Renzi: non so come finirà ma mi schiero

Non so come finirà, ma mi schiero ora.
Non so come finirà, ma mi schiero ora perché dopo sarebbe troppo facile.
Non mi sono mai iscritto al PCI perché non credevo nell’ideologia Comunista e alla fine degli anni 60 inizio anni 70 viaggiando in modo poco turistico nei paesi dell’est ho visto la dittatura.
Non sono mai stato un filoamericano perché dopo un viaggio negli gli USA, visti da “dietro la V° strada “,
non mi hanno convinto.
Non ho mai votato per la DC perché pur credente non ho mai capito per quale teologico motivo una religione avesse bisogno di un partito.

Ho sognato le grandi socialdemocrazie Nordiche, ma in Italia non le ho mai trovate.
Alla fine mi sento un progressista in cammino che non ha ancora trovato la sua terra.
Ma continuo a cercare, anche se non mi rimane molto tempo per trovarla, magari non luminosa come la sognavano i miei occhi di un tempo, ma accettabile.

Ora forse è giunto il momento: il PD potrebbe essere; Renzi potrebbe essere.
Perché ?
Durante la cosidetta I Repubblica tutto era bloccato, la Dc “per forza “ al potere, il PCI “per forza“ all’opposizione, il massimo della “dialettica“ veniva dal correntismo sfrenato della Dc e dal potere di ricatto degli altri piccoli partiti (PRI, PSDI, PLI, PSI); il Msi ovviamente fuori causa, ufficialmente.

Poi per vent’anni il caos, crollate nel mondo le ideologie e i miti (Russia, Cina, Cuba)  ridimensionati gli USA, in Italia crollati purtroppo i partiti,  è stata guerriglia con qualche fazione  che per brevi periodi  sembrava emergere e Berlusconi sempre presente, ma incapace di vero predominio, mantenuto in un ruolo di rilievo per gli italici difetti e la litigiosità/carenza degli altri.

Nel 2012, 2013 un vecchio ultraottantenne ha dovuto fare scelte davvero anomale  stante la totale incapacità dei partiti di fare scelte chiare, ma capacissimi di criticare in un continuo “sì però,  si dovrebbe/dovrebbero “.
Una volta al riparo di queste scelte tutti a criticare: Italian style  !!

Monti? Scelto senza voto popolare, ma di chi la colpa, di Napolitano ?
Per me no, per me colpa degli Italiani incapaci di eleggere una classe politica all’altezza.
Bersani ?
Sì Bersani poteva essere, ma non è stato e allora Letta come Monti non scelto da un voto popolare;  ma un Letta serviva per motivi diversi, ma serviva !
Letta tanti pregi, senso dello Stato certamente, ma non un leader vero, almeno per il difficilissimo compito a cui era chiamato.
Letta, è difficile negarlo, per una moltitudine di motivi stava arrivando a fine corsa in una Italia che dovrebbe accelerare per recuperare il tanto tempo perso.

Elezioni con questa legge  ?
Utili ai (tanti ) sostenitori del tanto meglio tanto peggio NON all’Italia.
E allora che Renzi sia.
Renzi  per me un progressista in un mondo in cui questo termine ha un significato che non può essere letto con una visione rivolta ad un passato partitico che non c’è più, in un mondo globalizzato privo di  ideologie di riferimento.
Renzi un politico che sembra capace di dare all’Italia una svolta reale, segretario di un partito progressista, il Pd lontano da una (ripeto una) delle sue radici, il PCI, ma che ha dato prova di avere un concreto dibattito interno più sulle cose che sulle inevitabili aspirazioni personali: Bersani, Renzi, Cuperlo, Civati  si distinguono per linee politiche diverse, ma non antitetiche e mostrano la volontà/capacità di trovare una sintesi.

Renzi non è stato eletto, vero, però almeno a differenza di Monti e Letta  si è sottoposto a due verifiche di primarie in una è arrivato secondo e in una primo; quali altri politici possono vantare questo in Italia oggi ?
Altra dovrebbe essere la modalità di eleggere il Presidente del Consiglio, ma accontentiamoci, questa  è la realtà di oggi anche se deprecabile.

