Grillo: un comico da ascoltare

Beppe-GrilloBeppe Grillo è un comico, lo abbiamo scritto tante volte.

Come altri comici esprime umori e riflessioni critiche sul sistema-regime spesso interessanti e che sanno mettere a fuoco le tematiche politiche in modo formidabile.

Temo che il Movimento che ha messo in piedi sia solo un fuoco di paglia, una cosa organizzata e gestita da persone benintenzionate ma tanto impreparate quanto presuntuose, e destinate al fallimento come lo fu a suo tempo il movimento dei verdi. (Ne abbiamo parlato qui recentemente)

Tuttavia, le analisi che Beppe continua a sfornare nel suo blog non cessano di apparire  interessanti per il loro modo inedito si cogliere nel segno.

Oggi Grillo scrive sulla gestione delle privatizzazioni, considerando lo Stato Italiano come un grande suk del “capitalismo compiuto“.

Quello che era pubblico è stato privatizzato, dalle banche, all’energia, alle telecomunicazioni e ciò che non si poteva privatizzare è stato regalato alle multinazionali e ai privati sotto forma di concessioni, dall’acqua alle autostrade, dalla Veolia a Benetton.

Un rapporto che prima era tra cittadino e Stato, oggi si è trasformato in rapporto tra cittadino e Mercato, ma di un mercato che paradossalmente dispone dei beni di cui era proprietario proprio il cittadino, in quanto stiamo pagando strutture e servizi prepagati dai nostri padri e dai nostri nonni, come le autostrade che oramai dovrebbero essere gratuite da un pezzo, costruite km dopo km da decenni di tasse e per le quali sta per scattare l’ennesimo aumento.

E’ immorale che oggi siano i concessionari privati ad incassare miliardi di euro che dovrebbero essere dello Stato.

Telecom italia è stata venduta a debito da D’Alema e distrutta finanziariamente,  ma ha comunque distribuito miliardi e miliardi di dividendi e pagato centinaia di milioni di euro di stipendi e stock options a imprenditori con le pezze al culo, arricchendo i Buora, i Colaninno, i Tronchetti e i Gnutti.

Questi patrimoni (perché di cifre colossali si tratta) dovevano essere versati nelle casse dello Stato. Telecom Italia era degli italiani, privatizzarla ci ha reso tutti più poveri, perchè i beni dello Stato non sono “a disposizione” dei partiti per essere usati come denaro corrente per i loro scopi. Lo Stato ci appartiene con tutto ciò che contiene e se qualcosa è uscito dal contenitore ci deve tornare.

La battaglia per l’acqua pubblica è sacrosanta e va estesa a ogni bene primario, dall’energia, alla dorsale di Telecom. Il famoso “Abbiamo una banca!” dello sciagurato Fassino, le Fondazioni bancarie con cui i partiti controllano le banche (a partire da Unicredit), Credieuronord della Lega e le banche satelliti del Pdl sono la dimostrazione che non siamo governati da statisti e nemmeno da amministratori di condominio, ma da gente che non intende capire la differenza tra la Repubblica Italiana e un Istituto di Credito Privato.

Negli ultimi cinquant’anni l’unica cosa pubblica ad aumentare è stato il debito. I partiti hanno speso senza chiedere il permesso e senza copertura 1.850 miliardi per opere spesso inutili, attribuirsi stipendi da favola, creare sovrastrutture come le Province per i loro funzionari. I partiti ci hanno derubato di ciò che era nostro e ci hanno indebitati (il debito infatti lo pagheremo noi) per fare finanza elettorale.

E Grillo, pur da comico qual’è, arriva ad indicare tre proposte politiche molto precise:

Siccome sono i soldi ad attirare i politici, per questo vanno allontanati dalle loro grinfie. Gli stipendi dei politici, dalle Regioni al Parlamento, devono essere allineati a quello di un lavoratore medio, i finanziamenti ai partiti aboliti e i servizi primari nazionalizzati e restituiti ai legittimi proprietari (i cittadini, cioè lo Stato).

