San Giovanni in Persiceto

Mah, oggi non ho trovato nulla da dire o da scrivere sul nostro amato Comune e allora ho voluto andare sulla Enciclopedia Wikipedia per leggermi alcuni cenni sul nostro bel Paese ove ho scoperto e appreso cenni storici e contemporanei di grande curiosità.

Se avete voglia e tempo, leggiamoci un po’ e se vogliamo commentiamo pure, ma non è importante…

San Giovanni in Persiceto (dal 1912 al 1927 Persiceto per spirito anticlericale; San Żvân in dialetto bolognese occidentale) è un comune italiano di 27.227 abitanti in provincia di Bologna; sito a 21 km dalla città di Bologna, ad ovest del torrente Samoggia e del fiume Reno, in una zona di vecchia bonifica,dal gennaio 2012 fa parte dell’Unione dei comuni Terre d’acqua.

Storia

Il territorio del comune di S. Giovanni in Persiceto fu abitato, almeno nella parte alta (meridionale), fin dalla preistoria: per esempio, sono presenti resti dell’antica civiltà del bronzo e della prima età del ferro; sulla base della tradizione classica e della toponomastica si ritiene certa la presenza di comunità galliche. L’occupazione del territorio da parte dei Romani è testimoniata dalle superstiti tracce della centuriazione (II secolo a.C.); non esiste invece traccia o testimonianza di un centro abitato: si può ipotizzare l’esistenza di un vicus, non certo di un oppidum.

Liutprando e il Ducato di Persiceto

Sul Persicetano nell’epoca tardoromana le fonti storiche sono mute o pressoché inesistenti: forse queste terre e queste popolazioni furono toccate dalle invasioni barbariche, certamente dalle alluvioni, le cui conseguenze sono ancora evidenti nella zona ad est della città. Le terre abbandonate tornarono paludose e boscose, fino a quando, sotto il dominio dell’Esarcato di Ravenna, non furono riprese le opere di contenimento delle acque. In epoca bizantina attraversò il territorio una linea difensiva eretta contro i Longobardi, i quali tuttavia, con Liutprando, intorno al 727, la sfondarono ed occuparono, tra gli altri, il castrum Persiceta (prima di quell’anno il toponimo non è documentato). L’azione longobarda portò la nascita, nel 728, del ducato di Persiceto, che comprendeva i due pagi di Monteveglio a sud della via Emilia e di Persiceto a nord. È probabile che risalga ad epoca longobarda la caratteristica forma urbis del vecchio nucleo della città: il Borgo Rotondo.

Dal Contado di Modena al governo di Bologna

Caduto il regno longobardo (774) il distretto altomedioevale di Persiceto (poi San Giovanni in Persiceto) appartenne a lungo al Contado di Modena che si estendeva fino al Samoggia; sul territorio persicetano esercitò la propria supremazia l’abbazia di Nonantola; ma si può ritenere che già nel IX secolo esso passasse al Contado bolognese: infatti è probabile che verso la metà di quel secolo sorgesse la pieve di San Giovanni ad opera dei vescovi di Bologna. Risalgono forse a quell’epoca le prime concessioni ai persicetani di vaste estensioni di terreni incolti e paludosi ad meliorandum da parte degli abati di Nonantola (parte occidentale) e dei vescovi bolognesi (parte orientale): terreni che costituiranno i beni della futura Partecipanza agraria.