Renzi avvicina forze non progressiste ?
In democrazia se non hai la maggioranza assoluta devi cercare alleanze e “pagare” un prezzo politico; è facile teorizzare altro e poi non offrire concrete  alternative possibili.
Al netto della condannabile abitudine di dare la priorità al proprio tornaconto, quando mai si capirà la profonda differenza tra un opinionista serio e un politico serio?

In questo stato di confusione totale in sintesi la mia opinione: Renzi è un progressista ?
Per me e per i milioni che lo hanno votato Si, per altri no; questa è la democrazia, ma attenzione a continuare nei storici distinguo, i tanti “suicidi “ della sinistra dovrebbero insegnarci qualcosa finalmente!
Renzi ce la farà ? Impossibile ora dirlo, ma dobbiamo fare che sia un SI per il bene dell’Italia, perché se è vero che non esiste mai l’ultima spiaggia questa ci assomiglia.

  1. Ovviamente nemmeno io so come finirà, anche se ho dei forti sospetti. Come ha fatto Paolo – e da parecchio tempo -, mi schiero decisamente in posizione contraria a Renzi, di cui -almeno fino ad ora- non apprezzo nè lo stile ed il metodo nè le idee ed i programmi, come più volte già illustrato e commentato

    Ma nonostante il completo dissenso, (su Renzi) leggo sempre con vero piacere le schiette e documentate esposizioni di Paolo che comunque fanno pensare e riflettere.
    Paolo è una persona fortemente preparata, si tiene aggiornato ed ha una formidabile esperienza di vita.
    Non è un funzionario o esponente di partito, ma un libero cittadino con delle idee sue.
    Esprime le sue idee in modo pacato e civile, e sempre manifestando pieno rispetto per chi ne dissente.
    Vive di ciò che la sua professionalità e l’impegno lavorativo di una vita gli hanno concesso, e non per entrate derivanti da poltrone offerte da capibastone a cui poi essere ossequiosamente e fedelmente genuflessi.

    Quindi, se una persona di questo tipo prende e manifesta queste posizioni, queste tesi, non può non avere le sue buoni ragioni, e senza dubbio pure valide. E per questo ogni volta mi fa riflettere, mi fa cercare di comprendere il suo punto di vista così differente dal mio, cosa lo abbia indotto a quelle posizioni e quale sia il processo analitico dei fatti che glielo ha fissato.    
    Poi hegelianamente, cerco di trarre le mie conclusioni e di resettare le mie di idee, contrapponendo a quella tesi la mia antitesi:  

    Fin dal ’76 mi è chiaro che la “sinistra”, specialmente in Italia, non è e non è mai stata maggioranza, ma se anche questo per un fortuito caso o coincidenza di fattori potesse manifestarsi, è dimostrato (dalla Grecia dei colonnelli e dal Cile di Alliende) che con il 51% non è possibile governare, reggere cioè l’impatto spesso internazionale delle forze conservatrici; per farlo occorre una forte alleanza tra le forze di centro e quelle della sinistra che, con programmi basati su ciò che è tra loro condivisibile, battano la destra reazionaria, la grande finanza speculativa e i “poteri forti”.

    Berlinguer mise a fuoco questo concetto assieme a Moro chiamandolo “compromesso storico“.  Erano due statisti formidabili e il secondo ha pagato con la vita questo tentativo.  Il fallimento di quel tentativo, noi tutti stiamo continuando a pagarlo tutt’oggi. 

    Renzi oggi è l’espressione di un partito molto simile alla Dc di allora, ma ha posizioni ben più conservatrici di quel Moro e non ne ha per nulla lo spessore politico nè la profonda e saggia esperienza di statista.

