Qual’è il limite accettabile di microsievert/ora?

contaminazioneOra siamo assaliti e confusi da una massa incontrollata di dati sui livelli di radioattività delle aree contaminate attorno a Fukushima, poi comparate a Chernobyl, poi comparate ad eventi particolari come una radiografia ed infine alla situazione di normalità. Spesso i dati appaiono incompatibili tra loro, o sparati a caso, o comunque confondendo millisievert con microsievert.

La  notizia più bella è stata quella inviata dall’equipe della nostra Protezione Civile partita da Roma ed arrivata in missione a Tokio:  “A Tokyo radiazioni di 0,04 microsievert/ora. A Roma ci sono 0,25 microsievert/ora“.

Una dose discutibile insomma, ma evidentemente i nostri buontemponi della Protezione Civile si sono confusi, baloccandosi con gli strumenti.  :mrgreen:

Secondo Wikipedia, il sievert (simbolo Sv),  è l’unità di misura della dose equivalente di radiazione nel Sistema Internazionale ed è una misura degli effetti e del danno provocato dalla radiazione su un organismo.

In genere si usa il sottomultiplo di millisievert (1.000  mSv = 1 Sv ).

Meno usato il microsievert (1.000.000 μSv = 1 Sv ) … ma spesso confuso con il millisievert

Quanto assorbiamo normalmente?

Attività  tipiche dose
Un uomo, in un anno per esposizione alla radioattività naturale 2,4 mSv
Fumare 20 sigarette/giorno, per un anno 16 ~60  mSv
Limite di sicurezza per operatori nucleari,  per un anno 20 mSv
una radiografia ordinaria convenzionale 1  mSv
una PET, tomografia ad emissione di positroni 10 ~ 20 mSv
una TAC 3 ~ 4  mSv
radioterapia tumorale 10 ~ 40 mSv

Gli USA hanno fissato il limite totale assorbibile (e secondo loro curabile) di 500 mSv per gli operatori volontari in caso di incidenti nucleari

Effetti sulla salute

dose per ora effetti biologici
1 Sv – (=mSv 1.ooo) alterazioni temporanee dell’emoglobina
2 ~ 5 Sv  (= mSv 2-5.000) nausea, perdita dei capelli, emorragie
4 Sv in una settimana   (= mSv 4.000) morte nel 50% dei casi  se non si interviene terapeuticamente
oltre 6 Sv (= mSv 6.000) soppravvivenza improbabile

Quanto era il livello radioattivo di Chernobyl?

1. Le radiazioni nei pressi del reattore nei giorni successivi l’esplosione misuravano  200.000 mSv/ora.

2. Il nocciolo del reattore è ancora all’interno della struttura e continuerà ad essere radioattivo per millenni. Contiene circa 200 tonnellate di combustibile, tra cui circa 800 kg di plutonio.

3. Dati recenti  di Krjukì, una delle “zone morte” evacuate dopo l’incidente di Chernobyl che si trova a circa 20 km a Nord della Centrale, i livelli di radioattività rilevati (intensità di dose “gamma” in aria) sono ancora estremamente elevati,  pari a 0,5 mSv/h  400-500 volte il valore normale.  (provoca danni al corpo dopo 20 ore di esposizione )
Nel terreno i livello di radiazione è stato riscontrato di 100 mSv/h, 100.000 volte il valore normale (0,001 mSv/h).

4. I residenti locali evacuati, circa 270.000 persone, avrebbero ricevuto una contaminazione di circa 110 mSv in totale.

5. I residenti delle zone a bassa contaminazione, 5.000.000 di persone (compreso Italia del nord) avrebbero ricevuto  circa 20 mSv.

6. Cifre ufficiali Sovietiche indicarono in 65 morti accertati + 4.000 presunti il totale dei decessi a causa del disastro. The Other Report on Chernobyl, parla invece di oltre 60.000 morti, e Green Peace fornisce stime di  270.000 vittime certe, fino ad arrivare a presentare addirittura la cifra di 6 milioni di morti per tumore direttamente imputabili a Chernobyl. A tutto il 2010, secondo il Center for Russian Environmental Policy in Mosca e Institute of Radiation Safety, in Minsk, Bielorussia, pubblicato dalla New York Academy of Sciences, si riconoscono in un milione il totale dei deceduti per gli effetti della contaminazione.

