Gioco d’azzardo “danno sociale”

Azzardopoli, il Paese del gioco d’azzardo. Un danno sociale, ma anche umano“.
Don Ciotti denuncia con un dossier i danni causati da scommesse e slot machine: “Circa ottocento mila giocatori sono dipendenti e due milioni  sono a rischio: una vera malattia. E la malavita fa affari d’oro“.

Gli italiani hanno giocato nell’ultimo anno 76,1 miliardi di euro, (16 volte il business annuo di Las Vegas ) l’incremento della spesa media procapite annua per le scommesse legali è arrivata in Italia a 906 euro. Il triplo degli Stati Uniti, e considerando esclusivamente il fatturato legale. L’Italia con questa cifra occupa il primo posto in Europa e il terzo nel mondo per il gioco d’azzardo. Una cifra due volte superiore a quanto le famiglie spendono per la salute e, addirittura, otto volte di più di quanto viene riversato sull’istruzione.

Poi esiste la parte più buia, il “terreno borderline” in cui le mafie hanno la possibilità di infiltrarsi per fare affari, che sono stimati in  10 miliardi di euro l’anno.

Le aziende “legali” che controllano il mercato dell’azzardo, delle lotterie e delle scommesse sportive in Italia sono dieci e rappresentano metà di quel fatturato. Dietro a loro ci sono un migliaio di piccoli concessionari-gestori che si spartiscono l’altra metà.

Alcune di queste aziende sono trasparenti, come Lottomatica e Snai, ma per altre con sedi all’estero è arduo stabilire proprietari e intrecci societari.  Dubbi e sospetti sono stati sollevati nelle ultime settimane dalla Corte dei conti, dalla Direzione nazionale antimafia, dalla commissione parlamentare Antimafia e persino da una quarantina di parlamentari di tutti gli schieramenti politici che hanno presentato interrogazioni molto circostanziate, chiedendosi chi nell’Aams – l’amministrazione autonoma dei Monopoli – abbia permesso che lo Stato italiano diventasse partner di gruppi poco trasparenti e abbia agito, come scrive il procuratore Pietro Grasso, “con grande superficialità, e senza un approfondito esame dei soggetti che avevano presentato domanda“.

Tale superficialità dei Monopoli  ha provocare l’elevazione si sanzioni da parte della Corte dei conti.  L’indagine dei giudici contabili del Lazio, nel 2007 ha contestato a tutte le dieci concessionarie un danno erariale di 98 miliardi di euro provocato dal mancato collegamento delle slot machine alla rete telematica di proprietà dello Stato e gestita dalla Sogei. Il mancato collegamento ha impedito secondo i giudici la registrazione delle giocate e di conseguenza c’è stato il mancato pagamento dei tributi. Si tratta di un danno erariale, ancora oggetto di ricorsi, di 4 volte superiore alla recente manovra varata dal governo.

Inutile ricordare che fino al 2004 il gioco d’azzardo in Italia era un reato e tollerato solo in strettissime forme. Poi nel 2004 ci ha pensato l’unto del Signore a decidere la regolamentazione del settore permettendo a 10 concessionari di collegare le slot al terminale Sogei, ovviamente a gratis.

In questo scenario già drammatico, con il puttaniere che  incassa 20 milioni annui pubblicizzando maghi e gioco d’azzardo nelle sue TV,  l’inquisito ed il suo governo stavano per riconfermare il rilascio gratuito delle licenze sul gioco d’azzardo, in scadenza ad aprile 2012, stavolta assegnandosene ovviamente almeno una via Mondadori. Puttaniere e biscaziere insomma.

L’operazione è al momento stoppata da Monti.

