Dartagnan, l’ultimo Partigiano

CottiAlberto-tesserino  Ieri siamo stati in tanti a lasciare un commovente saluto al partigiano Alberto Cotti, nome di battaglia "Dartagnan".

E' stato un addio commosso all'ultimo partigiano persicetano spentosi mercoledì all'età di 94 anni. A salutarlo per l'ultima volta c'erano i compagni che con lui hanno condiviso cento battaglie per i diritti civili e la giustizia sociale nella nostra terra, gli amici di vecchia data e le autorità, ma anche giovani che di Dartagnan hanno conosciuto le sue azioni ed il suo impegno e che lo amavano come persona.

Tutti assieme di fronte alla “sua” Casa del popolo di cui fu fondatore e amministratore, davanti alla sede del PCI – a cui si iscrisse nel '43 quando si era fucilati a farlo – ora circolo Pd, per ringraziarlo per quanto ha fatto per Persiceto e per raccogliere il testimone della sua lotta e proseguire le sue battaglie per la libertà e la dignità delle persone.

Salutiamo D'Artagnan, – ha detto il Sindaco Renato Mazzuca – un persicetano che ci ha restituito la libertà dopo gli anni bui del nazifascismo. Nella sua autobiografia scriveva: tutto ciò che oggi è goduto come un diritto naturale, senza un atto d'origine, si sappia che invece ha avuto un inizio e un prezzo, chi c'era sa quanto alto”.

Come ha ricordato il primo cittadino, bastava unicamente la sua presenza per ricordare gli ideali da difendere, “siamo in un momento difficile – ha continuato Mazzuca – oggi la Resistenza è diversa nel metodo ma non nel merito. Dobbiamo esserci tutti. Ancora una volta con la sua presenza ci dice che dobbiamo continuare a combattere e a stare uniti. Se ci dividiamo non ce la facciamo”.

Non è riuscita a trattenere le lacrime Maria Resca, curatrice delle prime biografie di Alberto Cotti che ricordando il loro incontro  ha letto alcuni toccanti passaggi del suo libro "Il Partigiano Dartagnan". Numerosi i componenti del Circolo Accatà, con la bandiera della vecchia Sezione del Pci fondata da Dartagnan nel '46 assieme ai compagni della Sap partigiana che in quel luogo si trovavano per organizzarsi e dove dopo la liberazione misero la "baràca" un prefabbricato che recuperarono da un magazzino di materiale bellico tedesco. Questi giovani hanno ricordato la sua ironia e i viaggi indimenticabili con lui sugli Appennini, nei luoghi delle battaglie contro il nazifascismo, e la sua grande capacità di coinvolgere i più giovani nel rivivere quei fatti distanti. “D'Artagnan sapeva rendere quella scelta partigiana, comunque rischiosa coraggiosa e non scontata, molto umana e molto più vicina e quindi più facile da immaginare e da comprendere. L'Accatà era legata a lui da un filo rosso. Era quello il luogo dove lui era nato e in via Permuta dove aveva organizzato la sua prima riunione clandestina come partigiano. Per noi è stato un privilegio trovarlo lì”.

Dopo gli ultimi saluti e le condoglianze, il corteo si è poi spostato sulle note di “Bella ciao” verso il cimitero, seguito dalle bandiere per cui “Dartagnan” ha combattuto. Al passaggio del feretro nessuno dice nulla, lo osserva con fierezza e lo saluta col pugno chiuso.

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