ATO 5: golpe delle bollette dell’acqua

Il Pacco di Natale ai cittadini Persicetani e Bolognesi.

Questa mattina il nostro Sindaco parteciperà (probabilmente) all’Assemblea di ATO 5, (di cui fa parte assieme agli altri Sindaci della Provincia), che si riunirà (5 giorni prima della scadenza del suo mandato) per deliberare gli **aumenti delle tariffe idriche** del 2012 per i cittadini (alla faccia del Referendum per l’acqua pubblica) e sul rinnovo della convenzione con Hera S.p.a. per il periodo 2012-2015.

Si sentiva proprio la mancanza di un rincaro delle bollette in questo periodo di tagli, stangate e nuove tasse. Proprio una cosina carina, un bel pensiero per i cittadini meno benestanti.

Questa assemblea è stata preparata e convocata senza nessun coinvolgimento dei cittadini e dei comitati referendari per l’acqua Bene Comune, nonostante ripetute richieste di confronto fatte dopo l´esito referendario.

Le decisioni che si prenderanno non terranno in nessuna considerazione gli stessi esiti referendari.

ATO 5 è un organismo in scadenza tra 5 giorni perché entrerà in vigore la nuova Legge Regionale sugli Ato regionali, questo rende la decisione più grave.

Un organismo che chiude alla fine dell´anno, pregiudicherà scelte fondamentali come tariffe e piani di investimento per i prossimi 5 anni.

Scorretto è stato l’atteggiamento dell’Assessore Provinciale Burgin che, di fronte alla richiesta di conoscere il contenuto delle delibere, ha dichiarato che “le conoscerete dopo l´approvazione”.

Contro questo “golpe” sulle bollette dell’acqua e sulla convenzione con Hera S.p.a., chiediamo ai cittadini/e che hanno votato il 12 e 13 giugno per l’abrogazione della remunerazione del capitale, di mobilitarsi partecipando al

Presidio davanti ad ATO 5 in via S. Felice, 25
giovedì 22 Dicembre dalle ore 9.00 in poi.

*Contro gli aumenti delle tariffe dell´acqua
*Contro lo scippo di democrazia e degli esiti referendari
*Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Restiamo in attesa di conoscere quali saranno le posizioni in merito del nostro Sindaco … vogliamo scommettere che sarà d’accordo con gli aumenti?

  1. Sono appena uscito dalla riunione, pur non essendo stato invitato, della ato 5. in via s. felice bo.
    Tutti i sindaci hanno votato SI, a tutti i 5 punti che la calzolaia della Draghetti esponeva senza neanche conoscere.
    Tutti hanno votato si tra insulti e schivando monetine, penso che non finisca quì.

    Una cosa veramente impressionante, che mi lascia basito, è il fatto che riguardando i video e scandagliando i ricordi mi accorgo, che alla domanda del perchè votare in segreto al (sì)i sindaci . rispondevano tutti alla stessa maniera ;(della serie cosa è una circolare hera) Un grazie a tutti i sindaci di bologna per il regalo di natale condiviso, w la democrazia e viva l ‘Italia, invito tutti questi esponenti sindaci di andarsi a rileggere Calamandrei. 

