Monti? Ha già dato, grazie.

In effetti non è ancora chiaro fino a che punto Monti stia esprimendo una visione tutta sua in questa dura fase, da trincea, d’azione di governo, o quanto essa possa essere stata influenzata da suoi Ministri “Sacconi style” come la Fornero o peggio dal’area del puttaniere prescritto stesso.

Fatto sta che quello che ci appare non è più il Monti severo ma razionale dei primi mesi, ma un misto di vendicativo, destroso e rancoroso personaggio deciso a umiliare punitivamente CGIL e PD, (ed i lavoratori ovviamente),  e pure a tratti impreparato. Almeno sull’argomento “mercato del lavoro”.

Leggiamolo nelle sue ultime esternazioni, che è un altro Monti questo,  qua e là persino paranoico, ma certamente uomo di Bilderberg:

“Non ci si illuda. Non significa che forze importanti che abbiamo ascoltato ma esterne al governo, possano in qualche modo intervenire (sull’articolo 18, ndr)”

“Questa strana formula, ‘salvo intese’ che non è uscita per assonanza con Salva Italia, significa salvo intese fra i membri del governo e il capo dello Stato”.

“Non potevamo fare diversamente . E’ stata la colpevole tardività del precedente governo nel riconoscere il problema, lo dico come cittadino che si sente leso da quelle omissioni, che ha determinato il fatto che oggi sia ancora piu difficile mettere l’Italia su un sentiero di crescita e costretto ad aumentare tasse”.

“Abbiamo fatto alcune di quelle cose che spesso non si sono fatte trincerandosi dietro l’apparente impedimento costituzionale dell’articolo 41 della Costituzione”

“Sono sicuro che questo silenzio significhi un grande applauso”

“Riforma non suscettibile di incursioni”

«Sul testo non si tratta, in passato la politica ha ascoltato troppo le categorie».

In passato ? … nel senso di cinque minuti prima, quando il presidente del Consiglio ha ascoltato troppo la categoria delle Assicurazioni e delle banche e ha reintrodotto le commissioni bancarie sui prestiti che aveva appena dichiarato illegitime.  Cinque minuti prima quando il governo ha rinunciato alla patrimoniale e ceduto alle lobby dei petrolieri e degli avvocati, dei tassisti, dei produttori di armi, e poi dei Vescovi, rimangiandosi l’Ici alle scuole cattoliche che “ufficialmente” mezzo Vaticano aveva già propagandisticamente benedetto. Cinque minuti prima, quando ha deciso di soprassedere alla vendita dello spazio TV mantenendo il regalo da 4 miliardi a Mediaset che culo flaccido si era autoassegnato. Cinque minuti prima, quando ha rinunciato ad intervenire sulla legge Gasparri sull’Amministrazione Rai, lasciandola di fatto nelle mani di Mediaset. Cinque minuti prima, quando ha rinunciato a far partire la legge sulla corruzione, dando anzi spazio ad un rigido controllo delle intercettazioni. Oppure 5 minuti prima quando, dopo aver “salvato” gli Yacht di lusso, ha diminuito l’IMU sulla seconda casa a chi ha un reddito elevato, (aumentandolo invece ai redditi bassi),  o quando ha condonato un esercito di strapagati “dirigenti” (ottocento) dell’Agenzia delle Entrate, tutti assunti senza concorso tra parenti vari e raccomandati dai partiti.

Monti è diventato inflessibile solo con la lobby dei pensionati prima e dei metalmeccanici poi, ma sembra che tra le tante, nessuno queste le consideri tali.

Oltre alla CGIL,  è stato palesemente e paurosamente messo sotto schiaffo il Pd, mettendolo ad un passo dalla scissione-implosione. Una manovra degna di un vero capitalista d’assalto, quale il Monti in effetti è, e che non era nemmeno riuscita all’inquisito. E allora perchè continuare a sostenerlo lui e il suo governo?

Durissime riforme sono già state fatte, lavoratori e pensionati, disoccupati e giovani (e solo loro) hanno già pagato un prezzo pesantissimo;  lo “spread” è sotto controllo e il collasso economico dell’Italia è scongiurato; ora anche basta no? Che per attirare di nuovo  investimenti in Italia, mantenendo corruzione ed evasione, lobby di privilegiati e malavita allo stato attuale hai voglia, … altro che cancellare l’art.18.

