Marino e il disfacimento del Pd

marinoLe ultime elezioni regionali hanno – per molti – segnato il punto di svolta di questo Pd.

Risultati addirittura più modesti delle precedenti percentuali ottenute da Bersani e Veltroni, divengono catastrofici se paragonati nei numeri di voti, dando inizio a quello che appare un lungo autosgretolamento di questo partito e della sua destrosa metamorfosi.

E ieri pure Venezia lancia un segnale chiarissimo: il Pd i voti a destra non li prende (che anzi vince) e ne perde a pacchi a sinistra, dove i compagni disgustati non lo votano più, nemmeno se presenta una persona onesta e capace come Casson.

In attesa di vedere come penseranno di muoversi i leader locali renziani e pure quelli che sapevamo civatiani, ho chiesto l'opinione dei lettori su questo bizzarro articolo che L'Espresso pubblica questa settimana;  mi lascia decisamente perplesso ma fa riflettere e vorrei leggere l'opinione di tutti voi.

Al fine di salvarli dall'oblio di FB, riporto sotto anche gli interessanti interventi. 😉

" Per il bene di Roma Marino deve dimettersi.
Il sindaco è del tutto estraneo al malaffare. Ma ormai solo uno choc come il commissariamento può salvare la città. Una decisione non più rinviabile.
"Meglio dimettersi. Meglio il commissariamento. Meglio una soluzione choc rispetto al progressivo deteriorarsi di quel che resta di un’istituzione democratica. Roma va salvata, è nell’interesse nazionale. Urgente.
Non c’è tattica elettorale che tenga di fronte allo sfascio della capitale. Non c’è calcolo politico accettabile per rimandare una decisione tanto traumatica quanto necessaria. La soluzione peggiore è lasciar marcire nel discredito diffuso anche chi non ha responsabilità, né penali né amministrative. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, è persona perbene; estraneo al malaffare ereditato con la vittoria nelle elezioni del 2013. L’inchiesta giudiziaria, nei suoi vari filoni, ci racconta un Marino solo contro i cattivi. Lui li chiama proprio così, cattivi, con un’espressione fanciullesca in contrasto con la spregiudicatezza e il cinismo degli attori di Mafia Capitale.
Mentre l’ostilità e l’impopolarità registrate nel suo stesso partito, il Pd, si possono meglio comprendere ora, in quanto è stato considerato un fastidioso ostacolo dal comitato d’affari trasversale insediatosi in Campidoglio. Le mani sulla città eterna non lasciano le impronte digitali del sindaco in carica. Questa verità va sempre ripetuta. … "


Commenti
Sono stati scritti 2 commenti sin'ora »
  1. avatarAndrea Cotti - 15 giugno 2015

    Vilmo Marchetti: ·Resta al tuo posto-

    Massimiliano Navacchia: Secondo me lui non deve dimettersi, casomai prendere la palla al balzo per brasare politici e dirigenti che hanno o hanno avuto a che fare con questa mafia.

    Andrea Cotti: Centinaia i commenti sulla pagina web dell'Espresso quasi tutti contrari alle dimissioni di Marino. Ne riporto alcuni:

    * "Repubblica e l'Espresso hanno osteggiato Marino fin dall'inizio del mandato…probabilmente perche poco allineato alla linea del PD romano…"

    * " roba da matti! è come chiedere le dimissioni di falcone perchè vengono arrestati i mafiosi"

    * "Certo che per tante, troppe persone il mio stimatissimo Dottor Marino è proprio indigesto…Volevo ricordare che in questi casi il bicarbonato è un buon rimedio…"

    Piergiorgio Chinaglia PersicetoCaffè: Sono favorevole alle dimissioni. Non perchè abbia colpe in Mafia-capitale ma semplicemente perchè non credo sia all'altezza del ruolo. Ci sono tante criticità nella capitale e non mi sembra che al momento abbia risolto qualcosa. Anzi gli scandali continuano a fioccare e le inefficienze della macchina pubblica pure (vedi Atac). Se poi parliamo della sua macchina….mi vien da ridere! Vogliamo vedere come risolve il problema della prostituzione? Bene, zone di tolleranza e multe direttamente a casa dei clienti! Emoticon smile Volete che continui con l'elenco? Meglio di no, in fondo è un pacioccone buono. A dir il vero a me dispiace proprio perchè ha la faccia da buono. Niente di più. Quindi….a casa! E largo ad un Sindaco Grillino 😉

    Fabio Roveri: Posso pure dire Marino sì, ma non sarò io a salvarlo. A silurarlo ci pensa Renzi, già lo ha bypassato sull'organizzazione del giubileo.

