Marea nera made in Italy

USA GULF OIL SPILLIn un Governo composto da nani e ballerine, corrotti e pregiudicati, neppure il più grave disastro ambientale della storia,  quello petrolifero nel Golfo del Messico, è capace di scalfire i cuori e le menti dei nostri governanti.

La Ministra dell’Ambiente Prestigiacomo che di mestiere dovrebbe difenderlo il nostro ambiente, vista la catastrofe petrolifera della BP, visto il disastroso inquinamento prodotto da quella sciagura, valutate le tempistiche, di mesi, che occorreranno per far cessare, forse, la fuoriuscita, valutato il disastro dei fondali, delle coste, dell’economia locale, della pesca e del mare  tutto che si protrarrà per anni,  ha pensato bene di porre il vincolo di trivellazione a 5 km dalle coste.

Si, avete letto bene; cinque chilometri dalle coste.

Qualunque persona minimamente ragionevole, dotata di un briciolo di senso civico, consapevole dell’altissimo rischio che non solo le nostre coste ma il Mediterraneo tutto correrebbe,  avrebbe fatto vietare completamente tutte le trivellazioni petrolifere  nelle acque italiane.

Ma non lei, che a quanto pare è sensibile ad altro.

Giunge voce che, per garantire la sicurezza alle coste in caso di esplosione di piattaforma, abbia provveduto a far stampare cartelli boa con la sua immagine e chiari avvertimenti alla eventuale marea nera:   “Divieto d’accesso alle macchie petrolifere obbligo d’arresto a 5 km dalla costa“.

La Prestigiacomo così può serenamente dichiarare compiuta la sua missione di salvaguardia dell’Ambiente:

L’impegno del governo a difesa dei propri ‘giacimenti naturali’ è pieno. Lo sviluppo delle attività produttive è altresì sostenuto in un ambito di regole chiare che pongono in primo piano la tutela ambientale“.