Wikipedia sciopera contro SOPA

Wikipedia oscurataSOPA, ovverosia Stop Online Privacy Act, è una proposta in discussione alla camera dei Rappresentanti americana, insieme alla proposta di legge gemella PIPA (Protect Ip). Ambedue consentono alle multinazionali del copyright di imporre ai fornitori di servizi online, non solo i provider di accesso o di hosting ma anche quelli finanziari come PayPal, la rimozione o il blocco di contenuti che esse stesse aziende ritengono in violazione dei loro diritti.
Si tratta in effetti di una privatizzazione della tutela degli interessi economici delle multinazionali che si presta a pesanti abusi.
Innanzitutto perché la decisione sulla illiceità di un contenuto viene demandata solo alle multinazionali, che sono parte nella contesa, e non ad un giudice terzo, ma anche perché le rimozioni avverranno per la maggior parte dei casi sulla base di meri accordi tra l’industria del copyright e i provider online, quindi sulla testa degli internauti che, però, ne subiranno le conseguenze.
È chiaro che una tale legge, che consente la rimozione di contenuti solo presunti illeciti, potrà permettere alle multinazionali, con la scusa del copyright, di rimuovere tutto ciò che è a loro inviso, compreso contenuti di eventuali aziende rivali che cercano di farsi strada nel mercato. E questo inciderà pesantemente sull’innovazione e sulla concorrenza. Per non parlare di contenuti sgraditi quali opinioni contrarie e critiche a prodotti.

Insomma, ci sono numerosi motivi per ritenere queste due leggi gemelle l’anticamera della censura in rete, e per questo motivo le maggiori aziende che operano in rete, Google,Yahoo, Amazon, EBay, Paypal, Facebook, Twitter, Reddit, ed altre, si sono riunite in un’associazione per informare l’opinione pubblica americana sul pericolo di queste proposte normative e indirizzare azioni dimostrative contro tali leggi.

Ma è stata Wikipedia a fare la prima mossa, ed avviare, insieme ad altre aziende e molti blog, l’iniziativa SOPAStrike. Ecco perché oggi, 18 gennaio 2012, Wikipedia nella sua versione inglese si oscura, proprio per portare a conoscenza degli internauti queste leggi repressive.
Vuol dire forse che Wikipedia è a favore della pirateria? No di certo, ma Jimbo Wales ci tiene a precisare che anche Wikipedia potrà essere soggetta alle “attenzioni” delle aziende del copyright per ogni singolo link che l’enciclopedia dovesse inserire nei suoi articoli. SOPA e PIPA, infatti, consentono alle aziende di imporre il monitoraggio dei siti al fine di verificare se qualcuno dei contenuti viola i diritti d’autore, anche soltanto sotto forma di favoreggiamento, quindi un semplice link come quelli che noi tutti ogni giorno inseriamo su uno qualsiasi dei social network. Domani ognuno di quei siti potrebbe essere costratto a chiudere se non bloccherà ciò che l’industria del copyright chiederà di bloccare, e senza alcun intervento di un magistrato.

È curioso che proprio gli Usa, che si sono fatti paladini della libertà di espressione negli altri paesi,  criticando aspramente Cina ed Iran, adesso portino avanti una proposta di legge che potrebbe influire pesantemente sull’internet che noi conosciamo, di sicuro molto di più di una censura in Cina, visto che la maggior parte dei fornitori di servizi online sono proprio quelli americani.
Ed infatti, oltre alle tante critiche che sono sorte sia al di là dell’oceano che qui in Europa, negli ultimi giorni si sono alzate voci critiche, ma anche derisorie, da parte degli internauti asiatici.

In ogni caso SOPA e PIPA non sono delle mosche bianche, delle iniziative straordinarie, quanto piuttosto l’ultimo tassello, per ora, di un percorso nato anni fa, che man mano cerca di traghettare i vari Stati verso una nuova era di delegificazione e privatizzazione della tutela dei diritti della multinazionali. In tal senso possiamo leggere ACTA, che a fine gennaio sarà votata al Parlamento europeo, come un trattato che consentirà alle multinazionali di legiferare al posto degli organi democraticamente eletti, e SOPA e PIPA non sono altro che i modelli per iniziative simili proposte in tutti gli Stati, come la legge Sinde approvata già in Spagna, e l’italica delibera Agcom.

 

  1. È curioso che proprio gli Usa, che si sono fatti paladini della libertà di espressione negli altri paesi,  criticando aspramente Cina ed Iran, adesso portino avanti una proposta di legge che potrebbe influire pesantemente sull’internet che noi conosciamo, di sicuro molto di più di una censura in Cina, visto che la maggior parte dei fornitori di servizi online sono proprio quelli americani.

    La sensazione è che la destra Americana più reazionaria si stia arrocando su pozizioni sempre più estremiste e profonde, e che il Tea Party ne sia solo un momento folcloristico.

    C’è una dura battaglia in corso e non mi sembra scontato chi potrà prevalere. Senza dubbio  finchè dureranno gli effetti di questa crisi, la destra avrà il gioco dalla sua parte. E non solo negli Usa. 

    Obama’s anti-SOPA stance seeks compromise to Silicon Valley-Hollywood standoff –  January 14, 2012

    The Obama administration issued a statement earlier today saying that it supports a serious legislative response to piracy problems but will not support legislation that reduces freedom of expression, increases cybersecurity risk or undermines “the dynamic innovative global Internet.”