    Carmelo Passante: Marino come sindaco non puó essere giudicato in cosí poco tempo, e sopratutto non puó rispondere delle colpe dei Neroni che l'hanno preceduto. Non l'ho so se si deve dimettere, é una valutazione che puó fare solo lui, tenendo conto che si trova in un nido di vespe…!!!

    Massimo Atti PersicetoCaffè:  Nel poco tempo che ha avuto difficile giudicarlo, anche e soprattutto per quanto ha ricevuto in eresità. Piergiorgio tu pensi sia inadeguato, ma rifare le elezioni non sono garanzia di un sindaco più adeguato. I Romani hanno scelto e se lui pensa sia giusto rimanere è giusto rimanga.

    Fausto Cotti: Fra quelli del PD come Casson, Marino è uno dei meglio. A parte l'essere colpevole o no, il problema è che se si dimette, candidano "er monnezza" e la gente lo vota…

    Piergiorgio Chinaglia PersicetoCaffè: ah beh Massimo, del doman non v'è certezza! Se ci fossero nuove elezioni….io un Alessandro Di Battista ce lo vedo bene! Vedi come cambia la rumba!!

    Fausto Cotti: sei ottimista

    Massimo Atti PersicetoCaffè:  ecco vedi….appunto!!!!

    Piergiorgio Chinaglia PersicetoCaffè: Realista Fausto. Realista.

    Valerio Di Giampietro: · Non c'è bisogno di ripetere che Marino è una persona per bene, uno dei pochi nel PD romano e non solo, uno che non vive di politica e che, anzi, se lasciasse la politica guadagnerebbe di più. E' anche uno che, sin dal principio, ha iniziato con decisione la lotta al malaffare ed ha avuto tutti contro: il PD dei ladri, quello di Renzi, i vigili tangentisti ed altri dipendenti comunali cui Alemagno aveva dato qualche ingiusta briciola di privilegio. Ha avuto contro tutti i giornalacci della destra razzista e ladrona che hanno montato scandali inesistenti come quello della Panda Rossa. I ladri ed i delinquenti non si dimettono mai, un persona onesta e perbene dovrebbe essere ancora più decisa, non mollare, insistere fino in fondo, resistere fino alla fine. Se si molla si fa come Bersani che ha lasciato campo libero a Renzi, ci si arrende ai fascisti di Casa Pound, ai camerati di partito di Alemagno, ai ladroni della destra cialtrona e razzista, e si corre il rischio di consegnare la città al prossimo Alemagno di turno. La destra tutta detesta profondamente Marino, assai più di Veltroni, il PD di Renzi pure, anche se adesso gli è utile per dimostrare che non tutti sono ladri nel PD romano. Chi è di sinistra e chi ha a cuore il Paese dovrebbe difendere a spada tratta e senza nessun dubbio l'operato di Marino, è essenziale anche per il futuro. E' essenziale dare il messaggio che chi si batte contro i ladri non sarà mai confuso con essi e avrà sempre il sostegno della parte migliore del Paese.

    Andrea Cotti:    # Se si molla si fa come Bersani che ha lasciato campo libero a Renzi,#
    Vero.
    Bersani mollò perchè riteneva di non avere sufficienti numeri in Parlamento, ma poi abbiamo visto come il Renzi magicamente li ha trovati.A Bersani dunque non mancavano i "numeri", ma le palle.  E la capacità di guardarsi attorno con *nuovo* discernimento. http://gossip.libero.it/…/grillo-avremmo…/grillo-pd/…
    Grillo: ''Avremmo governato col Pd se avesse rinuciato ai rimborsi''
     

