malfattori o persone in gamba indipendentemente dalla loro etnia, dalle loro caratteristiche fisiche o dalle loro abitudini sessuali.  E’ quando si vuole mettergli l’etichetta che si diviene razzisti, o omofobi. Che poi, una volta accettato il principio dell’Etichetta sono i mostri a decidere su tutti.

Con il principio delle “etichette” tutto dipende sempre da chi è che le mette e chi le subisce. Abbiamo visto l’esempio del regime nazista, ma ogni tipo di regime ha le sue etichette da imporre. Se ad esempio dovesse arrivare a comandare qualcuno che odia i biondi perchè che so…  “sono devianti in quanto inizialmente l’homo sapiens aveva capelli neri” ecco che i biondi si beccherebbero subito la loro bella etichetta; all’inizio sarebbero denigrati e messi alla berlina, poi sempre più sputtanati da “tutti” (quelli che accettano il concetto di etichette ovviamente) ed infine emarginati. Ed in base al potere raggiunto da quel regime, pure internati ed eliminati.  

Ci sono uomini e donne che, per la loro limitatezza mentale, hanno paura del “diverso” e quindi anche dell’omosessualità; Mr. Obama che è un maschio vero (e per giunta un sex symbol),  ci ha mostrato che non ha nessuna paura dell’omosessualità nè del razzismo (nel senso che non teme i bianchi).

Perchè una persona deve arrivare a massacrare un’altra persona solo perchè non ne condivide lo stile di vita, il colore della pelle, i cibi di cui si alimenta o le abitudini sessuali? Dietro queste paure c’è solo il terrore dei propri limiti, che nessuno picchia e uccide più facilmente di un maschio insicuro e spaventato.

Razzismo, Lega Nord e Radio Padania

Di solito non riportiamo articoli da altri blog, salvo brevi “quote” da commentare.

Ma questo mi è proprio sembrato il caso di riproporlo così com’è; buona lettura.  :roll:

‘Così la Lega vuole farmi tacere’

di Daniele Sensi

Da anni il blogger Daniele Sensi registra le frasi razziste degli esponenti del Carroccio su Radio Padania e in Rete. Un lavoro prezioso e scomodo. Ora cercano di intimidirlo portandolo in tribunale. Come ci racconta lui stesso.     (24 gennaio 2013)

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 ” Ascolto Radio Padania dall’estate del 2007 e faccio blogging dall’inverno successivo.

Su quella radio, il 9 aprile del 2008 ho sentito l’eurodeputato della Lega Nord Matteo Salvini dire che «i topi sono più facili da debellare degli zingari»: lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

L’8 giugno del 2008 ho sentito i Giovani padani di Monza e Brianza ridere dei marocchini, «marroni come la cacca»: lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Il 16 giugno del 2008 ho sentito un assessore leghista alla Sicurezza dire che «se i rom sono finiti nei lager nazisti, se nel corso della storia non si sono fatti molto amare, qualche errore lo avranno commesso»: lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Ho sentito un ascoltatore dire a quello stesso assessore che «i rom sono parassiti come le pulci sui cani» e ho sentito l’assessore ribattere che «se questo pregiudizio è radicato nei secoli, un motivo ci sarà: la diceria degli zingari che rubano i bambini non è una leggenda metropolitana» («no, non li rubano: li prendono in prestito, in affido», ho sentito fargli eco Salvini): lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Nell’agosto del 2008 ho sentito un capogruppo leghista in consiglio comunale rivolgere un appello ai «soldati del nord» affinché boicottassero tutte le attività commerciali gestite da cittadini immigrati: lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Il 21 aprile del 2009 ho sentito un portavoce di ‘Padani nel mondo’, associazione di coordinamento della Lega Nord sulle circoscrizione estere, opporsi alla conferenza Durban II sul razzismo perché «il razzismo viene sempre dipinto come una forma estremamente negativa, mentre è la xenofobia ad essere negativa: il razzismo identifica delle diversità di fatto»: lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Il 29 aprile del 2009 ho sentito un deputato leghista, presidente di provincia, annunciare l’intenzione di separare, nei pronto soccorso, i cittadini immigrati da quelli italiani, predisponendo «un canale preferenziale per i nostri anziani: dove la Lega ha il governo del territorio, spingeremo i direttori degli ospedali a creare tali canali per la nostra gente»: lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Il 6 ottobre del 2009 ho sentito un assessore leghista al Turismo e all’Identità dolersi di come «molti zingari, poiché di cittadinanza italiana, se non commettono reati non puoi cacciarli»: lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Nell’ottobre del 2009 ho sentito una conduttrice di Radio Padania interloquire amabilmente con un’ascoltatrice che ingiuriava le persone transgender («immondi cessi umani, aborti della natura, stranieri che sono qui a portare malattie») invocando le «espulsioni di massa, come in Germania»: lo scrissi sul blog, allegando laregistrazione audio.

