Il Premier chiama al complotto.

berlusca-complottoIl Premier, in mondovisione e toni solenni, ha spiegato al popolo bue l’unica e inconfutabile verità vera dell’esclusione elettorale del Pdl Roma:

* “Giudici e Radicali hanno impedito ai nostri uomini di entrare.”

* “Non vi è stata da parte nostra nessuna responsabilità riconducibile a nostri responsabili ( :( ) al contrario di quanto che s’è voluto far credere. Sono qui per reagire all’assoluta disinformazione”.

* “Stanno tentando di fare una grande insopportabile porcheria”.

* “La sinistra e la sua mano giudiziaria non hanno perso il vizio. Non ne possiamo più di certi giudici e di certa sinistra”.

* “La magistratura di sinistra sta dettando i tempi di questa campagna elettorale, prima inventando una tangentopoli che non c’è, ora inventandosi questa situazione di rigetto delle nostre liste”.

* “La sinistra dei ricorsi contro le liste mentre noi avremmo fatto esattamente l’opposto”.

E allora a uno vien voglia di dire che non è andata così e che il Premier si inventa tutto, che la frittata se la son fatta e girata da soli, che la nuova tangentopoli c’è eccome, se il senatore Di Girolamo, applaudito dal Pdl al momento delle dimissioni, ha confessato ieri ai magistrati di aver avuto per sé 1 milione e 700 mila euro come ricompensa per aver favorito il riciclaggio dei soldi della ‘ndrangheta.

E che nel 2000, in Molise, il centrodestra denunciò eccome al Tar e al Consiglio di Stato alcune liste alleate di Giovanni Di Stasi del centrosinistra facendolo decadere, e che lo fecero pure nel 2005 con Storace che tempestò di ricorsi tutti i tribunali per escludere la Mussolini per firme false che poi si scoprì inserite da lui, e che due anni fa alle provinciali in Trentino la Lega e Pdl denunciarono la lista Udc alleata del centrosinistra e la fecero escludere dal voto.

Vien voglia di urlarle insomma queste verità.

E poi invece, …ma pensa te, basta leggere Il Giornale di Feltri (1-2-4 marzo) o Libero di Belpietro per vedere com’è andata questa vicenda:

“Un partito di matti”.
Sommario:
“La mancata presentazione della lista in tempo utile è il grottesco risultato degli equilibrismi per accontentare gli ex Forza Italia e gli ex An che creano un mostro burocratico e inefficiente”. “Quelli di Roma non sono capaci neanche di presentare in tempo utile le liste elettorali e vanno messi sotto osservazione in attesa di passare al trattamento sanitario obbligatorio. E questo è l’unico dato quasi certo. La Polverini si aggira sconvolta per Roma mormorando frasi sconnesse in un linguaggio oscuro di ceppo probabilmente non indoeuropeo.
I dirigenti di An, che passano per esperti in materia elettorale, attraversano un momento delicato: sono in preda a crisi esistenziale. Quelli del ramo FI sembrano in gramaglie ma se si trovano tra loro, lontano da occhi e orecchi indiscreti, cominciano a ridere e non la finiscono più”. “I responsabili degli errori sono indifendibili”.

E Libero di Belpietro (2 marzo):

“Pdl=Polli della Libertà”
“Kamikaze elettorali” – “A Milano firme irregolari. Nel Lazio azzurri appesi ai giudici. Silvio ripudia i suoi: ‘Magari fosse solo idiozia, la verità è che il partito è in balìa di giochi di potere’”. – “Era inevitabile che a forza di prendersi a schiaffi i cofondatori del Pdl si facessero male. Dicono sia colpa dei radicali e forse pure del giudice che non ha chiuso un occhio sul ritardo nella presentazione delle liste. Può essere… Ma il Pdl ci ha messo del suo. Risultato: quella che sembrava una marcia trionfale rischia di essere un corteo funebre. Con la Polverini gli azzurri sono sempre stati tiepidi. Sin dall’inizio ne hanno sparlato. A forza di dispetti e diffidenza, quella che doveva essere una gioiosa macchina da guerra rischia di trasformarsi in un macinino da caffè.
Ci permettano di cambiar nome al loro partito: da Popolo della libertà a Polli in libertà. Per non dire pirla”.

La Stampa del 2 marzo, ha attribuito al Premier la seguente frase: “Sono una manica di coglioni, dei veri deficienti che non sanno fare bene il loro lavoro perché non sono abituati a lavorare”.

Tutti impazziti?
Smentiscono a reti unificate quanto hanno affermato il giorno prima sui loro giornali?

No, si tratta solo di rivolgersi ad un differente pubblico; non a quello politicizzato di destra che, in un modo o in un altro sa come stanno le cose, ma a quello televisvo delle zie e delle mamme, dei cuginetti e dei nonni che non leggono i quotidiani ma assorbono quanto la TV emana.

Qualsiasi cosa.

E gliel’abbiamo consegnate noi le TV, i governi di sinistra, evitando di intervenire per 7 anni su conflitto d’interessi  ed anzi regalando al Cavaliere le concessioni televisive.