Crocefisso nelle scuole di Persiceto

 

 

 

 

 

 

parrocoC'ero all'inaugurazione della scuola Quaquarelli, mirabilmente ristrutturata e rinnovata da questa Amministrazione Comunale.

C'ero assieme a molte centinaia di cittadini e bambini, e non mi è piaciuto per nulla quando il parroco, dopo aver benedetto la scuola -e ci stava pure- ha invitato i presenti a pregare, imponendo il silenzio a chi non avesse intenzione di farlo.

Non mi è piaciuto perchè da persicetano che inaugurava la "sua" scuola, dove avevano studiato i suoi figli e avrebbero studiato i suoi nipoti, da non credente mi sono sentito improvvisamente emarginato, fuori posto e persino non gradito, come i tanti bambini e genitori extracomunitari presenti.   

Ed ora, dopo quell'imposta preghiera, Don Giovanni Bonfiglioli vuole pure i crocefissi nelle aule della nostra bella scuola:

" Se iniziamo a smarrire i nostri simboli c'è il rischio poi di perdere non solo la nostra identità cattolica ma anche quella civile e culturale."

L'identità civile e culturale sarebbe poi quella di chi, per tutti gli anni scolastici, ha perseguitato i miei figli non battezzati minacciandoli quotidianamente e ricordando loro che sarebbero finiti a bruciare all'inferno.

Crocefisso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I crocifissi caro Don Giovanni è bene che li metta in chiesa, e che la scuola pubblica sia laica in stato laico.

" La Corte Costituzionale, nella sua sentenza in data 12 aprile 1989 recante il numero 203, solennemente afferma: “…. il principio supremo della laicità dello Stato … è uno dei profili della forma dello Stato delineato dalla Carta Costituzionale della Repubblica. Il principio di laicità, quale emerge dagli articoli 2,3,7,8,19 e 20 Costituzione implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale.” …

 La laicità, è perciò la non confessionalità dello Stato, è un supremo principio costituzionale e, come tale, non può essere derogato neppure da norme di rilevanza costituzionale (ivi compreso,dunque, il concordato con la Chiesa Cattolica) e deve ispirare tutta la materia del rapporto fra ordinamento giuridico e fatto religioso, sia nella dimensione individuale, sia nella dimensione collettiva;… "

Numerosi interventi hanno commentato la notizia sui social e tra tutti ne vorrei riportare uno:

Bianca Borsarini
Bianca Borsarini   – Ripeto quello che ho già scritto in un post passato: l'istruzione e la scuola PUBBLICHE sono LAICHE, per accogliere e far sentire importanti allo stesso modo bambini di ogni etnia e religione.
 
Cosa mi sta a dire un crocefisso in aula? Che la maggior parte della popolazione è cristiana cattolica? E le minoranze chi le rappresenta?
 
Dal momento che ogni bambino, proveniente da un suo particolare contesto culturale e religioso, deve poter fruire serenamente di un servizio come tutti gli altri bambini senza sentirsi discriminato, dico no al crocefisso, perché la discriminazione non è innata, ma si impara.
Quindi evitiamo di insegnarla a scuola.


Commenti
Sono stati scritti 2 commenti sin'ora »
  1. avatarAndrea Cotti - 18 ottobre 2015


    Yari Deserti:  bella roba…

    Ione Malos:   i crocifissi nelle scuole ci sono sempre stati e nessuno ha mai trovato da ridire….non credo dia fastidio se qualcuno e' di un altra religione..

    Andrea Cotti PersicetoCaffè: Veramente io (e parecchi altri non credenti) abbiamo sempre trovato da ridire. E pure i miei figli non battezzati (se leggi tutto l'articolo nel blog) ogni volta (tutti i giorni, per anni) che a scuola li minacciavano di finire a bruciare all'inferno, avevano qualcosa da ridire.
    – Senza dimenticare che, per chi era nato nel '21 e fino al '45, anche i fasci littori nelle scuole "c'erano sempre stati".