Tra i gestori leader che a ottobre avevano già inviato la partecipazione alla gara, oltre a Lottomatica ad esempio c’è anche Bplus che al momento detiene il 25% delle macchinette. La società ha sede a Londra e fa capo a Francesco Corallo, figlio di Gaetano, in rapporti col boss di Catania Nitto Santapaola. Gaetano Corallo è noto alle cronache per essere stato tra l’altro condannato negli Anni 80 a sette anni e sei mesi per associazione a delinquere per la scalata ai casinò di Sanremo e Campione.

 

  1. Senatore Luigi Li Gotti, (IDV Commissione Antimafia)  – “Trovo scandaloso lo spot pubblicitario dei Monopoli di Stato per incentivare il gioco tra i giovani”. “Fare cassa sul gioco e’ contrario all’etica”.
    “Dietro al gioco, specie quello d’azzardo, si sta materializzando un vero disastro sociale con la rovina di decine e decine di migliaia di famiglie. Il governo non puo’ assistere passivamente alle iniziative dei Monopoli di Stato. Bisogna fermare questa infernale macchina, addirittura incentivata con pubblicita’ ammiccante rivolta ai giovanissimi. Il governo -conclude Li Gotti- fermi questa vergogna”.

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  3. Io lo dichiaro senza problemi, ogni tanto faccio delle scommesse. Mi piace il calcio, mi piace fare pronostici e giocarmi due soldi (ma davvero due) con gli amici. Ci sono siti legali e i cui soldi non vanno alla mafia e la trovo una soluzione forse non ottimale ma migliore della proibizione. La gente continuerà a giocare comunque. Del resto se non troviamo scandaloso che lo Stato faccia soldi sulle sigarette, perchè mai sul gioco d´azzardo dovrebbe essere diverso? Questo dibattito mi pare attraversato, lo dico rispettosamente, da una punta di ipocrisia tutta cattolica, e non per niente è un cavallo di battaglia della Chiesa. Che poi ci siano legami della mafia con le società legali, questo è chiaro. In Italia sono dappertutto. Giocare alla lotteria forse è più edificante? Scusate la tirata, ma è un argomento di cui mi trovo a discutere spesso e spesso in minoranza, ma non per questo mi sento di avere una cattiva coscienza :)

  4. Secondo me non c’è proprio nulla da criticare in chi in un modo o nell’altro ogni tanto gioca. Lotterie o altro che sia.

    Da sempre si gioca alla Sisal o all’Enalotto; recentemente al Bingo ecc. ma tutto sommato in modo soft e sempre controllabile dagli appassionati.  In questi ultimi anni, col berlusconismo, tramite le TV e internet, la situazione è degenerata, portando il poker e l’azzardo pesante in tutte le famiglie.

    Personalmente non credo che chi ha esposto qui opinioni lo abbia fatto con una punta di ipocrisia tutta cattolica, nè penso che questo possa essere esclusivamente un cavallo di battaglia della Chiesa.

    Come dici tu, ciò su cui puntiamo il dito sono i legami della mafia con le società legali. L’ennesimo interesse privato ad personam del puttaniere, grazie a Mondadori ora pure biscaziere, a gratis naturalmente. 

    E l’induzione al gioco d’azzardo, ora organizzata dallo Stato e pubblicizzata con i media, che provoca una vera e propia dipendenza patologica, causa di rovine familiari, che al momento ha colpito oltre 400.000 italiani   “vittime del “craving”, il desiderio morboso che spinge a giocare sempre di più e che può rovinare famiglie intere, mentre sono circa un milione gli italiani che hanno problemi con il gioco. “

     

     

     

     

  5. Che non tutto fosse a posto è finalmente parso anche alla Corte dei Conti:

    Condanna da 2,5 miliardi complessivi a carico dei dieci concessionari (Lottomatica, Snai, Sisal, Cirsa, Codere, Cogetech, Gmatica, Gamenet, Bplus, Hbg) perchè le macchinette non erano collegate all’erario.
     La Corte dei Conti multa anche l’ex dg dei Monopoli, Tino, e il direttore dei Giochi, Tagliaferri.