E’ solo un giullare, il Movimento da lui creato è già in crisi, incapace di autogestirsi innanzitutto e vittima dell’arrogante approssimazione dei suoi leader locali, ma mi sa che dobbiamo imparare ad ascoltare le sue sparate, e rifletterci su.

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  2. Sono d’accordo con te fratello,
    Purtroppo, dopo la caduta del muro e il crollo sovietico, quello che era stato il PCI,per cercare di avvicinare il mondo dell’artigianato e industriale  ha fatto di tutto per non perdere voti, privatizzando a randanello (facendo anche affari) e urlando a squarciagola che non erano più comunisti e non mangiavano più i bambini. Certo, qualcuno li ha ascoltati, ma per l’imprenditoria Italiana è comunque meglio chi gli garantisce affari loschi e evasione fiscale.
    Lasciando poi lo scettro della difesa dei lavoratori in mano a rifondazione, che pur battendosi per essi, ha sempre fatto una eterna politica di opposizione (Guzzanti-Bertinotti…siamo inaffidabili).
    La politica oggi del PD è quella di allora , vedi corteggiamento al terzo polo e rifiuto (figuraza)
    L’attenzione  per Il movimento di Grillo ha almeno l’aspetto positivo di essere (come la simpatia per Vendola) abbastanza spontaneo da parte della gente, cosa che i partiti hanno perso.

  3. Beh Grillo è un comico, ho sempre ritenuto che giudicarlo secondo il medesimo parametro che si utilizza per i politici è un assurdo. Più o meno come quando si criticano gli studenti perchè “non portano proposte concrete”. In realtà sono i politici a dover portare proposte, la gente, i cittadini, gli studenti, ma anche i tanti Grillo, devono portare i problemi ai politici chiedendo che essi li risolvano, altrimenti vanno mandati a casa.
    E in questo devo dire che Grillo svolge egregiamente il suo ruolo, è molto bravi, anche grazie a vari consulenti, a estrinsecare i problemi, specialmente dove i politici dicono che tutto va bene.
    Per la tesi del capitalismo compiuto, ricordo che se ne parlò tanti anni or sono. Più o meno da quanto l’Italia veniva definita “sovranità limitata” perchè posta sotto controllo politico e militare dagli Usa per evitare che cadesse nelle mani del “comunismo”. Già allora si definiva l’Italia come lo scenario di riferimento per gli Usa, dove provare tutte le strategie utili per il potere. Anche la strategia della tensione, in fondo, per come è stata raccontata da alcuni scrittori, con intrecci tra P2, servizi segreti Usa e italiani, ecc…., non era altro, in un quadro del genere, che una strategia per poter controllare il dissenso sia politico che sociale e quindi “provare” tecniche di controllo di massa.
    Poi… arrivò la Tv. E lì si è visto che la violenza di piazza con l’inserimento di provocatori era uno strumento vetusto (ma si usa ancora oggi) in confronto ad un oggettino che può essere presente in tutte le case e viene anche ben visto. Molti studi americani, ma non solo, hanno provato che la Tv e in genere i mass media riescono a condizionare la società. Poi il resto viene di conseguenza, se la società è condizionata e facile poi applicare le tecniche di capitalismo sfrenato tanto care agli americani. Diciamo che in Italia, forse, ad un certo punto ci si è voluti staccare, almento parzialmente, dagli Usa, e guardare ad altri lidi di riferimento (Putin per esempio). Chissà, forse un giorno riusciremo a capire esattamente cosa è successo in Italia dal dopoguerra ad oggi.
    Il punto è che attualmente il capitalismo italiano si può definire “capitalismo dei disastri”, oppure, secondo la definizione di Naomi Klein, “shock economy”, teorizzata da Milton Friedman, il consigliere economico di Pinochet ed applicato negli Usa a seguito del disastro di New Orleans.
    La schock economy prevede lo smantellamento dello Stato sociale e la privatizzazione di tutto ciò che rende economicamente, la liberalizzazione delle imprese private da ogni laccio o lacciuolo, una spesa sociale ridotta all’osso, e l’aumento indiscriminato del debito pubblico, per impedire allo Stato di far concorrenza ai privati.
    E’ proprio quello che per anni si è fatto negli Usa, ma anche in molti altri paesi, Francia, Russia, Cina, Cile, Italia……

