Siamo un popolo barbaro

sostenitore_lega_nordOgni giorno siamo mortificati da notizie devastanti; imprenditori in combutta con i corrotti responsabili della Protezione Civile che sghignazzano alla notizia del terremoto in Abruzzo ed ai loschi affari che là potranno fare con la protezione di Berlusconi, pronto a fare Ministro Bertolaso e a decretare SPA la Protezione Civile, così da far ancora più affari.

Ed il Presidente del Consiglio che urla contro i “dipendenti pubblici”, i Giudici che osano fare il loro lavoro. Che chiude i programmi informativi della RAI, mantenendo liberi i vari Minzolini ed i propri canali Mediaset. Che allarga l’immunità a tutti i suoi complici nei loschi affari, per legge. Che, sistematicamente, con il complice assenso delle “opposizioni”, porta avanti il saccheggio del Paese e l’annientamento delle Istituzioni.

Il quotidiano francese “Libération” in un crudo articolo ci considera un Popolo divenuto barbaro sotto Berlusconi.
Vent’anni di Berlusconi ci hanno dunque reso barbari?

Libèration disegna un ritratto amaro ma realista del nostro “BelPaese” raccontando un’Italia di arretratezze e chiusure, xenofobie e leggi ad personam, tivù che spadroneggiano e Parlamento esautorato.

In effetti ogni giorno abbiamo la conferma di non essere più e da tempo un Paese normale e democratico ma di subire il dilagare della corruzione e della malavita di Stato in una dittatura strisciante che ci imbarbarisce sempre più.

L’anomalia Berlusconi, il concentrare in sé il potere mediatico e politico, l’utilizzo del Parlamento come una sua azienda finalizzata a costruire leggi a suo favore e interesse, per salvarsi dai tribunali e per avvantaggiarsi negli affari, lo smantellare la Costituzione ed il costante vomitare insulti sulla magistratura, ridurre ad ogni occasione la politica a barzelletta con atteggimenti istrionici e da saltimbanco ai summit internazionali, e poi la degenerazione di scandali sessuali con nomine politiche alle puttane coinvolte,  mostrano un’Italia amaramente incivile.

All’estero sono colpiti dal fatto che un tempo l’Italia era considerata il laboratorio d’avanguardia dell’idea di Europa, e oggi appare regredita a uno status ‘provinciale’ di chiacchiera, scandaletti e pettegolezzi, esibendo una classe politica corrotta e “provinciale”, grezza ed ignorante, che non viaggia e che non parla inglese.
Un’Italia arroccata in difesa del ruolo centrale della televisione (strumento di coercizione e lobotomizzazione del sistema) ha immobilizzato il Paese negli anni ottanta, bloccando le altre forme di comunicazione come la rete, ritenute non sufficientemente manipolabili.

La casta dei politici va in TV agghidata e truccata come clown, offrendo show da imbonitori dove tutto è oramai intrattenimento, talk show urlato e pubblicità, tette, sederi e pizzi ostentati, rare le trasmissioni d’inchiesta (peraltro osteggiate ed in via di cancellazione) e rarissime di conseguenza le partecipazioni di storici veri e filosofi, psicoanalisti e sociologi o comunque uomini di scienza, che di fatto non esistono in TV.
Libèration vede una sera su due che Rai Uno manda in onda “Porta a Porta”, un “talk show condotto da un giornalista dolciastro al servizio di Berlusconi”, e lo definisce una specie di messa a cui partecipano sempre gli stessi leader politici, e dove spesso si rimpiazza Camera e Senato.
Nelle trasmissioni politiche, di varietà o sportive non compaiono persone di colore, pur oramai ampiamente presenti nel Paese.

Un Paese l’Italia che sta perdendo punti drammaticamente in ogni settore, dalla sanità alla scuola, all’ecologia, dalla cultura ai diritti, dalla tecnologia alla competitività, il tutto avvolto in un manto di degenerata corruzione con Ministri che dichiarano “il livello di corruzione è talmente degenerato che sarebbe da stupidi non approfittarne”.

Da Bob Geldof a Bill Gates, non si contano le prese di posizione ed i rimproveri al nostro governo, accusato di pareggiare il bilancio alle spalle dei poveri, e di aver ridotto della metà i fondi pubblici per lo sviluppo promessi in campagna elettorale davanti alle telecamere, facendo dell’Italia “il più avaro paese europeo”.

Sciagurata all’estero appare la regressione a livello informatico e le censure a internet. Dopo il decreto Pisano che bloccò la connessione wireless a Internet nei luoghi pubblici, come areoporti o cybercafé, ora (unico caso in Europa) col Decreto Romani, voluto da Berlusconi, si passa direttamente alla censura di siti e blog, e tutta la maggioranza
(e pure parte dell'”opposizione”) ha chiesto (ed ottenuto con Schifani) il controllo di social network come Facebook, relegando l’Italia al secondo posto per la censura della rete,  dopo la cina e prima di Iran.

Sono ignorate le petizioni di intellettuali ed aziende per “emancipare Internet” dalle norme legislative che penalizzano il futuro del Paese che ora appare già “indietro e sottosviluppato rispetto al resto d’Europa”.

Ma Berlusconi è uomo di televisione vecchio stile, e per lui Internet è un mezzo pericoloso in quanto “liquido”, ovvero incontrollabile e fuori dal suo impero.

In questa mortificante analisi, la maggiore regressione appare a livello sociale.
Berlusconi ha bisogno di un Popolo grezzo ed ignorante, facile da imbonire e manipolabile con le TV e slogan populistici. Per questo ha offerto ampio spazio alla “leghizzazione” della società, istigando odii e rancori nelle persone e portando alla degradazione morale e civica, una “barbarizzazione” dell’Italia.
Quotidianamente alla Lega Nord sono offerti gli strumenti per abbruttire le coscienze dei giovani ed esaltare gli umori più gretti e viscerali del basso popolino.
Quotidianamente la Padania invita a liberarsi “dai negri e dalle puttane di colore, dai ladri extracomunitari e dai violentatori color nocciola, dagli zingari che infestano le nostre case e le nostre spiagge, le nostre vite ed i nostri spiriti”. Ordina di buttarli fuori, “questi maledetti”, senza riportare i dati statistici che confermano una percentuale
di criminali “reali” tra gli extracomunitari pari a quella degli italiani.
Una Lega Nord alleata decisiva del partito di Berlsconi nel formare plagiati, ha fatto eleggere i suoi uomini, con queste idee, sia come Ministri che in centinaia di amministrazioni locali, diffondendo così questi suoi “valori” e questo suo linguaggio, e rendendo “normale” agli italiani il discorso xenofobo.

Siamo un popolo barbaro oramai e non mi piace affatto pensare di crescere figli e nipoti in questa “cultura”.

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