Alla riunione del M5S

ALLA RIUNIONE DEL M5S.
Dopo un week-end passato a prendermi dei vaffa (per fortuna però “agratis”), avevo detto che avrei partecipato ad una riunione del M5S di Ravarino, dove qualche cittadino-amico mi aveva invitato, per dimostrare che non accettavo intimidazioni.
Seppur partito leggermente prevenuto ho ascoltato molto prima di parlare, ricavandone una buona impressione.

Molto tranquillamente ciascuno ha descritto la propria story board e le motivazioni, il tutto finalizzato a costruire una lista per le prossime amministrative comunali.
Sono quasi tutti giovani e, devo ammettere, pieni di buone intenzioni, non per se stessi ma per la società, per la gestione del territorio, per la salute e l’occupazione, per il futuro del proprio paese. Nell’ascoltare le loro motivazioni ho respirato quell’ingenuità che, consentitemi, fa bene al cuore.

Proprio perchè giovani e non esperti sbagliano, sono spesso unilaterali, non comprendono che la forma è sostanza, non hanno la capacità di una lettura materialistica dei fatti, non sanno che è la condizione sociale che determina il pensiero, però… però.
Vogliono cambiare questo benedetto-maledetto paese.
Quando ho iniziato a parlare sono rimasti in silenzio ad ascoltarmi (devo dire che hanno un bel modo disciplinato di dibattere), qualcuno annuiva e qualcuno muoveva la testa in modo contrario, e quando gli ho detto che certi atteggiamenti offensivi li squalificavano dalle ragioni vere e gli faceva loro perdere consensi, beh in molti sono stati daccordo, in molti mi hanno espresso le scuse per atteggiamenti maleducati che qualche cittadino in rete mi aveva rivolto.
Ho ricevuto la soddisfazione che invero non pensavo di ricevere. Adesso li ascolto meglio.

Ho espresso le mie perplessità, ho detto loro che, insieme a Persiceto Caffè su cui scrivo, pur non presentando una nostra lista, vigilerò scrivendo sul lavoro delle amministrazioni e delle opposizioni, per dare informazione sul rispetto dei valori, della legalità e dell’interesse della collettività.
Sono tornato a casa un po’ più sollevato, c’è ancora gente disposta a fare politica, di quella buona, bisogna soltanto che imparino a confrontarsi, anche se devo riconoscere che della politica hanno avuto cattivi esempi.

Mi sono risvegliato stamattina di buon umore: vecchio bolscevico, non è ancora arrivata l’ora della pensione. (?)

  1.  

    • Stefano Querzè  Bello, molto bello. Un atteggiamento che dovrebbero avere molti che, per partito preso, escludono il M5S da ogni considerazione, trattandoli come fascisti o sfascisti ecc. E’ per questo che, nonostante tutto, pur non condividendo certi metodi, certi atteggiamenti e certi comportamenti, pur non apprezzando in modo particolare il loro leader Grillo e ancor meno l’altro fenomeno Casaleggio, pur non essendo d’accordo con l’esternazione di commenti offensivi ed offese, io mi sento ancora più dalla loro parte che da quella di altri.
  2. Si, bello davvero. Troppo spesso però sia nel M5s (ma succede anche negli altri partiti) c’è una differenza abissale tra i leader nazionali e la gente sul territorio. Anche se sono simpatizzante M5s ai miei occhi e orecchie stridono troppo certe trovate Grillo / Casaleggio, certi post del loro blog o il filosofo Becchi a Ballarò che fa più danni che bene. Per me i politici M5s sono i DiBattista, DiMaio, Taverna, Villarosa e condivido spesso le idee e gli interventi di Andrea Scanzi, Peter Gomez e Travaglio che con il M5s c’entrano poco o nulla. Questo per dire che spero che il M5s tagli il cordone ombelicale Grillo / Casaleggio o quantomeno (utopia?) che loro si rendano conto che il “treno” ultramoderno M5s  è già in piena corsa, non ha bisogno di sbadilate rozze, sporche, inutili di carbone….

  3. Fa piacere leggere esperienze   come quella di Fabio Roveri  e penso che quel clima sia diffuso nel popolo delle 5stelle, ma purtroppo non riescono, per ora,  a tagliare il cordone ombelicale da  Casaleggio (per me vero leader) e Grlllo.
    Così facendo si stanno facendo del male e tolgono opportunità all’Italia.
    Forza ragazzi, il primo  segno di autonomia è sfilarvi il guinzaglio da padroni sbagliati  e secondo segno maturate in fretta mantenendo però la freschezza  (questo è storicamente molto piu difficile ) poi … poi parliamoci.
     Firmato Uno che  non vi vota, ma vi osserva con interesse per cercare di capire, come sempre bisogna fare con le cose nuove (e anche le vecchie).