Guerra in Libia

Libia-guerraLe nazioni che hanno accettato di applicare la risoluzione dell’ONU, che ha autorizzato ogni tipo di uso della forza per evitare il proseguimento del massacro del popolo libico da parte del suo dittatore Gheddafi,  hanno iniziato l’intervento in Libia.

Ciò che mi ha immediatamente colpito è stato il netto cambiamento degli appelli lanciati in Facebook.

Man mano che Gheddafi portava avanti l’opera di repressione e genocidio del suo popolo, dei suoi cittadini inermi che chiedevano libertà e democrazia,  abbiamo assistito ad un crescendo di interventi, commenti ed appelli assillante e disperato che chiedevano qualsiasi tipo di azione per far cessare quella carneficina.

E man mano che i giorni passavano ed il rais continuava indistrurbato il massacro, gli articoli (migliaia) hanno iniziato ad essere fortemente critici nei confronti delle Istituzioni Mondiali come l’ONU delegate alla soluzione del caso, fino a chiare accuse di cinico menefreghismo ad USA, Nato ed Europa, colpevoli di disinteressarsi del massacro del popolo libico, consentendolo di fatto.

Evidentemente non erano disinteressati, e mentre il popolo di internet fremeva e protestava, essi hanno studiato la situazione, concordata la forma dell’intervento ed infine deciso di far cessare il massacro dei civili con ogni mezzo.

Hanno ingiunto a Gheddafi di far cessare il bombardamento delle aree residenziali di Bengasi e visto che quello ha continuato imperterrito (dopo averne dichiarato la sospensione), le forze in rappresentanza dell’ONU hanno iniziato l’intervento armato.

Ed in pochi minuti Facebook ha cambiato completamente aspetto. Cessati i duri attacchi alle nazioni ‘menefreghiste’, sono partiti attacchi altrettanto duri contro le nazioni guerrafondaie, appelli alla pace e contro la guerra. Ogni forma di guerra.

Una reazione schizoide che mi ha colpito.

Vediamo assieme come valutare alcuni aspetti.

1.   L’ONU ha definito i criteri di interrelazione dei Paesi ed i doveri che essi hanno nei confronti delle altre Nazioni e dei loro stessi popoli.

2. L’ONU ha promosso la Dichiarazione universale dei diritti umani, (parte integrante della Costituzione Europea del 2004)  e si è assunto l’onere di difendere e far applicare quei diritti.

3. Se un malfattore entra in un asilo e prende in ostaggio i bambini, in uno Stato civile deve esserci una polizia capace di intervenire, liberare i bambini e punire il malfattore, così che altri non seguano l’esempio.

4. La possibilità che la polizia possa commetta errori, che ostaggi o gli stessi agenti possano perire, può essere sufficiente per decidere di non intervenire e cedere al ricatto del malfattore?  Così fosse, tutti i malfattori il giorno seguente sarebbero di fatto autorizzati a rifarlo.

5. Se si ritiene di dover salvaguardare la civiltà della nostra società, la polizia DEVE intervenire contro il malfattore, sempre e comunque.  Deve essere addestrata a farlo nel modo migliore possibile e se commette errori ne devono essere duramente criticati i vertici (e nel caso sostituiti) e successivamente meglio addestrata.

6. Quando il malfattore diviene il dittatore di uno Stato ed i bambini in ostaggio il suo popolo, quando l’organizzazione di tutti gli Stati (ONU) richiama quel dittatore ingiungendogli di rispettare le regole che egli stesso a suo tempo ha accettato, quando il dittatore in questione se ne infischia e continua imperterrito nella sua azione repressiva, l’azione dell’ONU DEVE essere pronta ferma e risolutiva, facendo cessare il genocidio e riconsegnando il Paese ai suoi cittadini.

