Due euro per la libertà

Ricordate il film con John Waine “un dollaro d’onore?”
Ora è il momento di “due euro per la libertà”, una storia vera.

Il compagno Bersani e il compagno D’alema promisero ai compagni di base che il PD si sarebbe alleato col compagno Vendola e mai con Monti per poter finalmente smacchiare il giaguaro.
Ma poi, dopo aver incassato i voti dalla base alle elezioni politiche, essersi alleati con Monti e col giaguaro, aver rifiutato alla presidenza della Repubblica Rodotà e candidato all’unanimità (e a sua insaputa) Prodi per poi impallinarlo 24 ore dopo, i compagni di base si arrabbiarono e iniziarono a protestare.

A quel punto, tutti gli scienziati del mondo saltarono dal letto, presero l’aereo e corsero in Italia per studiare un fenomeno umano mai successo nella storia di tutte le civiltà: L’INDIGNAZIONE DELLA BASE DEL PD.
Un fenomeno che non si verificava da millenni.

Ma Bersani e D’alema sapevano il fatto loro. Sapevano quale era il miglior modo per non perdere i compagni di base: chiesero due euro e li fecero votare democraticamente ancora una volta.

La parola magica “primarie” cancella tutto. Fa dimenticare rabbia e dispiaceri, per il compagno di base significa libertà.
Perchè i partigiani avevano combattuto per dare la libertà ai propri figli, per dare loro la possibilità di votare in una libera democrazia. Una cosa che durante il fascismo non si era mai potuta fare e che per questo si era combattuto e ci si era fatti imprigionare, torturare ed ammazzare.

E la base andò ancora una volta a votare coi 2 euro in tasca perchè erano liberi.
Liberi di votare il proprio candidato e consapevoli della regola che se nessuno dei tre avesse raggiunto il 51%, D’alema e Bersani avrebbero scelto loro insieme agli impallinatori di Prodi, il nuovo segretario.
(Proprio per questo motivo, corre voce che i due compari per aumentare la dose di democrazia e libertà, vogliano portare da tre a quattrocentosessantasette il numero dei candidati alle prossime future primarie.)

E i compagni di base pur essendo indignati, andarono ancora una volta. Ci andò anche Prodi pur essendo indignato e ci andai anche io ancora una volta pur essendo indignato. Io, figlio di partigiano che aveva combattuto per dare a me la possibilità di votare e dare i due euro. (della serie facciamoci del male).

E gli scienziati di tutto il mondo tornarono a casa con le pive nel sacco.

E vinse il nuovo.
Finalmente il PD ebbe un nuovo segretario che guidò il partito al rinnovamento. Il partito del FARE. Un partito che seppe sconfiggere la destra di Berlusconi e l’arroganza eversiva di Grillo.
Un partito che salvò l’Italia e che risolse i problemi della nazione: il debito pubblico, la disoccupazione, la mafia, la corruzione, il degrado ambientale, le inondazioni, i terremoti, la siccità, le cavallette.

E quindi il PD decise di fare le primarie per cambiare anche i propri vertici, per decidere le alleanze, per eleggere i segretari locali e anche i sindaci portando così la possibilità di fare primarie ad almeno 17 volte l’anno.
E poichè queste cariche venivano stranamente meno nell’arco di pochi mesi, si riuscì a portare la libertà di voto e di dare i due euro a tutte le domeniche.

Oggi voglio dire grazie al compagno di base. Quello che ha saputo rinnovare il partito. A tutti coloro che lavorano alle feste del PD che anche se indignati continuano a votare alle primarie perchè sono liberi.
Dico grazie anche ai compagni che lavorano alle feste del PD che poichè indignati non vanno a votare perchè sono comunque liberi e per questo continuano a lavorare alle feste del PD e danno ugualmente i due euro per essere liberi.

Un partito che ha radici profondissime. Proveniente dai movimenti nati dalla resistenza. Quei movimenti che fondarono la nostra Repubblica e la nostra Costituzione.
Un partito che ha le proprie antiche radici in uomini come Garibaldi, Mazzini, Gramsci, Einaudi, Turati, Togliatti.

Un partito che ha radici più recenti in ancor più grandi uomini come Berlinguer, Moro, Zaccagnini, De Mita, Andreotti, Fanfani, Gava, Pomicino, Cossiga, Craxi, De Lorenzo, Poggiolini e il gabibbo.

P.S.
Quando si votò le primarie per la presidenza del consiglio, i compagni di base mi dicevano “vota Bersani, altrimenti Renzi vince! E’ un democristiano berlusconiano!”
Oggi hanno votato quasi tutti per Renzi.

Mi ricorda la “voce” nel film sull’astronave di Wall-E che diceva “provate il blu, è il nuovo rosso!”