  4. Grillo approfitta di un ruolo essendo esente dal giudizio che si da a un politico. Mi pare una furbata. Ce l’ha con la sinistra, e vabbé. Piuttosto che il nano, potevamo pure tenercela, ché poi sempre in Italia siamo e meglio di tanto non potevamo fa’. Cose, troppe se ne potrebbero dire.
    Ascoltavo l’altro giorno dei discorsi su cure e farmaci che l’Italia non permette, per non far rimanere senza lavoro tante categorie (per esempio dentisti e oculisit e ottici). Però, la liberalizzazione questo implica. La disonestà è maggiore in chi ci aveva promesso un governo “liberale”: almeno avesse fatto questo.

  5. Beppe Grillo è un qualunquista, re della demagogia e del populismo.
    Riscuote consensi dal pubblico grazie alle sue critiche a tutte e tutti (e non solo ai politici).
    Credo che abbiamo già una situazione particolarmente difficile in Italia per dare credito ad un personaggio simile, oltre (aggiungo io) a quei partiti e movimenti che sono solo in grado di criticare (per partito preso – scusate il gioco di parole) senza fornire verosimili e sostenibili alternative.
    A criticare siamo tutti buoni ma purtroppo non basta; quello che serve in Italia è creare una squadra di governo autorevole, onesta e competente. Delle battute di Grillo possiamo tranquillamente farne a meno.

  6. Genova è piena di crocchi dove berciano tipi alla Grillo. Lui se ne sta nella villa in collina, non si muove certo in bici e ci chiede il voto in base a delle promesse: dov’è la novità?

  7. Quello che farà Grillo in futuro è tutto da vedere..Da quello che dice non si candiderà mai a parlamentare..
    Io non voterei mai per lui , ma non mi fa paura.
    Del resto dobbiamo ammettere che e’ uno dei pochi a dire  che il re è nudo ed è difficilmente smentibile .
    Certo, dà fastidio perchè spara a zero su tutti i partiti, ma quanti lo hanno sbugiardato? Ogni volta che si chiede a qualcuno un parere su di lui, gli danno del pagliaccio ma poi cambiano discorso

  8. Scusami Fausto, ma ti contesto il metodo dialettico ( sembro aggressiva, ma sono solo fegatosa, spero mi perdonerai).
    Dire qualcosa di giusto è semplice: a sparare a zero ( ti cito), qualcosa si acchiappa sempre. E’ più difficile argomentare minuziosamente, confutare, incassare insulti, non demordere, non disperarsi per le scorrettezze dell’avversario (quando non un nemico o un vero killer che arriva per colpirti al cuore), esporsi a ricatti e alle menzogne (uno scheletrino nell’armadio c’è per tutti e a contestare una balla, la si amplifica).
    Ricordi Tortora? Il metodo è quello, lui ne morì.
    Ora, Grillo non affronta contenziosi o dibattiti. I suoi ragazzi si sono fatti eleggere con la promessa che dopo dieci anni lasciano la politica 😆  (mi faccio una risata,  non si chiedono cambiali agli elettori  su questo tema) .
    Lui non si candida? Male. Ha un precedente per un incidente stradale, e allora? O teme dell’altro? Che gli chiedano opinioni sui temi sensibili, per esempio ( ché in Italia, se non sei radicale, si cagano addosso tutti a mettersi contro il Vaticano).
    Io poi non sono contraria a candidare condannati, purché siano riabilitati con sentenza del Tribunale ( come era D’Elia, non come De Angelis s’intende).
    Grillo è una nullità.
    Nemo propheta in patria? Ovvero in genua?   :mrgreen:  Può essere. Ma la prova del fuoco, se la evita accuratamente. Un vero coniglio(scusa rabbit!).