7. Se durante questa ferma e risolutiva azione, chi si è assunto l’onere di porla in essere commette errori e per essi subisce perdite o vengono colpite vittime innocenti, non significa che l’operazione è sbagliata, ma che doveva essere meglio eseguita e che quelle forze andavano meglio addestrate e/o coordinate. Nel caso dovranno essere  duramente criticati i vertici di quelle forze e successivamente meglio addestrate.

Avevamo già trattato questo argomento, ed avevamo espresso forti dubbi sulla possibilità che le rivolte di popolo dei Paesi del Magreb fossero stimolate ed in parte coordinate da forze straniere, Usa in testa:

… Continuando con le ipotesi, non escluderei che Obama spinga (e abbia le condizioni) per imporre una forma accettabile di democrazia in quei Paesi arabi, coinvolgendo realmente i rappresentanti del popolo nei futuri governi; questo sarebbe la fine definitiva dei vari sultanati e cambierebbe completamente tutto lo scenario pan-arabo.

I dubbi che mi restano sono su cosa abbia consentito questa operazione, cos’e’ che abbia spostato in modo cosi’ clamoroso ed immediato i rapporti di forza.

Ad esempio perche’ Russia e Cina non si sono espressi nonostante il palese coinvolgimento Usa; che gli e’ stato concesso in cambio? …

Alla luce di queste perplessità, appare evidente che il doveroso intervento ‘di polizia’ in atto in Libia, e giustamente posto in essere dall’ONU, possa essere strumentalizzato dalle potenze occidentali, Usa innanzitutto, ma anche Italia, Francia, Spagna ed Inghilterra che, a dittatore esautorato in qualche modo, avranno mano libera sulla formazione del nuovo governo libico ed una notevole influenza sul suo futuro import-export commerciale.

Tutta l’azione sposterebbe notevolmente gli attuali rapporti di forza tra El-Qaeda/Iran/Afganistan e i maggiori Stati Arabi da una parte e Israele e l’Occidente dall’altra.

Potrebbe inoltre cambiare decisamente (e in modo positivo) gli attuali rapporti commerciali dell’Italia con la nuova Libia, consentendo di aumentare e meglio gestire ogni forma di collaborazione ed investimento. Quest’ultima ipotesi porterebbe benefici economici al nostro Paese, duramente colpito dalla crisi ed incapace al momento di uscirne.

Con l’attuale nostro regime assisteremmo all’arricchimento dei soliti noti e nulla cambierebbe per la povera gente, disoccupati e precari, cassintegrati e sottoimpiegati che continuerebbero a perdere diritti e potere d’aquisto come nulla fosse.

Infine, (tanto per aggiungere ancora un pò di carne al fuoco :mrgreen: ) mi sembra degna di nota la posizione della Lega e del popolino Pdl, entrambi a favore del Rais, che sul blog italoforzuto e sui media protestano per l’attacco al dittatore al grido di: “ma il dittatore era nostro amico; perchè ora lo attacchiamo?“.    Aldilà che fosse un beduino africano, amano quel dittatore e la sua ferma volontà di sterminare l’opposizione al suo regime.

Così, tanto per ricordare ai nostri leader di ‘sinistra’ con chi hanno realmente a che fare. Con chi realmente vorrebbero scendere a patti.

