Pd: “dove stiamo sbagliando?”

cerinoA cosa sto pensando ora? sto pensando alla situazione penosa nella quale versa il PD, al di la di tutta la dietrologia, delle animosità personali delle proprie passioni, al di la di tutto questo vorrei invitare tutti a ripassare la storia politico/elettorale di questo partito dal 2014 ad ora, da quando Matteo Renzi ne prese le redini e lo portò al gran galoppo.

Quell'anno renzi battè Bersani e fece cadere il governo Letta per prenderne il posto, quello stesso anno gli elettori italiani, me compreso nonostante Renzi non mi piacesse, fecero a questo giovane pieno di vita e di idee nuove una grossissima apertura di credito donandogli quel fantasmagorico 40.82% alle elezioni europee con contorno di 164 Comuni e delle uniche due Regioni che andavano al voto.

Ma si sa, l'elettore è volubile e capriccioso, chiede, anzi, pretende che se non tutte almeno alcune delle promesse fatte vengano mantenute, senza dimenticare che Renzi ha avuto in “eredità” il programma elettorale del PD delle elezioni politiche del 2013. Si sono così presentate le elezioni amministrative del 2015 e qui comincia a farsi sentire un venticello malizioso, complice forse una non proprio lineare linea politica del nuovo leader non proprio coerente con le promesse fatte, cosa dissero quelle elezioni? A quelle elezioni il PD perde la Liguria ma prende la Campania, ai Comuni invece suona, o meglio avrebbe suonato, un vero e proprio campanello d'allarme, alla conta mancano 3 Comuni capoluogo ed una buona dote di voti.

Ma questi segnali non inducono nessun tipo di riflessione a chi tiene le redini, la carrozza continua per la stessa strada facendo lo slalom tra “professoroni”, “gufi” e “rosiconi” salutando tutti con un bel “ciaone”.
Ma il tempo si sa è una ruota che non conosce soste e passa anche il 2015. Nel 2016 il primo appuntamento elettorale è il referendum noto come quello sulle trivelle, questo referendum è stato richiesto dai consigli regionali di: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto, 8 di queste regioni sono amministrate dal centro sinistra, il presidente del consiglio ha deciso di far celebrare questo referendum separatamente dalle elezioni amministrative che si sarebbero tenute da li a qualche settimana per fare si che queste NON facessero da traino impedendo quindi il raggiungimento del quorum come è poi avvenuto.

Ma l'elettore è un animale bastardo, magari non ha memoria ma è dotato di una cattiveria intrinseca e appena può ti fa lo sgambetto.
E questo sgambetto arriva puntuale alle elezioni amministrative del 2016, a queste elezioni il PD perde 13 dei 21 Comuni capoluogo e 28 dei 70 Comuni oltre i 30,000 abitanti che amministrava precedentemente, praticamente una Caporetto.
Ma neppure questo schiaffo ha convinto il condottiero a rivedere se non tutti almeno alcuni punti della sua politica, ha invece ottenuto l'effetto contrario, lo ha indotto ad indire una vera e propria ordalia nei suoi confronti, un giudizio divino sulla sua persona, e di riflesso anche sul suo operato nel merito e nel metodo ed il risultato del 4 dicembre 2016 lo ricordiamo tutti.

Quello che mi sono chiesto è; – per quale motivo non ci si è fermatI a capire cosa c'era veramente dietro questi segnali via via sempre più forti?  Perché venivano sempre e sempre frettolosamente archiviati con motivazioni del tipo: “non sono stato capito” o “non siamo riusciti a fare passare il nostro messaggio” e non a porsi delle domande del tipo “DOVE STIAMO SBAGLIANDO” ?

Su Renzi e la sinistra Pd

la unioneIeri (16/01/2017) ed anche l'altro ieri si è parlato molto dell'intervista che che l'ex primo ministro ed attuale segretario del PD Matteo Renzi ha rilasciato all'ex direttore di Repubblica Ezio Mauro e da quel quotidiano pubblicata domenica scorsa, e sono fioccati i commenti: poca autocritica, troppa autocritica e via celiando.

