Autunno

Stasera l’aria profumo d’autunno

e la nebbia avvolge come una coperta

tiepide luci che aureolano tra terra e cielo

e l’odore riempie i polmoni e l’aria

e già lascia rimpianger primavera

ma poi fra la lattuginosa luce

d’autunno si colora l’atmosfera

e sono il giallo e l’oro rubati al sole

e il rosso dei tramonti a trionfare

tra i rami la nebbia a rallegrare.


Commenti
Sono stati scritti 2 commenti sin'ora »
  1. avatarFausto Cotti - 15 novembre 2011

    Dicono gli astrologi che è naturale prediligere durante il passare delle stagioni, il periodo della propria nascita.
    In effetti, essendo io nato in questo mese lo preferisco a tutti gli altri. Quando qualcuno mi dice che non è vero che sta cambiando il clima penso che sia in malafede. Anche uno stupido ricorderebbe che qui da noi, in questo periodo dell’anno fino a 20 anni fa c’era la nebbia quasi tutti i giorni.
    Oggi un giorno di nebbia è una rarità. 
    Così come il carnevale di fine inverno, l’odore dei tigli della circonvallazione in primavera, l’odore del grano mietuto d’estate (e anche la puzza dello zuccherificio, per fortuna solo un ricordo) Novembre è la nebbia, sia quella che bagna tanto, che quella fitta che si “taglia col coltello”.
    Un caro ricordo che ho da bambino il camminare la sera in silenzio lungo il viale dell’asilo vedendo solo a 2 metri, sentire il cigolio di una bicicletta vedendo il fioco fanalino all’ultimo momento e la figura di un vecchio con cappello e il mantello “la caparèla”.
    Grazie Tiziana per la tua bella poesia. 

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  2. avatarGabriele Tesini - 16 novembre 2011

     

    Bella poesia cara Tiziana e ottimo racconto caro Fausto, ma io aspetto sempre il “Primo giorno di Primavera”, la stagione per me più bella dove tutto si risveglia e fiorisce e si colora. 
    Io sono nato tre giorni dopo il fatidico 21 Marzo.

    PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA … 

    S’aspettava la primavera
    e già il cuor s’allietava
    a cantar quel dolce sonetto
    “zefiro soffia e bel tempo
    rimena.”
    Ma marzo scherzoso,
    l’arlecchino dei mesi,
    fa scender dal cielo,
    fiocchi di neve,
    che tutto ammanta.
    Fan capolino dalla bianca coltre,
    le corolle appena sbocciate
    ed io temo
    per i fiori del mandorlo,
    primo fra glia alberi,
    a fiorire.
    Come sono simili, agli amori fugaci
    che sbocciano e presto muoiono,
    al primo soffio
    di gelido vento!
    Ma il mio saggio cuore
    attende i fiori del ciliegio,
    ultimo a fiorire.

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