La “gente” inconscia (ed ipnotizzata) continua a danzare sul Titanic Italia che affonda

Mentre il Titanic affondava lentamente ma inesorabilmente, parte dei viaggiatori continuava a danzare e brindare, incapaci di comprendere l’immane tragedia che stava realmente accadendo.

Temo che sia tempo di prepararci, noi disillusi, che rimane poco tempo.

Ampie fasce di popolazione continuano inconscie a ballare su questo Titanic oramai semiaffondato. Un popolo alla deriva come orsi polari su lastre di ghiaccio sempre più piccole in inesorabile scioglimento. Non comprende cosa l’abbia sbattuto in mezzo a questo buio oceano, ma vagheggia illuso che finché c’è ghiaccio c’è speranza.

Silvio Berlusconi è oramai finito.
Anche se la sua agonia politica sarà lunga e lacerante.
La sua volontà sovrumana di sopravvivenza alla decadenza fisica ed alla Giustizia ha mantenuto in vita artificiale le illusioni di un Paese che non esiste più, di un’economia che non c’è più.
Il dopo Berlusconi è già partito ed i suoi ex collaboratori Casini e Fini si preparano alla successione.
Persino Bersani stà abbandonando la nave Berlusconiana, così come fanno i topi quando essa sta per affondare.

L’Italia è un lastrone di ghiaccio alla deriva che si sta sciogliendo.
Come il topo ipnotizzato dal pitone, il suo popolo resta paralizzato e non distogliere gli occhi da un vecchio suonatore di piffero psicolabile, mentre tutto attorno le cose e lo Stato stesso vanno a pezzi.

In troppi continuano illusi e lobotomizzati a danzare fantasticando e sognando su questo Titanic Italia.

La nostra è l’economia di uno Stato in fallimento.
I giornalisti prezzolati che oggi scrivono dei nostri inesistenti successi, completamente asserviti al sistema, solo il giorno dopo ci avvertiranno ufficialmente e ci racconteranno che era imprevedibile, così come è invece chiarissimo e noto per chiunque voglia vedere.
Forse solo la Grecia in Europa ha una situazione drammatica come la nostra, ma il presidente greco Papandreou ne è consapevole, così come il suo popolo.
Temono la bancarotta e la perdita di sovranità nazionale, il commissariamento dello Stato e l’impossibilità di procedere con una politica economica autonoma in quanto esiste il forte rischio che i titoli di Stato greci diventino carta straccia come i Tango bond argentini.

Ma la Grecia ha 300 miliardi di euro di debito pubblico, l’Italia 1.800, in aumento di quasi un miliardo al giorno.
Chi oggi compra i nostri Titoli di Stato, ministeri del Tesoro ed istituzioni finanziarie mondiali, per proteggersi dal rischio bancarotta di stato contrae polizze assicurative e l’Italia è prima nel mondo per polizze contratte contro il rischio di una sua bancarotta.

Che altro deve succedere per disilludere questa “gente” ipnotizzata, per fargli comprendere che il Titanic sta affondando?

Quando l’economia ci presenterà un conto che, noi ignari, non sapremo come pagare, implacabilmente lo stesso farà la Storia.

In una situazione di default generale, la Lega che da sempre esige la secessione del Nord avrà tutte le condizioni per ottenerla, in quanto nel pieno di una crisi economica e politica nulla potranno i nazionalisti del PDL per l’unità d’Italia.
E lo stesso faranno le mafie al sud, che in Sicilia hanno lo stesso obiettivo fin da Salvatore Giuliano.

Non finirà come in Jugoslavia perchè noi italiani tutto sommato ci frequentiamo da migliaia di anni e non bombarderemo le nostre Sarajevo.

Ma siamo realisti; un Paese che ha un Napolitano presidente della Repubblica, il mafioso Schifani presidente del Senato ed il ricco pifferaio Presidente del Consiglio è un Paese morto. Economicamente e politicamente.

Siamo zombie che camminano.
Leonardo DiCaprio e Kate Winslet sognanti sulla prua di un Titanic dalle ore contate.