Anch'io avevo iniziato a ragionare in quei termini poi, complice anche un malessere stagionale che mi ha costretto a casa, ho iniziato a rifletterci sopra e la mia conclusione è che non è certamente un'intervista con un giornalista il "luogo" dove fare autocritica (ieri mattina in una trasmissione televisiva ho sentito un parlamentare del PD che affermava che a sinistra a volte di autocritica se ne fa troppa), e non so neppure se sia giusto ora fare "autocritica".

Per come la vedo io NON è ORA il momento di fare autocritica e non lo è per un motivo semplice e banale, NON è ancora stata fatta una analisi pubblica ed oggettiva sulle motivazioni che ha portato il PD a trazione renziana a, per usare un termine bersaniano, sbattere e sbattere violentemente, un'analisi aperta al contributo di tutti e non ricoscritta agli amici o agli amici degli amici. Non è stata fatta a livello di direzione del PD una disamina attenta e circostanziata della politica che questo partito ha proposto ed ha portato avanti, di come ha impostato i rapporti con i compagni di allenaza (N.C.D. di Alfano, A.L.A. di Verdini ecc.) e di come si sia appiattito sulle loro posizioni annicchilendo le voci critiche all'interno del suo stesso partito dimenticando che spesso sono più utili le critiche che i servilismi.

Forse non è questo il momento per un congresso del PD (credo che la sua data naturale sia il 2018), ma certamente ORA è il momento di definire che tipo di politica il PD vuole fare e che tipo di politici i militanti ed i funzionari del PD vogliono essere.

Ammiro quelle persone che pur essendo in disaccordo su tutta o quasi la politica proposta e fatta dalla segreteria Renzi, sia nel merito che nel metodo, rimangono all'interno di quel partito, questo per cercare col loro contributo di muovere la barra del timone un po più a sinistra, da quelle più visibili a quelle più nascoste che sono nei circoli periferici; e mi auguro che presto parta una disamina oggettiva della politica portata avanti dal PD almeno negli ultimi tre anni seguita da una discussione vera e seria che porti il PD a definire veramente una linea politica, quella linea politica che fin'ora non c'è stata o che io non ho visto dato che si percepivano solamente degli "spot", e che sarà poi compito del segretario, chiunque esso sia, portare avanti.

Festa dell’Unità Bologna

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A Milano i black bloc incappucciati hanno devastato la città senza essere disturbati dalla Polizia.

Nella nostra Bologna, alla festa dell'Unità arriva Renzi e ordina alla polizia (che non possiamo pensare lo abbiano fatto a sua insaputa, nè abbiamo letto a riguardo sue prese di distanza) di caricare brutalmente il dissenso, quello NON violento e non incappucciato di docenti precari e insegnanti che lo contestavano. E rompe teste e braccia di donne.

Nella nostra Bologna, a quella che era la nostra festa dell'Unità, a gente colpevole solo di non pensarla come Renzi. Nessuno era mai stato manganellato alle Feste dell'Unità. Nemmeno alle Feste dell'Amicizia era mai successo.

E Renzi borioso dichiara:

"Abbiamo il compito di cambiare l'Italia e la cambieremo, di non mollare e non molleremo".

… e boia chi molla.

UnitàPeró tranquilli stavolta hanno spaccato solo qualche testa e qualche braccia alle insegnanti dissidenti.

Vetrine di negozi e banche nessun problema, sono a posto. Ora aspettiamo editoriali sui giornali e la ferma reazione della società civile, che certo i cittadini di Bologna scenderanno in piazza Merola in testa, come quelli di Milano,  per ricucire le teste e le braccia delle insegnanti, spaccate dalla polizia renziana.

E voi cari militanti del Pd, voi compagni che lavorate ancora volontari alle Feste del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, proprio non pensate che qualcosa non vada più per il verso giusto? Non provate nessun disagio di fronte a queste immagini, a questo modo di "imporre una politica"?

  l'Unità2

Sostiene Dimitri Tartari, (segretario Pd locale)

Dimitri-ArrigoIn una recente discussione su FB esprimevamo le nostre amare perplessità per come la “sinistra” Pd si genufletta sistematicamente ai voleri dell’ebetino supremo in cambio di quattro misere lenticchie, per il bene della nazione ci si deve tappare il naso e scendere a compromessi diceva Fausto, che lo chiede l’Europa, la pace mondiale, il bene comune, l’orgoglio patriottico, la supercazzola come antani trapietapioco scarpallaccia allacciascarpa.

