Persiceto; Comune virtuoso e intelligente?

Il Comune di Persiceto è inserito nella lista dei Comuni Ricicloni; nel 2012 difatti, si è aggiudicato il 3° posto Regionale per i Comuni che hanno smaltito meno rifiuti; il 4° posto tra i Comuni con migliore percentuale (54,4%) di raccolta differenziata;  3° posto tra i Comuni con maggior raccolta differenziata dell’organico; 5° posto tra i Comuni con maggiore aumento di raccolta differenziata.

Un bell’esempio di Comune Riciclone dunque, anche se guardando ad un modello di Comune Virtuoso o … “intelligente“, la strada da fare è ancora tanta.

Tra i Comuni Virtuosi, possiamo ad esempio inserire Fiesole, che offre compostiere gratis per i cittadini virtuosi; Minervino dove l’amministrazione comunale ha regalato l’installazione di tetti fotovoltaici a cento famiglie disagiate del proprio territorio;  Melpignano, dove una coop tra Comune e cittadini (180 famiglie) ha realizzato un progetto fotovoltaico che offre energia gratis ai cittadini; Provaglio d’Iseo, dove il Comune offre i pannelli solari gratuitamente a tutti i cittadini che li richiedano.

Da noi a Persiceto e nell’area di Terred’acqua, al momento nulla di tutto questo è preso in esame, ed anzi l’occhio dei nostri amministratori sembra volgersi a ben altro, come ad esempio nuovi insediamenti di outlet che, secondo noi,  vanno nella direzione opposta della virtuosità.

Difatti, su questa proposta è nato un interessante dibattito in rete  dove i cittadini di Terred’acqua si stanno confrontando in modo davvero preparato e civile, convinti che di fronte a proposte discutibili sia inutile attendere che “qualcuno” giunga dall’alto in nostro soccorso per salvarci; il nostro soccorso siamo noi stessi.

Indipendentemente dalle scelte che le imprese interessate faranno, delle quali il Comune -controllate e fatte rispettare le normative- non potrà che prendere atto, avrebbe una serie di iniziative virtuose e alternative che, incentivandole e dandogli spazio, potrebbero cambiare la struttura sociale della nostra area, con o senza outlet.

Vediamone alcune:

  1. I “Baiùc“; una Moneta Locale spendibile solo in Terred’acqua.  Consentirebbe di far restare più denaro nei nostri Comuni, di agevolare la filiera corta ed il consumo a km. zero e alle Amministrazioni di poter facilmente erogare finanziamenti e sostegni mirati.
  2. Massiccio intervento comunale per il reperimento di fondi che consentano inizialmente l’installazione di impianti fotovoltaici gratuiti alle comunità e alle famiglie più bisognose, e successivamente a tutti i cittadini.
  3. Stimolare e incentivare la realizzazione di mini orti da cortile come alternativa accessibile ai supermercati a km. zero.

Tentativi di questo genere mi sembra siano già stati posti in essere, ma evidentemente in modo molto contenuto e dunque con risultati assolutamente non tali da poter realmente modificare la nostra realtà sociale e comunque non sufficienti per poter offrire ai nostri Comuni il titolo di Città Virtuosa e Città Intelligente.

  1. Mi sembrano proposte sensate, non capisco bene il Baiuc, ma sugli orti si potrebbe fare molto. Nel mio piccolo possiedo un fondo che costa più di quanto renda, stavo pensando giusto di “bancalarlo”, cioè di suddividerlo in porzioni irrigate da cedere a chi avesse intenzione di diventare ortolano.
     

  2. I “Baiùc”; una Moneta Locale spendibile solo in Terred’acqua. 

    Vi sono stati alcuni test positivi in aree intercomunali europee; Enti locali come Comuni, banche e Associazioni Commercianti ecc. in accordo tra loro emettono e riconoscono una specie di moneta (qualcosa di simile agli “assegnini” al posto degli spiccioli di anni fa) complementare ovviamente all’Euro e spendibile solo nell’area, dove cioè viene accettata come pagamento.

    Questo consentirebbe di far restare più denaro nei nostri Comuni, ai commercianti locali di trattare e vendere più agevolmente e a prezzo vantaggioso merce a km. zero, prodotta qui insomma, con un vantaggio trasversale per la collettività.

    Consentirebbe inoltre a Enti locali e Amministrazioni di poter pensare e erogare con facilità forme di sostegno mirate e spendibili esclusivamente nel territorio.

    Il contadino della tassinara che vende le fragole, il muratore che fa un “ciapino”, il falegname che ci aggiusta una finestra, ma anche il commercialista che ci fa il 740, pagati in “baiùc”, spendibili solo qui.

    E’ un po’ uno sviluppo del concetto di “se i soldi girano e solo in Paese, il Paese diviene ricco“.

    Immaginiamo un cittadino che ottiene 50 mila €. da una Banca e con quelli si compra un’auto, magari giapponese; quei soldi finiscono in Giappone e, a parte la commissione per il venditore, nulla resta alla collettività, salvo quella scatola semovente di metallo, fruibile per una decina d’anni.

    Se invece un cittadino da quella banca ottiene 50 mila Baiùc e con quelli si compra ortaggi prodotti qui, il contadino di Terred’acqua ha un guadagno; se con quel guadagno si sistema la casa con muratori e falegnami locali, quelli avranno un guadagno. Se poi quelli usano quel guadagno per acquistare abiti ed altri generi prodotti localmente, è sempre qualcuno del Paese che guadagnerà e questo all’infinito, teoricamente sviluppando all’infinito il Paese. Il virtuosismo si spezzerebbe solo quando qualcuno decidesse (e potesse) acquistare qualcosa “da fuori”; solo in quel momento la catena virtuosa si interromperebbe, passando l’occasione ad un’altra area.  :)