La svolta di Vendola su Cuba

Vendola_Cuba«Questo è un cammino che dovrà riguardare anche l’Iran e la Cina.

E dico alla gente mia, a chi ha amato come me Ernesto Che Guevara, che questa evoluzione verso la democrazia e la libertà riguarda anche Cuba: non c’è più alibi e giustificazione al mondo».


La svolta di Vendola:

«Dopola Libia, neanche Cuba ha più alibi»

PadreGuglielmo Fregardi Troppa confusione…strumentale. Va bene la passione ma da sola annebbia, caro Nichi. Qual’è la democrazia a cui tanto agogni? Il modello poliarchico americano? Quello alla francese? Che senso ha associare Ernesto Guevara all’instaurazione di regimi democratici? Troppa confusione…uso strumentale di personaggi -e quindi di concetti, come quello di rivoluzione- che nulla hanno a che vedere con delle rivolte popolari (dalle quali per altro neanche si sa bene cosa potrà fuoriuscire)


PadreGuglielmo Fregardi Insomma, ancora una volta un compagno compiacente e venduto alla classe borghese: fare i compagni, con tutti i simboli che questo comporta per attirare il sostegno dei più coscienziosi, e poi sostenere la “democrazia” che in realtà era e continua ad essere il dominio della borghesia, è un tantino ipocrita a mio avviso…mi dispiace


Andrea Cotti Forse l’accostamento di Vendola all’evoluzione del mondo arabo con l’urgenza di democrazia a Cuba potrà apparire confuso, ma mi sembra comunque una svolta importante.
Forse perchè ho sempre pensato di essere un compagno democratico. :)


PadreGuglielmo Fregardi Ma non si può accostare la figura del Che, il quale sosteneva l’abolizione delle classi sociali, con un modello di regime, quello democratico, che invece si fonda sulle classi sociali e sul grande inganno della loro “nebbiosa” inesistenza…


Andrea Cotti
Sono d’accordo.
D’altra parte Vendola non mi sembra prendere il Che come esempio, ma lo cita per definire ‘una parte’, che ritiene ‘la sua gente che lo ha amato’.
Mi sento uno di quelli senz’altro.
Salutammo la rivoluzione cubana che affossò Batista e cacciò gli Usa da Cuba, ma in tanti non finimmo mai di sperare che la dittatura del regime castrista fosse solo ‘un doveroso passaggio provvisorio’ per la democrazia.
Da tempo quell’alibi è finito, e oggi mi fa piacere sentirlo affermare da Vendola.
Punti di vista, s’intende. :)


Karmen Gueye Può rimanerci nel cuore il Che. Fidel ha strarotto le palle, insieme alla sua famiglia e al suo harem (che ha sempre avuto).


Massimo Domenici ‎”O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell’intelligenza.” Non mi sembrano parole in contrasto con chi ha una visione democratica della vita.


Flavio Pelliconi Quando ci saremo liberati del nostro tirannello forse saremo qualificati a far la predica agli altri.


Karmen Gueye Si tratta di un regime che va avanti dal 1959 senza elezioni. Penso che si sia titolati a esprimersi anche come cittadini del mondo. O come italiani, non potremmo intervenire nemmeno sul colore della pettorina per cani.


Flavio Pelliconi Se sopportiamo Mr Bunga-Bunga non siamo cittadini del mondo ma comp’lici del bordello.


Rosanna Conti Vendola è simpatico, carino, gentile , a modo, sà parlare, pero’ molte volte i suoi interventi fanno sottotitolati per capirne appieno il significato..c’è di meglio in giro ? Non mi pare


Andrea Cotti
Lo sopporterai tu.
Noi e’ da mo’ che non lo sopportiamo piu’.
Poi detto tra noi Flavio, ma possibile che non si possa discutere di cio’ che a te non va bene?
Se te non ti senti qualificato non parlarne, ma saremo noi liberi di dictutere di cio’ che vogliamo? E Castro compreso.


Rosanna Conti
Cuba ha sicuramente bisogno di “aggiustamenti ” pero’
L’UNICEF conferma che Cuba è l’unico paese dell’America Latina e dei Caraibi che ha eliminato la malnutrizione infantile.
L’esistenza nel mondo in via di sviluppo di 146 milioni di bambini con meno di 5 anni sotto peso, contrasta con la realtà dei bambini cubani, riconosciuti a livello internazionale per essere estranei a questa piaga sociale.
persino noi abbiamo bambini malnutriti, e la povertà sempre in aumento, mi chiedo, la democrazia borghese a chi e a cosa serve?