E abbiamo coinvolto Dimitri Tartari in questa discussione, ricordandolo un segretario Pd civatiano, chiedendo lui che ne pensava di questa escalation destrosa del Pd e lui, confermando la sua proverbiale disponibilità al confronto e al dialogo, ci ha presentato il suo punto di vista.

Sostiene Dimitri che:

1) il PD è l’unico partito nazionale in cui sia presente una forma di regolamentazione e democrazia interna chiara e verificabile;
2) Renzi è diventato segretario sulla base di primarie nazionali, peraltro aperte agli elettori del PD, in cui si sono presentate più piattaforme politiche;
3) Renzi ha in ragione di quelle primarie la maggioranza del partito in termini di organi dirigenti e decisionali, cosa che peraltro è sempre successa con ogni segretario che lo ha preceduto;
4) il PD è un grande partito in cui è chiaro ci siano anime e punti di vista diversi, a me fanno orrore le correnti ma invece apprezzo opinioni e idee differenti che possono contribuire a migliorare o modificare le scelte;
5) il ruolo delle minoranze all’interno del PD deve essere proprio quello, proporre cambiamenti e revisioni a scelte maggioritarie, anche questa non è una novità, si è sempre fatto e come è ovvio che sia la maggioranza ha sempre tenuto limitatamente in considerazione le posizioni della minoranza;
6) Renzi a mio parere ha solo reso più noti questi passaggi interni per avere ancora più forza e caricare di rilevanza il momento politico delle direzioni e delle segreterie, che ci sono sempre state anche nel passato e in cui sempre qualcuno ha fatto volare gli stracci o minacciato voto contrario o astensione;
7) un partito come il PD se vuole definirsi un partito vero e serio deve discutere internamente, litigare, azzuffarsi e tutto il resto ma poi muoversi in modo compatto;
8) non credo in frange che agiscono in modo indipendente dalle decisioni assunte nelle sedi politiche, se queste posizioni sono così radicali ed insanabili l’unica opzione possibile è quella di fuoriuscire da quel contenitore politico, diversamente bisogna fare la minoranza, che per alcuni è sicuramente una novità, e portare a casa un pezzetto alla volta consapevoli che la decisione finale non è nella tua disponibilità;
9) anche a Persiceto nel PD locale le posizioni sono diversificate, non si può negare e non sarebbe nemmeno sensato farlo, ma c’erano anche quando Bersani era segretario e prima ancora. I sistemi sono sempre gli stessi, ci sono organi di rappresentanza e gruppi decisionali in cui portare istanze e posizioni;
10) operato del Governo Renzi, non sto qui a ricordare come ci siamo arrivati e nemmeno a dire se condivido al 100% ogni scelta, ovviamente peraltro opzione impossibile, penso però che si debba riconoscere che nonostante le difficoltà e i limiti lo spirito e l’approccio del Governo siano quelli corretti. Per quanto mi riguarda, conoscendo anche un poco la complessità delle strutture ministeriali, credo si stiano facendo rivoluzioni poderose anche se silenziose. Ovvio che si potrebbe fare di più e meglio ma questo sempre. Vero invece che si è fatto molto meno e molto peggio nei passati governi di destra e in momenti non di crisi economica. Personalmente penso che fare le riforme, portarle a compimento e dimostrare che “si può fare” sia qualcosa di molto importante, anche a scapito di qualche imprecisione o di qualche sbavatura. Alla prossima…

Un decalogo carino e diligente, ma che non risponde di fatto alle due domande più ricorrenti, diciamo pure dilaganti oggi:

A) “IO NON CAPISCO QUELLI DEL PD CHE NON RUBANO… NON SI SENTONO COGLIONI ? “

B) “Qualcuno mi spiega la differenza tra il programma dei governi Berlusconi e ciò che sta facendo Renzi ? “

Ecco il punto, ed è questo che vorremmo sapere dai tanti Dimitri Tartari e Arrigo Bonazzi; che ci fate oggi, voi persone oneste, in mezzo a quella masnada di delinquenti?

