Il manifesto di Persiceto caffè , vorrei …


Premessa .

Le elezioni politiche del 24 – 25 Febbraio non saranno come tante altre, forse è la terza volta che, nella nostra breve storia repubblicana il popolo italiano ha la responsabilità, l’opportunità di cambiare il proprio futuro.
Il 18 aprile del 1948 la vittoria della Dc sul fronte PSI PCI fu determinante per i decenni seguenti.
Il 27 – 28 marzo del 1994 le elezioni che portarono al I governo Berlusconi ci hanno condotto fino alla situazione attuale .
Ed ora ?
Ora la situazione è complessa, confusa, difficile, ma al tempo stesso potenzialmente esaltante come  sempre quando si ha la sensazione di vivere, essere attori, di cambiamenti se non storici certamente  importanti .
Crisi dei consumi dopo il folle periodo del consumismo, crisi della energia sporca, consapevolezza che il mondo del lavoro non sarà mai più come prima, globalizzazione con grandi potenze in decadenza, piccole e grandi nazioni che si candidano a dominare il mondo .

Crisi dei costumi, crisi delle religioni, crisi delle ideologie, crisi di uomini carismatici o più semplicemente leader di riferimento.
Tutto questo avviene nel mondo, tutto questo avviene anche nella nostra piccola nazione, ma con qualche problema prevalentemente  nostro .
Abbiamo distrutto il grande patrimonio politico dei nostri partiti storici senza avere avuto l’intelligenza di trattenere i loro valori liberandoci solo degli uomini che li avevano traditi.
Ci siamo illusi che la chirurgia plastica del cambiamento dei nomi fosse sufficiente a dare credibilità alla politica.
E ora ci troviamo  diffusa corruzione trasversale, con differenze significative certamente, ma pur sempre  corruzione trasversale, perdita dei fondamentali ideologici ,un pullulare di partiti, partitini  nati cresciuti in aumento/in declino sul successo mediatico di singoli leader, leader di cosa ?

E ora ci troviamo ancora una volta a parlare di RIFORME da fare .
E ora ci troviamo ancora una volta a parlare delle tante occasioni perdute, delle riforme disattese a partire dagli anni ’70 forse l’ultimo periodo in cui il parlamento licenziò leggi veramente innovative: sulla sanità, sulla organizzazione dello stato (istituzione delle Regioni) sul lavoro (Statuto dei lavoratori) sui costumi (divorzio e aborto) ecc .
Da un anno siamo commissariati, da un anno il governo è in mano a non eletti e questo in una democrazia è pericolosamente  antidemocratico .
Il 24 e il 25 febbraio tutto potrà cambiare, dipende dagli italiani .
Potrà iniziare una grande stagione di riforme, potranno nascere o rinascere formazioni politiche fondate su principi solidi, presentabili al mondo, guidati da persone autorevoli per il loro fare, non solo per il loro appeal mediatico o al contrario la deriva negativa continuerà senza sosta.

Da chi dipende ? Da noi, solo da noi.
Cosa vorrei per dare a questa incerta Italia un sistema democratico finalmente  compiuto ?
Vorrei che dalle rovine di un passato forse migliore di quanto non credessimo, dal caos, dalle derive  populiste degli ultimi due decenni nascesse un numero molto limitato, due, massimo quattro, di grandi formazioni politiche che, nell’ambito delle due aree possibili la sinistra e la destra, si riconoscessero nei valori delle democrazie moderne.
Non credo in uno spazio di centro, area tipicamente italiana frutto della nostra ipocrita incapacità, mancanza di  volontà, di scegliere, di esporci: quale grande democrazia ha un centro ?
E’ una utopia? No se non lo è per gli altri perché non lo deve essere per noi ?
Non esistono più i “divieti” internazionali del lungo dopoguerra, anzi forse i nostri partner internazionali  lo favorirebbero
E’ l’occasione per smentire dopo oltre quattro secoli le teorie di Macchiavelli e Guicciardini o più semplicemente smentire Kissinger nelle impossibilità di comprendere la politica italiana.

Cosa vorrei dalla parte politica in cui da sempre mi riconosco : l’area di sinistra?
Una parola sola: l’unità, l’unità in un unico grande partito in cui le diverse sfumature siano una risorsa  e non una divisione, in cui ci si sappia confrontare per poi stare in maggioranza e in minoranza, questo avviene nelle grandi democrazie perché non da noi ?
Cosa vorrei dalle forze di sinistra  che ora in maniera ancor disordinata si  propongono a governare?

