Se non ora quando!

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In piazza il riscatto delle donne Centinaia di migliaia in tutta Italia

La manifestazione “Se non ora quando” fa registrare il pienone in 100 città. Senza simboli di partito.
Il ministro Gelmini nega l’evidenza e dice: “Sono solo poche radical chic con scopi politici

Cinquantamila a Napoli, molte di più a Milano e Roma (foto), diecimila a Palermo, altrettante a Bari. Migliaia a Trieste, Pesaro, Bergamo, Treviso e in molte le città della Sardegna. Capoluoghi di regione e piccoli centri di provincia. E poi capitali estere, da Bruxelles a Parigi.

Le donne si uniscono, senza colori politici, per “riprendersi la dignità”. “Noi non giudichiamo le ragazze di Arcore”, dice l’attrice Lunetta Savino. “Il loro, però, è un successo triste. Chi punta a realizzarsi senza scorciatoie ha tutta un’altra soddisfazione”. Le adesioni, comunque, non si limitano solo alle donne. Una folla oltre ogni attesa, moltissimi giovani, ai 230 appuntamenti in tutta Italia, tantissimi uomini. Una marea di sciarpe bianche.

“Ciò che conta” scandiscono le organizzatrici, “è evitare di ridurci a un coro che chiede solo le dimissioni di Berlusconi”.

Suor Eugenia Bonetti: ”Riprendiamoci dignità”. La missionaria delle Consolate in Africa per 24 anni e a Torino da qualche tempo nel centro Caritas dove ha conosciuto il mondo della strada, della disperazione, delle nuove schiave: “Voglio dare voce a chi non ha voce – ha detto tra gli applausi della piazza intera – alle nuove schiave che vengono nel nostro Paese pensando di trovare un futuro migliore”.

Sara’ la dignita’ di una suora che lo seppellira’?


Commenti
Sono stati scritti 6 commenti sin'ora »
  1. avatarcarmengueye - 13 febbraio 2011

    A Genova, piazza piena. E pioveva.

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  2. avatarAndrez - 14 febbraio 2011

    Tra le tante, interessante la proposta di Francesca Izzo: creare “stati generali delle donne”.
    Francesca, che appartiene a una delle organizzazioni che hanno voluto e promosso la manifestazione “Se non ora quando?” dice che si è impedito di far diventare l’Italia un paese anche per donne. “Ma con questa giornata straordinaria abbiamo fatto uscire dall’ombra le questioni che ci stanno a cuore. Non si torna più indietro“. Prossimo apputamento, fa sapere, è l’8 marzo. E poi creare gli Stati generali delle donne italiane aperti anche agli uomini.

    Non mollate donne e imponete a questi maschilisti (comprese le loro Santanchè-Gelmini-Carfagna) di aprire a tutti i livelli la società alle donne!

    Si può e si deve costruire una società fondata sulla parità e sul rispetto tra uomini e donne.

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  3. avatarSilvio Zacchini - 14 febbraio 2011

    Berlusconi è un grande! ha creato una trappola ci stanno cascando tutti dentro.
    E’ riuscito a far si che tutta l’attenzione si spostasse su quella goccia di donne donne con “morale allargata” in un mare di donne che sono forti delle loro convinzioni etiche. Addirittura ha costretto le donne a manifestare per dire “il mare siamo noi!”.
    In un momento in cui ci sono 22 nuove tasse, che viene aumentato il biglietto del cinema per far cassa. In un momento in cui la disoccupazione aumenta e, cosa veramente grave, non vi è una road map per uscire dalla crisi si manifesta per la dignità della donna anzichè contro la stagnazione delle idee.
    Berlusconi è un grande! Ha utilizzato la tecnica del culto della personalità per spostare l’attenzione su di se, in tal modo le problematiche della stagnazione passano in secodno piano.
    Detto questo… e se cominciassimo a discuttere di ristrutturazione sociale e non di riforme economiche?

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  4. avatarAndrez - 14 febbraio 2011

    Eh si, siamo a questo punto.   :roll:

    Mi sembra una buona idea cominciare a discutere di ristrutturazione sociale.

    Primo step: con che forze pensiamo di ristrutturare la società?

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  5. avatarcarmengueye - 14 febbraio 2011

    Con le donne. Dunque, questo è un problema grande quanto la ristrutturazione; vogliamo allinearci ai migliori standard europei, dove le donne hanno diritti e servizi ,o fare del benaltrismo?

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  6. avatarAndrez - 14 febbraio 2011

    Nada benaltrismo.

    E come sai ritengo urgente allinearci ai migliori standard europei arrivando a riconoscere per legge la presenza femminile al 50% in tutti gli organismi, amministrativi, aziendali e politici.

    Riuscire in questo intento mi sembra senza dubbio un valido passo verso una ristrutturazione sociale del nostro Paese.

    Per farlo occorre solo una maggioranza parlamentare che studi, sviluppi, presenti e voti questa legge.  :)

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