  9. Cara Carmen, non c’è niente da perdonare, se tutti la pensassimo uguale , il mondo sarebbe noia terribile.
    Ripeto che non sono un sostenitore di Grillo e condivido parte del tuo “fegato”.
    Io non sono bravo a capire quanta menzogna ci sia in Grillo quando denuncia malefatte e quanto sia più o meno in buona fede. Mi limito a fare valutazioni cercando di essere il più distaccato possibile.
    Quando dici che non affronta contenziosi o dibattiti, intendi in TV?
    Grillo utilizza il web, l’unico a dargli spazio in TV è Santoro e sappiamo perchè.
    Ci ricordiamo quando il porco fece l’editto bulgaro? Tutto il popolo democratico si levò in difesa della democrazia per difendere i 3 giornalisti.
    Grillo è un comico, giusto? A parte i primi anni di Dario Fo, i comici di sinistra come Benigni, Vauro, i fratelli Guzzanti o la Litizzetto, bene o male hanno sempre fatto la loro satira pungente.
    Credo che anche Grillo se oggi facesse uno spettacolo farebbe schizzare gli ascolti..
    Eppure da quando è stato buttato fuori dalla RAI da Bettino, è stato bandito dalla televisione, non sembra strano?
    Il fatto che non si candidi è più che coerente dato che continua a dire che i politici si devono svecchiare.
    Credo che sia ancora molto bravo a far ridere la gente, ma se è una nullità (come  Boldi o De Sica), perchè negli ultimi 20 anni non ha lavorato?

  10. Primo, perché non faceva più ridere. Quando sei costretto a continue volgarità o a parlare di politici ladri, vuol dire che la vena si è seccata. Sono genovese e la comicità di Grillo mi era congeniale, ma già nei primi anni ottanta mostrava la corda. La sparata su Craxi, la ricordo, e allora? Per sillogismo, dovrebbe sparare su B, ma non lo ha mai fatto. Denuncia delle storture, d’accordo. Lo facciamo anche tu e io, ma non è che siamo eroi.
    Non ce l’ho affatto con Grillo e sono andata  avederlo (come ho anche scritto) due anni fa; persona alla mano, non entrò da divo, per carità, ma dice delle baggianate disarmanti.
    Una: l’automobile è merda, dovrebbero distruggerle, posteggiare un auto è come abbandonare un divano in strada.
    Ma su! Lui che vive in una reggia e non si muove certo a piedi. Questo è proprio sfottere la povera gente ( al momento io non ho la macchina, si può vivere senza, ma è anche utile e bisogna costruire parcheggi a prezzo politico, come fanno all’estero, non criminalizzare chi ha una Panda e non ha i soldi per comprare un box, che a Genova, Grillo lo sa bene, costa non meno di 60.000 euro, a un chilometro da casa…).