Ci state per Berlinguer, Nilde Jotti e Ingrao?
Oppure per gli ideali del proletariato e dei lavoratori, per i diritti sociali e per la giustizia civile?
O per garantire istruzione e lavoro ai vostri figli e sanità e pensioni eque ai vostri vecchi?
Con sincerità cari compagni (concedetemelo), cos’è di preciso che vi lega a quelli?

E voi vecchi compagni e persone oneste, ve la sentireste di rispondere a queste 10 precise domandine?

1) Renzi tra Marchionne/Fiat e sindacati/CGIL ha sempre scelto i primi; siete anche voi dalla parte di Confindustria e contro i lavoratori?
2) Renzi sta smantellando la nostra Costituzione ottenuta con il sacrificio della Resistenza; anche a voi non piace la nostra Costituzione?
3) Renzi nei fatti si è opposto ai tagli dei parlamentari, all’abolizione delle pensioni d’oro, dei cumuli retributivi per i politici, all’abolizione dei vitalizi ai politici condannati; anche voi volete che continuiamo a pagare i politici malavitosi condannati?
4) Renzi ha riformato il parlamento e le Province togliendo ai cittadini la possibilità di esprimere i candidati; anche a voi sta bene che sia lui -ed i suoi giannizzeri- a nominarli ?
5) Renzi con il Jiob Acts ha cancellato l’Art. 18 e smantellato lo Statuto dei lavoratori ottenuto con 50 anni di lotte, raccontandoci la favola che così cresceva l’occupazione; risultato di ieri: “disoccupazione in forte aumento in Italia, specialmente la giovanile” [oggi unico paese al mondo]; anche voi siete per debellare definitivamente il Welfare e condannare alla disoccupazione eterna i nostri giovani?
6) Renzi si è dichiarato favorevole al nucleare e contro il fotovoltaico, favorevole agli inceneritori e alle centrali a petrolio, contro la raccolta differenziata e per la privatizzazione dell’acqua.
7) Renzi è contrario alle unioni gay, all’eutanasia e alla liberalizzazione delle droghe leggere.
8) Renzi è per lo smantellamento dell’istruzione e per “dimezzare” le Università italiane.
9) Renzi è favorevole (ovviamente) alla TAV di Val di Susa e -così per dire- per un ulteriore aumento dell’età pensonabile.
10) Renzi, in poche parole, ha fatto in un anno ciò che Berlusconi non è riuscito a fare in 12.

Tu caro Dimitri,  hai sempre apprezzato i progetti politici del Berlusca o puoi spiegarci come ciò che è descritto in questi 10 punti (e documentato da altrettanti video a questa pagina) ha fatto e fa Renzi sia in effetti altro?

 

Governo Renzi: bene ora si parte

Bene, ora si parte.
Non riprenderò le motivazioni per cui mi schierai già due anni fa per Renzi.
Non riprenderò le motivazioni per cui ho ritenuto inevitabile e positivo, anche se rischioso per l’Italia, per il PD e per Renzi il cambio di governo, ma vorrei fare alcune considerazioni generali sul popolo con cui condivido il passaporto e arrivare poi alle conclusioni.

1)  In Italia NON c’è mai stato un Governo che si presentasse dichiaratamente come di SINISTRA o di DESTRA e basta, ma sempre accompagnato da un pudico Centro poi, lineetta più o meno accentuata, destra o sinistra; il massimo del coraggio (?) è stato definirsi di CENTRO.
Ma perché mai ?
E’ comprensibile che per fare una maggioranza si sia costretti a volte ad alleanze non gradite, ma allora  si abbia il coraggio di dirlo: matrimonio, pardon coalizione di necessità tra DESTRA E SINISTRA o viceversa, ma cosa vuol dire CENTRO ?
Chiarezza, coraggio non sembra che ci appartengano e allora perché ci stupiamo se poi avvengono certe cose !