    Carmelo Passante:  Di Sergio Carraro “Capitale infetta, nazione corrotta”, il famoso titolo del settimanale il Mondo negli anni sessanta, sembra incombere ancora come una nemesi su Roma, la città capitale che da troppo tempo deve convivere con la sua anomala dimensione. Capitale politica del paese, ma anche sede dello Stato del Vaticano, imprigionata dalla rendita speculativa, obiettivo sistematico di appetiti famelici. La notizia “bomba” è che il governo intende di fatto commissariare il Comune di Roma pur mantenendo al suo posto Marino e la sua Giunta. Un “commissario straordinario” di nomina governativa dovrebbe infatti affiancare il Sindaco per il Giubileo che inizia a dicembre e durerà fino al prossimo anno. Il sindaco Marino sembra non abbia affatto gradito. Una ennesima e contraddittoria furbata che ci dice due cose molte precise: a) al di là delle dichiarazioni il governo Renzi non si fida più del consiglio comunale e della giunta che lo presiede; b) il Vaticano è intervenuto a gamba tesa per assicurare che i contraccolpi di Mafia Capitale non disturbino l'evento del prossimo Giubileo. Insomma gli affari sono affari e la Cattedra di Pietro – altro vero governo ombra della Capitale – non può farsi condizionare dalle “miserie” umane e della politica. La decisione di commissariare de facto Roma, suona a conferma di quanto abbiamo scritto e denunciato sin da dicembre, quando scattarono i primi arresti per l'inchiesta Mafia Capitale. Allora, in completa solitudine, e tra la riluttanza e l'ostilità della sinistra capitolina, affermammo che era opportuno lo scioglimento del consiglio comunale, l'azzeramento dell'apparato dirigenziale comunale e le dimissioni della Giunta. Per motivi giudiziari i primi due, per buonsenso politico la seconda. La seconda ondata di arresti – che ha azzannato la carne del consiglio comunale e della dirigenza del Comune di Roma ancora più in profondità – rende quella presa di posizione ancora più doverosa. Dalle carte giudiziarie emerge che il saccheggio delle risorse pubbliche, iniziato con le "giunte del sindaco" nel 1993, ha avuto il suo apice durante la giunta Alemanno, la giunta della destra “de panza e de governo” e dei forchettoni neri. Ma l'avvento della Giunta Marino e del nuovo consiglio comunale, non ha avuto il coraggio della discontinuità. Un sistema – o meglio – “il sistema” era quello e in nome delle continue emergenze sociali alimentate strumentalmente dal sistema stesso (dall'accoglienza per i migranti a quella abitativa, dai campi rom all'igiene urbana), si è proceduto a mantenere i rapporti pre-esistenti senza scalfire gli interessi privati consolidati e le relazioni con i personaggi che da anni gestiscono il malloppo. Quando la giunta Marino ha compreso di essere anche sotto il “fuoco amico” di settori del Pd romano (definiti pericolosi dalla stessa indagine interna svolta da Barca) oltre che di quelli della destra, ha pensato che fosse sufficiente portare i documenti alla Procura di Roma, perseguendo una idea della legalità piuttosto schematica ma indicatrice del personaggio. Non solo. Quando il governo, in cambio del sostegno politico al sindaco, ha preteso il rispetto del Patto di Stabilità con un bilancio comunale lacrime e sangue, la giunta Marino si è adeguata, anzi ha fatto più di quanto richiesto, andando all'assalto dei lavoratori comunali e dei servizi sociali con tagli dolorosi e arroganza. Dentro questa contraddizione, resa ancora più pesante dagli sviluppi dell'inchiesta su Mafia Capitale, si è palesato ancora più nitidamente quello che andavamo dicendo da mesi: il consiglio comunale e l'apparato dirigenziale del Comune sono pervasi dal sistema corruttivo e la Giunta Marino non può sottrarsi dalle proprie responsabilità politiche nè trincerarsi dietro il dogma della legalità che troppo spesso entra in contrasto con le esigenze di giustizia sociale. Dunque il consiglio comunale va sciolto, gli apparati dirigenziali del Comune vanno azzerati e ripuliti e la giunta sarebbe opportuno che rassegnasse le dimissioni, convocando nuove elezioni invece di farsi arrostire sulla graticola dalla destra in attesa di un commissariamento d'ufficio che infatti è arrivato, seppure nelle forme spurie inventate dal governo e dal Pd. A complicare questo scenario, di per sè già complicato e avvelenato, è arrivata poi il colpo d'ala del Vaticano che ha convocato un “Giubileo straordinario” per il 2016, con nove anni di anticipo sulla sua convocazione naturale (ogni 25 anni). Una decisione effettivamente curiosa che si presta a moltissime “dietrologie”, ma che ha imposto un convitato di pietra sulla Capitale. Il Giubileo è infatti un grande evento che porta milioni di persone a Roma, e quindi soldi, appalti, servizi e quant'altro. E di fronte ai grandi eventi scatta nuovamente il meccanismo emergenziale che facilita operazioni ad alzo zero. E' bene sapere che a Roma non incombe la Chiesa Cattolica ma incombe lo Stato del Vaticano, ossia un soggetto con un peso specifico immensamente superiore a quello di un presidio religioso. Arrivare al Giubileo senza una giunta legittimata e con pieni poteri di programmazione e decisione, era un buco che l'establishment, laico o religioso che sia, non poteva permettersi. La decisione del governo di affiancare un commissario straordinario al sindaco Marino, privandolo quindi di tale incarico, è la quadratura del cerchio. Mette la camicia di forza alla giunta comunale difendendola dagli attacchi ma legandole le mani, spiana la strada alle soluzioni rapide nell'affidamento degli appalti e dei servizi per il Giubileo. Insomma, far volare un pò di stracci ma mettere al riparo il Mondo di Sopra con una sorta di indulgenza plenaria sul verminaio rivelato da Mafia Capitale. Pensiamo che questa operazione non abbia nulla da spartire con le esigenze popolari taglieggiate sia dalle reti di affaristi, malavitosi, piddini corrotti e fascisti di Mafia Capitale sia dalle misure antipopopolari previste dal Patto di Stabilità che la giunta ha voluto imporre a tutti i costi. Senza una rottura frontale con gli interessi privati e le privatizzazioni che hanno devastato da anni la città, non c'è soluzione accettabile. Neanche quella di una città amministrata dalla magistratura. Questo è quanto chiederà l'assemblea popolare convocata per lunedi pomeriggio in Campidoglio dal M5S e dai comitati delle periferie che rappresentano la maggioranza della popolazione di Roma, quella più sacrificata e taglieggiata da un intero sistema. Se non c'è questa rottura, non ci saranno sconti per nessuno, e non c'è indulgenza plenaria che tenga.