Penso proprio che Monti abbia già dato, che sia ora insomma di porre fine a questa esperienza e si vada a votare.

 

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  2. Ciao LorenzoGt, … si l’avevo visto e commentato in FB:

    Sarò sbrigativo: a me dell’articolo 18, usando un tecnicismo giuridico, non me ne po’ frega de’ meno”.

    D’altra parte questo è l’uomo, dopo la cena ad Arcore non ci stupisce più. 

    … si conferma soltanto.  :mrgreen:

    La posizione unitaria che Bersani è riuscito a strappare alla Direzione del Pd sull’Art.18 mi è sembrata molto valida.
    A te sembra troppo ideologica?

  3. Ciao Andrea.
    Io quello che vedo è che si sta creando una forte aria di scontro politico, che probabilmente poteva essere evitata o perlomeno attenuata.
    Io mi rifiuto di credere che Monti, Fornero e co. siano una sorta di vampiri disumani messi lì a tartassare e succhiare sangue ai poveri italiani. Forse la situazione andrebbe valutata con un pò più di realismo. La situazione dell’Italia da novembre è nettamente migliorata, ma non siamo di certo fuori pericolo. Vorrei inoltre ricordare la famosa lettera della BCE, il cui impegno sottoscritto dall’Italia ha permesso interventi di somma urgenza volti ad allontanarci provvisoriamente dal baratro, in attesa delle richieste riforme. Riforme pesanti e che hanno riguardato un pò tutti quelli che lavorano (meno i poteri forti come le banche, assicurazioni e co, di cui vi do atto). 
    Quindi non sono d’accordo sulla tua posizione “Penso proprio che Monti abbia già dato, che sia ora insomma di porre fine a questa esperienza e si vada a votare. 
    Sarebbe una tragedia riconsegnare il paese a questa banda di ladri, depravati e incompetenti che formano più o meno tutte le forze politiche esistenti. E, come sai, non guardo in faccia a nessuno. Ritengo tali sia i Pidiellini che i Piddini che i Casinari.
    A Monti e il suo governo  manca il linguaggio politichese; non sono in grado quindi di indorare le pillole amare che devono farci mandare giù. Ma io preferisco la franchezza rispetto alle grosse prese per i fondelli che ci hanno rifilato i nostri politici da sempre.

    Bene, passiamo a questo benedetto provvedimento sul lavoro.
    A me nel suo complesso non dispiace, in quanto per la prima volta si affronta il problema delle mancate tutele ai lavoratori precari e del proliferare di contratti anomali o assurdi come le finte partite iva.
    A me piace anche il concetto che la cassa integrazione (o mobilità o ASPI o come vogliamo chiamarla) serva  nello stretto periodo di passaggio da un’attività lavorativa ad un’altra. Prima la corresponsione di anni ed anni di sussidi non costituiva nient’altro che uno scivolo verso la pensione. Mi aspetto ovviamente che questa riforma costituisca una rivitalizzazione del mercato del lavoro per far si che chi perde un posto non sia condannato ad essere disoccupato a vita.

    Per quanto riguarda il motivo del contendere, ossia la riforma dell’art. 18, trovo che costituisca più la difesa di un “simbolo” che una reale necessità. Oggi si licenzia comunque con o senza l’art.18 e se per motivi economici una fabbrica o una linea di produzione chiude i lavoratori perdono semplicemente il posto.
    Ma, al di la delle posizioni, non è stato imposto stavolta un decreto legge e quindi c’è tutta la possibilità di migliorare il provvedimento in parlamento.

    Politicamente, anzi ideologicamente, non è piaciuto il cambio repentino di giudizio da parte del PD: prima positivo per la riforma in generale e poi, dopo la disapprovazione finale da parte della Camusso, estremamente polemico e stizzito da parte dei vari Bersani, Bindi, addirittura Fassina, ecc.

    Non vedo di buon occhio un partito che vuol definirsi progressista e aperto al futuro da una parte, e attaccato alla gonna della Camusso dall’altra. Comprendo che siamo in campagna elettorale, ma questa genuflessione alla CGIL a me non piace per nulla. Il PD faccia il PD e la CGIL faccia la CGIL. 