Dopo un breve periodo di autonomia (tra il sec. XI e il sec. XII), il Comune di S. Giovanni in Persiceto passò sotto il dominio politico di Bologna, della quale seguì poi le sorti: fu pertanto soggetto alla signoria dei Pepoli, dei Visconti, dei Bentivoglio e, all’inizio del sec. XVI, fu assoggettato definitivamente al dominio pontificio. Il ‘castello’ o ‘terra’ di S. Giovanni in Persiceto nei secc. XIII e XIV si ampliò con la formazione di una seconda cerchia fuori del Borgo Rotondo e con la creazione di altri borghi esterni, circondati, come il castello, da fosse, palancati e porte; ma, a causa della ribellione dei Persicetani, fin dal secondo decennio del Quattrocento il maggior Consiglio di Bologna deliberò di distruggere i borghi esterni e i relativi palancati, di colmare le fosse e di abbattere tutte le costruzioni che potessero servire da fortilizio; i borghi furono distrutti soltanto nel 1481, durante la signoria di Giovanni Il Bentivoglio, mentre negli anni successivi il castello fu munito di nuovi bastioni e terrapieni assumendo la forma rimasta poi fondamentalmente invariata per circa quattro secoli; si deve al Bentivoglio anche la costruzione, verso la fine del sec. XV e su disegno di Gaspare Nadi, del vasto palazzo che nel 1612 fu acquistato dalla comunità e che, più volte modificato, è ancora oggi adibito a residenza municipale.

Negli ultimi lustri del dominio bentivolesco fu avviata l’escavazione del Cavamento, un collettore delle acque dei terreni bassi di S. Agata, Crevalcore e S. Giovanni in Persiceto: vaste zone del territorio persicetano settentrionale divennero coltivabili e abitabili, tanto che nell’ultimo trentennio del cinquecento fu costruita una nuova chiesa e istituita la nuova parrocchia di San Matteo della Decima. Per riconoscenza, a Giovanni Il Bentivoglio i Persicetani donarono una vasta pezza di terreno, sulla quale sorse poi la villacastello “La Giovannina”.

Rivoluzione francese e periodo napoleonico

Persiceto fu occupata dalle truppe rivoluzionarie francesi nel 1796, i territori di Persiceto e di Sant’Agata Bolognese vennero divisi in quattro cantoni. La città di San Giovanni in Persiceto nel 1797 fu annessa al Dipartimento dell’Alta Padusa con Cento capoluogo. Tra il 1798 e il 1799 la vita della comunità venne sconvolta da tumulti, saccheggi e sequestri. Nel 1799, dopo la ritirata dei francesi e dei loro alleati della Repubblica Cisalpina, Persiceto fu invasa dai russi e dagli austriaci, che rapidamente restaurarono l’ancien régime. Con l’istituzione della Repubblica Italiana (1802) San Giovanni in Persiceto ritornò sotto la Prefettura di Cento. Nei primi anni dell’ Ottocento grazie alla costituzione del Regno d’Italia (marzo 1805) non si manifestarono guerre nel territorio persicetano fino alla ristrutturazione del governo pontificio nel luglio 1815.

Persiceto dopo l’unificazione

Persiceto fornì molti volontari nelle guerre di indipendenza prima di essere annesso al Regno di Sardegna nel 1860. Il 7 gennaio 1869 a San Giovanni in Persiceto si verificò una feroce insurrezione di contadini contro la tassa sul macinato reintrodotta dal governo nazionale. Nel corso degli ultimi decenni dell’Ottocento l’istruzione pubblica venne ampliata e l’educazione tradizionale classica venne sostituita da un’istruzione tecnica, le botteghe artigiane si trasformarono in fabbriche con centinaia di lavoratori, imponente fu la produzione di letti in ferro e mobilio venduti anche all’estero, per questo motivo San Giovanni in Persiceto si meritò l’appellativo di piccola Manchester dell’Emilia. Sempre in quegli anni fu istituita la Società di Mutuo Soccorso tra artigianato ed operai e venne costruita la linea ferroviaria. Nel 1872 venne istituita dall’ex soldato garibaldino Teobaldo Buggini assieme all’amico Andrea Costa la sezione del Fascio Operaio, nel 1873 fu registrato il primo sciopero da parte dei lavoratori. Nel 1893 fu fondata la sezione socialista. All’inizio del 20 ° secolo vennero fondati i primi sindacati degli operai e dei contadini, nel 1904 nel comune di San Giovanni in Persiceto fu eletto per la prima volta un rappresentante socialista (Giacomo Ferri), nello stesso anno venne inaugurata la prima Casa del Popolo. Nel 1907 i socialisti presero possesso del comune di San Giovanni in Persiceto e lo ribattezzarono ‘Persiceto’ per spirito anticlericale.