    Yari Deserti: a me dà fastidio, e non sono di nessuna religione. Anche fino al 1945 le donne non avevano mai votato e nessuna aveva mai trovato da dire…. scuola laica in stato laico

    Stefano Baccolini:  I crocifissi sono stati introdotti in epoca fascista e hanno sempre fatto parte dell'arredo senza che nessuno ci facesse caso. Adesso diventano un simbolo… si faccia come in Francia , siamo anche noi uno stato laico e l'eredità della rivoluzione francese ci distingue appunto dai paesi islamici che non hanno vissuto quel periodo

    Carmelo Passante:  Proprio sicuri di essere contrari ??? Credo che si possa trovare una soluzione che accontenti un pó tutti e che faccia pace con la storia…  https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200776939941978&set=p.10200776939941978&type=3
    Nel concreto, pensavo ad una cosa di questo tipo ??? Che dite, poi alcuni alunni potrebbero scrivere dei pensierini e appicicare alla croce, altri fare delle decorazioni…pensateci prima di dire sempre e solamente NO!!!
    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10200776958382439&set=p.10200776958382439&type=3

    Rossella Valente:  La laicità sostiene l'indipendenza del pensiero da ogni principio morale ed etico, quindi indirizza il dibattito, il confronto e l'apertura, all'autonomia delle scelte personali in ogni settore (politico, sociale, spirituale, religioso, morale).Pertanto mi viene da dire che tutti siamo Laici in quanto individui che portano avanti difendendo ogni proprio pensiero nei punti elencati sopra,di conseguenza a mio parere a questo punto sono tanti i simboli che possono essere"accettati o non accettati", il punto forse è capire che alcuni simboli fanno parte "dell'arredamento"ed è possibile scegliere insieme se tenerlo o no e non attribuire quel significato discriminante per alcuni ,come quando "arredi casa con tutta la famiglia in base alle esigenze di ognuno"
    Io sono credente "a modo Mio"vorrebbe dire che credo in una forza positiva ma non credo a chi la rappresenta, credo che il Crocifisso rimane un simbolo inteso come "tradizione" lasciatemi passare questo termine.
    E il simbolo, ricordiamolo, può essere sì il Crocifisso ma anche il presepe e i canti natalizi. Tradizioni abbandonate negli ultimi anni in alcune scuole perché si è detto potrebbero turbare la sensibilità di chi non è cristiano. Ma come è possibile? Gli altri vogliono la loro identità e noi dobbiamo rinunciare alla nostra? Non è una conclusione razziale e non sono per il Simbolo ad ogni costo, ma se tenerlo turba molti perché non tenerlo non dovrebbe turbarne altri?( quindi ecco perché il gli dò il significato di Tradizione ), forse può sembrare banale come pensiero ma …

    Angela Bortoli Armbrust:  chi ha paura di perdere l'identità cattolica per la mancanza di un pezzo d'arredo, vuol dire che, interiormente, non è molto fermo nella sua fede. evito di commentare l'accenno alle identità culturale e sociale.

    Rossella Valente: …e chi viene turbato da un pezzo d'arredo in più,vuol dire che interiormente non è molto fermo nella sua fede o nel suo essere Laico…

    Angela Bortoli Armbrust:  infatti, a me, non ha mai turbato. non posso dire lo stesso, però, del signor parroco e di tanti altri cristiani terrorizzati all'idea di non trovare un crocefisso in un edificio pubblico.

    Rossella Valente:  Ecco perché dico " credo a modo mio", in quanto penso, che sia che uno è credente o no, non bisogna imporre la propria convinzione, credo che nessun Dio- se parliamo di religione- vorrebbe la guerra dei pensieri, come nessun Laico dovrebbe avere la pretesa di fare per ogni pensiero in cui crede,le rivoluzioni , ma purtroppo siamo uomini, che da sempre combattiamo o per una cosa o per l'altra senza mai trovare la vera pace interiore.


