Quale Sanità a Persiceto?

Quanto scritto sull’ultimo numero di Altre pagine mi induce a ritornare su un tema più volte affrontato in questo blog.

Ho cercato di leggere quanto ha dichiarato il sig. Sindaco come se fossi un cittadino senza particolari conoscenze in materia, non credo che queste dichiarazioni siano sufficienti per fornire ai cittadini le informazioni necessarie.
Premetto che non voglio farne una colpa in sé, il compito è oggettivamente difficile sotto tutti gli aspetti: Tecnico, Sociale, Politico, ma proprio perché è molto complesso è indispensabile  fare una  adeguata campagna di informazione, diversamente si rischia di dare messaggi molto sbagliati e  diversificati: “tutto sbagliato“,  “era meglio prima“, ”guardano solo al risparmio” oppure “rimane l’ospedale e questo mi basta i tecnicismi non mi interessano“, oppure  “bravi, grazie per i miglioramenti.”

In ognuno di questi commenti vi è un po’ di verità e un po’ di inesattezza, ma lasciati così scoordinati nell’insieme rischiano solo confusione.
Vorrei provare ad affrontare il problema limitandomi in questo articolo solo agli aspetti generali per non “appesantire” troppo l’argomento ed entrare successivamente in alcuni temi particolari .

L’assistenza sanitaria di buon livello richiede oggi una organizzazione radicalmente diversa da quella del recente passato basata sull’ospedale come punto di riferimento per la gran parte delle malattie e delle emergenze, in cui in troppi casi ci si rivolgeva (e ci si rivolge) all’ospedale/Ps per problemi di competenza del proprio medico di medicina generale, insufficiente nella medicina  preventiva.

Cosa è fortunatamente avvenuto negli ultimi decenni :
1) sono aumentate in maniera consistente le malattie curabili;
2) sono diminuite in maniera consistente le malattie  acute che necessitano di ricovero ospedaliero per essere curate;
3) è aumentata in maniera consistente la sopravvivenza e conseguentemente la post acuzie/cronicità;
4) è aumentata notevolmente la possibilità diagnostica ospedaliera ambulatoriale, sia per un grande aumento delle conoscenze scientifiche sia per il grande miglioramento tecnologico;
5) è aumentata  in maniera consistente la possibilità di fare prevenzione/monitoraggio delle situazioni a rischio;
6) l’informatica è entrata a far parte del nostro quotidiano.

Cosa è avvenuto nel bene o nel male negli ultimi anni.
Si vive in famiglie sempre più piccole, si è sempre più impegnati e assenti con meno possibilità di  supporto intrafamigliare in caso di bisogno.
Una patologia cronica o addirittura un percorso diagnostico ambulatoriale mette in reale difficoltà l’organizzazione di tante famiglie.
Tutto questo ha portato a rivedere in maniera molto significativa l’organizzazione  sanitaria

Vediamo come andando per titoli, per facilitare la comprensione.
1) E’ indispensabile non vi siano barriere tra i vari  contenitori della sanità: ospedale, medicina ambulatoriale, prevenzione, ma una estrema interconnessione, e qui si segnala una  prima criticità che va segnalata ai cittadini: non è sufficientemente diffusa la cultura  del lavorare insieme superando i personalismi l’individualismo.  Manca in tanti ambienti la cultura e quindi la capacità di lavorare  in gruppo, si affrontano ancora  troppo spesso i problemi usando IO e non NOI.
Bisogna impegnarsi in questo consapevoli che non basta una direttiva amministrativa per realizzarla,  è invece un processo che ha bisogno di tempo e nel frattempo vi saranno problemi per gli assistiti con ricadute negative nella assistenza.
Continuare nella entusiastica politica dell’annuncio nel momento in cui si offre un nuovo modello organizzativo senza contemporaneamente dichiarare con la stessa forza i limiti, porta alla sfiducia o addirittura al fallimento.

2) Rete Ospedaliera.
Pochi ben distribuiti ospedali per malattie acute non curabili ambulatoriamente, dotati di  alta tecnologia che raccolgano sufficiente casistica e quindi non necessariamente vicino a casa e con tempi di degenza limitati all’indispensabile.
Distribuzione  ben studiata e sufficientemente diffusa sul territorio di strutture per post acuzie.
Distribuzione ben studiata e sufficientemente diffusa sul territorio di strutture per cronicità non trattabili a domicilio.
Tutto questo sta avvenendo negli ultimi anni, ma senza sufficiente informazione ai cittadini da parte  delle autorità, e questo è un gravissimo errore.

3) Riorganizzazione dei medici di medicina generale già  denominati medici di famiglia.
La figura del proprio medico di riferimento che lavora isolato nel suo studio è in corso di superamento;  si va verso un unico contenitore ove lavorano un gruppo di medici integrati e interscambiabili fra di loro.
Il gruppo offre all’assistito una presenza continua durante i giorni feriali e in emergenza durante la notte e festivi, la possibilità di eseguire esami strumentali di  base  e un minimo di attività specialistica.
L’informatizzazione   sarà un aspetto fondamentale  della forma organizzativa.
L’obiettivo è migliorare l’offerta assistenziale ambulatoriale  liberando l’ospedale  da funzioni improprie.
Anche questo sta già avvenendo, ma l’informazione ai cittadini dei vantaggi/svantaggi è modesta.

4) Assistenza della cronicità/dimissioni ospedaliere precoci
Se si vuole dare una risposta a questo bisogno, sempre più in aumento, è indispensabile  potenziarlo e anche in questo caso dare il massimo  della informazione.

5) Protocolli diagnostico terapeutici, sembra  un tecnicismo, ma è uno degli aspetti determinanti  per avere una  buona sanità.
In pratica  partendo da un sintomo riferito il sistema, deve guidare  il paziente all’interno di tutto il percorso diagnostico terapeutico senza ritardi o complicazioni burocratiche.

6) Medicina preventiva/educazione sanitaria;  non è una medicina di “serie B”, ma uno degli assi portanti  della medicina  moderna per diminuire  la morbilità, l’invalidità, la mortalità  e … la spesa sanitaria.

Si è voluto fare uno schema di quello che è già avvenuto, sta avvenendo e avverrà.
Ognuno di questi aspetti merita un approfondimento e forse in questa sede  verrà fatta con articoli futuri, ma dovrebbe essere compito  delle istituzioni  politico sanitarie farlo con la massima  trasparenza; questo non sta  avvenendo ed  è una colpa grave.
Se ci poniamo il problema  della nostra  salute non dobbiamo limitarci a guardare  quel che resta dell’ospedale, ma a ben di più, e ci devono dare rispose vere con professionalità, coraggio, chiarezza.