Nives Guerra @Rosanna…è vero..ora sarebbe il caso di dar loro un avvenire libero da dittature !


Andrea Cotti
Massimo, e’ molto bello l’aforisma del Che sulla libera espressione delle idee e del dissenso, senonche’ a Cuba i dissidenti sono in galera, e parecchi li han pure fucilati.
Poi certo Rosanna, quanto dici e’ vero, ma non e’ che se Castro avesse consentito un libero dissenso e liberi partiti, avrebbe trasformato la sua olitica in ‘democrazia borgese’.


Rosanna Conti
Certo, infatti “aggiustamenti” aperture, chiamale come vuoi, noi, siamo liberi noi? Siamo liberi quando devi fare un finanziamento per curarti i denti, per mandare i figli a scuola, per pagare il mutuo di una casa o gli affitti stratosferici di una casa che non sarà mai tua ecc.ecc.
Di quale libertà stiamo parlando? Della libertà di lasciare morire bruciati 4 bambini Rom, o dei richiedenti asilo rinchiusi in tuguri, o peggio lasciati morire nel deserto ? Oppure di essere sfruttati, italianmi compresi , dalle agenzie dilavoro interinale per 4 € al’ora? Io, veramente, ve lo dico con il cuore in mano, per il periodo che stiamo attraversando forse l’Italia ha bisogno di una bella dittatura modello Sankara


Karmen Gueye
Oh che bel discutere, così mi piace.
Primo, concordo con Andrez: io non ho mai sopportato, se Pelliconi sopporta si vergogni e ci lasci parlare.
Sono stata a Cuba nel 1984, con le mie vedute sempre perplesse, ma simpatizzanti. Tutto il resto del gruppo, compreso il mio marito di allora, erano comunisti.
Alla fine della vacanza (piena di problemi per l’assoluta mancanza di TUTTO, ma non del turismo sessuale e questo va detto) io ero pressochè entusiasta, tutti gli altri delusi.
Dipende molto da ciò che ci si aspetta. Io fui delusa solo dal fatto che i neri erano emarginati (come tuttora restano alquanto esclusi dal potere), agli altri mancavano gli spaghetti. A me piaceva che si lavorasse relativamente poco ma non mancasse l’essenziale, agli altri faceva inorridire che si oziasse e ci si godesse la vita.
Detto questo, mi sa che Fidel ora convenga a tutti. Compresa la finta disidenza anticastrista dei “profughi”cubani in USA, profumatamente finanziata per fingere di indignarsi.
Non mi vanno 50 anni senza elezioni. Qui non lo accetteremmo, non vedo perchè farselo andare bene per Cuba, questo in punta di principio. Ma se pensiamo a cos’era Cuba negli anni cinquanta, un bordello per mafiosi, e ricordiamo che comunque fu una rivoluzione “borghese”, ovvero quanto di meglio la borghesia riesce a esprimere se si impegna e non si ferma nei salotti, allora il giudizio si stempera.
Dopodiché, come direbbe Nichi “ci vogliono nuove narrazioni” e “le nostre coscienza ci interrogano”…forse. :-))


Massimo Domenici
Eh si caro Andrea, l’aforisma vuole significare che già allora, prima di quel maledetto 9 ottobre del 1967, c’era qualcuno che voleva dare un volto umano al comunismo. Io pur nel rispetto delle idee altrui, rifuggo un atteggiamento dogmatico del pensiero qualsiasi esso sia, pertanto trovo fuori luogo fare dei parallelismi tra democrazia e dominio della borghesia. Pur essendo cosciente dei limiti che la democrazia impone soprattutto alle classi più deboli, non posso non considerare che anche se un ideologia, nello specifico comunista, può garantire “uguaglianza” e “uguali possibilità”, entrambe sono comunque limitate da una volontà superiore, e dunque, comincia a sorgere qualche problema, almeno a mio modo di vedere. Se un soggetto unico fosse sottoposto “costantemente” a regole democratiche e ci fosse il vero bilanciamento tra i poteri, quelli che oggi per intenderci Berlusconi vuole distruggere, allora i problemi sarebbero minori o non esisterebbero affatto. Ciò significherebbe che la gestione del potere sarebbe per chi lo esercita, un privilegio nei confronti del proprio Paese, non nei confronti di se stesso.
Aggiungo che mi piacerebbe se tra i poteri figurasse anche il popolo, ma in maniera diretta, sistematica, educato a partecipare alla vita pubblica in quanto dovere nato da un diritto, un imprinting insomma. A tal proposito, visto che gli aforismi vanno di moda te ne propongo uno di A. Dubcek che certamente conoscerai:” La democrazia non è solamente la possibilità ed il diritto di esprimere la propria opinione, ma è anche la garanzia che tale opinione venga presa in considerazione da parte del potere, la possibilità per ciascuno di avere una parte reale nelle decisioni”. Ecco in queste parole trovo l’essenza del vivere civile.


