Biomassa alla Biancolina

A proposito della Biomassa già a regime sul territorio di Persiceto e precisamente in località Biancolina, ho prodotto una intervista con un abitante della borgata per raccogliere impressioni e pareri sulla situazione e le eventuali ricadute sul territorio dopo ormai quattro anni di attività.

Domando all’intervistato a che distanza è ubicato dalle case della borgata l’impianto a Biomassa  e quali problematiche sta dando agli abitanti già insediati da sempre.

 “Certo, ma prima di rispondere fammi fare una  premessa.

L’impianto a Biomassa della Biancolina partì subito male, infatti fu una imposizione perchè fummo interpellati dall’attuale Giunta Municipale dopo un anno e con l’impianto in parte già operativo, pertanto il coinvolgimento e la partecipazione fu chiaramente evitata per non aprire discussioni con i cittadini residenti che avevano tutti i diritti di sapere cosa stesse accadendo vicino a casa.

Infatti, gli argini dell’impianto sono ubicati a duecento metri dalle prime case con licenza residenziale, le quali hanno regole più restrittive rispetto alle abitazioni con licenza agricola e quindi riteniamo che i proprietari di dette case, hanno avuto almeno una svalutazione del 50% sul valore effettivo delle abitazioni.

Addirittura, alcuni abitanti della borgata hanno dovuto fare la scelta di non ristruttura le proprie case per emigrare nel Capoluogo.

Ma non solo, oltre al danno economico e al disagio sociale, anche la beffa del degrado della qualità della vita, infatti, veniamo ora ai problemi che ci siamo ritrovati dopo che l’impianto è andato a regime.

Il primo è che il traffico di camion di trinciato e pergolato e botti di liquami  è aumentato a dismisura al punto che in certi momenti (Agosto, Settembre e Ottobre) si raggiungono gli oltre duecento mezzi al giorno che attraversano la borgata con una grande concentrazione di Co2 e aumenta inoltre, il rischio della viabilità per gli abitanti.

Io aggiungo, che anche il danno arrecato alle strade è ingente, infatti se percorrete via Biancolina, sembra di viaggiare sulle montagne russe perchè l’asfalto è sottoposto allo stress dei mezzi pesanti che la percorrono; il rifacimento del manto stradale chi poi lo pagherà? “

Ma procediamo con l’ntervista perchè mi pare che i disagi per i cittadini non siano finiti qui, vero?

” Certo, un altro problema non da poco è il cattivo odore, diciamo pure “Puzza”, infatti, quando lavorano sull’impianto a cielo aperto, più o meno tutti i giorni, escono esalazioni nauseabonde che durano diverse ore della giornata e in più al mattino e alla sera quando c’è la bassa pressione, la puzza viene spinta verso il basso, ristagna, e ce la dobbiamo “Nasare” per diverse ore. ”

A questo punto, non viene da chiedervi se questo impianto a impatto ambientale negativo abbia una collocazione logica e fino in fondo ben pondrerata?

” Con un degrado del genere, andreste a costruirvi un casa o una attività commerciale alla Biancolina?

La morale è che, a mio avviso, la Regione, la Provincia e l’Amministrazione Comunale, che a suo tempo votò a favore dalla Biomassa con il consenso del PDL, se ne infischiò nettamente del coinvolgimento dei residenti e deliberò altresì, la invivibilità e la pessima qualità della vita annullando definitivamente la crescita, le prospettive e le ambizioni future della borgata.
Per finire, approfitto di questa intervista, anche a nome degli oltre cento firmatari della petizione che facemmo a suo tempo, per ringraziare gli Amministratori locali del il danno subito, e il ringraziamento ulteriormente in occasione delle prossime consultazioni elettorali amministrative.

Ringrazio inoltre Gabriele e Persiceto caffè per avermi dato l’occasione di poter esternare le problematiche che stiamo vivendo. “

Io ringrazio te per aver dato l’opportunità a questo Blog di sviscerare i problemi che taluni Persicetani vivono per le scelte sbagliate dell’Amministrazione Comunale la quale a mio avviso, deve cercare di recuperare il dialogo perso e arrivare a fare scelte più popolari e correttive per ciò che è accaduto alla Biancolina e avere più attenzione al coinvolgimento e alla partecipazione dei cittadini delle Budrie e dell’Amola, prossimi assegnatari di Biomasse.

Vedi, caro Sindaco, gli obiettivi stabiliti dal protocollo di Kyoto sono sicuramente importanti e perseguibili, ma non devono assolutamente passare sopra alla testa dei cittadini Persicetani.  😉

  1. Molto bene, il blog comincia con questa bella intervista a dare spazio ad una delle sue funzioni principali.  :mrgreen:

    ” Vedi, caro Sindaco, gli obiettivi stabiliti dal protocollo di Kyoto sono sicuramente importanti e perseguibili, ma non devono assolutamente passare sopra alla testa dei cittadini Persicetani.  ;-)  “

    Credo che Gabri in questa sua sintesi finale abbia messo a fuoco ottimamente la questione (che trattiamo anche qui); l’obiettivo è raggiungere (e se possibile superare) i livelli di emissione previsti dal protocollo di Kyoto:

      ” – Il trattato prevede l’obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di diazoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 — considerato come anno base — nel periodo 2008-2012 “

    L’obiettivo è dunque risparmiare energia e produrne senza inquinare.

    Ma siamo sicuri che, nel caso delle esistenti biomasse come alla Biancolina, stiamo risparmiando energia e contenendo l’emissione di agenti inquinanti?

    – Siccome la gestione di dette biomasse è di fatto in mano ad aziende e non ad agricoltori, i materiali di origine animale e anche vegetale necessari non sono prodotti direttamente ma vengono in larga parte importati dall’area circostante, con mezzi di trasporto che a loro volta consumano energia ed emettono Co2, quanto realmente è il risparmio e dunque il contributo all’obiettivo posto dal protocollo di Kyoto ?

    – Se poi, istigati dai forti incentivi messi a disposizione, al fine di alzare il guadagno aziendale (e non più quindi con l’obiettivo indicato dal protocollo di Kyoto) si arrivasse a produrre direttamente i materiali di origine animale e anche vegetale necessari, consumando acqua ed energie ed ovviamente emettendo inquinanti e Co2, quale sarebbe il guadagno finale per l’ambiente?  Salvo il lauto guadagno delle aziende coinvolte, la collettività cosa ne otterrebbe?

    Come dicevano i nostri vecchi saggi: “ i brùsan la cà par vàndar la zàndar “.

  2. A mio parere Kioto non prevedeva certo che venissero fatti impianti di questo tipo: questo genere di impianti rimarranno aperti solo fino a quando saranno incentivati, mentre l’idea di Kioto era di puntare sulle rinnovabili senza trarne un profitto  e soprattutto senza creare danno alla popolazione, non è un discorso egoistico, ma le centrali biomassa tedesche hanno un senso perchè danno benefici alla popolazione, queste creano solo danni e ingrassano sempre i soliti!