    Ma ancor più grave è che Renzi non ha come aveva Moro un interlocutore a sinistra, espressione di un grande e stimato partito riformista, una persona rispettabilissima e stimato statista come era Berlinguer; oggi a sinistra di Renzi non c’è nulla. Difatti come interlocutore Renzi ha scelto il rappresentante della peggior destra che l’Italia abbia mai avuto in quanto espressione della malavita organizzata; un delinquente abituale. Ben peggio cioè di ciò che potrebbe essere stato un Andreotti-Scelba-Tambroni.
    E dunque, o Renzi esprime una politica fortemente di destra come più volte ha manifestato di voler fare o è destinato all’insuccesso. 

    A corroborare queste riflessioni ci vengono in aiuto proprio gli emissari della destra più becera e malavitosa:

    Sallusti e Ferrara lo hanno scritto in modo chiaro: [Renzi] “ha le palle” più ancora di Palle d’Acciaio; “a lui potranno arrivare anche i voti di Forza Italia“. E, aggiunge Salvatore Tramontano sul Giornale, “ha rottamato la sinistra che voleva rottamare Forza Italia. Ha messo fine al ventennio. Antiberlusconiano. Ha dimostrato che si può non avere paura del futuro. Come Berlusconi“…

    Non so come finirà ma, di nuovo, mi schiero nettamente; con questa gentaglia non c’entro nulla, non è la loro l’Italia che io sogno per i miei figli e nipoti; dell’ulteriore scempio che si stanno apprestando a fare del Paese e delle sue Istituzioni non solo non sarò complice, ma mi batterò in ogni modo per osteggiarlo.

  2. Nel contesto del nostro mondo così come adesso è strutturato e come vi è inserito il nostro paese, la tua analisi è condivisibile. 
    Dipende da quale angolazione lo osserviamo. Renzi, il PD, Napolitano, i partiti,  il nostro sistema sociale ed economico ci appaiono più o meno normali  anzi, In questo contesto, Renzi può dare  l’idea del rinnovamento e della speranza. Ma io in questo contesto mi sento veramente male. Mica perchè sono disoccupato o perchè non arrivo a fine mese…semplicemente perchè non vedo futuro per i nostri figli. 
    E sia ben chiaro, non è colpa di Renzi, che fa parte di questo tipo di mondo. Ma del mondo stesso. Io vorrei un mondo diverso, mi basterebbe che la gente capisse quali sono le vere priorità per il genere umano, ma sembra proprio che del futuro non importi a nessuno.
    Spiacente sono sempre il solito pessimista.
     

  3.  

    • Giancarlo Romanini  A parte che non credo in Dio, né in Renzi (non me vogliano nessuno dei due), mi ritrovo in un sacco di aspetti, e anche nel finale disperato_ ma solo perché l’illusione di un’ultima (ennesima) spiaggia serve a tenere in piedi una società ed una democrazia fragilissime, che è sempre meglio di qualsiasi altra alternativa (rivolta violenta, spari per strada, fuoco nelle sedi istituzionali, dittatura).

    • Carmelo Passante  Paolo ne ho apprezzato la lettura ma non ne condivido i contenuti… la tua analisi sul presente, non tiene conto, lo dico un pó semplicisticamente, che sono le banche, la finanza e le multinazionali a decidere politiche, uomini e strategie…. compreso Renzi… compreso napolitano… questa non é democrazia, ma plutocrazia… ma anche dando uno sguardo al passato, non é che le cose andavano, poi, così tanto diversamente, sempre tra l’incudine ed il martello… liberati e schiavizzati dagli americani, partito comunista legato a Mosca, vaticanizzazione della politica… trame oscure, stragi….!!!!
  4.  

