L’uomo del Monte

Questa volta il nostro Presidente della Repubblica si è mosso in modo magistrale, da vero statista. Più volte lo abbiamo accusato di indifferenza e apatia di fronte alle porcate del puttaniere, allo scempio del Paese e delle Istituzioni, ma ieri (e in questo ultimo periodo) Napolitano ha mostrato di saper essere un punto di riferimento credibile e capace, forte e chiaro non solo per gli italiani ma anche per i leader europei.

Ieri sera, dopo una giornata drammatica per i nostri titoli di Stato e la nostra Borsa,  Napolitano è intervenuto in maniera ferma, scongiurando forse definitivamente il pericolo, con due mosse perfette, sia per metodo che per merito:
1. ha sgombrato il campo politico dalle trappole e dalle furbizie con le quali il puttaniere stava tentando di inquinare la situazione, ed ha ribadito che “non esiste alcuna incertezza sulla scelta del premier di rassegnare le dimissioni”.
2.  ha nominato Mario Monti Senatore a vita. Il candidato ideale di cui si parla da giorni come possibile premier di un governo tecnico, di salute pubblica o di larghe intese e di emergenza nazionale, ha così ricevuto anche una piena investitura politica. Spazzando via così l’offensiva della destra sulle elezioni anticipate, secondo loro “indispensabili in mancanza di un’alternativa valida”.

In effetti era evidente a tutti che il Caimano stesse giocando uno dei suoi soliti trucchi, l’ennesimo gioco di prestigio, portando il Paese allo sfacelo solo per prendere tempo, (con La Russa che già indicava in “almeno un mese” il tempo necessario per far passare il maxiemendamento) e l’esperienza ci insegna di non lasciare mai tempo, spazio e soldi al differentemente alto. Era evidente anche per i mercati finanziari, che i dati di ierimattina hanno subito dimostrato che gli investitori internazionali non credono al puttaniere, neppure quando promette di dimettersi. Meno che mai credono che possa essere lui, di fatto dimissionario, ad adempiere alle rigorose richieste dell`UE. Come annunciato sabato scorso da Tremonti, “tu resta lì e la settimana prossima i mercati ti sbranano”

Era evidente che la legge di stabilità che stava partorendo il Consiglio dei Ministri avrebbe nascosto l’ennesima alchimia ad personam/aziendam, salvacondotti ed emendamenti su misura finalizzati a tutelare il suo patrimonio a scapito del Paese. E come dimenticare quando un anno fa il tempo supplementare che gli fu concesso consentì  al puttaniere l’acquisto dei responsabili ?
Era insomma evidente che il presidente biscaziere si sarebbe rimangiato le parole pronunciate dinanzi a Giorgio Napolitano, che stesse già preparando l’ennesima trappola, l’ennesimo gioco di prestigio, infischiandosene della devastante reazione dei mercati finanziari.

Una trappola insomma, che l’asfaltato non se ne sarebbe andato, non prima almeno di aver salvaguardato le aziende di famiglia e ultimato le leggi finali ad personam. E di aver annientato il Paese, lasciando a noi l’onore e l’onere di ripianare il debito.

E invece il nostro Presidente della repubblica ha saputo pulire il campo e rimettere ordine:  ” Non esiste alcuna incertezza sulla scelta del Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, di rassegnare le dimissioni del governo da lui presieduto. Tale decisione diverrà operativa con l’approvazione in Parlamento della legge di stabilità per il 2012 … la legge sarà approvata nel giro di alcuni giorni. Sono pertanto del tutto infondati  i timori che possa determinarsi in Italia un prolungato periodo di inattività governativa e parlamentare, essendo comunque possibile in ogni momento adottare, se necessario, provvedimenti di urgenza”.

Ora insomma Napolitano avverte che ha tutte le condizioni per sciogliere le Camere.

Ma non è ancora finita. Comincia a finire il berlusconismo, la fine della patria di Arcore, con i lustrini e i bunga bunga, il potere di ricatto e le bugie, e le sue miserie umane. Ma non finisce il puttaniere, che lui almeno per ora continuerà la sua guerra, e nel caos della fine del berlusconismo, nel suo stile da regime e non certo da democrazia occidentale (dove la procedura è tutto), può succedere qualsiasi cosa. Perciò prima che il puttaniere se ne vada ne vedremo ancora di ogni:mrgreen:

  1. Anche io la penso così. Non accetterà mai il fatto che sia tutto finito. Secondo le regole della democrazia, lui (galera a parte) dovrebbe dedicarsi ad altro, come hanno fatto tutti gli altri..partecipare a convegni, dedicarsi al partito, aderire a fondazioni…Invece no. Credo che farà di tutto per rompere il cazzo. 
    Piazzale Loreto se lo cerca proprio. 

  2. C’è da da aver paura al pensiero di cosa possa essere contenuto nel maxi escremendamento. Chissà quali nefandezze travestite da proposte. L’ago della bilancia è l’opposizione, ma, in un magma balcanico quale ora è l’Italia, non ci sarebbe da stupirsi se lo approvassero e stracciassero un minuto dopo. Quel che conta è che il fognario porti via le latrine; le facce grigie dei suoi amatori sono già una bella soddisfazione…anche se poco dopo diranno ” mai votato, anzi sì, forse  una volta, ma avevo una posizione critica”. Insomma, gli anti del post, sempre pronti a sputare a piazzale Loreto.

  3. Certo, ne vedremo ancora di ogni ma ormai BERLUSCOGLIONI con tutti i suoi COGLIONAZZI, è stato colto a fare l’ultima cena che gli andrà sicuramente di traverso perchè i topi, ma sopratutto le TOPE stanno abbandonando la nave e come si vede nella foto, è rimasta una TOPA sola, la fedelissima Santancoglionissimachè.  😈

     



  4. Il solo fatto di soffermarci a ragionare sull’ipotesi Monti ci porta in una modalita’ da paese normale.

    E da questa modalita’ rarefatta e pacata, voltarsi indietro un attimo e guardare solo all’ieri (che sembra gia’ di un’altra epoca) e’ da panico.

    Cosi’, tanto per dire:   la sentenza del 31 gennaio 2008 della Corte Europea di Giustizia dichiara illegittime le leggi italiane sulle radio televisioni perché consentono a Rete4 di trasmettere sulle frequenze analogiche che spettano a Europa7.  Il Governo italiano (noi) deve pagare per questa decisione una multa di 300 mila euro al giorno, retroattiva dal luglio 2006, e solo per consentire a Fede di fare propaganda elettorale a tempo pieno.  Si tratta di 100 milioni/anno –  500 milioni ad oggi. 

    E solo per dirne una, che dai decoder alla pubblicita’ sono decine le leggi ad aziendam che spostano montagne di soldi dalle nostre tasche a quelle del puttaniere.

    Che ne pensera’  Monti?   Continuera’ a pagare la multa?