Protesta ANCI

anciProtesta dei sindaci dell’Anci nella quale il Sindaco di Verona Attilio Fontana chiede di rassegnare il mandato nelle mani del governo.

Motivo della protesta sono i tagli che stanno mettendo in ginocchio i comuni i quali dichiarano di “non avere più un euro per andare avanti”. Ha senso questa protesta? Davvero la situazione è così grave come denunciano i sindaci? Ho ascoltano una trasmissione su radio 24 la quale dava voce ai sindaci dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), vediamo cosa denunciano:

1) i trasferimenti da Roma ai Comuni sono passati in sei anni da oltre 14 miliardi a poco più di 4 miliardi e mezzo;

2) abbiamo subito per effetti di manovre finanziarie tagli superiori a 13 miliardi, quindi oltre la soglia di tenuta rispetto ai bilanci di partenza.

Inoltre lamentano l’accanimento nei confronti dei piccoli comuni la quale popolazione è sopra ai mille abitanti i quali subiranno ulteriori tagli con le manovre della Spending Review che per il 2013 prevede tagli per altri due miliardi.

Quando è stato chiesto di sbloccare il patto di stabilità per i comuni virtuosi in avanzo per poter permettergli di migliorare le politiche sociali e pagare i fornitori la risposta è stata sempre negativa.
Il Ministro Polillo dichiara che le politiche del governo dovrebbero essere fatte per penalizzare i comuni che spendono in modo scriteriato premiando invece i comuni che amministrano la finanza in modo virtuoso e che fin quando non verrà fatta una modifica in tal senso quello
che invece accadrà sarà l’esatto contrario, cioè per aiutare i comuni spendaccioni verranno penalizzati i comuni virtuosi.

Ci sono poi quei comuni che amministrano benissimo ma che non hanno risorse sufficienti per gestire i propri comuni.
Il sindaco di Varese Attilio Fontana intervistato ribadisce che la sua proposta, rimessa del mandato di sindaco, è di fatto stata accolta dal presidente dell’Anci Dal Rio e risponde al Ministro Polillo in modo chiaro affermando che tutti i piccoli comuni si stanno incamminando verso l’accorpamento dichiarando di fatto l’impegno di tutti i comuni ad avviarsi verso questo cammino.

Quello che invece i sindaci non vogliono è fare estendere anche a questi piccoli bilanci il vincolo del patto di stabilità i quali andrebbero in questo caso all’ingessamento completo dei bilanci e all’impossibilità di spendere in qualsiasi iniziati va necessaria a svolgere attività sul proprio territorio.

Fontana continua la sua denuncia affermando:

Sono anni che chiediamo ai governi che i tagli non vengano fatti in modo lineare poichè i comuni vengono messi in condizione di non lavorare mentre ai comuni amministrati male, che si sono indebitati con la spesa storica, viene permesso ancora di spendere e spandere.
La risposta alla nostra protesta, prosegue il sindaco di Varese, è stata quella di ulteriori tagli per 2 miliardi e ha già deciso di stabilire un fondo di 2 miliardi per i comuni in dissesto.

Di fatto sono i comuni stessi virtuosi che coprono i buchi di coloro che amministrano male.
Inoltre il governo ha assunto degli atteggiamenti inaccettabili anche ad esempio nel recupero dell’IMU poichè l’Anci ha denunciato che in Italia ci sono più di un milione di case non accatastate chiedendo di individuarle e quindi permettere ai comuni di far pagare le tasse a tutti in modo equo. Ma il governo non ha fatto niente in questa direzione.

Sempre sull’Imu pare sia dall’inizio dell’anno che i sindaci dichiarano che i calcoli previsionali fatti dal governo sono errati prevedendo incassi eccessivi imponendo ai comuni di inserire in bilancio le loro previsioni, dopo di ché il tempo ha dato loro ragione poichè gli incassi previsti non sono arriva. E il governo cosa ha fatto? E’ andato a tagliare in modo indiscriminato tutti quei comuni che invece avevano un incasso che si avvicinava alle loro previsione e
non si sono assunti l’onere del loro errore.

Quello che non si dice che in nessuno paese d’ Europa il Patto di Stabilità viene fatto ricadere sugli enti locali che di fatto avrebbero solo bisogno di un equilibrio di bilancio.
Il sindaco di Verona prosegue affermando che dovrebbero essere messi in condizione di spendere quanto incassiamo non di più!
Contestiano inoltre che i tagli sono stati fatti quasi ed esclusivamente a danno dei territori comunali senza tenere conto che come enti territoriali esistono le dispendiose realtà di Regioni e Provincie.

La denuncia finale rimarca che i trasferimenti di denaro vengono spesso fatti in modo indiscriminato grazie spesso non alle regole stabilite ma grazie soprattutto agli appoggi politici di cui un comune può o non può godere.
Questi trasferimenti indiscriminati vengono denunciati dal sindaco di Varese come una presa di posizione del governo che usa due pesi e due misure dove chi si comporta peggio viene trattato molto meglio di chi invece si impegna nel non sperperare le risorse a disposizione.

A conclusione il sindaco rimarca che l’anno prossimo ci sarà una direttiva europea che impone anche a tutti i comuni di pagare i fornitori a 30-60 giorni e dato che le due cose sono incompatibili i cittadini non si lamentino quando troveranno delle buche enormi nella strada, poiché non possiamo assolutamente permetterci con questi tagli di dare molti tipi servizi.

Si augura quindi venga a galla un minimo di buon senso poiché dice:

Noi non vogliamo fare i curatori fallimentari e non vogliamo che i cittadini ci fermino per strada e ci sputino in faccia.

Bene torniamo a noi cittadini di Persiceto poichè dopo aver ascoltato attentamente queste parole mi sono sorti mille e più dubbi che non trovano risposta e che invece dovrebbero in qualche maniera essere discusse.
Il primo pensiero va al tanto contestato Patto di Stabilità sbloccato dal governo per il comune di Persiceto poiché in emergenza terremoto avevamo bisogno di pronta liquidità.
La domanda è se lo stato rimpinguerà le casse del nostro comune o se lo ha già fatto sbloccando gli aiuti.
Anche perché se così non fosse siamo già in una situazione poco gradevole e cioè nessuna possibilità di affrontare nuove emergenze.

Il secondo pensiero che mi corre in testa è se il nostro comune con la sua amministrazione ha o non ha deciso di aderire a questa protesta che mi sembra assolutamente giusta e sacrosanta, poiché non si possono lasciare, a mio parere, i Sindaci con le proprie Giunte a rispondere dei danni provocati da una
politica TUTTA che ha amministrato malissimo il nostro denaro oltre a ad aver preso decisioni a livello Europeo che hanno provocato forti danni politici-economici; danni che oggi ci “regalano” un nuovo volto dell’Europa.
Alessandra Pisa