La polizia e i minorenni da massacrare

Evidentemente anche Monti e i suoi Tecnici ritengono lecito manganellare a sangue i minorenni.

Da tempo si richiede anche in Italia (come nel resto d’Europa e del mondo civile) una legge per il reato di tortura e che gli agenti di polizia esibiscano un numero identificativo, ma anche in questo caso Monti & Co.  non ci sentono.

E lanciano i loro agenti al massacro.

Eppure la nostra legge da tempo punisce severamente le violenze contro i minorenni in famiglia, è dunque inaccettabile che organi dello Stato picchino selvaggiamente con manganellate studenti minorenni delle scuole.
Per la legge non importa cosa abbia combinato un  minorenne: un padre o una madre non possono prendere a manganellate il figlio quindicenne se si comporta male; questo è inammissibile e punito dalla legge.

Se anche mio figlio mi devastasse la casa a calci, io come padre non sarei in diritto di punirlo con manganellate e violenza fisica in genere.
Dunque gli adolescenti si educano, non si manganellano. Questa è civiltà

Evidentemente invece per Monti e i suoi Tecnici civiltà è massacrare minorenni.

 

Se poi tutto questo fosse successo a Cuba o in Cina, ecco che i media ci avrebbero deliziato con le loro sdegnate reprimende:

” Ecco come il regime non tollera che i giovani possano liberamente manifestare contro un sistema che offre un’istruzione scadente e riservata solo ai figli dei funzionari del partito comunista. La repressione si è scatenata feroce contro ragazzi inermi, armati solo di speranza e di innocente desiderio di cambiare un sistema moribondo, che di qualitativamente apprezzabile riesce a produrre solo sigari per i ricchi fazenderos dell’isola. “

E ancora:
” La crudeltà dei carabineros, arruolati tra le fila dell’esercito popolare della Corea del Nord, non ha lesinato sprangate contro i poveri studenti che chiedevano solo di poter avere almeno le matite per scrivere”
E poi:
E’ doveroso lanciare un ammonimento, ma sarebbe più convincente una pioggia di missili, al regime del dittatore che si permette di schiacciare nel sangue la legittima protesta del popolo che non chiede altro che democrazia, pace e libertà.

E persino:

I reparti speciali della polizia del regime, addestrati già in Tibet per la repressione della primavera araba, hanno brutalmente malmenato gli studenti che protestavano pacificamente per chiedere che venga introdotta almeno una materia d’insegnamento. Fino ad oggi infatti nelle scuole del regime si insegna solo una materia, cioè il marxismo. Secondo un testimone raggiunto dal nostro inviato, i poliziotti pestavano gli studenti cantando in coro Bandiera Rossa, sghignazzando sguaiatamente.
Invece siccome siamo nella civile e democratica Italia, fortunatamente nelle mani di un pacatissimo gentiluomo Presidente del Consiglio in loden,  (soccia che culo che abbiamo!) …  leggeremo ben altro sui giornali di oggi.   :mrgreen:
  
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  1. Urlare tutto lo sdegno possibile è la cosa che di istinto viene da fare in questi casi è insopportabile vedere queste immagini, sia che i manifestanti siano maggiorenni che minorenni. Il lancio di uova colorate non puo’ e non deve essere interpretato da chi decide cosa questi poliziotti devono o non devono fare una provocazione tale da indurli a picchiare in quel modo è proprio inammissibile.
    Insopportabile è vedere la differenza, gli uni armati di uova e gli altri di manganelli ma cosa sta succedendo in Europa e in Italia?
    Sembra quasi che non aspettino altro che la minima provocazione per picchiare chi manifesta il dissenso e questo fa presagire un futuro non proprio roseo per la democrazia.
    La cosa che mi fa più rabbia lo sai cos’è?
    IO IERI NON ERO CON LORO!
    Non ero a conoscenza di questa manifestazione che si è svolta anche a Bologna e dovevo esserci per tanti motivi. Tutti noi dovevamo esserci.
    Loro manifestavano per il diritto allo studio, diritto sancito dalla nostra Carta Costituzionale e NOI NON ERAVAMO LI!
     

  2. E’ vero Alessandra.

    Ma ci consoli il fatto che ieri se non eravamo con gli studenti eravamo pur sempre (grazie a te) di fianco a chi lotta, e in questo caso per il posto di lavoro e per cercare di garantire un salario alla famiglia.  :)

     

  3. In Venezuela, il Presidente CHAVEZ manda due volte all’anno le Forze di Polizia a scuola di Diritti Umani.

    Da noi continuano a impedire l’inserimento del numero identificativo e del reato di tortura.

    E i nostri agenti massacrano minorenni al grido di “Viva il Duce!”.