Ed ora … "Tutto il potere alle donne!"

fraseFemminista

Assieme all’eco delle grandi manifestazioni di ieri, ed alla fantastica mobilitazione delle donne, arrivano anche, immediate, le prime grida di lotta di chi pensa di opporre al maschilismo il femminismo.

Tutto il potere alle donne.

E’ questo il messaggio che Lidia Ravera lancia oggi sulle pagine del Fatto, la sintesi che trae dalla mobilitazione femminile di ieri.

Credo che passerà alla storia questo 13 febbraio, il giorno che le donne hanno riconquistato la dignità per tutti. Ma non mi sembra certo apprezzabile il quadretto che la Ravera dipinge delle manifestazioni:

Ero in Piazza del Popolo a Roma. Le donne erano maggioranza …   Il sorriso minaccioso delle donne. Il sorriso mesto degli uomini. Quelli che erano lì, a smarcarsi dalle barzellette di regime.

Conquistare il potere,  … . Conquistarlo per tutte.

Perchè mai avrebbero dovuto averlo mesto quegli uomini il sorriso? E perchè avrebbero dovuto loro smarcarsi dalle barzellette del nano?
Forse che anche molti uomini non siano stati umiliati da questi 20 anni di berlusconismo? Forse che anche molti uomini non desiderino e non lottino per le pari opportunità delle donne?

Questo posizioni sono ancora le stesse che portarono il femminismo di allora alla sua fine; sostituire il potere maschilista con il potere femminista.

Ricordo bene i collettivi femministi della fine degli anni ’70 dove non era consentito l’ingresso ai maschi, così come alle loro iniziative culturali ed il feroce quanto gratuito odio che veniva là espresso.  E ricordo i dibattiti dal titolo (tutto un programma) “L’uomo di sinistra amico o nemico?”.

Certo erano posizioni esasperate quanto minoritarie, ma quelle sono state usate per cancellare del tutto una importante esigenza ed esperienza di emancipazione e la fresca ventata innovativa che portava in sè il movimento femminista.

La grande mobilitazione femminile di ieri può divenire un nuovo momento di rilancio dei diritti delle donne per un loro paritario coinvolgimento, ma penso che dobbiamo tutti essere vigili ed attenti, perchè saranno proprio queste esasperazioni ad essere usate per mantenere lo stato di cose:  il controllo dei maschi  (e per giunta vecchi) sul Paese.

Il nemico non sono gli uomini in quanto tali, ma quegli uomini (e quelle donne). Che se si vince, si vince assieme.  😉


Commenti
Sono stati scritti 3 commenti sin'ora »
  1. avatarAndrez - 14 febbraio 2011

    Ben diverso l’appello di Concita de Gregorio per un risveglio permanente:)

    Bellissimo poi il suo articolo sull’Unita’:

    …Dal palco, dai palchi in tutta Italia si sono sentite le voci di uomini e donne, suore e ragazze, si è sentita Susanna Camusso dire «Si può cambiare perché il futuro è nostro e dovranno capirlo», sì dovranno capirlo. … Ma da oggi, davvero, sarà un po’ più difficile per tutti raccontare la favola che gli stipendiati del sovrano si affannano a diffondere con tutti i mezzi – e sono molti – che hanno. … Le donne italiane sono state capaci di fare quello che da anni, da molti anni non avevamo visto accadere. È vero, dunque: hanno battuto un colpo. Adesso. Che sia la prima battuta di una nuova musica. Noi ci saremo, c’eravamo e resteremo. Grazie a tutte e tutti voi, che ci indicate il futuro.

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  2. avatarMassimo Domenici - 14 febbraio 2011

    Assieme all’eco delle grandi manifestazioni di ieri, ed alla fantastica mobilitazione delle donne, arrivano anche, immediate, le prime grida di lotta di chi pensa di opporre al maschilismo il femminismo.

    Perfettamente d’accordo con te. Peraltro ieri a Roma, l’intervento di una femminista storica, di cui francamente non ricordo il nome, ha infiammato più volte la piazza con classiche frasi ad effetto. Ecco, secondo me, l’errore è proprio quello di cadere nella trappola di evidenziare la diversità di genere a tutti i costi. Sono le persone che hanno o non hanno valore, a prescindere dal sesso e dal posto che occupano in società.

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  3. avatarcarmengueye - 14 febbraio 2011

    Qualche frase fatta s’è serntita, ma perché no? Basta vergognarsi! Migglioreremo. L’epoca femminista è stata una rivoluzione, per quello è stata dolorosa e accesa nei toni. Non esistono rivoluzioni al miele.

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