Buon Anno! E speriamo in un 2010 migliore

Di Pietro, nel suo augurio, invita a liberarsi di questa classe politica corrotta.

Presidente NapolitanoQuesta sera saremo rasserenati dalle pacate e cordiali parole del Presidente della Repubblica italiana, che certo non mancherà di rinnovare i suoi appelli alle istituzioni dello Stato, alle cariche istituzionali ed ai partiti per un confronto civile ed il contenimento dei toni.

Domattina saremo mortificati dall’interpretazione strumentale, parziale e finalizzata ai suoi progetti, che di quel messaggio farà il nostro Presidente del Consiglio.

Siccome l’anno che è passato è stato il più orribile della Repubblica italiana, voglio augurare al nostro caro Paese e a tutti noi  un buon 2010, e che sia un anno migliore del 2009!

E’ stato davvero un anno terribile quello che è passato, che ha visto pregiudicati, corrotti e corruttori, piduisti e mariuoli bivaccare nelle sedi di Governo e nell’opposizione per fare gli affari loro e facendo scempio delle Istituzioni.

In questo anno terribile a causa della crisi abbiamo visto milioni di persone perdere  il lavoro e aumentare il numero delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, le piccole e medie aziende distrutte, e tutto questo nel completo disinteresse del Governo che, aldilà degli annunci eclatanti, ha abbandonato tutti a sè stessi.  I poveretti che sono stati onesti e per bene ed hanno pagato le tasse,  sono stati sbeffeggiati dagli evasori fiscali,  che con una tangente di Stato del 5% si sono salvati e hanno bonificato i frutti dei loro reati.

L’impegno di tutti noi cari amici verso il nuovo anno, è di fare il nostro possibile per liberarci di questa casta politica corrotta ed imbelle, pronta solo a curare i propri interessi e dedita al saccheggio del bene pubblico.

In questo nuovo anno dobbiamo ribellarci alla sistematica cancellazione e manipolazione della memoria, alla  trasformazione della realtà  sostituita da racconti finti e  immagini costruite e diffuse da un’informazione pilotata, padronale e di parte, che racconta i fatti in maniera diversa dalla realtà alle nostre zie e mamme ed ai nostri figli  ipnotizzati, facendo loro credere che tutto va bene o istigandoli a inseguire ideali fantastici di fama e successo.

Il nostro impegno deve essere innanzitutto quello di salvare la nostra democrazia e la legalità cari amici, mai come ora a rischio.

Buon anno a tutti noi,  e a tutte le persone di buona volontà.


Commenti
Sono stati scritti 4 commenti sin'ora »
  1. avatarLeonov - 1 gennaio 2010

    Caro Andrez,
    innanzitutto auguri a te, ai lettori, ai commentatori e agli autori del blog per un 2010 fecondo e pieno di buone notizie (secondo il significato che ciascuno dà all’espressione “buone notizie”).
    Non saprei dire, in tutta franchezza, se questo sia stato il peggiore anno della Repubblica Italiana: i libri di Storia parlano di tempi assai oscuri e nefasti, cui il Destino per fortuna mi ha risparmiato l’onere di assistere.
    Ciò che però so per certo è che da troppo tempo questo mio Paese (nel senso di comunità umana globale che occupa il territorio) fa assai fatica ad assimilare, accettare con convinzione e rendere operative una serie di nozioni che personalmente ritengo parte integrante della normalità democratica di uno Stato di diritto. Concetti senza bandiera e senza colore, puri e astratti e universali come il Sole che ci illumina tutti e la notte che raggiunge ciascuno.
    Non mi sono mai arreso a tale fenomeno e non credo sarò mai in grado di accettare in modo sereno e acritico la singolarità italiana che tanti indicano quasi come fosse un pregio – cosa su cui dissento fermamente.
    Il mio impegno per i prossimi dodici mesi – e tutti quelli a seguire – è di lottare per avere, banalmente e semplicemente, un Paese normale, soggetto come gli altri a fasi storiche più o meno positive, età più o meno felici, parentesi più o meno feconde, ma non già avulso del tutto da ogni canone di coerenza logica.
    Direi che sarebbe un bel progresso arrivare ad una meta del genere; non credi? Una causa per cui spendere ogni stilla di energia, con lo sguardo al futuro e a ciò che ci apprestiamo a lasciare in eredità alle prossime generazioni. Qualcosa per cui rimboccarsi le maniche tutti insieme, da destra a sinistra, senza distinguo di parte.
    Avremo modo di riparlarne in futuro, credo.
    Saluti affettuosi.
    Leonov

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  2. avatarAndrez - 1 gennaio 2010

    Senza dubbio caro Leonov (è un piacere vedere il tuo sampi in questo blog  :) ) avere un Paese Normale comprenderebbe anche avere ben saldi quei valori e diritti che vediamo invece oggi lentamente smantellati come democrazia e legalità.

    Quando nel ’46 è nata la Repubblica le condizioni non erano certo quelle di oggi, ma si guardava avanti ed ogni giorno si migliorava, aggiungendo pezzi alla democrazia ed alla legalità, a volte piccoli altre importanti.
    E’ un cammino che, anche tra momenti difficili e drammatici, è proseguito fino ad oltre un decennio fa.
    Poi qualcosa è successo, il cammino si è interrotto ed ora si sta tornando indietro.

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  3. avatarSamyorn - 1 gennaio 2010

    Buon Anno cari amici!! :)

    …ma si guardava avanti ed ogni giorno si migliorava, aggiungendo pezzi alla democrazia ed alla legalità,…

    La nuova “Casta”, inclusi gli elettori, ormai ha altri valori probabilmente, non più tendenti alla “democrazia e legalità” ma al semplice rendiconto personale.
    La nuova generazione segue poco la politica, per non dire nulla (salvo rari casi), e l’evoluzione è carente anche per questo aspetto.
    Ma pensate davvero che cambiando “regime” le cose miglioreranno? Io non credo. 😉
    Non ci “avveleniamo” il primo giorno dell’anno dai. 😀
    Auguro a tutti un 2010 migliore e sereno!!

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  4. avatarAndrez - 1 gennaio 2010

    Ciao Sam  :)

    Il popolo, i cittadini, le masse, seguono l’esempio dei governanti e delle figure di spicco.

    Se questi per anni si mostrano integerrimi e fanno il proprio dovere onestamente, creano una generazione di persone che cercheranno il meglio per sè e per il Paese.

     

    Questo è il primo passo.

    Poi ci sarà una nazione intera da ricostruire, come alla fine della guerra.

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