  4. Condivido in larga parte le tue osservazioni caro LorenzoGt,  si è cercata e voluta (secondo me solo dal Governo) una forte aria di scontro politico, che probabilmente poteva essere evitata o perlomeno attenuata.

    La mia sensazione difatti è che Monti, Fornero e qualcun’altro nel Governo abbiano ceduto alle pressioni dell’area Sacconi del vecchio governo; di farla cioè pagare cara a Pd e Cgil.

    E’ palesemente evidente che la cancellazione dell’Art. 18 non può essere considerato l’elemento scatenante dei finanziamenti esteri in Italia, stante corruzione, malavita e tempistiche della Giustizia. Visto che per queste ultime Monti ha chiaramente deciso di soprassedere, quale altro motivo addurre per l’accanimento sull’Art.18?

    Che andasse rivisto mi sembra ragionevole; non v’è dubbio, come dici, che alcuni aspetti della riforma appaiano migliorativi (mancate tutele ai lavoratori precari ecc.), e che apparisse anacronistica e discriminatoria la sua NON applicazione ai dipendenti di aziende con meno di 15 addetti (maggioranza in alcune Regioni come l’Emilia), ma mi è sembrato evidente che da quanto concordato nel famoso incontro Casini-Bersani-Alfano da Monti, poi si sia dato spazio ad una interpretazione ben diversa, al punto da arrivare a ritenere “gabbato” il Bersani (e di nuovo) da componenti del suo stesso partito. (se hai notato in parecchi hanno urlato alle dimissioni)

    E quindi la sua sintesi poi ritrovata nel Pd mi è sembrata buona, sopra agli ideologismi, disposta a rivedere buona parte della legge, comunque vicina alla versione tedesca della legge, e che si limita a non voler concedere alle aziende la libertà di licenziare senza reintegro sempre e comunque.

    Proprio in questi giorni i Giudici hanno ordinato il reintegro per azione antisindacale dei 3 dipendenti Fiat, sindacalisti Fiom, accusati ingiustamente di aver fermato la produzione in fabbrica. (si erano semplicemente inventati l’accusa per licenziarli). Ad articolo 18 cancellato non sarebbe stato possibile, e ogni azienda avrebbe così avuto la possibilità di licenziare tutti i sindacalisti e sgraditi vari. Ma questa converrai non è più democrazia.

    I rapporti in fabbrica ultimamente stanno degenerando in fretta, molto peggio di quanto immaginiamo. E questo non è accettabile. Non è civile nè ragionevole, e nè produttivo, visto con gli occhi di un imprenditore quale sono.

    (Pensa che nemmeno qui in Thailandia posso licenziare impunemente i miei 70 dipendenti e nel caso il Giudice ordina quasi sempre il reintegro! Ma è con un rapporto cordialissimo, aperto e sempre corretto che ho ottenuto livelli qualitativi e quantitativi assolutamente insperabili)

     

    Anche sulla mia sintesi – “Penso proprio che Monti abbia già dato, che sia ora insomma di porre fine a questa esperienza e si vada a votare“ –  comprendo e condivido in buona parte le tue perplessità, … ma ogni tanto come sai mi piace stimolare (istigare) il dibattito, riportando anche le sensazioni istintive.  :mrgreen:

  5. Andrea, condivido praticamente su tutto. In particolare:

    E’ palesemente evidente che la cancellazione dell’Art. 18 non può essere considerato l’elemento scatenante dei finanziamenti esteri in Italia, stante corruzione, malavita e tempistiche della Giustizia. Visto che per queste ultime Monti ha chiaramente deciso di soprassedere, quale altro motivo addurre per l’accanimento sull’Art.18?

    Si, è evidente e non faccio di certo i salti di gioia se i problemi che hai menzionato non sono stati trattati. Sono carenze ben note attribuibili a questo governo.  Ci mancherebbe!

    Riprendendo il discorso sull’art.18 “a me non me ne può fregar di meno” nel senso che non lo vedo come una questione di vita o di morte sia ci si riferisca alla sua modifica che al suo mantenimento. Per me può anche restare così, anche perchè di fatto è una norma “datata” che in linea di massima non produce più risultati salvo casi particolari.