    • Valter Pederzoli  Renzi non mi piace, non credo sia progressista e penso (a pelle) che sia uno sbruffone, un bamboccio e per finire anche ciarlatano, poi, io spero proprio di sbagliare. Nella mia vita spesso ho commesso errori e per il bene del paese spero sia cosi. Detto questo resto dell’idea che non si fanno accordi con delinquenti e mafiosi per andare avanti. Potevamo tenerci la dc o il psi di trent’anni fa per fare tutto questo. Le persone arroganti come B e R non mi rappresentano io non lo voterò mai. E poi non sono comunista, non lo sono mai stato e mai lo sarò ma per il mio paese voterò qualsiasi persona, coalizione, gatto o cane che mi ispiri un minimo di fiducia.
  5. Mi permetto anche io un commento. E lo faccio dicendo subito che sono estraneo al PD, tanto per evitare possibili incomprensioni.
    Non posso che rispettare la tua decisione Paolo e…ci mancherebbe! Ma credo, nel tuo articolo, trascuri alcune sfaccettature del politico Matteo Renzi. Dimentichi la caratteristica dell’INCOERENZA di tale uomo. Sarà che io do talmente tanta importanza a questo difetto, che poi boccio immediatamente chi lo possiede e continua a sbagliare in tal senso. Renzi ha dimostrato negli ultimi tempi trasformismo, zero coerenza, prepotenza e mancanza di rispetto per i propri colleghi e per le istituzioni.
    E soprattutto…come ti ha fatto notare Andrea e come ho scritto qualche giorno fa.. …Zero Democrazia! Visto l’obbligatoria alleanza di governo che porterà a programmi comuni, se devo opinare una preferenza sulla persona, preferisco mille volte Alfano che questo soggetto.
    E credimi, quando dico che spero tanto di sbagliarmi.
    Intanto però un primo assaggio di quello che ci spetta ce l’hai con le probabili nomine di Bini Smaghi o della Reichlin (entrambi ex BCE) al ministero Tesoro Economia. Dovevano essere dapprima dieci i dicasteri, poi in un sol giorno diventati sedici e già ora si comincia a parlare di diciotto! Il doppio! :-)

    Evvai così! Diciamo, dai, che tanti ne apprezzano le doti di gran comunicatore ma… l’immediato inizio non mi sembra dei migliori. Ma teniamo incrociate le dita! Chissà che non ci vada fatta bene! 😉

  6. Io invece condivido il parere di Paolo. Sono sempre stato di sinistra, ma ho visto una classe dirigente lentamente deteriorarsi, incapace di rinnovare un partito, il PCI, che, dopo la caduta del muro di Berlino: non ha più saputo che strada scegliere, che futuro proporre ai propri elettori, che progetto di società promuovere. Non ho mai percepito il problema di non essere più a sinistra, ma piuttosto di non sapere più cosa sia la sinistra. Sinceramente non riesco a capire le obiezioni fatte a Renzi definendolo di destra. Abbassare il cuneo fiscale è di destra? Il contratto unico con garanzie crescenti è di destra? Un sistema di welfare ispirato a grandi garanzie accompagnate da grande flessibilità come nei paesi scandinavi è di destra? Ridurre la spesa pubblica eliminando corruzione e sprechi è di destra? Veniamo poi al momento attuale: tutti affermano che non è stato scelto dagli elettori. Ma ad oggi l’Italia è una repubblica parlamentare dove il premier non viene eletto dal popolo. Lo sappiamo bene proprio a sinistra dove abbiamo sempre accusato Berlusconi di affermare di essere stato investito direttamente dal voto degli elettori. E dichiarandoci sempre contrari al presidenzialismo. Ora le elezioni ci sono state solo un anno fa. Il parlamento in carica è perfettamente legittimo, come ha dichiarato la corte costituzionale. Sono gli elettori che hanno consegnato al paese un parlamento dove non esiste una chiara maggioranza. E non è colpa della legge elettorale: come dimostrano i sondaggi ancora oggi, gli elettori si distribuiscono più o meno equamente fra i 3 partiti maggiori. Ora se questo è il parlamento che ci hanno indicato democraticamente gli elettori, la politica come dovrebbe rispondere: ci dispiace, ma non ci piace come avete votato? Ora tornate alle urne e vedete di fare meglio facendo vincere chiaramente qualcuno? Come sempre dunque sarebbe colpa degli elettori e non della politica, incapace di trovare soluzioni e proposte per dare un governo efficace al paese. Io credo che invece prendere atto della situazione, non assumerla a scusa per non fare nulla, ma come sfida per fare il meglio nelle condizione dettate da democratiche elezioni, sia una risposta seria e responsabile. Cercare di risolvere i problemi del paese, facendo però proposte realizzabili rapidamente e immediatamente giudicabili dall’elettorato: questa mi sembra la risposta che le elezioni di Febbraio 2013 hanno indicato. Letta non lo ha fatto, spero lo possa fare Renzi.