Andrea Cotti
Ed ecco ribadito come oramai vi sia rimasto ben poco nel regime berluconiano di democrazia. (Non conoscevo questa frase di Dubcek :) )
Davvero bello questo discutere.
Peccato che tra poche ore verra’ sommerso nei meandri di FB divenendo introvabile.
… bisognerebbe ricopiarlo nel blog, cosi’ da salvarlo. 😉


Karmen Gueye Eh Andre…lo salvi?


Andrea Cotti ‎… ok :)

  1. Ricordo tanta polizia, controlli ferrei. Provai a fare una foto in piazza grande, quella con la foto di Fidel e Che, mi saltarono subito addosso. Il dilemma è: davvero serve questo per garantire un pasto e le vaccinazioni ai bambini? L’eliminazione della libertà?

  2. Anche io, come Carmen sono stato a Cuba circa in quel periodo, il mio ricordo è un popolo ancora unito da una rivoluzione in cui hanno creduto. Per quanto ne so dopo il crollo del muro Cuba è rimasta isolata e da allora la situazione è lentamente peggiorata.
    Dobbiamo ricordare che Fidel  non era comunista fino all’incontro col Che.  La loro ambizione era liberare l’America latina dallo sfruttamento degli Stati Uniti e guardandola oggi, si direbbe che la storia gli stia dando ragione. Castro ha sempre detto che era sua intenzione dopo la rivoluzione, mandare i cubani al voto e credo fosse in buona fede.  Sappiamo tutti quanto Cuba sia stata sotto assedio per tanti anni, questo è il motivo che Fidel dichiara per non aver fatto libere elezioni. In questo caso, gli yankee sarebbero arrivati con scamionate di dollari e si sarebbero comprato l’intero parlamento.
    Ma oggi le cose sono cambiate, il popolo latino americano ha dimostrato la propria libertà di poter essere governato da dei socialisti semplicemente votandoli in molti stati importanti…I tempi dei golpe sono finiti.
    Effettivamente, oggi Cuba non avrebbe da temere elezioni….
    E Obama? perchè l’embargo persiste?

  3. Carmen, considera che ancora oggi,  con l’embargo i cubani si sentono sotto assedio.
    Per loro qualsiasi turista può essere una spia. Io ci andai con l’associazione Italia- Cuba per una manifestazione sportiva che girava tutta l’isola con tanto di pullman e auto della polizia. Con ricevimento finale all’ambasciata italiana all’Avana. Si fidavano di noi e facemmo tutte le foto che volevamo.

  4. Se è per quello, noi eravamo con l’Italtourist, l’agenzia di viaggi del PCI. E come ho detto, in fondo non restai scontenta. Ti rimando all’articolo che ho postato. E’ un po’ come per l’Africa. Se la vedi 15 giorni e te ne vai, bon. Ma se per errore, come capitò a noi, incappi nella vita locale, ti accorgi ben delle differenze. O meglio, questo accadeva nel 1984, perché già negli anni ’90 qualcosa era cambiato. Ma il fatto resta: tutti ti rincorrevano, ti vendevano, auspicavano di venire in Italia ( c’eravamo solo noi, i tedeschi e dei cecoslovacchi). Non c’era UN NEGOZIO UNO, rischiavi veramente di non mangiare ( noi per un errore dell’agenzia eravamo senza pasto di mezzogiorno); NIENTE BAR, nemmeno un accrocco di tipo africano. Mezzi americani inquinantissimi, roba da soffocare malgrado lo scarso traffico.
    Bisognava davvero amare Hemingway e Che Guevara per sopravvivere. 

  5. Infatti ci fu detto tutto prima: non aspettatevi un paese come gli altri..Cuba è un paese isolato dal mondo con un popolo pronto a combattere ogni momento e una gran voglia di pace.
    Il nostro fu un tour completamente organizzato (più di 100 Italiani) per 30 giorni ci hanno trattati da nababbi. Una vacanza indimenticabile.
    Ricordo che un giorno il boss cubano ci portò in un immenso garage con dentro decine di pullman  Volvo piu’ o meno seminuovi. Ci disse che erano fermi da anni perchè non potevano ricevere i pezzi di ricambio dalla Svezia…Tutta l’isola era in quelle condizioni. Per questo usavano sempre gli stessi mezzi legandoli col filo di ferro.