  1. Il discorso è tanto complesso da far tremare i polsi. Direi che ci sono troppi punti da tenere in considerazione. Ad esempio che Gheddafi sono anni che fa quello che fa, adesso sta esagerando un pochino, ma da anni affama e massacra il suo popolo. E l’accordo con l’Italia, in fondo, in materia di immigrazione, cosa è se non un altro massacro autorizzato e pagato dall’Italia pur di tenere gli immigrati lontano dalle nostre coste?
    Vi è da aggiungere che i paesi che si sono lanciati alla “liberazione” della Libia non sono tanto disisnteressati.
    In prima linea abbiamo Sarkozy, che ha interessi economici nell’intervento. Secondo il figlio di Gheddafi la Libia avrebbe finanziato la campagna elettorale del presidente francese. Sarà vero? E’ indubbio, però, che molti soldi libici sono finiti in aziende europee, comprese quelle italiane e qualche francese. E’ altrettanto vero che ci sono i pozzi libici che fanno gola a tutti, il loro controllo almeno. Dopo il disastro di Fukushima il nucleare francese è a rischio, e gli Epr dell’Areva non li vuole più nessuno. Sarkozy ha intenzione di aumentare l’apporto di petrolio come fonti energetiche? Di sicuro non ha mai spinto più di tanto sulle rinnovabili, a differenza della Germania, che si astiene dall’intervenire in Libia. E l’Italia? La moneta libica si è infiltrata nelle aziende di maggiore peso, come Unicredit ad esempio, banche e non solo. Forse è per questo che Bossi tuona contro l’intervento in Libia? Gli facevano comodo i soldi del Rais? Di sicuro mister B. non è felice di quest’intervento, ma stavolta non può fare un altro sgarro ad Obama, e a Sarkozy, quindi accetta di fornire le basi (e niente altro) ob torto collo, nonostante 6 mesi fa baciasse le mani al Rais.
    Però, di contro, c’è il problema maggiore. Gheddafi sta massacrando il suo stesso popolo, si tratta di un massacro che in qualche modo deve essere fermato. Certo, viene da chiedersi perchè solo ora, visto i trascorsi del Rais. Probabilmente perchè lo sporco traboccava da sotto al tappeto.
    Alla fine è tutto così dannatamente complesso. Non intervenire, e lasciare che il massacro continui? O intervenire e correre il rischio che i paesi partecipanti ci vadano per i loro secondi fini?
    No, perchè è certo che paesi altamente etici che interverrebbero solo per motivi altamente morali, io non ne vedo all’orizzonte. Perchè è indubbio che organismi sovrannazionali (Onu in primis) ormai hanno un peso molto poco importante, e vengono usati dalle nazioni più forti come scudo.
    Che fare quindi?
    Forse potremmo cominciare a lasciare da parte l’ipocrisia e pensare che si possa da un lato invocare qualcuno che liberi i libici e che questo qualcuno sia un santo che ci mette soldati e denaro. Alla fine un intervento del genere costa parecchio, e non mi sembra così strano che chi interviene poi possa pretendere un qualche risarcimento. Piuttosto teniamo gli occhi aperti per verificare che in futuro, se Gheddafi sarà mandato via, non sarà sostituito da un dittatore diverso, ma uguale. Ecco, questo possiamo farlo.

  2. Una volta, scherzando tra amici, ci si chiedeva a vicenda quale fosse il proverbio rispettivamente preferito. Io non ebbi dubbi: a brigante, brigante e mezzo, concetto espresso più elegantemente da BSaett, ricordando che invocare un santo è illusorio ( tra l’altro, per il malcapitato, con la quasi certezza del martirio).

    Così è. In FB c’è un mio amico, a suo tempo cacciato dalla Libia con la famiglia, che dichiara di volere Gheddafi morto sic et simpliciter .
    Per noi meno coinvolti emotivamente, vorrei ricordare (come fa Andre) che i patti internazionali vanno rispettati, almeno se si è nell’ONU; questo fa un uomo di stato, non solo affari.
    Ma il rais nulla ha fatto. E se è vero che economicamente saranno più o meno tutti compromessi con lui (magari non è mancata nemmeno qualche fornitura reciproca di bunga girls), quel popolo non può più vivere così. Ci rendiamo conto che i libici non fanno nulla? Tutti i lavori sono in mano a stranieri, non viene coltivata l’istruzione, know how zero. E mentre a volte ci si accanisce contro il maschilismo islamico, si accetta che questo buffone si faccia portare un harem come a Roma? E di Lockerbie ci siamo scordati? L’UK liberò il responsabile materiale perchè era malato terminale, ma risulta che sia vivo e vegeto.

