Quale riforma della giustizia?

angiolino-alfano_silvio-berlusconiSe da una parte la Giustizia italiana appare profondamente malata e in evidente necessità di essere riformata, dall’altra abbiamo assistito in questi ultimi anni ad ogni possibile artifizio del Ministro di Giustizia di bloccarla ancora di più, togliergli mezzi e poterie paralizzarne di fatto l’attività, con il dichiarato unico intento di impedirle di proseguire le indagini ed i processi relativi all’utilizzatore finale.

Napolitano ha chiesto pubblicamente che entro mercoledì si nomini il nuovo Ministro di Giustizia ed è nelle stanze private del puttaniere che si sta decidendo il nome del nuovo ministro della Giustizia. Possiamo dunque immaginare cosa ne uscirà fuori e a cosa ci possiamo preparare.

* Essendo ben oltre la metà della legislatura, visto che di riforme reali neanche a parlarne, ci propineranno l’ennesimo Ministro impreparato e incapace, non in grado di capire come muoversi e cosa fare ma pronto ad ubbidire ciecamente al diversamente alto. Sarà dunque  un sodale stretto dell’inquisito, uno che lo serve a bacchetta, pronto a rifare e riproporre nuove leggi su misura per risolvere i suoi casi giudiziari.

*  Sarà scelto tra la cerchia dei suoi più fidi lecchini, meglio se inquisito (e dunque ricattabile) anche tra presentatori o vallette, ma l’importante è che non sia un professionista all’altezza di reggere quell’incarico ministeriale da sè.

*  Sarà pronto a giurare sfacciatamente e pubblicamente  di far uscire dal suo ministero ed avallare in Parlamento leggi e leggine e emendamenti che servano solo agli inquisiti e al principale tra tutti, cioè il premier.

*  Prenderà  in mano la riforma Alfano per separare le carriere, dividere il Csm, togliere l’obbligatorietà dell’azione penale, inaugurare la responsabilità civile delle toghe, e dovrà essere capace di lasciarla rendere meglio applicabile dagli esperti del differentemente alto, che così com’è non può funzionare nè passare, come quasi tutte le leggi ad personam und aziendam di Alfano.

*  Darà ampio spazio, rilievo e priorità all’ennesima legge salva-Silvio che stanno per approvare al Senato, quel “processo lungo” che immetterà altra sabbia nell’ingranaggio dei dibattimenti;   maggior potere delle difese nell’imporre le liste testi;  la norma blocca-Ruby che rende obbligatorio sospenderli se c’è un conflitto di attribuzione;  divieto di usare le sentenza definitive.

*  Subito dopo darà il meglio di sè  per far rallentare ancora di più i processi penali e civili, togliendo ulteriori fondi e finanziamenti alle Procure, così che la nostra giustizia sia definitivamente affossata,  resa efficiente come quelle di Colombia e Burundi.

* Darà poi il meglio di sè per penalizzare nuovi reati minori (ora amministrativi) come girare in spiaggia in topless, baciarsi in luogo pubblico, assembramenti notturni di più di 3 persone e così via.

*  Bloccherà definitivamente l’assunzione di nuovi giudici e del personale amministrativo, ne diminuirà gli stipendi e inizierà varie operazioni di stalking al fine di generare dismissioni spontanee.

*  Combatterà il sofraffollamento e l’emergenza carceraria (che aumenterà a dismisura per i nuovi reati penali) diminuendo la dimensione di brandine e pagliericci, aumentando la dose di psicofarmaci e tranquillanti nei pasti dei detenuti, e irrigidendo le pene fisiche per i detenuti indisciplinati.

In effetti con un ministro come questo, il puttaniere potrebbe pure riuscire a spuntarla per ancora qualche mese.

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  2. Ed eccolo qui l’essere:

    Ed ecco le sue credenziali:   :mrgreen:

    Atto Camera n. 1235
    XIV Legislatura
    presentato il 16/07/2002, ritirato il 17/07/2002

    http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/bollet/200207/0717/html/0102/allegato.htm#20n1
    Attuazione dell’articolo 68 della Costituzione  (RIPRISTINO DELLA PIENA IMMUNITA’ PARLAMENTARE).

    Emendamento 1.01 (Nitto Palma)

    1. L’attività di indagine e l’azione penale relative a fatti di reato contestabili al Presidente della Repubblica, salvo quanto previsto dall’articolo 90 della Costituzione, ai componenti del Governo, ai parlamentari ed ai giudici costituzionali sono sospese fino alla cessazione della carica ricoperta.
    2. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 159 del codice penale e sono sospesi i termini previsti per le indagini preliminari.
    3. Per i reati indicati nell’articolo 380 del codice di procedura penale l’autorità giudiziaria procedente dispone la revoca della sospensione di cui al primo comma su richiesta della Camera dei Deputati per i componenti del Governo non parlamentari, della Camera di appartenenza per i parlamentari e della Corte Costituzionale per i giudici costituzionali. La delibera relativa alla richiesta di revoca è immediatamente trasmessa all’autorità giudiziaria procedente.
    4. In assenza della richiesta di cui al terzo comma non possono essere compiuti atti di indagine e quelli eventualmente compiuti sono inutilizzabili.
    5. I processi in corso nei confronti dei soggetti indicati al primo comma sono sospesi. La sospensione può essere revocata secondo le modalità previste dal terzo comma.

    En passant, è stato uno degli animatori della colossale bufala montata nella Commissione di inchiesta sulla vicenda Telekom-Serbia, ed uno dei massimi insabbiatori del caso nella Commissione Parlamentare di inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.