  2. La reazione dell’establishment politico-mediatico:
    Altrettanto interessanti sono state le reazioni dell’establishment politico mediatico, uscito decisamente stordito da una campagna referendaria, che ha letteralmente stravolto tutte le( loro) previsioni, sia in termine di lettura dei contenuti espressi, sia in termini di partecipazione sociale diretta ed autorganizzata.
    Dal punto di vista del governo, oltre a quanto previsto dalla manovra economica sopra descritta, il primo provvedimento specifico approvato è stata l’istituzione” dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua”, sorta di authority sui servizi idrici, proposta durante la campagna referendaria come escamotage(fallito) per depotenziare la partecipazione al voto e divenuta, a referendum concluso, lo strumento di risposta all’esito dello stesso.
    Poco importa il fatto che- come i movimenti per l’acqua hanno più volte sottolineato-l’agenzia sia un organismo inutile poiché essendo il servizio idrico un monopolio naturale, sulla sua gestione non vi può essere alcun mercato, e l’unica alternativa possibile è trà una gestione pubblica o una privatistica.
    A maggior ragione dopo il risultato referendario che ha sancito la fuoriuscita dell’acqua dal mercato e dei profitti dell’acqua.
    Ma anche sul fronte della “opposizione” non si registra nessun segnale di controtendenza, ede in particolare nel blocco politico-mediatico rappresentato dal PD e dal gruppo la Repubblica/l’Espresso.
      Iseritisi nella corsa referendaria a due settimane dal voto, dopo aver tagliato il traguardo col gruppo vincitore ed effettuato le fotografie di rito, sono infatti immediatamente tornati all’ovile, con una retromarcia finalizzata al totale depotenziamento del risultato.
    Spettacolare , da questo punto di vista, la metamorfosi de La Repubblica.
    Non più tardi del febbraio scorso ospitava un intervento di uno dei suoi più rinomati editorialisti, Massimo Giannini, che esaltava il decreto Ronchi come come unica vera riforma fatta dal governo Berlusconi; ma qualche mese dopo, annusata attentamente l’aria, decideva di schierarsi nello sprint finale della campagna referendaria, dedicando almeno due pagine al giorno alle nobilissime ragioni dei movimenti per l’acqua.
    Salvo poi, a risultato avvenuto, non attendere 24′ ore per mettere in campo un articolo di Mario Pirani, nel quale, senza alcuna vergogna, si sosteneva come l’adeguata remunerazione del capitale investito nella gestione dei servizi idrici doveva essere mantenuta in quanto male minore…
    Altrettanto grave la posizione del PD: dopo aver osteggiato in tutti i modi la scelta referendaria dei movimenti ( e avergli tributato “simpatia” dopo la raccolta di 1,4 milioni di firme), dopo aver presentato una proposta di legge all’esplicito scopo di evitare il voto popolare, salvo poi schierarsi per  il SI, è riuscito ad esito referendario avvenuto a dichiarare la suddetta proposta di legge come risposta adeguata al voto espresso degli elettori: una legge che definisce il servizio idrico come “servizio di rilevanza economica”, stabilisce come unica forma di gestione le Società per Azioni, prevede l’Autorità regolatricee, dulcis in fundo, inserisce nella tariffa non più l’adeguata remunerazione del capitale investito, bensì <la remunerazione dell’attività industriale> (!?!). In realtà, ciò a qui stiamo assistendo è la controffensiva della lobby trasversale dei privatizzatori( governo, opposizione,multiutilities e blocchi di potere politico-economico TERRITORIALE) che, non volendo rimettere in discussione interessi economici e consolidati, nega la svolta avvenuta o propone l’eterna formula del gattopardo cambiando tutto affinchè nulla si modifichi.
    MA, anche qui, il re cammina nudo ormai da anni ed è ormai il solo a non saperlo.
    QUESTO ABBIAMO ASSISTITO OGGI IN VIA S. STEFANO 25, LA SEPOLTURA DI QUEL BRICIOLO DI DEMOCRAZIA DIRETTA, CHE PER UN ATTIMO PENSAVAMO POTESSE TROVARE UN DIGNITOSO DIALOGO COSTRUTTIVO.POI SI LAMENTANO CHE NON C’E PARTECIPAZIONE POLITICA…  

  3. Grazie per questo tuo sentito intervento caro Lauro.

    Ho appena visionato i filmati effettuati da Alessandra Tricolore (che pubblicheremo presto dandogli un adeguato rilievo) e sinceramente sono rimasto basito.

    Se poi consideriamo anche l’arrogante presunzione con cui Mazzuca mercoledì sera ha snobbato le richieste dei cittadini sul problema delle biomasse, – se ne infischiano dei problemi della gente e della campagna pur di far intascare finanziamenti “a qualcuno” –  il sapore che resta è quello dei metodi berlusconiani finalizzati esclusivamente ai soldi.

    Ma siamo a Bologna qui, non a Reggio Calabria, non esiste che accettiamo questi metodi e secondo me è ora di cominciare a fare qualcosa.