    Insomma, il tempo del colonnello deve finire; poteva andarsene, come i colleghi vicini; o abbozzare qualche riformetta alla re del Marocco, giusto per far vedere. Manco quello. E vada al diavolo.

  3. Stavolta sono totalmente in linea con il pensiero di Bsaett. 😀 La situazione è per forza di cose difficile e complicata, perché ha insita in se temi di portata come la dittatura, la ritorsione assassina contro il proprio popolo, il ricatto nei confronti dei Paesi occidentali, le spinte economiche che determinano le prese di posizione. Aggiungo che il suo auspicio di vigilare che non si cada dalla padella alla brace, sia un motivo valido per giustificare un’azione interventista come quella attualmente in atto. Come dice anche Karmen, il colonnello a seguito della forte spinta popolare di cambiare in Libia, avrebbe dovuto fare la scelta più opportuna oltre che più saggia; opportunità drammaticamente non colta. 😥

  4. Ciao Andrez,
    io non trovo coerente le idee che hanno espresso alcuni partiti e personaggi illustri della sinistra.
    Fino ad oggi sono state condannate tutte le guerre, kosovo, iraq, afghanistan, Somalia mentre quella in Libia viene etichettata come un intervento giusto per aiutare la popolazione.
    La guerra di Kosovo è stata condotta per spodestare milosevic che ha condotto diversi massacri su tutto il territorio jugoslavo. A testimonianza di questo ci sono gli stessi “jugoslavi” che oggi sono venuti a lavorare in Italia, che raccontano come le loro famiglie ed il loro parenti sono stati massacrati, donne stuprate e case incendiate. Io stesso ho potuto vedere con i miei occhi dei villaggi che sono stati interessati dal conflitto, interi paesi ora disabitati con case bruciate, sfasciate con ancora i segni dei combattimenti.
    Ho parlato con alcuni operai serbi ed ancora adesso nel loro cuore portano il rancore per i parenti uccisi, infatti i massacri ci sono stati da ambo le parti, e mi hanno pure confermato che per loro la questione non è chiusa e l’unico freno che li tiene fermi è la presenza (ancora importante) delle truppe ONU nelle cittadine più calde.
    Non bisognava forse intervenire in Kosovo? cosa c’è di diverso dalla Libia?
     
    In Iraq Saddam ha fatto di tutto, le carceri (sarebbe meglio dire campi di concentramento) i test chimici e lo sterminio dei Curdi (da ricordare come i bambini venivano uccisi lanciandoli dagli elicotteri posizionati sopra le abitazioni delle famiglie).
    Non bisognava forse intervenire in Iraq? cosa c’è di diverso dalla Libia?
     
    In Afghanistan la popolazione è costretta a coltivare oppio per sopravvivere, i talebani controllano il mercato della droga e lo impongono, culture alternative non sono ammesse ed i raccolti sono sorvegliati dagli stessi talebani. Le città erano (ed in parte sono) nelle loro mani e la popolazione non ha modo di opporsi alle loro decisioni. Intere famiglie sono state uccise per essersi rifiutate di obbedire agli ordini. Nelle scuole islamiche i ragazzi vengono incatenati (quelli che si oppongono) costretti a studiare il corano (magari modificato a dovere) e seguire l’addestramento miliare. Gli stessi bambini strappati alle famiglie sono poi i ragazzi che si fanno saltare in nome di Dio.
    Non bisognava forse intervenire in Afghanistan? cosa c’è di diverso dalla Libia?
     
    In Somalia c’è il tipico scenario africano, e tutti sappiamo di cosa si tratta…
    Non bisognava forse intervenire in Somalia? cosa c’è di diverso dalla Libia?
     
     
    Queste guerre sono tutte giustificabili, dittatori cattivi che opprimono il popolo usando la forza. Ma si sa che in verità si combatte sempre e solo per interessi economici. Afghanistan ed Iraq per il petrolio, Kosovo e Somalia per i traffici economici.
    Libia? il petrolio.
     