Cercando di lasciare  nel cassetto i sogni impossibili, ma le cose economicamente possibili:

1 ) RIFORMA DELLO STATO
a) Una riforma della legge elettorale che possa durare  per tante legislature, consenta governi stabili che non  siano in balia del trasformismo di convenienza, permetta al cittadino di scegliere  i suoi  rappresentanti senza subire la imposizione dell’apparato dei partiti, dia al governo sufficiente  potere per garantire di trasformare in leggi il programma elettorale su cui ha ottenuto la fiducia degli elettori.
Costi per la attuazione ? Zero Costi politici ? Certamente, ma la politica alta ha un costo.
b) Radicale diminuzione dei parlamentari e  abolizione  del “bicameralismo “ perfetto.
Costi ? Zero, anzi risparmio di risorse diminuendo le spese per la macchina parlamentare e accelerando la approvazione delle leggi. Costi politici ? Certamente, ma la politica alta ha un costo.
c) Totale abolizione  di TUTTE le Provincie con redistribuzione dei loro compiti tra Regione, Comuni, città metropolitane.
Questo non sarebbe un progetto nuovo, ma l’attuazione  della motivazione  che  nel 1970 portò alla nascita  delle regioni, siamo in ritardo di  43 anni !!!
Costi ? Zero, anzi risparmio di risorse diminuendo le spese per la macchina  burocratica (se ben si opera, senza attenzione ai localismi e alle clientele).
Costi politici ? Certamente, ma la politica alta  ha un costo.
d) Fare finalmente una legge seria, applicabile, verificabile sul conflitto di interesse e sulle incompatibilità non solo economiche.
Costi ? Zero. Costi politici ? Certamente, ma la politica alta ha un costo.

2)  GIUSTIZIA
Fare finalmente una vera riforma dell’ordinamento giudiziario che risponda ai seguenti punti :
a) tempi processuali in linea con le nazioni più civili;
b) eviti la continua fuga di atti processuali secretati nel rispetto della legge e il protagonismo dei magistrati;
c) renda possibile realmente le pene alternative alla carcerazione per una selezionata tipologia di reati e renda il carcere luogo di rieducazione morale e professionale occupandosi anche della riammissione nella società dopo il periodo di pena.
Costi ? Non so, ma credo che alla fine nell’insieme ci sia anche un risparmio economico.

3) PREVIDENZA
Fare una regolamentazione della pensione integrativa che dia ai giovani la possibilità di essere facilitati nel costruirsi il futuro e avere garanzie di non vedere dispersi i sacrifici di una vita.
La fortunata, perché in gran parte garantita, generazione degli over cinquanta/sessantenni lo deve ai suoi figli .
Costi ? Non credo, anzi può immettere nel mercato soldi freschi.

4) SANITA’
Nel ricordo della grande stagione riformista della fine anni ’60 – anni ’70, superare la deriva  falso aziendalistica successiva che ha portato al declino attuale .
Ridisegnare la sanità, lasciando al privato solo le nicchie, confrontandosi con il presente in cui  assistenza territoriale, prevenzione, cronicità sono i temi dominanti e la patologia acuta necessita di una radicale revisione della rete ospedaliera con diminuzione del numero degli ospedali, ma adeguamento della capacità di risposta assistenziale.
La politica  può e deve  avere il controllo della sanità pubblica, ma deve essere fortemente alleggerita la parte amministrativa dando di nuovo un ruolo preminente agli aspetti operativi.
Troppe risorse economiche e professionali sono  ora inutilmente e colpevolmente rubate alla assistenza.
Costi ? la sanità costa e se non si vuole spendere si deve avere il coraggio di dire, come fanno  gli inglesi: in questo non ti assisto .
Ma con una buona, onesta, non clientelare  organizzazione molto si puo’ fare.

5) SCUOLA
Ho fatto la scuola quando ancora non c’era la media unificata quindi secondo le regole anteguerra, dalle elementari alla università compresa .
Poi continui cambiamenti che hanno creato solo caos.
Una società civile deve avere una scuola che abbia regole certe, che dia a tutti, indipendentemente dal reddito, l’origine sociale, la possibilità di fare emergere le capacità dei singoli, in cui il merito sia un valore che richiede inevitabilmente sacrificio da parte degli studenti e collaborazione da parte dei genitori, attenta alla richiesta del mercato del lavoro, selezioni molto bene il corpo insegnate ridandogli allo stesso tempo dignità e adeguato compenso economico.
Una scuola che insegni professionalità, ma parimenti senso civico.
Costi? Si deve fare e basta diversamente non possiamo essere degni di una società civile.

6) IMPEGNO CIVILE
Uno stato laico deve avere una regolamentazione che riconosca a tutte le coppie comunque formate gli stessi diritti.

