Tai chi chuan, il soffio dell’energia vitale

Da qualche anno, nei prati del centro sportivo di San Giovanni in estate e in una palestra nella zona artigianale d’inverno, si trova un piccolo gruppo di Persicetani che pratica una particolare “ginnastica” cinese, il Tai chi chuan.

Anche io faccio parte di questo gruppo e devo dire che da quando ho iniziato a praticare ho avuto grandi miglioramenti fisici e in particolarmodo le articolazioni. Ho spesso avuto infatti nel passato problemi di dolori lombari e alle ginocchia che ora ho risolto.

Il Tai chi chuan è un’antica disciplina mentale e corporea cinese che consiste in una serie codificata di numerosi movimenti coordinati alla respirazione da eseguire lentamente e con scioltezza.
E’ praticato quotidianamente dalla gran parte della popolazione cinese.
Derivato da antiche forme di combattimento marziale si prefigge di aumentare nel praticante il controllo della sua energia vitale allo scopo di migliorare il suo equilibrio psicofisico.
I suoi benefici nella prevenzione e cura di molte malattie, sono così evidenti che il Governo Cinese lo ha inserito come materia d’insegnamento nelle scuole superiori e nelle università.

In cina nei giardini, nelle piazze e nei parchi pubblici, la mattina si possono vedere centinaia di persone di tutte le età praticare tutti insieme.
Esistono tantissimi “stili” ( Chen, Yang, Wu, ecc.) diversi a seconda delle origini geografiche o dei maestri che li hanno tramandati.
Da molti anni il tai chi è praticato anche in Italia e anche qui si sono divulgati i vari stili più o meno conosciuti.

A Persiceto negli ultimi anni sono stati molti i tentativi da parte di maestri di metodi diversi per creare una vera e propria scuola, ma il tai chi non si presta a gare o dimostrazioni spettacolari, se ne può apprezzare il valore solo praticandolo. Essendo una attività così particolare quindi, quasi tutti i tentativi sono sfumati.

Lo stile che noi pratichiamo viene chiamato “di sintesi” per le sue origini.

Nel 1936, in Cina una commissione fu incaricata di fare una sintesi delle varie forme con l’obiettivo di formare un Tai chi che superasse i limiti di ciascuna scuola.
Il maestro Chen Pan Ling faceva parte di questa commissione che era composta da maestri rinomati rappresentanti le differenti scuole. Fu così realizzato il Tai chi chuan unificato.
Chen Pan Ling inserì nella sua forma di Tai chi anche elementi di Xing yi quan e di Ba gua quan (boxe interna).

In effetti, questa forma (Tao-lu) (kata in giapponese) riunisce differenti aspetti: la potenza del Chen, la flessibilità dello Yang, i cerchi del Ba gua, le linee dello Xing yi quan.
Questa forma fu successivamente arricchita ad opera del maestro Wang Shu Jin in quanto presentava ancora dei difetti dal punto di vista del lavoro sull’energia e della logica del combattimento e prende il nome di tai chi chuan (ZHENG ZONG) delle sintesi autentiche.

Il tai chi viene spesso considerato una “ginnastica meditativa” o “meditazione in movimento” ed è specialmente adatta a persone non più ventenni che vogliono tenersi in forma e migliorare la propria salute fisica e mentale. Si può iniziare a praticare in qualsiasi momento, a qualsiasi età e anche se non si ha mai fatto attività sportiva.

  1. Ciao Fausto, scusami ma nell’articolo manca l’emozione. Praticare tai chi non vuole dire solo movimento, ma anche silenzio, energia. Quando siamo su un prato vuol dire sentirsi tra terra e cielo. Per questo invito chi è sensibile a questi temi a provare. Inoltre il maestro è bravissimo.

  2. Ciao Fabi, benvenuta nel blog! 
    In effetti il mio articolo è forse poco passionale e prevalentemente illustrativo. Sono molto contento invece che siano altri praticanti a descrivere le emozioni  che provano nella nostra pratica. Spero che anche altri lo leggano e manifestino qui quello che il tai chi gli fa provare ed i benefici che hanno avuto. :-)

