Un’Italia che resiste

Lo sfascio del Paese e delle sue istituzioni, il saccheggio della ricchezza del Paese, lo scempio dell’etica e dei nostri valori è lì davanti a noi, drammaticamente sempre più evidente giorno per giorno, ora per ora.
Ne abbiamo parlato tante volte e per stavolta risparmiamoci la lista delle nefandezze, peraltro costantemente aggiornate in una spirale di degrado in crescita esponenziale.

Oggi vorrei passare dalla protesta alla proposta. Perchè c’è un’Italia che resiste nonostante tutto.

Ieri mentre assistevo in streaming alla manifestazione del Popolo Viola a Roma,  sono rimasto colpito da un annuncio dello speaker;  “è stato ritrovato un portafoglio, contiene documenti e soldi, è ritirabile qui “.  Conteneva “documenti e soldi”.

Improvvisamente mi sono come svegliato da uno scontato torpore; dunque esiste ancora qualcuno capace di  questo, qualcuno, un Popolo Viola che rifiuta di abbandonare etica e valori e … resiste.

Poi stamattina mi sono ritrovato con centinaia di Aquilani che, armati di carriole e badili, sono entrati nella zona rossa ed hanno iniziato ad asportare le macerie, rimaste intoccate da Bertolaso per quasi un anno in quanto non fanno audience come la consegna delle chiavi delle new town.

Sono là che lavorano gratis con l’intenzione di recuperare la loro città, gli Aquilani, dopo che la banda Bassotti di Bertolaso-Berlusconi ha speso 1 miliardo e mezzo di soldi pubblici.

Resistono anche loro.

E resistono anche quei Magistrati che nonostante i tagli di fondi ed organici, le attrezzature non funzionanti, le leggi rese inapplicabili, gli assassinii ed i trasferimenti e le continue ignobili accuse del Premier e dei Ministri (dal “vergognatevi!” al “talebani!”) continuano imperterriti la loro missione.

Resistono pure i militanti dei vari partiti di sinistra che, nonostante le frequenti idiozie dei loro leader puntate a lottare gli uni contro gli altri e al non riconoscersci a vicenda, riescono ad identificarsi (e ad unirsi) in figure  “al disopra dei partiti” e capaci di battersi per “la gente”, tutta.  Militanti che evidentemente, a differenza dei loro leader,  non dimenticano gli iscritti al PCI del ’43,  quando si rischiava la fucilazione ad avere quella tessera, che seppero allearsi con monarchici e democristiani, azionisti e liberali per battere il fascismo. Ed assieme a loro scrissero la nostra Costituzione.

C’è ancora un Paese che resiste insomma,  e da come lo fa ha tutta l’aria di volerlo fare un minuto in più della controparte e che oggi passa dalla protesta alla proposta con un Disegno di Legge presentato da Di Pietro:

  1. tutti i condannati non possono essere candidati;
  2. tutti i rinviati a giudizio non possono ricoprire incarichi di governo;
  3. tutti gli imprenditori che, direttamente o indirettamente, hanno commesso reati contro la pubblica amministrazione non possono partecipare a gare pubbliche. 

… se passasse, in un paio d’anni cambia l’Italia.

Fra tante macerie, una buona notizia ed un motivo di speranza.

viola