    Piergiorgio Chinaglia PersicetoCaffè: Valerio, io, e non solo io, ne abbiamo abbastanza "di ascoltare e leggere che il PD deve battersi contro il PD" !! E' ora di finirla ed è ora di smetterla di fare i perbenisti come va tanto di moda oggi. E' mai possibile che sia a livello nazionale che regionale ed anche locale io debba vedere e sentire sempre questo proclama? Il PD sano deve battersi contro il PD ladro e corrotto! Ma per favore dai…ma qual è il senso logico di questa considerazione che oramai fanno tutti? Soprattutto lo fa chi non ha il coraggio di ammettere che si è schierato politicamente dalla parte sbagliata! Non era forse chiaro due anni fa dove stava andando a finire la sinistra democratica? Non erano sufficientemente palesi l'inconsistenza di Bersani, l'inefficienza di Letta e l'ambiguità di Renzi? Ma di che stiamo parlando? I veri elettori della sinistra hanno abbandonato da tempo questo PD. Votano per SEL, votano per il Movimento e soprattutto non vanno più a votare. E' ora che i veri politici di sinistra abbiano il coraggio di fare come Civati e dire basta! Se han fatto la cazzata di candidarsi con ciò che è fonte di loro contrarietà quotidiana, escano dal partito oppure si dimettano, ci farebbero miglior figura. E stai pur certo che se il nostro caro Ignazio si dimette, il posto stavolta se lo prende uno del M5S, guardacaso l'unico partito che per forza di cose non hai potuto nominare perchè sinonimo di trasparenza ed onestà.

    Andrea Cotti: Si, è da tempo ora di finirla con "il PD sano che deve battersi contro il PD ladro e corrotto".