2) Ma quale è l’identikit del politico che gli italiani vorrebbero ?  Io non l’ho ancora  capito !!!
– Politico di carriera ?
No perché è lontano dalla realtà quotidiana ed è di fatto costretto a difendere il suo status non avendo, di norma, pari alternative nel mondo del lavoro.
Sì perché ha esperienza di attività amministrativa.

– Tecnico proveniente dalla “società civile“ impegnato a termine in politica ?
No perché non ha esperienza amministrativa e si trascina  inevitabilmente gli interessi privati  o professionali della attività di provenienza.
Sì perché ha esperienza del mondo reale e può ritornare  senza problemi alla attività da cui proviene.

– Politico donna?
No perché il merito non dipende dal sesso.
Sì per la parità.

– Politico ricco ?
No perché ha inevitabili conflitti di interesse.
Sì perché non dipende dalle entrata della carica pubblica.

– Politico povero ?
No perché farà resistenza per motivi personali nel rinunciare ai privilegi.
Sì perché capisce meglio i bisogni della gente.

– Politico giovane ?
No perché ci vuole esperienza.
Sì  perché serve rinnovamento.

– Politico “maturo “
No perché serve il ricambio.
Sì perché per amministrare serve mestiere e solo l’esperienza lo può dare.

– Politico – Politico ?
No perché la competenza specifica serve.
Sì perché la competenza specifica limita la visione globale dei problemi utile in politica.

Politico – Tecnico ?
No perché la competenza specifica può ricondurre tutto alla sua preparazione di settore.
Sì perché per amministrare bisogna conoscere cosa si amministra.

– Politico onesto ?
Certamente, ovviamente, ma a parte i casi clamorosi quale è il limite della onestà ?
Esiste davvero un cittadino che MAI abbia cercato/ricevuto/concesso una raccomandazione/favore ? Esiste davvero un cittadini che non abbia  MAI evaso/eluso le tasse anche per cifre  modeste?
 Il caso Idem è un esempio tra  i tantissimi che si possono fare.  Attenzione anche qualche pagamento in nero nella vita quotidiana è evasione. 

– Politico che parla con parole semplici, popolari. 
Si perché si capisce.
No perché non è “istituzionale.

– Politico decisionista che enuncia i problemi e preme per le soluzioni in cui crede ?
Si  perché è il suo compito di leader.
No perché è autoritarismo.

E poi altro ancora.

E allora cosa vogliamo?
a) Avere una atteggiamento realistico sulle umane debolezze accettando la grande difficoltà di porre/individuare un limite da non superare ?
b) Illuderci che esista un essere umano che faccia una sintesi accettabile di tutti questo NO/SI ?
c)  Fare il “tiro al bersaglio” su tutti quelli che si candidano o vengono eletti?
Scelta difficile, verissimo, ma non vedo alternative.

MA tutto questo cosa c’entra con il governo Renzi?
Per me c’entra eccome !
1) se si ritiene un errore in questo momento il ricorso alle elezioni  allora, a mio avviso, questo governo è il male minore: un Governo di coalizione per necessità in cui nessuno può riconoscersi completamente, ma in cui si puo fare molto per l’Italia  e poi dividersi in SINISTRA e DESTRA  quando si sia raggiunto un minimo di stabilità.

2) Renzi non è stato eletto dal voto popolare come tutti i premier della nostra storia repubblicana a parte Berlusconi, Prodi e di fatto (forse) De Gasperi.

3) E’ un Governo fatto di un mix di politici che rientrano in molte delle tipologie sopra citate.

Non va bene, in tanti vorremmo ben altro, ma decenni di ritardi e non solo ci hanno portato a questo.
Renzi ha il compito difficilissimo di essere un buon direttore di orchestrali che hanno spartiti molto diversi.
Auguriamoci che sappiano suonare e noi come pubblico non fischiamo subito, troppo facile  e pericoloso perché se loro sono carenti noi non siamo solo spettatori, ma siamo stati, siamo compositori di questa stonata rappresentazione  e magari studiamo un po’ musica o almeno decidiamo quale davvero vogliamo, ma realisticamente !!