  3. Ciao! Sono pienamente d’accordo con voi! Per me, il piacere non è solo  nel praticarlo, quanto la senzazione che ho dopo… è difficile da spiegare… spesso ho sentito usare dal maestro una bellissima metafora: “nel taichi si diventa come un albero, le gambe forti come radici e le braccia come foglie al vento”.
    Il fatto è che con la pratica sento le mie gambe sempre più salde a terra, in equilibrio, stabili, e il busto, le spalle, le braccia, sempre più leggere, sciolte, come “sostenute dall’aria che mi circonda”.
    La parte migliore è che dopo la lezione mi sembra di essere leggera come una nuvola e allo stesso modo rigenerata. Quando siamo li, tutti insieme, in questa meravigliosa armonia, le nostre energie è come se si unissero, se si sentissero l’una con l’altra e interagissero tra di loro, nel silenzio.
    Credo che sia un modo stupendo per imparare soprattutto ad “ascoltare” te stesso,e gli altri (non con l’udito). 

  4. Che bello.  :)

    Ciao Anna e Fabiana e benvenute nol blog.

     

    Conosco un pò le arti marziali ma non so nulla di Tai Chi. Tuttavia l’idea e le sensazioni che mi ha sempre trasmesso vedendolo praticare sono proprio quelle profonde ed intense che avete così ben descritto.

    Spero che un giorno abbiate le condizioni per poterci raccontare cosa si prova a farlo nel silenzio della nostra campagna, magari avvolti da una leggera nebbia…

    Grazie per i vostri commenti.  :)

  5. “Conosco un pò le arti marziali” mi sembra un pò pochino….I primi rudimenti del tai chi, me li mostrò il grande maestro Cesare Barioli negli anni 70′ una sera in casa tua quando insegnavi Judo alla palestra Tirapani….

  6. Ostia è vero che quella volta ci parlò anche di Tai Chi.  Eravamo nell’82.   😀

    Era notevole Barioli eh?

    Avrà oramai 80 anni e continua a praticare.

    Qui è in un’immagine di alcuni anni fa (2005),… te lo ricordi il primo a dx, calvo con un po’ di capelli bianchi?

  7. Ciao Maestro…sono la più acerba del gruppo ma questa disciplina mi ha già appassionata, anzi mi manca moltissimo nelle ultime settimane dove ho avuto un contrattempo con la mia acciaccata schiena. Ma grazie alla pratica del Tai chi senz’altro tornerò a nuovo e soprattutto grazie alle radici che sono quelle che mi hanno rimesso in piedi in breve tempo. Lasciando perdere il lato pratico di questa meravigliosa disciplina, vorrei parlare del lato, se si può dire, “mistico”! Il Tai chi, soprattutto se praticato all’aperto crea una simbiosi tra chi lo pratica, una complicità nella leggerezza dei movimenti ed una solidità introspettiva. Forse non sono stata molto chiara, ma per provare tutto ciò sulla propria pelle invito tutti a provare questa sensazione che per me forse ero ciò che cercavo da tempo. Bravo Maestro…articolo favoloso ma come dice Fabiana…+ emozione!! Un abbraccio a tutti…..se non riusciamo a vederci Buon Natale!!

  8. Brava Lara, anche tu hai  aggiunto il tuo contributo di “+ emozione” grazie per il tuo commento.
     Auguri anche a te di buone feste e in bocca al lupo per la tua schiena. 

  9. Mi avete fatto venire una gran voglia di iscrivermi. Dove si tengono esattamente i corsi ? E come fare per iscriversi ?
     
     

  10. Ciao Marco, sono io l’insegnante di tai chi, se vuoi iscriverti lo puoi fare in qualsiasi momento e iniziare subito ad allenarti con noi. D’inverno pratichiamo presso la palestra “la bella vita” in Via Bodoni (zona artigianale laterale di via Newton). I corsi ci sono la domenica mattina dalle 10 alle 11,30. Purtroppo domenica prossima la palestra sarà chiusa per il maltempo ma quella successiva dovremmo esserci.

  11. Grazie per la risposta veloce. Purtroppo io la domenica mattina ce l’ho SEMPRE impegnata. Che peccato. Non è che sai di qualche altro corso, sempre a SanGio ? Ho appena chiamato la polisportiva ma loro non ne hanno.

  12. Mi dispiace Marco, pensa che nel passato ho proposto di fare dei corsi con la polisportiva ma non mi hanno mai risposto. Qualcun’altro  che lo insegna (non il nostro stile) c’è, ma è più legato al kung fu. Noi ci troviamo spesso anche il mercoledì sera alle 8,30 …ma non è proprio il corso ufficiale, anche perchè al contrario del tuo caso tutti possono solo la domenica. Se vuoi comunque provare …