Nel 2010, tramite interrogazione parlamentare, un deputato leghista chiedeva che l’edizione integrale del ‘Diario di Anna Frank’ non venisse fatta leggere nelle scuole elementari, poiché «il testo contiene un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime». Il 26 gennaio di quell’anno, alla vigilia del Giorno della Memoria, ho sentito il responsabile della rubrica culturale di Radio Padania difendere lo spirito di quell’interrogazione, producendosi in un’invettiva contro coloro «che hanno fatto di Anna Frank una santa, tanto da averle dedicato una giornata, il 27 gennaio, e che ne difenderebbero il Diario anche se vi fossero colate quattro pagine di sterco»: «Crepate, voi che ci date dei moralisti e dei bacchettoni, crepate assieme a Satana». Lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Il 26 febbraio del 2010 ho sentito uno speaker di Radio Padania, consigliere di zona nel milanese, lamentarsi di come i rom, «informati esageratamente da sindacati e associazioni cattoliche», purtroppo conoscano i propri diritti, «e se ad esempio vai a sgomberarli su un campo privato, loro sanno che senza la richiesta del proprietario del terreno non si può procedere con lo sgombero»: lo scrissi sul blog, allegando laregistrazione audio.

Il 12 agosto del 2010 ho sentito un conduttore di quella radio spiegare la differenza «tra fascismo nel senso negativo e deleterio del termine, e fascismo nel senso positivo, perché c’è, esiste, un senso bello del termine fascista»: lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Il 7 settembre del 2011 ho sentito un deputato della Lega Nord affermare che, «poiché codardi, o venduti, o semplicemente faciloni», i magistrati di origini meridionali favoriscono la mafia e ho sentito quello stesso deputato aggiungere che «la Corte Costituzionale è tutta fatta, guarda caso, di ragazzi del sud che, guarda caso, vengono da regioni mafiose»: lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Il 7 giugno del 2012 ho sentito i Giovani padani di Verona dire che «non è nella natura dei napoletani lavorare otto ore al giorno»: lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Il 2 agosto del 2012 ho sentito un conduttore di Radio Padania distinguere tra «terroni nel senso dispregiativo del termine, ossia quelli che fanno niente tutto il giorno e si sono presi la pensione senza meritarla», e ‘terroni buoni’, «quelli che sparano per aria quando vedono i rom vicino a casa»: lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Il 28 settembre del 2012 ho sentito i Giovani padani del Veneto dire che nel meridione d’Italia «devono ancora capire a cosa servono le saponette e la carta igienica»: lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Mentre su Twitter, per email e tramite messaggi privati in tanti, troppi, fraintendendo il senso del mio lavoro mi chiedevano il perché di tanto «mio odio per gli stranieri, per i meridionali e per gli omosessuali» (un misunderstanding che ha portato alla soppressione da parte dei vertici di Youtube di un intero canale che ospitava parte del mio archivio audio), a un paio d’anni dall’apertura del mio blog (le cui attività si sono nel frattempo trasferite sul sito dell’Espresso), allargavo il monitoraggio ai social media.

Nel dicembre del 2011, scovai su Facebook una pagina riservata i cui animatori proponevano «un colpo in testa» per «quel vecchio di merda e terrone del cazzo di Napolitano»; «stufe a legna, in modo da farne carburante alternativo» per i rom; «la caccia con pallettoni da cinghiale per gli immigrati sani» e «fiamma ossidrica per quelli malati di Tbc». Pur non prendendo parte alle discussioni, al gruppo erano iscritti deputati, senatori, presidenti di gruppi parlamentari, vicepresidenti di Regione, assessori, sindaci, segretari comunali e provinciali della Lega Nord.

