Non voterò più questo PD

Massimo_D'Alema_Walter_VeltroniAlmeno fino a quando non si libererà dei suoi dinosauri.

D’Alema e Veltroni, Fassino e Bettini, Franceschini e Violante, la Bindi e Latorre e naturalmente Bersani e Letta hanno sbagliato tutto il possibile in questi ultimi 15 anni, e siamo stanchi di essere presi in giro da una classe dirigente inetta, bugiarda e confusa ma terribilmente attaccata ai privilegi e al potere di casta. Leader sempre certi che il  concedere all’avversario terreno di manovra e qualsivoglia pretesa (anche la più umiliante) sia il massimo dell’astuzia politica. Maggiorenti di partito che hanno pensato bene di smettere di fidelizzare i propri “clienti” (certi del loro voto, sottomesso e bulgaro) per inseguire quelli altrui con il risultato di non ottenere nessuno sfondamento a destra e provocare una disastrosa disaffezione ed astensione a sinistra.

Leader maximi che si sono sputtanati in credibilità grazie alla ricerca continua e spasmodica di alleanze improponibili e perdenti, mostrando in svariate occasioni “esplicita collaborazione con il nemico” partecipando allegramente e senza sosta al baccanale degli inciuci senza mostrare un minimo di pentimento o ravvedimento ma anzi spingendole come fini e scaltre strategie vincenti, che imponendo tramite i vari cacicchi locali la logica dalemiana del consenso costruito aritmeticamente con calcoli sbagliati verso un inesistente centro, hanno finito con l’allontanare 2 milioni di persone dal votare PD.

Deve nascere un nuovo Pd. Non può essere diversamente e tutte le nostre iniziative nei prossimi mesi devono puntare a questo.

Con la gestione autoritaria e schizoide delle Elezioni Regionali abbiamo visto la vera realtà clientelare ed affaristica dei dirigenti di questo partito.
Tutto si è basato su sottili e profonde alchimie politiche come il “modello idraulico totale”, finalizzato a vincere i confronti elettorali semplicemente sottraendo elettori all’altro schieramento con l’aiuto di riposizionamenti “centripeti” della propria immagine di soggetto politico, calpestando coerenza e decenza, contenuti e rigore.
Baggianate camaleontiche che hanno imposto l’abbandono dei nostri tratti identitari più significativi e riconoscibili dagli elettori a vantaggio di una ambigua ed indistinguibile genericità. E l’han chiamata “conquista del centro”.

Per conquistare il centro in Puglia, secondo loro era necessario accantonare Vendola, nonostante Vendola il centro l’avesse già conquistato 5 anni prima, assieme alla Regione.
Ma siccome al cognato di Casini occorreva l’acquedotto pugliese e Vendola non voleva sentirne di svenderlo a Caltagirone, e siccome aveva pure buttato fuori dalla giunta i rappresentanti del PD finiti sotto inchiesta per corruzione (poi arrestati a pochi giorni dalle elezioni), in Puglia essi imponevano Boccia, uomo di Casini, appunto.
Abbiamo poi visto come un vero e proprio sommovimento popolare abbia fatto fallire questo progetto e riconsegnato la Puglia a Vendola. Anche il centro.

Nelle martoriate Campania e Calabria, al culmine di drammatiche gestioni come quella di Bassolino, hanno pensato bene di imporre pregiudicati ed inquisiti per gravi reati come Loiero e De Luca, gente con evidenti rapporti con la malavita locale e dalla quale ha ottenuto voti e supporto. I nostri illuminati dirigenti hanno garantito a tutti la loro certa vittoria ma questi hanno superato appena il 30%, bocciati dal disgusto degli elettori.

In Lazio non sono riusciti a presentare nessuno, autoescludendo con veti incrociati figure validissime e subendo l’autonomina della Bonino, espressione di Pannella e di un Partito Radicale dello 0,2% con recenti passati di fianco a Berlusconi.

In Piemonte sono finalmente riusciti a compiere il loro capolavoro; un’ampia coalizione da Casini a Ferrero, tanto improbabile quanto artificiale ma così gradita al grande teoreta D’Alema. Per far contento Casini si è rinunciato al vincente Chiamparino per la più gradita (e centrista) Bresso, poi bocciata dalla nausea degli elettori. Racconta il Sindaco di Firenze Renzi; – “Ero a pranzo con Chiamparino, Cota e altri e all’improvviso Cota fece a Chiamparino: “Chiampa, ma tu ti candidi? Perché se accetti io non scendo in campo: tanto si sa che con te non ce n’è per nessuno”.

In Emilia Errani gestisce da 10 anni la Regione con una buona politica ma portando avanti lucrosi affari con Cooperative e Spa varie. Il coinvolgimento nel business affaristico doveva essere tale che nessuno delle centinaia di ottimi amministratori presenti in Emilia è stato considerato adatto a sostituirlo, e lo si è riproposto per la 3° candidatura, contro il buon senso, contro la legge e contro lo Statuto del PD. Durante la campagna elettorale più forze politiche, dall’Udc a Grillo hanno annunciato denunce ed esposti in caso di vittoria di Errani e Formigoni, (con lo stesso problema). Se dette denunce verranno accolte che si fa, commissariamento come a Bologna e nuove elezioni? Anche per Del Bono furono sollevati prima delle elezioni i problemi che poi la Magistratura ha contestato al Sindaco di Bologna, ma si è proseguito come nulla fosse, boriosamente sicuri di berlusconiana impunità, creando il presupposto per l’attuale umiliante commissariamento.
Errani ha vinto, ma lasciando sul campo il 10% dei voti di elettori che, evidentemente, non sono stati entusiasmati dal businessman Errani .

Non sappiamo se i dinosauri siano inetti, collusi o sotto ricatto, o tutti e tre i  casi, ma è certo che con questi dirigenti non vinceremo mai.
Ora dobbiamo fare tutto il possibile per spingere al ricambio interno e mandare finalmente in pensione questa gente, ma è evidente che se questo non avvenisse, come non avviene da decenni, l’unica soluzione sarà non votare più il PD finché non si sarà liberato di questi figuri.
 
ostensione_del_pd
  1. Eh siamo messi bene. Fino ad ora in molti hanno votato PD solo per sconfiggere Berlusconi, convinti che sia meglio votare il più grande partito a Sinistra perchè ha possibilità di vincere.
    Mi sa che le cose cambieranno presto.

    Io, questo PD, non lo voterò più.
    Anzi, sarebbe il caso di darci dentro ed evidenziare, giorgio dopo giorno, i dirigenti che fanno molte porcate.