    Se si guardasse bene bisognerebbe intervenire su molti fronti, Yemen  ed Iran (civili bombardati perchè protestavano) in Siria ed in tutti gli stati africani dove i governi sono una farsa ed i dittatori vivono in case d’oro realizzate dagli schiavi del loro regime, e poi c’è la Korea del Nord.
    Perche non si interviene? per il semplice motivo che un conflitto con l’Iran porterebbe a moltissime perdite per l’esercito NATO o USA e negli altri casi perchè non c’è nulla da portare a casa.
     
    La guerra è guerra ed anche se oggi i caccia sono super tecnologici e precisi le bombe vanno a finire in testa anche ai civili, le esplosioni provocano morti e feriti a decine per non parlare delle sostanze che si diffondo nell’ambiente (vedi uranio impoverito). A farne le spese non sono solo i dittatori ma anche i civili, donne e bambini che magari giocavano vicino al palazzo che bisognava far saltare.
     
    Quindi secondo me non ci sono guerre di serie A e guerre di serie B, o tutto o niente.
    La sinistra non puo’ giustificare l’intervento in Libia, come giustamente non ha giustificato quella in Iraq.
     
     
    PS: io abito in veneto e la mia casa sta proprio sotto alle rotte aeree dell’aeroporto di Aviano. Venerdì notte è stato un continuo passare di bombardieri, NB: bombardieri e non caccia.
    Quando questi bestioni passano sopra casa il mio pensiero va al carico che portano, fino a 70000kg di bombe.
     

  5. Ciao Davide, benvenuto nel blog e grazie per averci offerto le tue osservazioni.

    Solo un breve appunto.

    Il concetto di ‘sinistra’ e’ al momento estremamente interpretabile e vario; dovresti quindi essere piu’ specifico sulle singole dichiarazioni per consentire un commento.

    Credo  sia poi doveroso distinguere nettamente le operazioni deliberate dall’Onu nell’ambito della sua funzione, da operazioni belliche di conquista perpetrate da singole nazioni o coalizioni di esse in nome di loro propri interessi. A titolo di esempio, l’Afganistan e’ stata dall’inizio una operazione dell’Onu, mente in Iraq abbiamo assistito ad una aggressione militare di alcuni stati, tra i quali purtroppo anche l’Italia.

  6. Ciao Andrez, grazie del benvenuto.
    Per sinistra intendo sia i leader di PD ed IDV, e SEL sia buona parte delle persone che sono solite a votare quei 2 partiti.
    Personalmente (ma penso che sia così per tutti) ho amici che votano PD, IDV e SEL, come ho amici che votano Lega, UDC, PDL e purtroppo conosco anche persone che votano FN.
    In questi giorni preconflitto le persone che io definisco “di sinistra” cioè chi vota i partiti “storici” della sinistra Italiana si sono espressi a favore di un intervento NATO. Hanno sempre giustificato la loro idea con la necessità di fermare la macelleria di Gheddafi.
     
    Devo dire che purtroppo quando sento questi discorsi mi va il sangue alla testa perchè non li ho mai sentiti parlare di Sierra Leone, di Liberia e dei tanti conflitti africani. Non parlano mai dei poveri bambini a cui sono stati tagliati gli arti oppure dei bambini costretti ad imbracciare il fucile.
    Qualcuno ne parla ma non ho mai sentito nessuno dire, deve intervenire NATO.
    —————————————-
    L’ONU in Iraq non aveva dato il consenso al conflitto, è vero, ma non ha nemmeno condannato più di tanto l’intervento USA.
    L’Organizzazione delle Nazioni Unite è la stessa che durante i conflitti africani, invece di intervenire, si affretta a far lasciare il paese agli occidentali per lasciare spazio ai massacri africani, della serie “lascia che si uccidino fra di loro”. Quindi quali sono i criteri con cui giustifica una guerra o meno? Perchè l’africa centrale non ha il diritto di avere un vero governo democratico, un vero sviluppo? Perchè si lascia spazio ai dittatori sanguinari che fanno di questo continente una macelleria a cielo aperto?
     