Il 27 marzo del 2012, sempre su Facebook, in una discussione che inneggiava ad Auschwitz e Mauthausen ho pizzicato una vicecoordinatrice leghista alla Commissione sanità, interventi sociali e politiche giovanili auspicare il «napalm» per i rom; il 21 settembre del 2012, all’indomani del rogo in un capannone monzese gestito da cinesi, catturai il rammarico di un segretario di sezione della Lega, dispiaciuto che nell’incendio non fosse morto «nemmeno un cinese»; il 30 ottobre del 2012, ho sorpreso un consigliere provinciale del Carroccio tifare affinché l’Etna, il Vesuvio e il Marsili eruttassero sommergendo il Sud Italia.

Nel frattempo, un giornalista di Radio Padania per il quale «i Protocolli dei savi di Sion, per quanto smentiti e smascherati, sono comunque pieni di spunti interessanti», s’è inventato ‘Mai più senza società multiculturale’, una rassegna stampa, quotidiana, di crimini compiuti da cittadini stranieri nel nord Italia, una rubrica dove gli spacciatori arrestati sono «naturalmente maghrebini» e i ladri «ovviamente zingari».

Ebbene, giovedì scorso ho ricevuto un avviso di garanzia. 
Sono stato denunciato da TelePadania per «diffamazione aggravata» a mezzo internet. 

I fatti risalgono al maggio del 2010: recatasi per un sopralluogo in un campo nomadi, una troupe di TelePadania era stata raggiunta da una sassaiola. L’allora direttore dell’emittente, Roberto Fiorentini, in collegamento telefonico con Radio Padania aveva commentato l’accaduto attribuendone la responsabilità a Gad Lerner, colpevole di «aver aizzato, in maniera anche violenta, alcune comunità rom contro la Lega, e questi sono i risultati».

Come sempre, lo scrissi sul blog, allegando la registrazione audio.

Sul blog scrissi anche degli sms degli ascoltatori letti dal giornalista di Radio Padania prima del collegamento con Fiorentini: «Dire che gli zingari sono sporconi e molte volte delinquenti è come dire che l’acqua bagna», accennando inoltre alla campagna d’odio contro i rom da tempo portata avanti su quelle frequenze.

Apprendo ora che il querelante (Roberto Fiorentini), letto «con vivo stupore» il mio post, sostiene di «non aver mai profferito queste espressioni».

Assistito dagli avvocati Andrea Mecca, del foro di Milano, e Guido Scorza, del foro di Roma, la mia linea difensiva sarà piuttosto semplice: quel rettangolo in javascript di 460 per 255 pixel, situato tra il titolo e il testo del post, non è né un pessimo orpello decorativo, né un banner pubblicitario da schivare onde evitare immeritati guadagni al webmaster, ma una registrazione audio: è sufficiente cliccarvi sopra per sentire Fiorentini attribuire a Gad Lerner la responsabilità di «aver aizzato, in maniera anche violenta, alcune comunità rom contro la Lega».

Intanto, io rischio un processo. ”

Se si spezza la fune

A forza di tirarla, poi finisce che la corda si rompe.E’ successo alla festa della Lega, ovviamente. Due contrapposte orde di buzzurri esaltati, sponda lombarda del Ticino contro i nemici della sponda piemontese del Ticino, in forsennata competizione tra loro per il primato di chi ce l’ha più duro, si strattonavano un cavo teso tra le due sponde del fiume, ancestrale e sacro confine supremo della diversità lombarda e piemontese.

A forza di dai, strattona tu che strattono anch’io, poi c’è il rischio che la corda si rompa.

A forza di angherie ed imposizioni assurde, di ruberie a man bassa e di privilegi di casta, di dagli al neghèr e a Roma ladrona e poi occupare poltrone come se piovesse, … finische che la gente si stufa, che non ne possono più, che i meno stupidi cominciano a capire e … che la corda si spezza.

E la corda si è spezzata.

30 feriti e molti contusi medicati ai pronto soccorso locali.