È stato calcolato che l’incidente di Černobyl‘ abbia rilasciato una quantità di radiazioni pari a 400 volte quelle rilasciate in occasione della bomba caduta su Hiroshima


Il disastro nucleare di Fukushima

Al momento nulla appare più certo, in quanto c’è l’allarme della commissione nucleare americana: “La situazione è più grave di quanto viene detto” e “TOKYO MENTE SU FUKUSHIMA” .

Ieri fonti della società elettrica hanno reso noto che intorno alla centrale il tasso radioattivo è salito a  3.000 microsievert l’ora. Mille microsievert, pari a un millisievert, (1 mSv) sono considerati il tetto massimo (in aggiunta a quanto ricevuto per vie naturali) cui un essere umano può esporsi senza rischi per la salute, ma nell’arco di un intero anno.

In precedenza il ministro della Difesa, Toshimi Kitazawa, aveva spiegato che sul sito dell’impianto nucleare le radiazioni erano pari a 4,13 millisievert,  (4,13 mSv/h) a un’altitudine di circa 300 metri, ma addirittura a 87,7 millisievert (87,7 mSv/h) a quota 100 metri di altezza.

Questi dati sono ovviamente “ufficiali”, probabilmente antipanico e da prendere con le molle. Nei giorni successivi vedremo che dati ci forniranno, ma almeno ora possiamo avere un’idea dei valori, della loro consistenza e gravità.

  1. Grazie per l’esposzione di taglio scientifico.
    Vorrei dire qualcosa, non a difesa del governo giapponese, solo una riflessione.
    Il pilota di un aereo non dirà, se non al’ultimo, ai passeggeri, che stanno precipitando. Un governo forse non può permettersi di scatenate ondate di panico. Le nostre organizzazioni sociali non possono permetterselo. Un colpo al cerchio e uno alla botte, nella migliore delle ipotesi, che mi pare proprio quella dei seri nipponici. 

  2. Un aggiornamento delle 15:04
    Greenpeace:
    “Nelle ultime 24 ore non si segnalano nuove esplosioni e picchi di emissioni radioattive. Al riguardo, il dato fornito ieri di un massimo di radioattività di 1.000 mSv/h (millisievert/ora) è stato ridotto a 400 mSv/h. Gli esperti concordano che le prossime 24/48 ore saranno cruciali: se gli eroici operatori che lavorano a Fukushima, correndo gravissimi rischi, riusciranno a raffreddare le barre di combustibile, si eviterà la fusione totale dei noccioli dei reattori e i danni alle barre di combustibile esausto stoccato nelle piscine di raffreddamento. Al momento, questa tragica ipotesi non puo’ essere esclusa”. Lo comunica, in una nota, Greenpeace.

    A titolo di paragone possiamo ricordare che gli USA hanno fissato il limite totale assorbibile (e secondo loro curabile) di 500 mSv per gli operatori volontari in caso di incidenti nucleari, quindi secondo questo limite, al momento i tecnici volontari potrebbero operare per poco piu’ di un’ora.

  3. Spegni una luce, salva una vita!
    Il 12 Giugno non andare al mare…………
    😈

  4. L’incidente nucleare di Fukushima è stato dichiarato dall’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) a “livello 5“.

    Vediamo che significa:

    Incidente con conseguenze estese.
    Rilascio del materiale radioattivo nell’ambiente a seguito di un incidente al nocciolo del reattore.

    In questo caso i noccioli che hanno subito danni sono 3.

  5. E’ stata pubblicata una tabella con i livelli di contaminazione radioattiva delle aree del Giappone interessate dall’incidente nucleare.

    I valori sono stati rilevati il 21 marzo ed espressi in nGy/h (nanogray per ora); 1 Gray (Gy) = 1.ooo.ooo nGy.

    Nel caso di raggi X, gamma o beta,  1 Gy  di dose assorbita equivale ad 1 Sievert (Sv) di dose equivalente.

    Mentre per i raggi alfa, più dannosi per l’organismo,  1 Gy è equivalente a 20 Sv.

    Per i fasci di neutroni 1 Gy può equivalere da 3 a 11 Sv a seconda dell’energia del fascio.

     

    Nella tabella non sono riportati i dati delle aree più colpite di Fukushima e Miyagi, indicandole come “sotto osservazione”.