    Andrea Cotti: Sull'argomento anche Michele Serra dice la sua,… come sempre interessante: – 11/06/2015 – " Il neofascismo romano, quanto a illegalità fuori e dentro il Palazzo, ha una storia lunga, densa e romanzesca. Tanto che la presenza, in Mafia Capitale, di un nucleo “nero” che presiedeva il business non ha stupito nessuno: semmai, ha destato una giusta indignazione scoprire che a spartirsi il bottino c’erano anche pezzi consistenti di una sinistra corrotta e connivente, perfettamente postideologica nel suo “pappa e ciccia” con la destra criminale. Alla luce della recente storia politica romana, vedere in piazza, oggi, Forza Nuova, Casa Pound e Fratelli d’Italia che schiamazzano nel nome della “pulizia” fa una ben triste impressione. Dall’altra parte, almeno, un mortificato imbarazzo avvolge la manifesta impotenza politica di fronte al malaffare; e il sindaco Marino appare sballottato da una tempesta che ogni giorno sembra più grande, facendolo sembrare ogni giorno più fragile. La destra nera no: manifesta orgogliosa, con i suoi slogan gaglioffi, nel nome di non si capisce quale “purezza”, cercando di rubacchiare ai Cinquestelle (i soli effettivamente autorizzati a chiamarsi fuori) almeno qualche spicchio di visibilità. La destra nera che accompagnò Alemanno in Campidoglio in una selva di saluti romani, la destra nera dei criminali politici riciclati in criminali comuni (con esiti migliori nel furto che nell’eversione) non potrebbe prendersi almeno una breve pausa di riflessione? O davvero ritiene di avere qualcosa da rivendicare, in fatto di moralità della politica e di moralità dei suoi politici? "

    Buffagnotti Persicetocaffè: Marco Sul merito di questi primi due anni di mandato di Marino non entro perchè le valutazioni secondo me sono da fare verso la fine, e ma questo è un altro discorso, tenendo conto di che tipo di città sia Roma da governare Le dimissioni di Marino, ora come ora non sarebbero ne sensate ne utili. Sensate perchè lui non ne è colpevole quindi sarebbe solo un modo per tornare alle eleizion, che non ci sarebbero in quanto per me vorrebbe commissariato. Cioè arriverebbe un funzionare dello stato a fare la burocrazia ma senza visioni politiche, oppure seguendo le linee del governo. Utille perchè invece lasciare li una persona che non è granchè gradita potrebbe aiutare a tenere aperto il calderone. Do ragione a Piergiorgio :un mero calcolo politico potrebbe portare adesso ad essere la migliore occasione di governare Roma ,con il PD in ombra e la destra screditata.l'anno prossimo tornerà a vincere la destra.

    Carmelo Passante: Andrea é ora di finirla con il Pd e basta… é da troppo tempo ormai che lo dico. Ció vale per le politiche quanto per le amministrative, che per le condominiali, perché come ho detto a suo tempo anche agli amici di Sel non si puó stare con due piedi in una scarpa…A Roma, io non credo il problema sia Marino, come in Italia il problema non é solo Renzi…Il problema é IL SISTEMA, con tutte le sue figure e controfigure, con i personaggi di primo e di secondo piano, con le idee che vengono iniettate direttamente nel cervello della gente. Io credo che qualsiasi cosa noi vogliamo analizzare debba prima passare da un analisi complessiva del sistema…Marino qualora venga dimesso sará cosí perché non é piú funzionale ad un sistema, al di la delle sue colpe o della sua onestá…

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  2. avatarAndrea Cotti - 17 giugno 2015
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    • Paolo Grandi Leggo al rientro da un breve periodo di vacanza

      Tema complesso ,ma sono ( purtroppo !!! ) convinto che il problema non si risolva con le dimissioni o meno di Marino p dei tanto Marino in Italia

      Il tema è molto più complesso e difficile


      Una Italia con una giustizia efficace ed efficente

      Una Italia con una apparato burocraticoamministrativo credibile , agile vicino al cittadino

      Una Italia con sindacati non corporativi

      Una Italia con un partiti basati su valori e non sulla demagogia e il populismo , partiti capaci di sintesi e non di perenne guerre intestine

      Una Italia popolata da cittadini capaci di autocritica prima chedi critica e comunque critica costruttiva

      Insomma una Italia completamente diversa da quella in cui sono nato e in cui non mi riconosco …. è più facile parlare del Marino del momento
      Mi piace · Rispondi · 1 · 14 h

    • Piergiorgio Chinaglia PersicetoCaffè Si Paolo, condivido il tuo commento. Ma il post è più che puntuale sulla domanda "Marino deve dimettersi"? Persino Renzi ieri si è esposto abbastanza esplicitamente. MI sarebbe piaciuto conoscere la opinione del politico.

    • Paolo Grandi Piergiorgio se il politico a cui ti riferisci sono io sbagli perchè non mi considero un politico ,ma semplicemente un pensionato che invece di mandare il cervello in vacanza vuole dedicare un pò del sui tempo e i pochi neuroni che gli sono rimasti a volontariato civico

      Ma non mi sottraggo: aldilà di ogni considerazione di parte ho sempre pensato che Marino era meglio se continuava a fare il Cardiochirurgo

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