    E’ forse diverso da quanto accade in Libia?  Ciò che decreta se una guerra è giusta o meno è dato da un pezzo di carta?
    Per me non è un consenso ONU a dire se una guerra è giusta o meno.
    Nel 1999, quando il conflitto era ancora più vicino di oggi, è stata realizzata questa canzone: http://www.youtube.com/watch?v=Rp1eOqYFsTc
    Oggi cosa è cambiato?
     
    ——–
    Grazie per lo spazio concesso.
     
     
     
    PS: io sono apolitico, la mia fiducia nei politici se n’è andata tanto tempo fa. Ne destra Ne sinistra.

  7. Ciao Davide, essendo io un elettore che “è solito” riconoscersi in uno dei partiti da te citati come sinistra, mi sento chiamato in causa, quindi cerco di darti il mio contributo soprattutto rafforzando quanto detto nel mio commento precedente. Che sia chiaro però, la mia posizione interventista, non necessariamente allineata con PD, IDV e SEL, è soltanto mia ed è consapevole del falso disinteresse dei Paesi che stanno agendo militarmente contro Gheddafi.

    Ovviamente non posso, non voglio e non sarei nemmeno in grado di arrogarmi il diritto di dare delle risposte alla tua esigenza di capire come mai esistano delle “situazioni da risolvere” di serie A oppure di B, posso però dire che l’emergenza libica è una conseguenza, (ultima in ordine di tempo ma non definitiva a mio modo di vedere), di una protesta civile che ha interessato come sai alcuni Paesi del Nord Africa. La gente cioè ha cominciato a raddrizzare la schiena, ad alzare la testa e a ribellarsi del sistema. In Egitto e Tunisia le manifestazioni di protesta hanno prodotto la caduta dei dittatori, in Libia le stesse sollevazioni di popolo hanno portato ad una reazione spropositata del Colonnello che non ha esitato addirittura a bombardare la propria cittadinanza.

    Pertanto da una comune presa di posizione della popolazione, la quale non dimentichiamo ha evocato la fine di sistemi dittatoriali facendo emergere la volontà di pervenire all’istituzione di sistemi democratici, si è arrivati a diversi epiloghi. Va inoltre evidenziato che la popolazione libica ha rivolto appello ai Paesi occidentali affinché fossero aiutati a uscire dall’oscurantismo imposto da Gheddafi.
    Credo che presto avremo notizie anche di Paesi come il Marocco e l’Algeria dove non mancano squilli di rivolta. Tutti questi Paesi oltre ad essere legati dalla condizione di essere retti da regimi, hanno in comune che la popolazione è in larga parte costituita da giovani sotto i 25 anni, quindi poco inclini a sopportare condizioni coercitive.

    Le guerre giuste caro Davide non esistono. Il mondo in cui viviamo è questo ci piaccia oppure no; le organizzazioni internazionali non si muovono sempre sotto l’egida di ideali valoriali, i cui principi etici molto spesso vengono calpestati da interessi che tutto sono, meno che umani. Ma domandarsi perché s’interviene in Libia e non in Sierra Leone o Liberia, è come chiedersi come mai in un mondo opulento esistono anche zone dove la fame e la mortalità infantile la fanno da padrone.