  11. Io trovo che i Grillo d’Italia ci conviene tanto tenerceli stretti, perchè quando non ci saranno più, quando non ci sarà più qualcuno che dirà le verità scomode, insieme anche a delle baggianate, vuol dire che saremo nella dittatura e non ce ne saremo nemmeno accorti.
    Grillo è come la cartina tornasole della democrazia, forse sembrerà eccessivo, ma il punto non è lui in particolare ma quelli come lui.
    E’ straniante sentire tante critiche su Grillo, quando in realtà lui non fa altro che mettere in atto i diritti di un cittadino. Si critica Grillo perchè sostanzialmente fa politica, e questo lo trovo strano perchè fre politica è connaturato al cittadino, un cittadino che non fa politica, cioè non si interessa della cosa pubblica (ma solo del suo privato) non è degno di stare in una società democratica. Il problema è definire cosa vuol dire “fare politica”, laddove in Italia il pensiero comune vuole che fare politica voglia dire fare proposte concrete, dare idee ecc.. in pratica fare politica vuol dire, in Italia, essere un politico di professione.
    Questo è un errore colossale che sostanzialmente ci è stato inculcato dalla classe politica negli ultimi 20 anni!
    Fare politica vuole semplicemente dire che ci si interessa della cosa pubblica, e si può fare politica in mille modi diversi. Fare politica è anche semplicemente occuparsi di fare le differenziata in casa propria, perchè così aiuti la società intera, ma la massima espressione del “fare politica” è la critica alla politica vera, quello appunto che ogni cittadino dovrebbe fare e che Grillo fa.
    Mi spiace per chi non la pensa come me, ma questo è un modo di intendere la politica proprio di democrazie che vivono meglio di noi, il cittadino deve esercitare il controllo sui suoi rappresentanti, i politici eletti, e criticarli, ogni giorno, dovunque, comunque.
    E’ il solo modo perchè una democrazia funzioni, la delega ad libitum, come i politici italiani ci ricordano ogni giorno (“se vuoi fare politica scendi in politica, candidati!”) è un assurdo senza senso che porta direttamente alla dittatura. I politici ce lo dicono ogni giorno, Berlusconi disse che i veri studenti sono quelli che stanno a casa a studiare, non certo quelli che manifestano in piazza. Ebbene questo è l’assurdo, che manifestare piazza sia da evitare è cosa che favorisce solo un certo modo di intendere il potere, affaristico e personale, il “ghe pensi mi”, come dire eleggetemi e poi ci penso io, faccio tutto io, voi dovete solo pensare ad altro, e disinteresarvi della politica.
    La politica italiana è da 20 anni che ci convince che fare politica è sporco (con tanti politici delinquenti non è difficile pensarlo, tra l’altro), da evitare, una brutta cosa, per cui le persone farebbero meglio a starci lontano. Ed è quello che accade in effetti in Italia da anni, con sempre meno gente che va a votare, con sempre più gente che si disinteressa di politica.
    E così il potere è diventato “cosa loro”, a noi cittadini non tocca più, lo subiamo e basta, ne siamo fuori, dipendiamo solamente dai politici, e non viceversa.
    Una volta i politici erano i nostro rappresentanti (dipendenti dice Grillo), oggi non è più cosi, si eleggono da soli, si scelgono, si aiutano, si mantengono al potere, si perpetuano indipendentemente dalla nostra volontà di cittadini.
    Questa è dittatura, precisamente è oligarchia, ma non certo democrazia, ed è potuto accadere perchè noi cittadini abbiamo abdicato al nostro ruolo di controllori del potere, perchè la stampa non funge più da cane da guardia del potere, e perchè ogni volta che qualcuno cerca di svelare gli inganni del potere, come Grillo ieri e Wikileaks oggi, noi li guardiamo con sospetto. Se lo fanno è perchè ci guadagnano, perchè conviene loro, perchè…..
    E’ la solita solfa del potere, guardati dal vicino che è il primo che ti frega, sospetta di tutti, nessuno ti è amico, tu, cittadino, sei solo contro tutti. Questa ossessione di orwelliana memoria è la migliore panacea del potere oligarchico italiano, perchè finchè ci guardiamo dai nostri vicini, non guarderemo mai abbastanza a chi ci sta in alto, finchè abbiamo paura del nostro vicino non ci uniremo mai sufficientemente forte tra noi cittadini per abbattere un potere malvagio.
    E’ tutto qui l’inganno del potere nella sua semplicistica descrizione, purtroppo ancora oggi così terribile ed efficace, che il cittadino che fa politica, quello che non facciamo noi, o non lo facciamo abbastanza, ci rende sospettosi, invece di capire che è quella l’unica strada per vincere sul potere malvagio, per abbatterlo e rimettere in piedi la democrazia.
    Grillo, lui come tanti, non fa altro che quello che si fa dappertutto, nei bar, nelle case, solo che Grillo, ma non solo lui, ha il privilegio che lo sentono in molto (anche se non va più in Tv da anni), ed è per quello che Grillo è mal visto dal potere, perchè essendo seguito le sue parole sono pericolose, per il potere, perchè può svelare gli inganni del potere.
    Ovviamente non si deve caricare i tanti Grillo di troppe aspettative, trovo strano volgere a Grillo e simili le stesse critiche che si rivolgono ai politici. Se io critico il governo non mi aspetto che qualcuno mi chieda proposte alternative alle leggi del governo, come non lo chiedo a Grillo, perchè sono i politici che sono pagati, e profumatamente, per fare proposte, per fare leggi, ed hanno gli strumenti per studiare queste cose. Io no, Grillo no, gli studenti nemmeno, anche agli studenti si è rivolta la stessa critica assurda: perchè, loro cosa propongono?
    Datemi lo stesso stipendio di un politico e io proporrò, questa è la risposta giusta, fino ad allora le proposte spettano ai politici, ai cittadini spetta il compito di evidenziare i problemi e chiedere soluzioni (chiedere, non proporre), se il politico non porta soluzioni vada a casa. Ma purtroppo, basti pensare ai rifiuti di Napoli, alla ricostruzione de L’Aquila, sono anni che i politici non portano mai nessuno soluzione, spesso sono loro che portano i problemi, ma non li mandiamo mai a casa perchè noi cittadini siamo divisi. Come la sinistra.
    Divide et impera, il motto di ogni potere antidemocratico, che è perfettamente incarnato in Italia. Forse Grillo dirà qualche volta delle stupidaggini, tempo fa diceva che i computer erano una brutta cosa, oggi li considera uno strumento importante, anche lui sbaglia, come tutti noi, ma il suo compito, come cittadino, è di porre i problemi, e devo dire che tanti problemi, se non ci fosse stato lui, non li conosceremmo nemmeno. Se non ci fossero cittadini come Grillo, se non ci fosse Assange, se non ci fossero tanti giornalisti che fanno il loro mestiere, ci potrebbero dire, i politici, che tutto va bene. E ci crederemmo anche!

