Caporetto

Dopo la disfatta, il pdl e la lega non si interrogano su quali siano state le ragioni, sanno benissimo che tutto quello che è stato fatto serviva solo a salvare il monarca. Cercano (come al solito) di far finta di niente. Si rifugiano dietro al fatto che anche in passato hanno perso in votazioni amministrative per poi rialzarsi di nuovo. Cercano di far passare l’evento come facente parte degli alti e bassi della politica e non come un momento chiave, un momento che determina l’inizio definitivo della fine di un periodo importante e sciagurato.

Sappiamo che l’utilizzatore decomposto ha impostato una campagna elettorale schizofrenica basata sull’infangamento dei candidati opposti e sulla demonizzazione della magistratura. Si è impadronito degli spazi della Moratti fregandosene altamente del fatto che facendo così l’avrebbe danneggiata…perchè credo che lo sapesse benissimo.

Il decomposto ha detto che non se ne va, che continua a governare e per l’ennesima volta (scusate se mi ripeto) mi viene in mente la scena di Hitler nel suo bunker circondato dalle truppe bolsceviche che continua a spostare sulla carta delle armate inesistenti.
La merdaccia continua a fare battute e parlare ridendo del suo funerale…forse non ha capito che nella bara ci dovrà andare dentro lui.

Ora si arrovella per boicottare i referendum sperando di non far raggiungere il quorum annullandolo. Come se la gente non avesse capito che è un infantile stratagemma. Convinto che fra due anni la gente si farà abbindollare dicendogli che la radioattività è un nuovo tipo di cura come la radarterapia o un nuovo metodo di comunicazione in FM.

Sono navigati per anni approfittando di una sinistra inesistente, utilizzando i soliti loro metodi:la menzogna il convincimento, l’arroganza, il fango.
E continuano su questa strada e più si rotolano e più affondano, perchè non capiscono che trattare la gente da idioti non funziona più.

Tutti ripetono in coro che il vero motivo della Caporetto è aver sbagliato la campagna elettorale che significa per l’ennesima volta che gli Italiani sono stupidi, che se lo spot fosse stato diverso loro avrebbero comprato il prodotto. Perchè è così che ragionano.
Perchè ai Milanesi non frega se la Moratti ha governato da schifo e se la criminalità organizzata è penetrata negli affari della loro città, ai Napoletani non frega degli inceneritori, della monnezza, della camorra.
Gli Italiani stanno tutti ad aspettare che qualcuno li convinca a votare per loro e chi ha lavorato meglio vince.

La verità è che la gente se ne è fregata della campagna elettorale e se a sinistra c’è il vuoto.
Hanno scelto degli uomini non dei simboli.

La merdaccia e i suoi servi conoscono solo questo metodo e non capiscono come mai non funziona più. Continuano a battere su quel tasto, cercano di sopravvivere più a lungo possibile e non riescono ad immaginare una fine.

Anche noi non riusciamo ad immaginare quando e come, ma siamo sicuri di una cosa: più sarà lontana più sarà terribile.

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Commenti
Sono stati scritti 3 commenti sin’ora »
avatarZeitgeist – 1 giugno 2011
Ottimo Fausto, analisi precisa e puntuale.
La fine della merdaccia e dei suoi servi? Io spero che sia vicina e tremenda per tutti e che saremo pronti a sostituirli nel migliore dei modi. 😈

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avatarAndrez – 1 giugno 2011
Molto interessante l’analisi di Termometro politico:

Con un ruolo particolare del web, forse per la prima volta, in Italia: Tutto questo da solo non sarebbe (ancora) bastato per arrivare a questo risultato. Qualcos’altro doveva succedere: mai come questa volta Internet e i social network hanno giocato un ruolo nell’evoluzione della campagna elettorale, amplificando e diffondendo gli errori di impostazione della comunicazione politica del centrodestra, che aveva puntato su una nazionalizzazione dell’elezione amministrativa e sulla demonizzazione dell’avversario.

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avatarcarmengueye – 1 giugno 2011
Fine tremenda anche per Formigoni ( “B non ha mai offeso nessuno” ieri sera a Ballarò, che bugiardo di m…. e accuse contro Why Not, fetente che non ha mai lavorato in vita sua) e a Sechi (sempre a Ballarò, “non abbiate voglia di stravincere, bisogna rispettare l’avversario”), come se quel boioso del suo capo li rispettasse.