Vandali a scuola; se l’istruzione spaventa

Il sito del Comune ci informa che nella tarda mattinata di mercoledì 3 aprile sono stati scoperti gravi atti vandalici compiuti all’interno della scuola primaria “Quaquarelli”: danni all’arredamento scolastico (cattedre, armadi, banchi, sedie), computer e oggetti vari.

Un insano gesto frutto di un degrado psicologico interiore. Ragazzi troppo viziati, che hanno tutto, si annoiano e non sapendo come trascorrere una serata si divertono a distruggere il patrimonio scolastico della comunità” dice il Resto del Carlino.

Mortifica apprendere che non è la prima volta che vengono perpetrati atti vandalici a scuole del nostro Comune; anni fa fu preso di mira l’Istituto Professionale Malpighi di Via Pio IX, ma nonostante indagini e sospetti, i Carabinieri non riuscirono a individuare i colpevoli.

Sui social esplode lo sdegno dei cittadini: colpa della TV spazzatura, di genitori e maestre assenti o incapaci, che “si lasciano mettere i piedi in gola”,  e poi la “cattiva legislatura”.

Siamo convinti che l’istruzione e la conseguente crescita culturale, civile e conoscitiva dei cittadini, sia uno dei principali strumenti di sviluppo di una Nazione. Con l’annientamento e la degenerazione dell’istruzione, come attuato da tempo in Italia per netta scelta politica dal ventennio berlusconiano,  il processo si è arrestato e si è arrivati al decadimento generalizzato sia del Paese che del suo tessuto sociale.

Sostituendo l’insegnamento e la cultura con l’intrattenimento e l’informazione televisiva, e conseguentemente i suoi falsi miti e irreali modelli di vita, (veline, “divi” alla Corona e tronisti) si è creata una vasta massa di cittadini ignoranti quanto arroganti, ma trasformati in spettatori e quindi facilmente manipolabili, incapaci di comprendere la reale entità di quanto succede attorno a loro e pronti a seguire chi possiede gli strumenti per coinvolgerli emotivamente, il proprietario delle TV in primo luogo.

Ed in linea con questa sua politica di smantellamento dell’istruzione, ecco l’itervento del Presidente del Consiglio al convegno dei Cristiano Riformisti del 27 febbraio 2011:

“Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori”.


Commenti
C'è solo un commento per ora, perchè non farne un secondo?
  1. avatarYari Deserti - 5 aprile 2013

    Che commento dovrei lasciare? Infatti non commento. Il collegamento televisione spazzatura – ignoranza – popolazione più controllabile è sottile, ma c’è, ed è qualcosa di pericoloso a mio vedere. Mi viene sempre in mente il racconto di Henry Slesar “Giorno d’esame” tratto dal libricino L’ora di fantascienza. Consiglio la lettura di tutti i mini racconti. Nel racconto Giorno d’esame ambientato in un futuro prossimo, due genitori sono preoccupati perché il figlio dodicenne deve sostenere l’esame governativo obbligatorio dove viene stabilito il QI personale. Alla fine il ragazzino risulterà troppo intelligente, ed una telefonata tanto sbrigativa quanto agghiacciante comunicherà chiedendo ai genitori se desiderano che il corpo di loro figlio sia inumato a cura del Governo o se preferiscono una sepoltura privata. Il senso e la morale del mini racconto sono cristallini.

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