    Per il reintegro dei dipendenti FIOM qui cade la mia ignoranza: presumo che siano stati licenziati, se non ricordo male, per questioni disciplinari. Quindi se fossero stati soggetti a questa riforma, sarebbero stati comunque reintegrati, se deciso da un giudice. Dico male?

    Per concludere, ribadisco che di tutta la faccenda a me ha dato fastidio la sudditanza del PD nei confronti della CGIL; la CGIL è un sindacato ed ha ragione di esistere in quanto tutela una categoria ben definita di lavoratori, il PD è un partito politico che dovrebbe agire per garantire l’intera collettività. Non ti nascondo che prima non mi sentivo rappresentato dall’attuale segretario, ora, se le cose rimarranno così e se addirittura accadrà l’irreparabile, non mi riterrò rappresentato nemmeno dal partito.

     

  6. Non mi e’ sembrato di vedere sudditanza. Bersani ha spinto la Camusso e lei c’e’ stata, beccandosi pure parecchi improperi in rete.

    Poi si sono resi conto entrambi di essere stati giocati; avevano accettato un compromesso ma poi la Fornero al Consiglio dei Ministri ha portato altro.  Con la loro versione, quei sindacalisti e ness’unaltro per nessun motivo potrebbe piu’ essere riassunto. Casomai rimborsato, ma  non reintegrato.  Viene da se’ che sarebbe la fine di ogni attivita’ sindacale o comunque “non gradita” in fabbrica.

    C’e’ un articolo molto bello di Barbara Spinelli che ti suggerisco fi leggere:

    …  La modifica dell’articolo 18 e altre misure d’austerità hanno senso se inserite in una mutazione al tempo stesso economica, democratica, geopolitica. Se non son parte di un New Deal nazionale ed europeo, secernono solo recessione, regressione, e quei chicchi di furore che secondo Steinbeck marchiarono la Depressione negli anni ’30…

    L’errore del bruco – Repubblica.it

    Poi casomai lo commentiamo.  :)

  7. Egregio capo del Governo abbiamo letto la sua “lettera al corriere della Sera” e siamo risentiti e offesi dalla sua ipocrisia propagandistica, dalla sua autoreferenzialità, dal suo cinismo, dalla sua sottile arroganza. Lei esordisce dicendo che “alcune considerazioni da lei fatte in conferenza stampa a Tokyo hanno suscitato vive reazioni in Italia”, considerazioni che “avevano l’obiettivo opposto” Per una volta non si incolpano i giornalisti (sempre più fedeli portaordini del potere) bensì la stessa opinione pubblica rea evidentemente di non avere capito; non avere capito, sotinteso, ciò che lei desiderava che si capisse. Lei, presidente Monti, è presuntuoso e arrogante: la “decodifica aberrante”, non è mai “colpa” del ricevente il messaggio bensì dell’emittente, lo sanno anche gli studenti del primo anno di scienze delle comunicazioni. Lei ci ricorda quella battuta di Brecht dove si diceva più o meno che siccome il popolo aveva “sbagliato” a votare il governo avrebbe sciolto quel popolo per eleggerne un altro. Lei presidente, nel suo fare, ci ricorda molto i totalitarismi del “secolo breve”. Lei ci ricorda in modo adamantino i parallelismi di Noam Chomsky tra il capitalismo e il comunismo riguardo ai mezzi utilizzati.

    Ma torniamo alla sua lettera. Lei dice che “le forze politiche (italiane) si dimostrano vitali”: lo dice perchè la sostengono ceppalonicamente insieme, in spregio a qualsiasi regola democratica? Oppure lo dice pensando alle facce dei gerarchi di regime che decidono, negli antri delle loro segreterie, con la stessa trasparenza e democrazia del politburo di sovietica memoria? Lei pensa che Bersani ispiri vitalità? O forse pensa a quel vecchio corrotto malvissuto del cavaliere e alla vitalità dei suoi ¾ di secolo? O pensa alla vitalità dell’ottuagenario presidente della Repubblica? Forse lei, presidente Monti, molto più semplicemente, pensa solo di prenderci per il culo. Forse ci sbagliamo? Lei parla di “interesse del Paese”. Ma lei sin’ora ha sempre e solo fatto, nei fatti, l’interesse delle banche e della finanza, di cui lei, del resto, è uno dei massimi esponenti, uno dei vertici di Goldman Sachs. Lei per “interesse del paese” intende un indebitamento sine die di tutto e tutti, usato come pretesto per demolire un secolo di conquiste nel campo dello stato sociale? Eppure, nei fatti, al di là della propaganda, lei sta distruggendo il welfare, privatizzando tutto il possibile e precarizzando (liquefacendo direbbe Zigmunt Bauman) l’intera società. A parte i ricchi, che quelli non li deve toccare nessuno.