    Andrea Cotti: Vorrei riproporvi un passaggio dell'articolo sul blog che forse vi è sfuggito: (http://www.persicetocaffe.com/crocefisso-nelle-scuole-di…)

    – "… Non mi è piaciuto perchè da persicetano che inaugurava la "sua" scuola, dove avevano studiato i suoi figli e avrebbero studiato i suoi nipoti, da non credente mi sono sentito improvvisamente emarginato, fuori posto e persino non gradito, come i tanti bambini e genitori extracomunitari presenti. " –

    Perchè far sentire "tagliati fuori" – "esclusi" cittadini (e imporre loro il silenzio) che festeggiano l'apertura della "loro" scuola [che ricordiamo *pubblica*] solo perchè non credenti? Non è stata forse imposta ai presenti non credenti "la loro convinzione" in quel momento?
    E ancora:

    – "… L'identità *civile e culturale* sarebbe poi quella di chi, per tutti gli anni scolastici, ha perseguitato i miei figli non battezzati minacciandoli quotidianamente e ricordando loro che sarebbero finiti a *bruciare all'inferno* ? " –

    E' evidente che qui non si tratta di "arredamento che potrebbe turbare la sensibilità di chi non è cristiano".
    Vi invito a leggere le circolari della chiesa sull'insegnamento religioso nella scuola pubblica; forse potrebbero essere illuminanti.

    http://www.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_cei/2012-11/13-1047/Nota_pastorale_IRC_1991.pdf

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/30/catechismo-mascherato-da-ora-di-religione/368446/

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  2. avatarAndrea Cotti - 18 ottobre 2015
     

    Andrea Cotti PersicetoCaffè
    Andrea Cotti PersicetoCaffè Fortunatamente ci pensa la maturità dei cittadini a trovare soluzioni a queste degenerazioni che, tra l'altro, costano alla scuola pubblica 600 milioni all'anno, (gli insegnanti di religione sono scelti dalla Curia, dai Vescovi di ogni diocesi. Perché in una scuola statale dobbiamo avere -e pagare- maestri individuati dalla Chiesa cattolica?)



    – " Sempre meno studenti fanno religione, ma i professori aumentano

    In base all’accordo tra Stato e Vaticano, non è possibile accorpare le classi semivuote. E quest’anno sono previsti 137 insegnanti in più. " –



    http://www.linkiesta.it/…/sempre-meno-studenti…/27799/

    Andrea Cotti PersicetoCaffè:  "Ora di religione, classi quasi vuote ma non si possono accorpare.

    E' rivolta: "Privilegi anacronistici".
    Nelle scuole della Diocesi di Milano spesso si fa lezione a due o tre studenti, secondo le regole stabilite da Stato e Chiesa più di 30 anni fa. I presidi: "In tempi di spending review è un'ingiustizia sulla quale bisogna iniziare a riflettere".  http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/10/12/news/ora_di_religione_le_classi_sono_semivuote_ma_non_si_puo_accorparle-124865503/


    Rossella Valente:  Per il punto ( insegnanti scelti dalla curia pagati dallo stato-noi-), a fronte del fatto che, meno studenti si avvalgono dell'insegnamento religioso cristiano – da far notare che tra l'altro spesso vi sono le cosiddette ore buche di tali docenti-, penso che vi sono tante Chiese nelle quali questi Docenti potrebbero svolgere il loro onorato lavoro come catechisti – pagati dalla curia o dalle offerte dei fedeli- ( invece di avere come catechisti persone, che ,si,sono cristiane ma senza titoli), e magari invece di pagare tutti questi docenti di religione, assumere più docenti di sostegno ( attivi sulle disabilità dei bambini/ragazzi). Questo non vuol dire che per me non devono esserci docenti di religione nella scuola pubblica, e non avere la possibilità di scelta di avvalersi o meno del l'insegnamento religioso,ma ridimensionare questo valore che in un qualche modo ci appartiene, nella speranza che chi vuole professare l'insegnamento a questa religione, in primis ricordi che siamo tutti uguali, senza essere estremista…
    Sicuramente il parroco in quel frangente doveva riflettere attentamente prima di pronunciarsi, tutti in un qualche modo dobbiamo riflettere bene prima di pronunciarci, in quanto a volte convinti del nostro pensiero non ci accorgiamo che discriminiamo, additiamo, critichiamo, escludiamo.


    Fabrizio Guidi:  Per me fa molto vintage mettiamole pure le croci

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