  12. Critico Grillo perché non mi piace. Tutto qui. Ho analizzato il suo passato (vedi anche mio vecchio articolo), potrei pure, come genovese, riferire qualche sgradevolezza che però evito, (come dicevo, scheletrucci nell’armadio, tutti ne hanno), e non mi è neppure chiaro come si finanzia.
    Quello che lui dice ,da tanti fu detto, che anche ne morirono. E’ il suo tono che fa scena. Ma in ogni caso, capiti quel che deve: non sarà certo lui a liberarci di B. Se lo fa, il mio bagno nella fontana di piazza de Ferrari, è una promessa. Con il cartello “Viva Grillo!”.

  13. Ciao Carmen, voglio precisare che io non criticavo te, quanto piuttosto mi riferivo ad un atteggiamento generale. E preciso anche che io di Grillo non so nulla, tranne quello che sento sui giornali o in Tv (che generalmente è negativo, ma non credo più nè ai giornali nè alla Tv da tempo). Rispetto l’opinione altrui, ed ognuno ha il diritto di criticare gli altri, se vuole. Io ribadisco che il mio giudizio su Grillo come cittadino è positivo in quanto pone molte critiche al potere vigente, quello che fa nella vita privata non mi interessa più di tanto per il semplice motivo che Grillo non può togliermi nemmeno un soldo dalla tasca. Se lui guadagna è perchè la gente va a vedere i suoi spettacoli o compra i suoi libri, ed è una scelta libera loro, quindi da rispettare assolutamente.
    E’ ovvio poi che quello che dice che sono cose che dicono anche altri (io dico Grillo e simili), è ovvio che fa scena (se non la facesse non lo sentirebbe nessuno in una Italia dove conta più la forma che la sostanza), ma è ovvio che se non ci fosse lui, secondo me, avremmo perso un cane da guardia del potere, e sappiamo come in questo momento ne abbiamo bisogno di cani da guardia. Con questo non voglio dire che è indispensabile, perchè ci sono altri (giornalisti per lo più) che fanno quello che fa lui anche meglio di lui, ma è un dato di fatto che lui viene sentito da più persone rispetto ad un giornalista che scrive un libro.
    Anche io non credo che sarà Grillo a liberarci di questi politici arroganti, semmai qualcuno lo farà saranno gli studenti. Ma semmai dovesse farlo lui, certo non scenderò in piazza a gridare “viva Grillo”, non mi sono mai piaciute le personalizzazioni del potere. Ho sempre guardato con ammirazione i paesi del nord europa dove il premier cammina in mezzo alla folla, va al lavoro con l’autobus, come fosse un cittadino qualsiasi. In Italia abbiamo l’abitudine di essere massa e seguire chi dice di conoscere la via, credendogli sulla parola.
    Io mi limito a vedere Grillo come un cittadino qualunque che fa giustamente politica, come la faccio io, come la facciamo in questo blog. Quello che fa Grillo è esattamente la stessa identica cosa che facciamo qui dentro a questo blog, solo noi più in piccolo. Se un giorno smetterà lui, vuol dire che noi avremo già smesso da molto tempo.