     Lei dice che, nella sua visita in estremo Oriente, ha spiegato agli investitori “ciò che l’italia sta facendo per diventare più competitiva”. Lei è un terrorista a dire ciò in paesi che usano la manodopera semi schiava e dove lo sfruttamento è la regola. Lei, agli occhi di chi qui perde lavoro e tutele sociali, fa paura. Perchè è chiaro che per renderci competitivi con loro deve renderci come loro, sfruttati e schiavi. Crede che non lo capisca chi non sa come arrivare a fine mese, chi non ha credito, chi è pignorato, vessato, ipertassato, licenziato, disperato? Lei parla di “apprezzamento che comincia a diffondersi”. Ma di cosa parla? Forse dei padroni del vapore? Forse degli “investitori”, eufemismo usato per indicare gli usurai legalizzati ovvero le banche? Forse del grande capitale, che non dovrà più delocalizzare per avere manodopera schiava a buon mercato? Oppure crede veramente che gli italiani apprezzino di pagare le tasse più alte del pianeta in cambio di servizi da terzo mondo, di pagare la benzina più cara del pianeta, di avere una classe dirigente tra le più corrotte dell’Occidente?

     Lei parla di una “percezione errata”, una “riserva sul mercato del lavoro”, dovuta ai “tempi con cui il Parlamento approverà la (cosiddetta) riforma del governo (fantoccio)” (Il suo governo fantoccio: il Quisling delle banche). Intanto chi glielo ha detto che il Parlamento “approverà”? Il compito del Parlamento non è quello di approvare gli ukase dell’esecutivo: questa è, tecnicamente, la vera essenza del fascismo. Il Parlamento dovrebbe discutere e valutare la proposta governativa, senza pressioni psicologiche o mediatiche. Certo, essendo Lei più avvezo ai consigli di amministrazione che alle assemblee democratiche, in cui non il conformismo e l’uniformità bensì il dissenso e la varietà dei punti di vista sono i meriti maggiori, vedrà la parentesi parlamentare come una perdita di tempo “usum populi”, giusto per salvare le apparenze democratiche per i babbei che ancora credono di essere, oggi, in democrazia. Eppure il maggior sindacato nazionale è contro la sua (contro)riforma del lavoro, per non dire la stragrande maggiornaza della popolazione. Perchè lei arrogantemente ignora, o finge di ignorare, questa semplice evidenza? Lei dice che “finchè la percezione errata e il dubbio non verranno dissipati” l’Italia non sarà ritenuta dagli “investitori” (vedi sopra), “un luogo conveniente”. Lei, per luogo conveniente dove investire, ha certo in mente l’estremo oriente, dove appunto si trovava mentre ci elargiva queste pillole di saggezza? Allora guardi, il luogo più conveniente dove investire oggi è la Cina: ce lo dica chiaramente che è quello il nuovo modello lavorativo dell’Italia perchè, anche se non lo dice, nonostante le piroette massmediatiche, nei fatti è evidentemente così.

     Non continui ad insultare la nostra intelligenza, signor presidente. Comunque abbiamo capito. La colpa è nostra che non la capiamo e abbiamo dei dubbi. Beato lei che sa tutto, noi sappiamo solo di non sapere nulla, (da Socrate a Popper) e il dubbio ce lo ha inculcato quel sovversivo di Cartesio e quei disfattisti degli illuministi. Non sarà certo lei, il fantoccio di un finanz-capitalismo all’ultimo stadio, a farci cambiare idea. Lei continua dicendo che le cosiddette riforme si devono “al senso di responsabilità delle forze politiche”. Le ricordo, presidente, che nei sondaggi la fiducia del popolo in tali “forze politiche” (i partiti, abbia il coraggio di pronunciarla questa parola) è la più bassa in assoluto, tra tutte le istituzioni nazionali. Il discredito verso i partiti è oggi totale e se lei li loda è solo perchè quegli usurpatori di democrazia la sostengono come storicamente hanno sostenuto, in periodi estremi, giunte militari e dittature. Sempre.

