Abbiamo perso la nostra umanità

Come le api e i bufali, l'uomo è un essere che da sempre è vissuto in branco. Fino dall'età della pietra, vivere, cacciare e coltivare la terra tutti insieme, significava sopravvivenza. Ogni individuo della tribù era indispensabile. La famiglia era la tribù stessa.
Oggi più che mai siamo legati al concetto di "tribù", senza il lavoro di altri saremmo perduti, per vivere usiamo roba che viene fatta in tutto il mondo, ma a differenza del pitecantropo, abbiamo perduto la nostra umanità.
In tutto il mondo il sistema economico da millenni è il medesimo. I beni crescono o calano di prezzo non in base al costo effettivo, ma in base alla domanda. Se io metto sul mercato un prodotto che vale meno di un fico secco riuscendo però a ipnotizzare il consumatore convincendolo, potrò arriocchirmi smisuratamente. Più ci sarà richiesta, più salirà il prezzo.
Questo metodo, basato sullo sfruttamento e la truffa legalizzata, è l'unico che l'uomo conosce e ha origini antichissime. Una volta si chiamava schiavismo, poi ci siamo evoluti e ora la chiamiamo democrazia.
L'Europa intera è un esemplare superbo di questo sistema economico.
Ecco allora lo stupore televisivo che ci trascina e ci coinvolge da alcune settimane: la crisi Greca e gli sbarchi dei negracci.
Decine di merde televisive che ci spiegano perchè la Grecia deve pagare i suoi debiti, e altre cacche che ci svelano il verbo, dicendo che L'unione europea era sbagliata fin dall'inizio e che andava fatta partendo con regole diverse. Gli Stati europei, i cittadini stessi, si dividono fra falchi e colombe, fra difensori e accusatori…
Ha fatto bene Varufakis a dimettersi? E Tsipras riuscirà a pareggiare i conti? I barconi vanno distrutti in Libia? Era giusta la protesta dei cittadini che si sono scontrati con la polizia per fermare il pullman di baluba?
Continuiamo a dare colpa a questo e a quello perchè non vogliamo guardare la verità, perchè nessuno di noi è disposto a mettere in dubbio il sistema economico. Quello che ci permette di vivere agiatamente convincendoci che siamo felici. Quel sistema che per garantirci questa "felicità", sta distruggendo il pianeta.
Un sistema basato sulla prevaricazione economica monetaria, sull'esaltazione dell'individuo, del privato, sul consumo e lo sperpero, come se il mondo fosse fatto da miliardi di persone che possono essere liberi e felici solo se privatamente.
Riusciremmo a stare almeno 4 anni senza cambiare automobile e smartphone? Senza poter fare shopping ai centri commerciali la domenica? Senza seguire la moda?
Stiamo tutti in spiaggia stretti stretti, col bambino che ci tira la palla nella schiena e la signora che sbatte il telo da bagno controvento insabbiandoci le pupille. Stiamo tutti lì, dopo ore e ore in coda sull'autostrada, maldicendo l'effetto serra che ci fa patire il caldo afoso.
Finite le ferie torneremo a casa a guardare in TV la pubblicità con in mezzo qualche telegiornale, ci ritroveremo poi ancora al supermercato e al centro commerciale, in fila alle casse, discutendo con gli amici del debito greco e come sempre, diffidando del prossimo e odiandoci tutti.