Sic transit gloria mundi

La stampa di regime stamattina apre con un’ode al martirio di Gheddafi.

I Sallusti e Porro, Feltri e Belpietro non esitano a piangere il dittatore caduto, definendo lui meglio di chi ha vinto.

Del resto, già ierisera il nostro puttaniere fecale ne aveva glorificato la memoria con un bel sic transit gloria mundi (così passa la gloria del mondo) ribadendo l’amicizia che lo legava al dittatore libico, così come era personalmente legato al dittatore Tunisino Ben Alì e a quello Egiziano Mubarak (del quale com’è noto e come sostenuto da 316 deputati della maggioranza, si è trombato la nipote) .

Di fronte alla quotidiana ridicolaggine e cafonaggine del nostro regime da operetta, tendiamo tutti a dimenticare che i personaggi in campo hanno tutte le potenzialità per essere dei  Goebbels  e dei Ribbentrop; come loro, ai gerarchi di questo troiaio immondo, sarebbe solo sufficiente che gli fosse concesso più potere.

Ascoltiamoli bene (vincendo nausea e disgusto) i nostri Straquadanio e Santanchè, Gasparri e La russa, Borghezio e Calderoli (e almeno un’altro centinaio di gerarchetti in erba); non sono solo conservatori o di destra, ma sono dei fascisti della peggior specie, ed ogni loro intervento trasuda di odio e violenza,  mirando esclusivamente alla sopraffazione completa di chi osa solo pensarla un briciolo differente da loro, di chi non obbedisce ciecamente insomma.  Marcegaglia e  Draghi compresi.

Ed oggi eccoli lì ad omaggiare l’ennesima fine violenta del dittatore sanguinario di turno; sic transit gloria mundi.  Di Gheddafi non cessano di ammirare crudeltà e spietatezza, la durezza del regime e l’efferatezza delle repressioni dei dissidenti, dei massacri di migliaia di cittadini disobbedienti.

Credo sia bene cari amici ricordare che è con gentaglia di questo tipo che abbiamo a che fare.

E senza naturalmente dimenticare che  il puttaniere ha parlato pro domo suasic et sempliceter, anzi  convinto di dicere verum, sine ira et studio.

 

 

 

 

  1. Sì, però, questi giovani “di destra”, dove credono di vivere. Una volta un mio amico mi portò a una riunione di AN, una decina di anni fa, pur avendo io ribadito che non ero della partita, ma egli insistette.
    C’erano un ragazzo e una ragazza, figli di affiliati . Era l’epoca successiva alla frase di Fini sull’olocausto come il male assoluto. Chi conduceva il dibattito ( un personaggio da brividi) tenne a dire che era stato da poco a New York, e “oh, bisogna dirlo, lì comandano gli ebrei eh!”. Sulle facce dei due ragazzi , vidi lo sgomento. Prese poi la parola un altro, che iniziò a sbraitare che lui gli stranieri non li voleva, che era razzista ebbene sì, che i negri….”
    A quest’ultima parola i due giovani sbiancarono, ma tacevano , perché erano presenti i genitori.

    Allora. I giovani ” di destra” in buona fede e non miliardari di famiglia sappiano che in Italia di destra non si può essere, almeno non attivisti e manco sedicenti, l’equivalenza è automatica.

    Quanto alla spatafiata di Paragonem è una pietosa omotazione di Santorio, un a ltro che occupa senza costrutto gli spazi lasciati da lui.