     Tralascio di commentare le sue parole su “impegni delle forze politiche, rande maturità degli italiani, nonché le sue fiduciose speranze”, perchè non voglio umiliare la mia intelligenza oltremodo, abbassandomi al fango della propaganda pura e degli slogan infantili che solo i telespettatori incalliti e i mainstream padronali come il corriere di via Solferino possono apprezzare. Mi soffermo solo sul sinistro epifonema del suo pistolotto propagandistico, laddove Lei dice: “(trasformazione che proseguirà) anche dopo a un assetto più normale della vita politica”. Lei stesso, presidente Monti, non può esimersi dal riconoscere che la nostra situazione politica NON è normale. E’ questo l’unico passo in cui, purtroppo, dobbiamo convenire con Lei: infatti un parlamento trattatto dall’esecutivo come un mero esecutore, una propaganda mediatica martellante e monocorde a favore del regime, un presidente del consiglio stesso nominato negli oscuri recessi della nomenklatura politico-finanziaria, tutto ciò non ha nulla di normale né di democratico. Lei stesso, presidente, ammette, in fondo, che la democrazia è sospesa. Ma questo è il Paese dove vige la tradizione dell’uomo forte, da Mussolini a Craxi a Berlusconi. Lei ne fa parte a pieno titolo. E questo paese, che non ha mai fatto una rivoluzione, è sempre uguale a sé stesso. Purtroppo. Si ricordi, Presidente, che la Storia vi guarda. E NON vi assolverà.  

    Bella no? Mandiamoli a casa prima che il Fascismo Bianco ci travolga e ci rovini definitivamente! 😈   

  8. Caro Andrea,
    ho letto l’articolo che mi hai consigliato di leggere. Trovo condivisibile l’analisi fatta dalla giornalista, anche perché è evidente da anni la mancanza di un vero e proprio governo europeo: è stata pensata in fretta e furia l’unione “economica” e monetaria senza dettare regole politiche condivise, ossia anche un “unione politica” o meglio un esecutivo di riferimento.
    Detto questo, i problemi di vero e proprio sconquasso finanziario che hanno tagliato l’europa in due non li addebito di certo ad una mancanza di governo europeo, ma ad una gestione positiva di alcuni paesi che ha inizialmente portato a una crescita superiore rispetto ad altri paesi arruffoni tra cui anche l’Italia.
    Quindi i problemi dell’Italia, salvo esista una congiuntura economica negativa in tutta europa e comunque in quasi tutto il mondo industrializzato, devono essere scovati in Italia.
    Quindi, se ora dobbiamo pagare il conto di 20 anni di immobilismo politico se non peggio, dobbiamo farlo a denti stretti, pensando che l’alternativa è la Grecia e le pesanti politiche di lacrime e sangue che hanno portato politiche sensibilmente più pesanti per la povera gente.
    Quindi, definendomi un babbeo, approvo con piacere la presenza di un esecutivo che, pur con qualche difetto, guarda nell’interesse del paese e non ti prende in giro indorando pillole, dicendo effettivamente le cose come stanno.
    Chi mira alla caduta del governo – ora anche Vendola – dovrà prendersi le responsabilità del default e della ovvia rielezione di una coalizione di centro destra. Anche perchè è evidente che i tesserati della CGIL non costituiscono maggioranza nel paese, nè tanto i vendoliani.  

  9. Innanzitutto vi ringrazio cari amici per rendere possibili questi bellissimi confronti a distanza.  :)

    Andrez:

    Penso proprio che Monti abbia già dato, che sia ora insomma di porre fine a questa esperienza e si vada a votare.

    Come ho già ammesso, spesso porto al limite i concetti per favorirne commenti ed esternazioni libere. Come è poi avvenuto.  :mrgreen:

    In realtà mi sembra condivisibile che non sia una buona idea oggi far cessare l’esperienza Monti, ed i motivi li hai espressi molto bene caro LorenzoGt.

    Tuttavia ci sgomenta la sua incapacità oramai manifesta di affrancarsi dai malfattori berlusconiani e di comprendere la reale situazione in cui versa la maggior parte degli italiani. 