Dopo la prima guerra mondiale ci furono violenti scontri territoriali che portarono al massacro di San Matteo della Decima da parte delle forze pubbliche (5 aprile 1920). Le sfide politiche e sociali di quel periodo furono violente, i fascisti usarono spesso la forza contro i socialisti costringendo molti persicetani a lasciare la città a causa dei loro risentimenti antifascisti altri cittadini vennero incarcerati o messi in confino.

Seconda guerra mondiale

Durante la seconda guerra mondiale, in particolare durante i venti mesi di occupazione tedesca, ci fu una netta resistenza contro i nazisti e i fascisti, i partigiani locali della brigata Garibaldi 63 sabotarono la linea ferroviaria tra Bologna e il Brennero. Le forze partigiane subirono pesanti perdite con i rastrellamenti dell’ Amola (5 dicembre 1944) e di Borgata Città (7 dicembre) e in molte altre occasioni. Nella notte del 20 aprile 1945 le brigate partigiane presero il controllo dei magazzini e delle fabbriche per prevenire la loro distruzione, mentre le truppe alleate entrarono in città la notte seguente. Dopo la liberazione, gli abitanti di Persiceto hanno partecipato con impegno e interesse per le lotte politiche e sociali. Nelle elezioni, i partiti di sinistra (comunista e socialista) vinsero e guidarono insieme il comune fino al 1980 portando la città da un’economia prevalentemente agricola ad un’economia industriale e commerciale.

Monumenti e luoghi di interesse

A San Giovanni in Persiceto ha sede il Museo del Cielo e della Terra, un ente che aggrega più strutture dei Comuni di Terre d’acqua (Persiceto, Sant’Agata Bolognese, Crevalcore, Anzola dell’Emilia, Sala Bolognese e Calderara di Reno) e che è gestito grazie alle associazioni locali di volontariato. Nel comprensorio persicetano si trova un’area dedicata all’astronomia (Planetario e osservatorio astronomico), un Orto Botanico, una piccola area di riequilibrio ecologico detta “La Bora” (all’interno della quale ha sede anche un laboratorio che mostra la vita degli insetti) e, nel centro della cittadina, due aule fungono da laboratorio di fisica.

La Chiesa Collegiata di San Giovanni Battista, iniziata nel 1671 conserva importanti dipinti di pittori bolognesi, tra i quali Guercino, Francesco Albani, Ubaldo Gandolfi, Alessandro Guardassoni. Inoltre il campanile ospita la più antica campana presente nel Bolognese, fusa nel 1318. Il Museo d’Arte Sacra e Quadreria Civica raccolgono opere provenienti da enti ecclesiastici e non di San Giovanni in Persiceto e del circondario. Il patrimonio più antico è costituito da 5 corali miniati da Nicolò di Giacomo attorno al 1370, che costituivano l’apparato liturgico completo della collegiata persicetana. Il Museo conserva inoltre notevoli opere pittoriche che ricoprono un arco cronologico che va dal ‘500 (San Giovanni del Francia) fino ai primi anni del XX secolo (Salomè di Alberto e Fabio Fabbi). Il Museo è visitabile tutte le domeniche dalle 9.00 alle 12.00 e il sabato solo su prenotazione.

San Giovanni in Persiceto è una cittadina tranquilla, con relativo traffico, che si può benissimo attraversare in bicicletta; è dotata di molte aree verdi e parchi per bambini. Di notevole estensione il campo sportivo, che comprende piscine, campi da calcio, piste di atletica e il campo da basket.  😉


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