    Secondo me il tuo grido di dolore è legittimo, ma trovo curioso il tuo scagliarsi contro coloro che tu definisci “personaggi illustri della sinistra”. Quando qualcosa non và o ci sembra ingiusta, ci si scaglia sempre contro la sinistra, dimenticando che la stragrande maggioranza delle volte le responsabilità vere sono dalla parte opposta.
    A presto 😉

  8. Caro Davide, anche secondo me il tuo grido di dolore è legittimo, ma come Massimo anch’io trovo curioso il tuo scagliarti contro coloro che definisci “personaggi illustri della sinistra”. E’ per questo che ti ho chiesto di specificare meglio a chi ti riferisci.
    Al momento le dichiarazioni ufficiali che ho potuto considerare sono queste:

    Vendola: si può essere contro Gheddafi e per la pace<

    Vendola si schiera con il No alle bombe. “L’Onu prevede anche la diplomazia”. Noi e l´Europa in questi anni siamo stati indifferenti, e complici delle malefatte del dittatore di Tripoli e di tutti i raìs del Mediterraneo.

    (ANSA) – ROMA, 21 MAR – La missione in Libia, nel rispetto della risoluzione Onu 1973, rientra nei limiti della nostra Costituzione. Lo sostiene Bersani. ‘La Costituzione – ha detto riferendosi all’articolo 11 della Carta – ripudia la guerra come soluzione delle controversie internazionali, ma non l’uso della forza per ragioni di giustizia. Se lasciamo correre anche i massacri veniamo meno a un compito basico della Costituzione’.

    (ASCA) – Roma, 21 mar – ”Dall’intervento umanitario e di interdizione si sta rischiando di passare a un intervento di colonizzazione, e questo e’ pericoloso”. Cosi’ Antonio Di Pietro, intervenuto stamane a Radio 24, parla dell’intervento militare in Libia.  ”Vogliamo che siano rispettati i limiti di mandato dell’Onu – ha aggiunto Di Pietro – e chiediamo che il governo riferisca in Parlamento per sapere in base a quale assunzione di responsabilita’ di governo sono stati mandati anche i nostri aerei, posto che la Lega dice che l’autorizzazione non era stata data”.

    LIBIA: FERRERO, E’ GUERRA DI TOTAL CONTRO ENI. FERMARE SUBITO RAID
    (ASCA) – Roma, 21 mar – ”Una guerra della Total contro l’Eni fatta in nome di nobili motivi umanitari”. E’ cosi’ che Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, spiega l’intervento dell’Onu in Libia e chiede ”l’immediato cessate il fuoco”.

    DILIBERTO -LIBIA – Italia deve star fuori dalla guerra

    LIBIA: DI PIETRO, RISCHIO INTERVENTO COLONIZZAZIONE, GOVERNO RIFERISCA
    (ASCA) – Roma, 21 mar – ”Dall’intervento umanitario e di interdizione si sta rischiando di passare a un intervento di colonizzazione, e questo e’ pericoloso”. Cosi’ Antonio Di Pietro, intervenuto stamane a Radio 24, parla dell’intervento militare in Libia.
    _________________________________________________________________

    Come vedi le posizioni appaiono articolate e aperte e tutto sommato coerenti con le loro differenti posizioni politiche.

    Di fatto c’e’ il governo Berlusconi che con i Ministri La Russa e Frattini sta portando avanti l’attacco militare alla Libia di Gheddafi.

  9. Quale africana elettiva, voglio solo dire che:
    non è vero che non ci si occupa di Africa.  per esempio, al seminario  NOPPAW di Dakar (vedi articoli) c’erano molti esponenti della sx e del mondo cattolico (voglio ricordarlo, anche da non credente) . Alcuni esponenti della destra governativa firmano le petizioni, ma poi non si vedono in giro.

    Inoltre l’interesse per l’Africa pecca di un grave problema, l’ideologia che spesso permea le posizioni. Pochi sanno parlarne perché l’argomento è complesso. Ma di certo tra questi raramente ho visto persone di destra.

  10. Pingback: Blog di Andrez » Blog Archive » L’immondezzaio

  11. @Andrez
    Il 21 marzo la guerra era già iniziata, facile fare dichiarazioni contro la guerra quando le bombe hanno già iniziato a cadere. Vorrei ricordarti che Bersani ha detto che l’intervento in Libia è un dovere morale (prima della guerra).