  6. La metto giù dura ma in modo semplice, senza stare a trovare i riscontri (poi casomai li cerco):

    * Castro all’inizio era appoggiato dagli Usa che non riuscivano più a gestire Batista.

    * L’influenza del Che convinse Castro a dare un’impronta comunista al suo iniziale progetto di Stato Liberale.

    * Castro vinse, seguì l’influenza del Che realizzando una dittatura comunista, della quale lui (e nessun’altro) era il dittatore.

    *  Il Che aveva altro in testa; comunista sì ma democratico. Fece il Ministro per un pò, … poi lasciò il Ministero e pure Cuba, andando a combattere e morire per i suoi ideali.

    * Castro era un dittatore umano (bontà sua) ed impose un comunismo umano. Non senza imprigionare e fucilare i dissidenti però.

    * Inizialmente tutti credemmo alla favola del ‘passaggio obbligato’ dell’assenza della democrazia per garantire la ‘libertà’, ma i fatti hanno dimostrato che era una favola, appunto. La democrazia avrebbe permesso ad altri di candidarsi e divenire Presidenti al posto di Castro, pur in una continuità di socialismo reale e questo lui non lo ha mai accettato.

  7. Nel corso degli anni abbiamo potuto sapere e sentire ben poco di Fidel. A parte qualche intervista così congegnata: Gianni Minà fa una domanda, poi si genuflette e Castro parla per sei ore. Ricordo un libro dove il nostro giornalista supplicava il suo idolo di risparmiare i condannati a morte (che molti sostengono essere stati processati con prove false).
    Personalmente non ho fascinazione per il sogno comunista, perché ho perso le speranze che ne esista uno realizzabile; la rivoluzione liberale, che esprime il meglio della borghesia, è già un notevole punto di arrivo, e non si riesce a farla quasi mai; forme di iberaliusmo si trovano in  qualche paese del nord Europa, dove peraltro è a rischio ( e mi spiace ammettere che sia riuscito lassù, tra le monarchie!).
    Quindi, secondo i punti di vista, Castro è un dittatore senza scrupoli  oppure l’ultimo dei mohicani che ha resistito alla globalizzazione (ma, mi ripeto, e il turismo sessuale? E il fatto che si doveva comunque pagare in dollari?).
     Insomma , di puro non c’è nulla. Il Che era un novello Garibaldi, chissà cosa avrebbe detto. In genere questi personaggi vengono usati e gettati via.
    Quindi, non ho un giudizio preciso, lo ammetto.

  8. Il giudizio io ce l’ho, ed è fortemente critico. (parere tutto mio s’intende)

    E’ critico soprattutto per l’enorme danno che Castro ha inferto proprio all’ideale del comunismo.

    Se dopo i primi anni di governo, dopo aver ripulito ogni angolo dai residui di Batista, avesse consentito partiti politici e libere elezioni, magari anche fissando rigidi paletti che evitassero l’influenza degli Usa o della malavita, forse Cuba sarebbe davvero divenuto il sogno ed il modello.

    E certo agli Usa sarebbero mancati gli elementi per mantenere l’embargo, come hanno fatto col VietNam nel 1985.

    Forse sarebbe addirittura cambiata la storia, che quella realtà presente avrebbe potuto divenire persino un riferimento per l’URSS, evitandole il fallimento e l’autoimplosione.

    E invece Castro si è tenuto stretto il potere personale, come qualsiasi altro Gheddafi, come qualsiasi altro dittatore.

    Castro quanto ha fatto crescere il livello di vita del suo popolo col comunismo più di quanto lo abbia fatto Gheddafi con il suo bizzarro regime ed i petrodollari?  E quale dei due popoli è più oppresso ora? (almeno al mese scorso)

    E’ senza dubbio una triste considerazione questa.

  9. Ma certo, tutto giusto. Io ricordo una depressione incredibile,  una situazione incresciosa. Le case erano scassate, le tubature in rovina, prati incolti, aree lasciate a se stesse. C’era trascuratezza, senza dubbio. I medici facevano quello che potevano, ma senza medicine puoi ben poco, c’era l’URSS ad aiutare e il blocco di Varsavia, ma per il resto poveri noi.
    I locali però insistevano: non vogliamo fare la fine di Grenada e Puero Rico ( siamo nel 1984, ricordo), gli USA farebbero di noi una terra di narcos, e poi dove loro sono arrivati povertà e degrado sono ancora peggiori.

    La gente sorrideva, le porte rimanevano aperte…non so proprio che dire.