    Ibaraki
    2040 nGy/h = 2,040  mSv/h- 150 km. da Fukushima. Danno dopo esposizione di oltre 10 ore (Limite tollerabile/anno 20 mSv)

    Tokio:
       n.n. ———————-   230 km. da Fukushima

    Kanagawa:
    164 nGy/h= 0,164 mSv/h -320 km. da Fukushima. Danno dopo esposizione di oltre 120 ore (Limite tollerabile/anno 20 mSv)

    Kyoto:
    86 nGy/h  = 0,084  mSv/h-  750 km. da Fukushima. Danno dopo esposizione di oltre 230 ore (Limite tollerabile/anno 20 mSv)

  6. I giornali titolano “Sale il livello radioattivo a Fukushima”, ma non sono resi noti i valori di tale contaminazione.

    Vapore bianco radioattivo, probabilmente proveniente dalla vasca del combustibile esausto, continua a uscire dai reattori 2 e 3, mentre il livello di radioattività è aumentato nell’area intorno all’impianto.

    La disinformazione è totale. I nuovi, alti livelli di iodio e di cesio radioattivi sono stati rilevati in 47 prefetture tra cui quella di Tokyo, a 240 chilometri più a sud. Nella tabella del post precedente, vediamo che a Kanagawa (100 km. più lontana di Tokio dall’incidente nucleare) il limite di radiazioni tollerabile è raggiunto in 120 ore e quello di Tokio non è reso noto.  Nonstante questi dati allarmanti, le autorità assicurano che “non sono tali da costituire una minaccia per la salute della popolazione”.

    Qui l’animazione della nube radioattiva che, dopo aver colpito pesantemente l’area di Tokio, (zona rossa) ha attraversato Usa e Islanda, ed ora arriva in Europa ed Italia. L’Ispra ci assicura che “non c’è nessun pericolo per la salute” e che “l’eventuale esposizione sarebbe molto rapida”. Certo come no.  Stiamo tutti tranquilli senz’altro.

  7. New Scientist: “A Fukushima emissioni radioattive di iodio e cesio simili a Chernobyl”

    L’impianto nucleare giapponese di Fukushima sta emettendo livelli di cesio e iodio radioattivi simili a quelli osservati a seguito dell’incidente di Chernobyl nel 1986.

    Lo rivela ‘New Scientist’ citando gli studi di un gruppo di ricercatori austriaci, che ha utilizzato una rete mondiale di rivelatori di radiazioni progettata per individuare i test clandestini sulle bombe nucleari. Risultato: il rilascio giornaliero di iodio-131 in Giappone è attualmente pari al 73 per cento del livello osservato dopo il disastro sovietico. Mentre la quantità giornaliera di cesio-137 è pari a circa il 60 per cento della quantità rilasciata da Chernobyl.

    L’agenzia per la sicurezza nucleare giapponese rileva la presenza di iodio radioattivo al largo dei reattori in panne in concentrazione 1250 volte il normale.

    Un nuovo studio commissionato da Greenpeace Germania a Helmut Hirsch, esperto di sicurezza nucleare, rivela che l’incidente alla centrale giapponese di Fukushima, avrebbe già rilasciato un tale livello di radioattività da essere classificato di livello 7, secondo l’International Nuclear Event Scale (INES).

    Lo studio di Hirsch, che si basa sui dati pubblicati dall’Agenzia Governativa Francese per la Protezione da Radiazioni (IRSN) e dall’Istituto Centrale di Meteorologia Austriaco (ZAMG), ha rilevato che la quantità totale di radionuclidi di iodio-131 e cesio-137, rilasciata a Fukushima tra 11 e il 13 marzo 2011, equivale al triplo del valore minimo per classificare un incidente come livello 7 nella scala INES.

    Il livello 7 è quello massimo di gravità per gli incidenti nucleari, raggiunto in precedenza solo durante l’incidente a Chernobyl del 1986. Greenpeace ha inviato in Giappone un gruppo di esperti che da oggi inizieranno a monitorare i livelli di contaminazione radioattiva intorno alla zona di evacuazione.

  8.  

    Già i dati non vengono forniti e quando lo sono non vengono riportati dai media.

    Quando poi i media li riportano, lo fanno in orari inaccessibili e variando ogni volta il metro di misura, così da rendere impossibile ogni confronto e la comprensione della situazione.

    RaiNews 24 ci ha fornito questa preoccupante notizia usando, dopo i Sievert, i Rad, i Rem, i Gray ed i Roentgen un nuovo valore: il  Tbq (TeraBequerel)(la radiazione emessa).