  7. Grazie per il tuo intervento Luca.

    Anche io come te sono sempre stato di sinistra fin dal tempo di Paietta e Longo. Tu stesso dici che quello che era il PCI è cambiato: 

    “non ha più saputo che strada scegliere, che futuro proporre ai propri elettori, che progetto di società promuovere. Non ho mai percepito il problema di non essere più a sinistra, ma piuttosto di non sapere più cosa sia la sinistra.”

    E questo è tutto vero, ma dire questo è poco.

     

    Cosa imparammo dal fallimento della “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto? 

    Imparammo il fatto che il puttaniere sapeva quello che faceva, che all’italiano medio non interessano i partiti che sono tutti “uguali” e che vuole un leader, perchè più c’è ignoranza e più si desidera il salvatore (Benito docet).

     

     

    E non era solo questione o meno di usare le televisioni. Quindi ci si è adeguati e si ha maldestramente imparato a scimmiottare il metodo propagandistico berlusconiano usando i suoi stessi metodi: 

    La partecipazione in massa nei media, fare promesse fasulle, interrompere urlando gli altri nei dibattiti, ecc. 

    Ma se fosse solo questo sarebbe anche accettabile. Il fatto è che così come il PD ha preso il peggio della DC e del PCI, il piddino ha anche adottato la filosofia berlusconiana.

    Nei venti anni di berlusconismo, ci siamo illusi che quello che consideravamo il nostro partito combattesse il delinquente con tutte le sue forze mentre noi (coglioni) piantavamo pali alle feste dell’unità.

     

    Al tempo di Berlinguer, quante regioni erano governate dal PCI? E quanti scandali di malaffare sono saltati fuori?

    La questione morale era una delle bandiere della sinistra, sia nelle intenzioni che nella pratica.

    Adesso gli scandali di tangenti, corruzione, e arraffamenti sono pari merito e all’ordine del giorno.

    Proviamo ad immaginare un Berlinguer che va al parlamento consapevole che ci possa essere nel suo partito anche un solo indagato…fantascienza.

     

    Caro Luca, Renzi può avere tutte le buone intenzioni che vuole, non è lui il problema.

    Il problema è il partito. Il PD è ormai solo un contenitore. Un luogo dove convivono nemmeno più delle correnti come fu per la DC, ma una mescolanza di singoli individui che utilizzano questo contenitore per fare ogniuno ciò che gli aggrada a seconda della bisogna personale o di lobby. 

    Lo hanno dimostrato in tante occasioni. Sono decine di anni che chiedono due euro per votare dei candidati che vengono in seguito silurati sistematicamente dal partito stesso. Allora cosa si fanno a fare le primarie?

     

    L’ultimo trombato a tempo di record è stato Prodi alla presidenza della Repubblica: candidato all’unanimità e sifonato 24 ore dopo. Non è un caso che lui si tenga lontano, e fa anche bene.

    Oggi abbiamo assistito al siluramento di Letta a favore di Renzi e ci sembra normale.

    Ti immagini un ipotetico Berlinguer presidente del consiglio che viene visitato da D’alema che gli dice che se ne deve andare perchè è vecchio o incapace?

    Anche qui fantascienza.

    Quanto durerà Renzi? Un anno? Quale sarà la sua fine? Quella di Occhetto? Di Veltroni? Di Prodi? Di Bersani? Di Letta?

    Auguri.

     

     

     

  8. Benvenuto Luca in Persiceto Caffè e grazie per aver condiviso questo tuo interessante punto di vista che, come vedi, ha subito suscitato forte interesse.  😉

     

  9. Nemmeno a me piace Renzi e condivido tutte le perplessità scritte da chi non lo accetta.
    Però mi è piaciuto leggere la tua opinione Paolo, specialmente per come l’hai spiegata e per il rispetto e la considerazione che offri a chi la pensa diversamente. :) 

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