Saras: storia di ordinaria Italia

grafico quotazione sarasQuesta storia si potrebbe intitolare in vari modi, ad esempio storia di ordinaria Borsa italiana, oppure storia di un processo morente, ma il succo del discorso non cambierebbe, è e rimane la storia della quotazione in Borsa della Saras, l’azienda dei Moratti, nella quale storia ci sono tutti i classici elementi di una storia all’italiana. Abbiamo così i ricchi che ci guadagnano, i poveri che ci perdono, abbiamo un processo che dura anni e anni, abbiamo un illecito, abbiamo dei colpevoli ma, purtroppo, così ci dicono, non è possibile identificarli. Come dicevamo, la classica storia all’italiana!

Andiamo per ordine, almeno per capirci qualcosa. Nel maggio del 2006 la Saras sbarca in Borsa, quotandosi a 6 euro, ovviamente alla Borsa di Milano. Il primo giorno di quotazione perde il 13%. Secondo molti analisti il titolo era conveniente, quindi furono molti a consigliarne l’acquisto, e molti piccoli risparmiatori aderirono.
Nei giorni seguenti il titolo continua a scendere, e molti si interrogano su quello strano andamento. Alla fine la Procura di Milano apre un fascicolo ed inizia ad indagare sull’operazione. Nel luglio del 2009 vengono iscritti nel fascicolo degli indagati ben 9 banchieri per falso in prospetto e aggiotaggio. In sostanza l’accusa è di aver artificiosamente gonfiato il prezzo di sbarco in Borsa per favorire gli azionisti venditori, con danno dei nuovi sottoscrittori, cioè i piccoli risparmiatori.

Come tutti sanno, nel momento in cui un’azienda sbarca in Borsa deve consegnare tutti i dati sul suo stato economico, ma nel prospetto della Saras c’era qualcosa di strano. La Saras dichiarava per il 2005 un utile netto di 292,6 milioni di euro. Il 13 luglio del 2006, quindi dopo la quotazione in Borsa, la Saras ripubblica il bilancio, a seguito dell’acquisto del 45% della Sarlux, presentando tale acquisto come se fosse precedente. Il risultato del 2005 sale a 332,9 milioni.
Il 25 ottobre, ben 5 mesi dopo lo sbarco in Borsa, i risultati del 2005 cambiano ancora e diventano pari a 230,5 milioni, cioè il 20% in meno di quanto indicato sul prospetto informativo della quotazione in Borsa. Solo in questo momento, infatti, vengono segnalati ulteriori oneri pluriennali e poste di magazzino, oneri mai indicati prima.
Per farla breve, all’atto della quotazione la Saras indicò un valore dell’azienda che non teneva conto di elementi importanti, cioè in sostanza si disse che la società valeva un cifra, ma in realtà il vero valore era più basso. E la cosa non finisce qui. Secondo le indagini degli inquirenti i grandi investitori avrebbero ottenuto le versioni corrette del bilancio 2005, con le poste negative, e quindi solo loro hanno avuto la possibilità di una valutazione corretta della società. I piccoli risparmiatori non hanno avuto tale possibilità!
Adesso la Procura di Milano chiede comunque, nonostante questi accertamenti, l’archiviazione del caso. I PM riconoscono l’esistenza di un prospetto anomalo, che può essere oggetto di censura, per esempio sul piano della responsabilità civile professionale, ma sul versante penale la frantumazione delle competenze non consente di identificare un nucleo di soggetti che abbiano perseguito l’effetto di quotare Saras ad un prezzo sovrastimato. Insomma, l’illecito ci sarebbe stato secondo i PM, ma non si riesce a capire chi lo ha fatto.

Adesso la parola passa al giudice per le indagini preliminari, che potrà accogliere la richiesta di archiviazione, oppure ordinare nuove indagini. Al di là delle decisioni del giudice, noi abbiamo capito due cose: i ricchi ci hanno guadagnato (i Moratti –mai indagati, precisiamolo-, tanto per citarne alcuni, hanno guadagnato 1,7 miliardi di euro, le banche hanno guadagnato in commissioni che, giusto per saperlo, sono legate al prezzo del titolo), i risparmiatori ci hanno perso!
Oggi il titolo Saras vale 1,9 euro. Storia di ordinaria Italia!

  1. Quanti seguono queste vicende e sono in grado di decrittarle? Ben pochi, e così l a criminalità resta impunita.

  2. Come tutti sanno, nel momento in cui un’azienda sbarca in Borsa deve consegnare tutti i dati sul suo stato economico,…

    In effetti non lo sanno proprio tutti, e mi sembra molto importante che (grazie a te) questo blog offra la possibilità di trattare e comprendere anche questi aspetti finanziari tutt’altro che alla portata di tutti.  😉

    Il caso della Saras, con azioni comprate dai piccoli azionisti a 6 €. e che in realtà ne valgono 1,9 mi sembra molto diffuso.

    Sappiamo che CONSOB non tutela nè vigila sulle operazioni di borsa come dovrebbe, nè informa al meglio i risparmiatori azionisti, e sappiamo come questo abbia prodotto veri e propri disastri, come ad esempio il caso Parmalat.

    Mi sembra che sia uno degli aspetti degenerativi del sistema italiano che con il berlusconismo da capitalista si sta sempre più trasformando in malavitoso.