    [millisievert (mSv) – la radiazione assorbita dal corpo]

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    Il System for Prediction of Environmental Emergency Dose Information; la Nuclear Safety Commission del Giappone ha stimato che, tra le ore 6 del 12 marzo e la mezzanotte del 23 sarebbero stati rilasciati 200.000 terabecquerel (il rilascio di iodio radioattivo a Chernobyl si stima sia stato sui 1,8 milioni di terabecquerel).

    Lo scorso 20 marzo, per il Cesio 137, si sono rilevati 163.000 TeraBequerel per chilogrammo di suolo a Iitate, nella prefettura di Fukushima, a 40 chilometri a Nord dall’impianto (a Chernobyl erano 550.000). È il livello più alto dell’area. Per lo iodio, si sarebbero rilevati 3,26 milioni di TeraBequerel per metro quadro.

    Ieri pomeriggio, a 40 chilometri a Nord dall’impianto di Fukushima, la radioattività era misurata in 3,7 millisievert/h. (danno fisico dopo 5 ore di esposizione)

    Dunque si tratta di tre incidenti di scala 7, conclude Hirsch, l’esperto tedesco che ha redatto lo studio.

    Greenpeace si dice particolarmente preoccupata per gli effetti che la ricaduta radioattiva avra’ su un paese ad alta densita’ di popolazione come il Giappone. La maggior parte della radioattivita’ di Cernobyl ricaduta sulla Bielorussia, con una densita’ abitativa di 40 persone per chilometro quadrato. Il Giappone ha una densita’ media di 800 persone per chilometro quadrato.   L’area metropolitana di Tokyo ha densita’ di oltre 1200 persone per chilometro quadro.

    Solo a Tokio vivono oltre 12 milioni di persone.

    “Le implicazioni per la dose collettiva di radiazione sulla popolazione – conclude l’associazione – potrebbero essere enormi”.   http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=151316


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    La situazione sta degenerando in fretta.


    I tecnici sono stati allontanati dalla struttura, dove è stata rilevata una radioattivià 10 milioni di volte superiore ai valori normali.
    “Valori normali” significa 0,001 mSv/h. x 10 milioni diventa 10.000 mSv/ora. Una dose mortale in pochi minuti insomma.

  9. Piccole dosi crescono

    imagesNella città di Namie, 24 chilometri a nord est dell’impianto di Daiichi, secondo i dati del governo riferiti dall’agenzia di stampa giapponese Jiji press, fra il 12 marzo e il 5 aprile una persona rimasta all’esterno per otto ore al giorno avrebbe cumulato una dose di 34 millisievert. Per avere un elemento di comparazione si può tener presente che la soglia massima suggerita dall’Icrp (International Commission on Radiological Protection) per la popolazione è di 1 millisievert anno. Per i lavoratori delle centrali nucleari il limite è 20 millisievert l’anno. In caso di incidente la soglia, sempre per i lavoratori, è più alta purchè la media nei 5 anni successivi torni a 20. Nel caso dei dipendenti della centrale di Fukushima il tetto di radiazioni è stato portato prima a 100 e poi a 250 millisievert.
    Siccome per le piccole dosi il rischio è probabilistico, le conseguenze aumentano con l’aumentare del numero delle persone esposte. Se un milione di persone venissero esposte a 34 millisievert – ha calcolato Greenpeace –  i tumori con esito mortale attesi sarebbero 1.700.

  10. “Abito in Korea. L’altro ieri è piovuta pioggia radioattiva.Ci hanno chiesto di rimanere in casa se possibile noi maschi in età fertile e caldamente suggerito a donne incinte e bambini di non mettere il naso fuori dalle case. Lavare i panni appena rientrati e usare ombrelli grandi che coprano il più possibile. Il nucleare non rispetta i confini territoriali. Fermiamoli prima che sia troppo tardi. Non sanno quello che fanno.”

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    CONSOLATO GENERALE ITALIA – AVVISI PARTICOLARI: rischio aumento livelli radioattività in California a seguito incidente centrale nucleare di Fukushima (Giappone). Nella west coast che ha ricevuto il fallout 6-10 giorni prima della Francia, i livelli di concentrazione dello iodio 131 radioattivo sono 8-10 volte più alti.

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    Fallout Fukushima: iodio 131 in latte e vegetali “non trascurabile” anche in Francia, e in Italia.