Brucia, biomassa, brucia…

Elezioni 2014 a San Giovanni in Persiceto:

QUI SAN GIOVANNI IN PERSICETO PER LA PRIMA VOLTA L’ALLEANZA COSTRETTA AL BALLOTTAGGIO

Centrosinistra bruciato dalle biomasse

Ora mi direte, ma Gabri, siamo nel 2012 e le elezioni a Persiceto non ci sono micca state.

Verissimo, ma mi vedo già  i titoli che appariranno nel 2014 all’indomani delle elezioni amministrative quando non solo Mazzuca ma anche i Sindaci dell’Unione Terred’acqua dovranno fare i conti con il consenso che i cittadini, non solo delle frazioni, toccati da queste biomasse, gli toglieranno.

A quel punto, l’esito delle elezioni sarà lo stesso che è stato oggi per Budrio.

I commenti sono superflui, credo che se i Sindaci dell’Unione Terred’acqua non si daranno una mossa al più presto, il finto biogas delle biomasse così malamente concepite, finirà per bruciare, oltre a mais e sorgo, anche i voti dei cittadini…

Meditate, cari Sindaci, meditate, il 2014 non è poi così lontano e le elezioni anticipate o il 2013 sono vicinissimi…

  1. Non se ne accorgono mica.

    Le biomasse gli stanno bruciando centinaia di consensi e loro continuano imperterriti, come se il voto dei cittadini a loro fosse dovuto per grazia ricevuta.

    E invece mi sa proprio che stavolta si prenderanno un bel maraviotto, come dice Fausto. 

    Che i cittadini a forza di non ascoltarli, poi si incazzano.  :mrgreen:

  2. Giusto Gabri, perchè aspettare il 2014, porgiamo ora le nostre domande, per esempio cosa hanno votato i nostri sindaci di terre d’acqua all’assemblea degli azionisti di Hera?

  3. IL PD SALVA I MAXI STIPENDI DEI MANAGER HERA

    “Un doppio salvataggio, e per giunta in meno di una settimana. Protagonista il Comune di Bologna, che è riuscito a salvare per ben due volte i maxi stipendi dei super manager di Hera, il colosso a maggioranza pubblica che gestisce rifiuti, acqua, energia elettrica e gas a Bologna e in un po’ tutta l’Emilia”.

    Semplice no? Hanno votato così e non se ne accorgono micca che oggi a differenza del passato le cose le impariamo e giudichiamo e poi votiamo.

    Povero PD, se avesse coraggio e un po di intelligenza politica, oggi sulla scia di tutto ciò che sta accadendo, dovrebbe dettare 10 punti che Monti deve fare per ristabilire l’equità tanto sbandierata e mai fatta partire.

    Non accetti anche solo uno dei 10 punti? Bene, subito al voto, facciamo l’alleanza con Vendola e Di Pietro e poi saremo noi a ristabilire l’equità perduta facendo pagare finalmente i soliti noti e lanciare la crescita, unica via per uscire dal fallimento.

    Ma no, aspettiamo, abbiamo dato la parola a Monti che andremo avanti fino al 2013 e così il puttaniere e compagni si riorganizzano e va a finire che torna il nano malefico, lo storpio e i furbetti del quartierino, gli italioti non sono micca morti…

    UN FILM GIA’ VISTO! E a me rivedere un film che finisce male mi fa schifooo!!!  😈

    PD SVEGLIATIII!!! Ti ricordi Tafazziii? 
     

  4. Non si tratta di piccole cifre. Il presidente di Hera, Tomaso Tommasi di Vignano, nel 2011 si è portato a casa 350mila euro di compenso fisso, 117mila euro alla voce “bonus e altri incentivi”, 6mila euro di “benefici non monetari” e 2mila alla voce “altri compensi”. In totale 475mila euro. Maurizio Chiarini, amministratore delegato del gruppo, ha superato di 18mila il mezzo miliardo di euro. Ma la sua annata è stata un po’ gonfiata, ad esempio dai 37mila euro di ferie maturate e non godute come dirigente Hera dal primo gennaio 2011 al 3 maggio dello stesso anno, e dai 75mila euro di stipendio sempre riferiti ai primi quattro mesi dell’anno. Nel 2011 i 18 membri del consiglio di amministrazione Hera sono costati 2 milioni e 300mila euro.

    A decidere sui compensi dei membri del cda è l’assemblea di azionisti, controllata col 61% dai vari comuni dell’Emilia-Romagna. Anche Renato Mazzuca.

    Ma qui caro Gabri oramai non deve più essere il ritorno del puttaniere a farci paura. Nulla cambierebbe, che andato via lui tutto è rimasto uguale. Come questa vicenda ci insegna, il berlusconismo è oramai profondamente radicato in tutti gli organismi, anche quelli gestiti dalle sinistre, come le municipalizzate.  

    Il loro metodo è il berlusconismo puro; ai manager (di solito imboscati semitrombati dalla politica) superstipendi (40 mila €. al mese; ben oltre 1.000 €, al giorno) e ai cittadini gli aumenti dei costi dei servizi per garantire tali superstipendi anche in caso di riduzione dei consumi.

    E’ ora di spazzare via tutto ragazzi, se solo vogliamo pensare di liberarci di questo immondezzaio di malavitosi approfittatori.