Sbatti l'avversario in prima pagina

liberocontroveronicaEsistono leggi che non consentono la proprietà di quotidiani o altri media a chi ricopre cariche dello Stato, questo al fine di impedire che chi ha il potere di governo possa abusarne, usandoli in modo strumentale nell’attaccare avversari politici o di governo.

Dalla costituzione della Repubblica queste leggi hanno sempre funzionato, e i vari Andreotti o Fanfani hanno sempre mostrato molta prudenza nell’uso di questa arma.

Ma con l’avvento del berlusconismo anche questo aspetto è stato stravolto, e la legge aggirata con le solite tipiche furbate, come mantenere proprietà e controllo dei vari media ma farli apparire di proprietà di un familiare o altro prestanome.

Con questa furbata il nostro premier ha ridotto i suoi giornali e le sue TV a strumenti di sputtanamento mediatico nazionale dell’avversario di turno, contagiando nella campagna anche gli altri media più o meno a lui vicini.

L’operazione è poi presto degenerata sfuggendo di mano al suo stesso ideatore-fruitore finale degenerando nel più infimo squallore, espressione soltanto di ripicche infantili.

Quando la moglie del Cavaliere decide di averne abbastanza e citando ciarpami senza pudore chiede il divorzio, ecco l’infantile ripicca-sfogo del premier che fa pubblicare in prima pagina di un suo quotidiano vecchie immagini della moglie a seno nudo, subito assecondato da altri media e saccenti opinionisti.

Che ha ottenuto Silvietto con quell’operazione? Forse pensava che Veronica Lario vedendosi sputtanata a livello nazionale decidesse di amarlo di nuovo? O forse si tratta semplicemente di una infantile quanto puerile ripicca-dispetto? In ogni caso, Berlusconi l’ha pagata cara quella ripicca, quando ha dovuto accettare le richieste della moglie di fronte al Giudice per il divorzio.

E come un adolescente viziato e dispettoso, il premier ha continuato ad oltranza, baloccandosi  nell’uso dei suoi media per sfogare le sue puerili ripicche-dispetti contro chiunque si fosse azzardato a non sottostare ciecamente ai suoi dictat.

Ed ecco, giusto per riportare i più noti e recenti (ma da almeno un paio d’anni ogni giorno Libero e il Giornale sbattono l’avversario di turno in prima pagina facendolo a pezzi),  il caso del Giudice Mesiano, colpevole di aver condannato Mediaset a rimborsare i danni a De Benedetti:

Ebbene, ora che tutto il Paese “ne ha sentito delle belle”, che è successo, con quelle prove è cambiata la sentenza o solo il marmocchio di Arcore ha sfogato la sua isterica stizza?

Terribile e pure devastante fu il caso Boffo; il direttore dell’Avvenire, quotidiano della CEI, si azzardò a criticare la condotta morale del Premier che “frequentava minorenni”. Lì si arrivò a costruire veri e propri dossier falsi manipolando veline e riscontri  giudiziari per distruggere completamente l’immagine della persona, costringendolo alle dimissioni. Poi Feltri fu costretto a ritrattare, ammettendo il falso:

«La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali». Sempre secondo la stessa risposta di Feltri, l’inaccessibilità degli atti giudiziari autentici non ha consentito di discreditare il contenuto della nota, e di «verificare attraverso le carte che si trattava di una bagattella e non di uno scandalo. Infatti, da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato»

Ma oramai la distruzione dell’immagine di Boffo era avvenuta, e con essa la ripicca-vendetta del nostro marmocchio dispettoso. Solo quella, che sicuramente i rapporti tra Stato e Premier e Chiesa Cattolica non erano certo migliorati con questa squallida bastardata.

Recentemente i media del Cavaliere hanno attaccato duramente, e sempre a titolo personale, mai politico, (cioè se la tua idea è opposta alla mia, non discuto quella, ma il fatto che tu abbia la forfora) i vari esponenti del gruppo finiano, da Bocchino a Granata, rei di esprimere “dissenso” dal padrone.

Qui il nostro marmocchio ha superato sè stesso, combinando una serie di errori clamorosi (di cui abbiamo già parlato) sopraffatto da stizza spocchiosa ed arrivando a cacciare i dissidenti, convinto che poi fossero solo 4 gatti.

Ma accortosi che i gatti erano 44 e in grado di farlo cadere, ha deciso di dare libero sfogo al travaso di bile acida, ed ecco che da 5 giorni, ininterrottamente, tutte le testate del moccioso attaccano Fini, moglie, parenti e familiari vari per le case, i mestieri e i vari interessi che ognuno, in un modo o nell’altro, porta avanti per vivere.

Ora, non mi interessa sapere se Fini sia un emerito gaglioffo o solo l’ennesima vittima dell’ennesima porcata del nostro Premier (o entrambi). Lo stabilirà la Magistratura e ne prenderemo atto. Ma è evidente come anche in questo caso, il nostro marmocchio-moccioso astioso abbia boriosamente mostrato all’avversario e al Paese il suo spudorato uso strumentale dei media in suo possesso per una miserabile vendetta personale.

E questo diviene il suo quinto errore.

Visto il livello di sputtanamento generato ai danni di Fini & famiglia, visti gli argomenti ed i termini usati strumentalmente e ferocemente contro di loro, che tipo di prudenza e di discrezione potranno usare i finiani nell’accingersi a valutare la legge per il Processo Breve che il premier sta per tentare di imporre al Parlamento, e senza la quale visto il prossimo annullamento del Legittimo Impedimento per incostituzionalità rischia di apparire (finalmente) privo di scudi di fronte alla Magistratura?  ;Z

  1. che tipo di prudenza e di discrezione potranno usare i finiani  ?

    La macchina tritacarne messa in moto dal premier è stata una questione di un paio di giorni, poi è bastato che i finiani mostrassero appena un accenno di reazione (Berlusconi ed i Ministri inquisiti si dimettano, non Fini che non ha nemmeno un avviso di garanzia; la natura reale dei rapporti di questi anni con il leader libico Gheddafi e con il premier russo Putin; il conflitto d’interessi; l’utilizzo degli 007 per creare dossier; come Berlusconi ha sottratto la villa di Arcore ad una minorenne orfana psicolabile,  pubblicazione delle liste delle società offshore legate al Cavaliere) per convincere lo psiconano ed i suoi falchi a più miti consigli.

    E il falco Ghedini va dai nemici finiani:  “Stop all’escalation e trattiamo“.

    Quindi, l’ennesimo sfogo della bile berlusconiana a cosa è servito se non a spurgare la stizza puerile del marmocchio di Arcore?