Chi paga il peso dei compromessi

Nel suo articolo “Lettera aperta ad un senatore della repubblicaFabio Roveri richiama il termine compromesso, definisce la politica proprio come l’arte del compromesso.

Ora cosa significa “compromesso“?  Dal dizionario Hoepli ho ricavato queste definizioni:

compromesso
[com-pro-més-so]
s.m.

1) Accordo fondato su concessioni reciproche; accomodamento: fare un c.; venire a un c.
‖ Soluzione di compromesso, accomodamento in cui ciascuna parte rinuncia a qualche pretesa
‖ SIN.  transazione, conciliazione
2) estens. Via di mezzo: un c. tra il vecchio e il nuovo Carducci
3) fig., spreg. Allontanamento dai princìpi morali perseguiti o dall’ideologia politica professata, che si rivela nel comportamento pratico per il raggiungimento di un determinato fine: per la carriera accetta qualsiasi c.; venire a compromessi con la propria coscienza
4) DIR Accordo scritto con il quale due parti in lite rimettono la decisione a un arbitro
5) COMM Accordo scritto, impegno preliminare per un contratto di compravendita, di affitto e sim.
6) POLIT Compromesso storico, progetto di collaborazione governativa tra forze cattoliche e comuniste italiane, proposto dai comunisti intorno alla metà degli anni Settanta. “

I punti 2), 4), 5), e 6) indicano dei significati con dei contorni precisi, diverso invece è per gli altri due punti.

Al significato 1) troviamo quello che è generalmente inteso come compromesso, cioè trovare un accordo su posizioni differenti che non dico accontenti tutti, ma per lo meno non scontenti nessuno, e questo è certamente quello che Fabio intende come “Arte della politica“. Concordo altresì con lui quando dice che il compromesso è sì lodevole e da ricercare assolutamente ma NON ad ogni costo, la ricerca del compromesso deve quindi avere un limite.

Questo limite a mio avviso deve essere la tutela della dignità della persona, e forse è una definizione non corretta, cerco di spiegarmi con degli esempi: che senso ha che il compromesso penalizzi sempre i più deboli (e di conseguenza la loro dignità)? Vedi tutte le penalizzazioni economiche e sociali imposte per fa fronte a questa crisi, o perché si deve accettare la spesa folle di quel “sistema d’arma” più noto come F35 piuttosto che usare gli stessi denari per mitigare i danni provocati dai “compromessi” precedenti? A questo proposito ci è stato detto che servono per “armonizzare il sistema di difesa“, ed io mi chiedo da chi o da che cosa ci dobbiamo difendere? O, riformulando la domanda: quali privilegi dobbiamo difendere?

Ed a questo punto tiro in ballo il terzo significato di quelli citati in precedenza e mi chiedo: a quali compromessi, magari indicibili, si sono assoggettati coloro che legiferano e trovano i “compromessi” ai quali i cittadini si debbono sottomettere?

In questi giorni ho sentito tirare in ballo anche la “ragione di stato”, la ragione sicuramente ci sarà ma di quale Stato? A me è stato insegnato che lo Stato non è una astrazione filosofica (anche se sul concetto di Stato si può filosofeggiare), lo Stato è la carne ed il sangue di persone, di persone che si sono trovate a nascere in una comunità che era stata creata dai loro avi. Ora io mi dichiaro ignorante, ignorante perché non riesco a trovare un legame che unisca la/le ragioni che intuisco e che non mi sono state rese chiare le lo stato nel quale mi trovo a vivere. Stato che sento di amare.

  1. E qui caro Armando, mi rifaccio anche io al bell’articolo di Fabio Roveri. 
    Ancora una volta si agisce “per il bene del paese”.
    Ho letto da qualche parte un articolo di uno di quei pazzoidi che credono in un disegno bellico a lungo termine già sul tavolo della NATO in pieno accordo con le grandi multinazionali e i grandi banchieri, fin dal tempo delle torri gemelle. Riguardante una prossima guerra mondiale destinata a fare il mazzo a  Cina e Russia partendo dalla Siria (dopo Afganistan e Iraq) per poi arrivare all’Iran quindi Korea del nord Cuba, Venezuela ecc. Tutto naturalmente nucleare utilizzando sofisticate metodiche satellitari e armi di ogni tipo tenute segrete fino ad ora per “contenere lo spargimento radioattivo”.
    Sicuramente è fantapolitica, ma se fosse vero?
    Da quando facemmo l’errore di spezzare le reni alla Grecia siamo stati messi a culo per aria e diventati le servette di quelli grossi, che siano gli Stati Uniti o la Merkel.
    E ogni volta che qualche italiano voleva ricordarci la nostra indipendenza e la nostra “libertà” ,  poco dopo cambiava idea oppure ti saltava in aria un treno o una stazione (della serie  ricordatevi chi comanda).
    Ora, provando ad immaginare uno scenario bellico di questo tipo, secondo voi cosa può importare il debito pubblico? Il finanziamento ai partiti e i giornali? La TAV?, Le dimissioni di Calderoli? Quelle del tanfano?
    Con un programma futuro simile, ve lo vedete Grillo al governo? …Never.
    Piuttosto oscurano il web. E sarebbe il minimo. Ecco il bene del paese: cercare di mettersi o di rimanere sul carro dei vincenti. Anche Mussolini ne era convinto.