Primarie del centro sinistra

PRIMARIE:  ovvero quello che gli italiani (di sinistra) si aspettano.

  * Domenica 26 novembre 2012:  Primarie Partito Democratico

  * Candidati:  5  –  Vincitori: 1  (non presi in considerazione eventuali ballottaggi)

  * Lunedì 27 novembre 2012:

Ore 10,30;  il vincitore  convoca  per le ore 14.30 dello stesso giorno i quattro candidati non eletti presso la Sede centrale del partito.

Ore 15.00;  inizio lavori con impegno congiunto di NON uscire dalla stanza fino ad accordo avvenuto su un unico programma condiviso e  sottoscritto  da tutti.  Per evitare che nessuno lasci anzitempo la riunione, viene chiusa a chiave la porta d’uscita. Si dispone inoltre che nessuna telefonata in arrivo dovrà interrompere i lavori, fatta eccezione  per  quelle provenienti o dal Colle o da Palazzo Chigi.
Il vincitore legge tutti i punti dei programmi che ogni partecipante alle primarie ha proposto nelle centinaia di comizi e dibattiti compreso il suo.
I  punti  che risultano essere comuni a tutti, vengono individuati e immediatamente sottoscritti.
I restanti argomenti non condivisi vengono: analizzati, studiati, modellati, limati da tutti i partecipanti, anche  grazie a “cedimenti” a cui ognuno partecipa e alla fine sottoscrive  e condivide.

Ore 20.00; riunione ancora in corso, con rammarico delle varie televisioni presenti, le quali aspirerebbero a dare in diretta nel corso dei telegiornali, l’esito delle conclusioni.

Ore 22.00; fine lavori. Il vincitore delle primarie legge il seguente comunicato:  “dopo un ampio e approfondito franco dibattito, – (il che vuol dire che se le sono date di brutto) – abbiamo raggiunto un accordo su un programma unico condiviso e firmato da tutti, e se sarò eletto presidente del Consiglio nelle prossime elezioni del marzo 2013 attuerò questo programma di governo nell’interesse dell’Italia e degli italiani.”

 

  1. Ciao Mauro, non per correggerti, ma è domenica 25 e lunedì 26, comunque, tutti a votare per le Primarie del PD.

    Io andrò, ma sopratutto andrò per mettere una spina nel fianco di Bersani che le vincerà, se non al primo, al secondo turno.