7) ECONOMIA
a) La lotta alla evasione è la base per una economia, ma stante l’attuale  sistema tributario  estremamente farraginoso  pagheranno solo i soliti noti: cittadini  onesti e lavoro dipendente  e attenzione  agire con la  stessa forza contro i grandi e piccoli evasori non per punire, ma solo per giustizia .
Fare una buona legislazione dovrebbe essere possibile alle tante saccenti intelligenze che eleggiamo .
b) Le fonti energetiche  alternative devono essere luogo di investimento per l’ambiente e  traino per la ripresa economica.
c) Il turismo regolamentato, controllato, incentivato deve essere considerato il nostro inesauribile petrolio.
d) Lo stato deve cessare di essere il biscazziere del gioco d’azzardo nazionale. 

8 ) DIFESA
Ridurre  al massimo le spese militari rivedendo anche il nostro impegno in fronti guerra per i più inspiegabili se non per soddisfare interessi di pochi.
Ritirarsi ovunque possibile, stop o almeno forte riduzione dello sciagurato acquisto degli aerei da guerra.
Costi ? Quanto si può risparmiare !

9) EUROPA
Ultimo, ma importantissimo, prioritario impegno: noi che abbiamo il merito storico di essere tra i fondatori dell’Europa  dobbiamo rinnovare con forza, orgoglio,  rinnovata capacità di proposta l’impegno per una Europa unita non  solo da interessi economico finanziari, ma nel nome  della Nazione Europa.
Libro dei sogni ?
Non credo, ma se non per queste che ci fa una sinistra al governo ?


  1. Caro Paolo, mentre condivido pienamente la tua analisi, per il Manifesto di Persiceto caffè, delle cose da fare e la frase finale “se non per queste che ci fa una sinistra al governo”?

    Non sono pienamente d’accordo sulla tua prima frase in premessa:“Le elezioni politiche del 24 – 25 Febbraio non saranno come tante altre ,forse è la terza volta che ,nella nostra breve storia repubblicana il popolo italiano ha la responsabilità, l’opportunità di cambiare il proprio futuro”.

    Io credo che non siano solo tre volte che ci troviamo di fronte alla possibilità di cambiare il nostro futuro, ma le volte sono molte di più e precisamente dal 1989, dopo il crollo del muro di Berlino con la conseguente fine della guerra fredda e l’imminente tangentopoli.

    Infatti, dal dopo guerra, e precisamente da quando la DC ha vinto le prime elezioni, fino al 1989, nonostante la fortissima opposizione e vittorie sociali vinte dal PC, siamo sempre andati a votare sapendo bene chi avrebbe vinto, grazie anche all’infausto decennio Craxiano, 1980 – 1992.

    Solo dopo gli avvenimenti anzidetti, la Sinistra poteva andare al Governo, e tutte le elezioni che si sono susseguite sembravano via via sempre più darci l’opportunità di cambiare veramente il nostro futuro e uscire dalla “Dittatura mascherata” del quarantennio Democristiano. 

    Invece eccoci qui all’indomani delle nuove elezioni che dobbiamo ancora dire che queste sono quelle più importanti e che solo vincendole potremo cambiare il futuro dell’Italia dopo aver perso mille volte dando la possibilità al Berlusconismo di portarci pressochè a toccare il fondo del degrado politico, morale e materiale.

    Caro Paolo, certo non è colpa tue e mia e di tanti milioni di Italiani che hanno sempre votato a Sinistra con cui dobbiamo recriminare le nostre sconfitte, ma in tutti quei cittadini che hanno malauguratamente creduto nei “Miracoli italiani” della Vanna Marchi degli Italioti.

    Poi un po di autocritica, come è nostro costume, penso che la dovremo fare e penso che i nostri uomini di partito dovevano essere strategicamente più scaltri e avveduti.

    Ma fa niente, adesso siamo ancora qui, dopo venti anni dalla nostra prima possibilità di vittoria, per non demordere… mai…  e ci riarmeremo delle nostre matite per andare in battaglia a sconfiggere, democraticamente, il nemico.

    Permettimi e permettetemi anche questa frase e immagine, così, tanto per incitare le truppe:

    HASTA LA VICTORIA SIEMPRE 😈



  2. Sì è vero “si poteva già fare ” del resto ho iniziato con un “forse ” e poi la semplificazione ha per sua natura dei limiti
    Detto questo io un po’ci credo davvero che questa volta gli Italiani abbiano una possibilità e quindi una responsabilità in piu’.
    Magari non avverrà a spoglio ultimato .,magari il campo seminato andrà ben coltivato e salvaguardato dalle tante erbe infestanti ancor troppo presenti ,ma stavolta  si può fare .
    Sono noto per la scarsa fiducia nei nostri connazionali ,ma a tutto c’è un limite !
    Dai lasciami la speranza !!!