Canna del gas

Ciao a tutti, volevo raccontarvi una perplessità incontrata oggi, mentre ritiravo il camion dall’autofficina a Borgo Panigale.
Non farò il nome della officina, che non importa a nessuno, ma mi sembra doveroso fare conoscere l’organico di questa.
3 componenti in tutto, due signori (maestri) sulla cinquantina, ed un apprendista sedicenne, la classica officina di una volta, dove si lotta per portare a casa una cena per la famiglia, compresa la retta all’università per i figli.

Ma attenti bene, non una officina trasandata, in bilico di bilanci o fallimenti rimandati, una officina con i controcoglioni, pulita, ordinata e con una tecnica all’avanguardia; si perchè come mi spiegava uno dei soci, ogni tre settimane a turno, escono per lunghe giornate di corsi di aggiornamento.

Quindi colui che legge potrebbe dire: cacchio cosa manca? Officina pulita, tecnica efficace, bilanci attivi…
Manca il sorriso, manca il sorriso e la battuta che il meccanico aveva sempre pronta, manca quello che si chiamava accoglienza, tutto programmato dalle 8 della mattina fino alle 19 della sera, se sbagli l’orario riduci i bilanci.

Oggi negli occhi di quei ragazzi che stupiti mi chiedevano se fosse possibile che la Rai, chiedesse loro 200,00 euro per avere dei computer in officina, non ho visto la rabbia di incazzarsi contro queste miserie, ma ho vissuto insieme a loro 10 minuti di delusione interiore che, se non fa rumore, ma prolunga un livido antistatale che non porterà niente di buono.

Chiaramente nella bolletta originale ho nascosto il nome ed il codice cliente.
Buona notte a tutti

  1. Mi farebbe piacere sapere se anche qui a Sangio altre aziende hanno avuto richieste del genere dalla Rai 

  2. Lettera
    11 marzo 2011 0:00
    Seguendo le vostre indicazioni ho inviato un interpello all’Agenzia delle Entrate in merito al Canone Rai richiestomi per il Computer dello Studio: ecco l’ estratto della loro risposta in merito. Come mi dovrei comportare ora? Grazie. Cordiali saluti
    “Tanto premesso, posto che, come sopra evidenziato, la semplice detenzione di un
    apparecchio idoneo alla ricezione delle trasmissioni televisive comporta
    necessariamente il pagamento del canone in questione, per ciò che riguarda l’esatta individuazione degli apparecchi potenzialmente in grado di ricevere tali trasmissioni (“atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”), in relazione ai quali si concretizza l’obbligo di corrispondere l’imposta di cui si tratta, non può che richiamarsi il contenuto della Ris. n° 102 del 19.3.08 dell’Agenzia delle Entrate. In essa è, infatti, precisato che “in merito agli apparecchi il cui possesso determina l’obbligo di corrispondere il canone per l’abbonamento televisivo si fa presente che detta attività esula dalla competenza istituzionale della scrivente, in quanto spetta al Ministero delle Comunicazioni procedere a tale individuazione. In ragione di ciò, al
    predetto Ministero, con nota n. 67800 del 2007, è stato chiesto di fornire precisazioni riguardo la problematica in trattazione. In conclusione, la soluzione della problematica concernente l’assoggettamento al pagamento del canone RAI da parte di detentori di computer, monitor, ipod, Mp3, videocellulare, videocitofono, video camera, macchina fotografica, videoregistratore, riproduttore dvd, decoder cosi come elencati nel quesito in esame, è correlata e successiva alla individuazione degli apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni televisive.”
    Fabrizio, da Albenga (SV)

    Risposta:
    conosciamo la risposta dell’Agenzia delle entrate. Fino anche il Ministero non si pronuncerà, consigliamo di non pagare. Questo non mette al riparo da eventuali cartelle esattoriali, ma se dovesse riceverla, consigliamo di impugnarla sottolineando il silenzio del Ministero sul punto.
    Qui il settore specifico sul canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/