    E non è certo solo la miopia testarda (e succube della destra più becera) con cui tenta l’imposizione della cancellazione dell’Art.18 di cui abbiamo ampiamente trattato.

    Qui hanno iniziato a darsi fuoco.

    I suicidi tra lavoratori licenziati ed imprenditori schiacciati dai debiti sono circa 500 in due anni, e al momento viaggiamo a 1 al giorno di media.

    Imprenditori che vengono fatti fallire e a cui viene portato via tutto perchè non hanno i soldi per pagare Equitalia. Non li hanno perchè i loro clienti non li pagano; 1 su 4 di questi casi il cliente che non paga è lo Stato.  

    Gli “esodati” sono quasi 400.000, ed hanno tutti famiglia; oltre un milione di persone devastate da questo fenomeno e la Fornero giuliva dichiara che “non è venuta qui per distribuire  caramelle”.  Cinquantacinquenni a cui è stato offerto di lasciare il lavoro in anticipo con due anni di salario come buona uscita,… “tanto tra 3 anni vai in pensione”. E ora gli hanno cambiato la legge ed in pensione andranno a 68 anni. Di che possono vivere questi?  Devono andare a rubare? Darsi fuoco? 

    L’argomento è ampio e toccherebbe fare un articolo a sè.

    E’ la disperazione, la mancanza di prospettive, di un progetto … di speranza.  Questo è il grande limite di Monti e del suo Governo. Non solo ha ceduto a TUTTI i ricatti di ricchi & malfattori, non solo sta tartassando in modo inumano e spietato la povera gente, [metre si tagliano i salari e si aumentano le tasse, registriamo uno di più alti aumenti dell’inflazione; tutto aumenta. – L’Autorità dell’Energia oggi ci avvertono di un aumento del 10% in 3 mesi dovuto “al calo dei consumi e all’eccessivo aumento della produzione di energia dalle rinnovabili [!!!]”. E’ la stessa che l’anno scorso dichiarava urgentissima la costruzione di 10 centrali nucleari per aumentare il “certo” aumento della domada di energia del 25% ] … ma lo fa senza offrire nessun progetto,  senza indicare possibile vie d’uscita future, impone a questi disgraziati la devastazione della loro vita e basta. 

    E questi, circondati da farabutti e truffatori (al telefono, per strada, per posta, per email, al lavoro, dal dottore, in banca, … ovunque si  vada si è attaccati dai furbini di turno che tentano la loro truffa quotidiana), con le famiglie frantumate dalle difficoltà dalle privazioni e dai debiti, abbandonati ed anzi vessati dallo Stato, … si danno fuoco.

    E questa secondo Monti sarebbe l’Italia che dovrebbe essere pronta alle sue fantasie globali.

    E’ vero Lorenzo, dobbiamo tenercelo ancora per un po’ … ma credo non sia ancora chiaro a tutti il prezzo che tutto il Paese dovrà pagare per questo.

  10. «Sono lieto che la lettera che ho scritto a un giornale italiano l’altra notte abbia calmato le acque che si erano agitate nel dibattito politico di colpo, io credo senza fondamento. Sono contento che si sia rasserenata la situazione». Lo ha detto il presidente del consiglio, Mario Monti, in conferenza stampa a Pechino, riferendosi alla lettera sulla riforma del lavoro inviata al Corriere della Sera che per il premier ha «dissipato i malintesi» nati con i partiti.

    Rasserenata la situazione?

    … mi sa che è proprio fuori. :roll:

  11. Scalfari oggi su Repubblica cita Ciampi:

    “La concertazione è la trama istituzionale su cui si è raccolto il consenso del Paese”.

    E aggiunge:

    L’impasse sull’articolo 18 va superato con un accordo imposto dalla logica. Se il lavoratore licenziato per motivi economici ricorre al giudice com’è suo diritto e il giudice non ravvisa l’esistenza di quei motivi economici, la motivazione del licenziamento cade e con essa viene meno la limitazione dei poteri del giudice prevista dall’attuale bozza di legge. Il giudice cioè ha la potestà di annullare il licenziamento oppure di stabilirne l’indennizzo. Se questa potestà gli fosse negata saremmo davanti ad un impedimento del libero convincimento del magistrato, tutelato dalla Costituzione.