Non ho studiato, non so nulla, ma devo contare/valere come te

I ragazzi del 68, nel 1968, erano prettamente appartenenti alla borghesia, piccola e media, ed inizialmente si battevano contro il nozionismo e sistemi d’insegnamento che consideravano superati ed inefficaci.
Erano figli di dirigenti, professionisti e di industriali ai quali serviva un maggiore livello di conoscenza per meglio espriemere la loro mission di vita.

A questo tipo di persone non serviva il 18 politico, che non è con quello che potevano far progredire le loro fabbrichette o far crescere gli studi professionali dei loro genitori.
Questo fu inventato da chi aveva già deciso che la laurea gli sarebbe servita a nulla se non come titolo in sé o al peggio per non andare nei militari e questi appartenevano quasi sempre come origini al proletariato o al sottoproletariato che diede poi vita a metà degli anni ’70 al fenomeno degli autonomi.
Loro confusero/scambiarono il concetto di “cultura di massa” con “titolo di massa” dove si spingeva al livellamento-annullamento dei valori e meriti ed appunto dei titoli.
Non ho studiato, non so nulla, ma devo contare/valere come te. Il tuo merito del tuo 30 e lode non vale di più del mio 18 politico; dobbiamo poter contare ed essere uguali.

Il Movimento Studentesco che iniziò nel ’67 a contestare i metodi di insegnamento ritenendoli inefficaci e superati non era di sinistra, ma di estrazione piccolo borghese, come “piccolo borghesi” erano i loro obiettivi iniziali.

Il concetto stesso di “cultura di massa” non era altro che una interpretazione dei maggiori pensatori liberisti e “fordisti” che vedevano in una classe operaia colta e preparata uno degli elementi basilari della crescita della produzione, se vogliamo uno strumento per meglio sfruttare gli operai.

Le degenerazioni successive a mio avviso nulla tolgono al progetto iniziale di quel Movimento Studentesco, abbiamo visto come in mille modi e da mille parti in tanti abbiano fatto il possibile per inquinarne le fonti e gli obiettivi, ovviamente riuscendovi ben presto.
Che solo ad esempio, il “18 politico” era semplicemente l’esatto contrario di quanto quei giovani stessero cercando.

Come allora, con l’Onda lo stato nascente del movimento esprime e mostra segnali importantissimi di come viene recepita la società dai nostri giovani in modo schietto e trasparente, da chi è ancora fuori dal mercato produttivo; ignorarli, volerli travisare, cavalcare o peggio inquinare significa perdere una importante occasione di comprendere la loro nuova interpretazione della società e quindi il loro contributo importante al rinnovamento.

E’ necessario far funzionare al meglio la società iinanzitutto, poi consentire ai cittadini di dare il loro contributo al meglio, concedendo loro garanzie e tutele, finalizzate alla crescita della società, non al suo sfacelo. Ma il nostro attuale governo ed i partiti dell’opposizione, di fronte a questo disastro odierno non hanno un progetto politico e si guardano bene dall’averlo; essi non vanno oltre ad azioni alla giornata, più o meno condivise od osteggiate.

A questo governo non interessa per nulla ridurre costi e sprechi, che in altri post vediamo anzi elecati i nuovi e degeneranti abusi e sperperi di questa casta dominante. Abbiamo visto anzi come l’intervento drastico di taglio della spesa per l’istruzione sia solo il risultato di un miope disegno politico; chiudere per sempre il concetto sessantottino (e quindi piccolo borghese e finalizzato alla produzione) della “cultura di massa”, in quanto inutile alla società dei mass media. Che a chi comanda oggi non servono operai colti e preparati da meglio sfruttare, ma lobotomizzati da convincere e trascinare a piacere con veline, calciatori e tifo calcistico.
Altro che cultura.

Anche l’operaio vuole il figlio dottore mi è sembrato una risposta a questa lobotomizzazione, una vecchia risposta degenerata ed intossicata dai tanti infiltrati di tanti colori che si ripresenta; una società migliore fatta di persone più colte e consapevoli, capaci di dare il loro meglio per la crescita del Paese.