  14. Bsaett:

    Una volta i politici erano i nostro rappresentanti (dipendenti dice Grillo), oggi non è più cosi, si eleggono da soli, si scelgono, si aiutano, si mantengono al potere, si perpetuano indipendentemente dalla nostra volontà di cittadini.
    Questa è dittatura, precisamente è oligarchia, ma non certo democrazia, ed è potuto accadere perchè noi cittadini abbiamo abdicato al nostro ruolo di controllori del potere, perchè la stampa non funge più da cane da guardia del potere, e perchè ogni volta che qualcuno cerca di svelare gli inganni del potere, come Grillo ieri e Wikileaks oggi, noi li guardiamo con sospetto. Se lo fanno è perchè ci guadagnano, perchè conviene loro, perchè…..

    Se io critico il governo non mi aspetto che qualcuno mi chieda proposte alternative alle leggi del governo, come non lo chiedo a Grillo, perchè sono i politici che sono pagati, e profumatamente, per fare proposte, per fare leggi, ed hanno gli strumenti per studiare queste cose.

    Bellissimo.

    Ottima nota Bruno.  😉

    Ovviamente non si deve caricare i tanti Grillo di troppe aspettative, finchè non divengono politici essi stessi. Nel caso, come dove i grillini sono entrati nei Consigli Regionali, più o meno pagati per trovare soluzioni, o le trovano le controproposte realizzabili o c’è un problema, che ad esempio è facile urlare no alla spazzatura e no agli inceneritori, ma lo è un pò meno individuare e proporre una soluzione vera ai rifiuti … subito.

  15. Mi piace Bsaett il tuo punto di vista su Grillo.. non mi ci ero mai soffermata!

  16. Il politico si vede dalle soluzioni che propone, non dalle denunce. Per quelle, ci sono la polizia per lo Stato, e i giornalisti per l’opinione pubblica. Mi pare. Grillo ha fatto liste, quindi ha il dovere di proporre. E finora…a parte l’idea della prostituzione on line , una roba pasticciata e maschilista che enunciava a Genova due anni fa, poco ho ascoltato. A parte  l’altra citata perla:che la mia machinina posteggiata sempre correttamente era cacca, mentre la sua nel parco di casa, guai a chi la tocca. Boh.

  17. Di Grillo non si finisce di stupirsi.  :mrgreen:

    Qualcuno lo accusa di essere ricco e di possedere terreni, ville e beni vari.

    Beh? e allora?

    Non si può essere sfacciatamente ricchi e pure contro questo regime?

    Evidentemente no.

    Difatti è proprio Grillo che, nel caso della patrimoniale proposta recentemente da Amato, spara a zero difendendo la tesi protettiva dei patrimoni di Berlusconi.

    Ma leggiamo il Grillo:

    Mentre gli italiani sono ipnotizzati dai giornalisti del bunga bunga e dalle intercettazioni a base di culi flaccidi, il fallimento economico del Paese è alle porte…
    Si sente nell’aria un suono che prende la forma dell’uccello padulo, quello del fischio della patrimoniale secca. Hanno mandato avanti Giuliano Amato. Un tizio che entrò direttamente nei nostri conti correnti con un prelievo del 6 per mille. … Amato propone un prelievo di 30.000 euro a un terzo dei contribuenti, i più ricchi, per salvare il Paese. Una misura che colpisce chi paga le tasse, ma non i grandi patrimoni. Chi ha pagato, pagherà di più. Forse dovrà fare un mutuo o ipotecare l’appartamento. Si dice: “Ma è per la salvezza della Nazione! Chi più ha, più deve dare“. In principio questo ragionamento non fa una grinza, ma gettare nella fornace di un debito pubblico che cresce di 100 miliardi all’anno il prelievo della patrimoniale …  servirà solo a punire coloro che le tasse le hanno pagate fino all’ultimo centesimo.

    Mah.   :roll:

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