    Di fatto c’e’ il governo Berlusconi che con i Ministri La Russa e Frattini sta portando avanti l’attacco militare alla Libia di Gheddafi.

    Giustissimo, come durante la guerra in Kosovo c’era D’Alema.
     
    @Massimo

    ma trovo curioso il tuo scagliarsi contro coloro che tu definisci “personaggi illustri della sinistra”.

    Se non difende la pace la sinistra chi la deve difendere? La destra?
    Io non prendo di mira i partiti di sinistra sempre, li prendo di mira quando vengono meno ai loro ideali.
    Ti faccio un esempio?
    Non sopporto il fatto che il PDL professi ideali di “famiglia, unità, cristianità” per poi scoprire che fanno festini con le tro** e mettano in parlamento gente che ha fatto i calendari nuda.
    Potrei portarti degli esempi per ogni partito, di destra e di sinistra, Lega, UDC (pensa che De Poli nemmeno mi salutava quando ho fatto lo stage nel suo comune), il nuovo FLI, FN (che picchia la gente per strada solo perchè porta un fazzoletto rosso al collo) e tutti gli altri partiti e partitini.
     
    Come ho detto la mia fiducia nella politica è morta diverso tempo fa. Vedere che parlamentari del PD votano contrari alla riduzione delle pensioni d’oro e vedere che B fa i festini con le tro** non è che incentiva molto a votare e sostenere un partito.

  12. Davide:

    Vorrei ricordarti che Bersani ha detto che l’intervento in Libia è un dovere morale (prima della guerra).

    Certo, e l’ho pure scritto in questa ed in altre pagine del blog.   Leggi su: Bersani. ‘La Costituzione – ha detto riferendosi all’articolo 11 della Carta – ripudia la guerra come soluzione delle controversie internazionali, ma non l’uso della forza per ragioni di giustizia. Se lasciamo correre anche i massacri veniamo meno a un compito basico della Costituzione’.”

    La funzione del blog è quella di riflettere sugli eventi, sulle cose che succedono per cercare di comprenderle al meglio. La maggioranza di chi vi scrive al momento è ‘di sinistra’, ma è solo un caso; so che molti ‘di destra’ leggono il blog, spesso condividendone le riflessioni se pur da punti di vista diversi.

    Il nostro fine dunque non è propagandare  ideali, fare proseliti o cercare di convincere qualcuno, ma solo quello di avere quanti più punti di vista possibile e quelli valutare e discutere in modo razionale.  In questa ottica dovremmo rendere possibile anche a chi ha opinioni ‘di destra’, ma crede nella legalità e nella ragionevolezza (che sono valori universali e trasversali)  di potersi esprimere nel blog con serenità.  😉

  13. Mi scuso se magari posso sembrare duro nei toni, ma non è cattiveria è solo che sono abbastanza diretto nell’esprimere le mie idee. Io non voglio attaccare nessuno.
     
    Io ho commentato in base al contenuto dell’articolo “La guerra in Libia” e non era per fare critiche ma per un confronto. E mi pare che il confronto c’è stato.
     
    Purtroppo le guerre sono un argomento difficile da trattare e spesso hanno ragione tutti, e nessuno.
     
    Io confido in una risoluzione diplomatica per la Libia, con Gheddafi consegnato ai ribelli (così ci pensano loro), ed una nuova vita per il magreb, libero dai soliti marionettisti.
     

  14. Carissimo Davide, ti assicuro che non c’è bisogno di nessuna scusa ed i tuoi commenti sono stati e saranno benvenuti. Ti dobbiamo anzi ringraziare per averci dato l’opportunità di considerare nuovi aspetti, … e di confrontarci.

    In effetti è un blog un pò particolare questo e ho solo cercato di fare il punto sul feeling che ci spinge a scrivere queste note e che puoi leggere qui meglio espresso.  😉