Non c’è tre senza la quarta biomassa?

Sono or ora venuto in possesso di questo documento che pubblico di seguito, che attesta che è stata fatta domanda, in data 20/02/2012 dalla Società Agricola San Matteo Biogas, di insediamento di una biomassa a S. Matteo della Decima.

Sarebbe la quarta, ma non aveva detto il Sindaco che la quarta biomassa non sarebbe mai stata autorizzata a S. Giovanni in Persiceto?

A quanto pare la situazione gli sta sfuggendo di mano e forse c’è già anche la richiesta della quinta…
Forse è ora che il nostro Sindaco chiami tutti i cittadini a raccolta insieme a tutti i Comitati “NO BIOMASSE” di Persiceto e con il Presidente dell’Unione Terred’acqua ci mettano a conoscenza di dove vogliono arrivare e fino a che punto presteranno il fianco a questo scempio.

Lunedì sera ero presente con Tiziana, Leonildo e Uber, ad una assemblea a S. Pietro in Casale dove erano presenti:
-Maria Rossi, Comitato spontaneo per Asìa/San Benedetto.
-L’avvocatessa Marzia Calzoni, Presidente del Comitato “Territorio e vita Onlus”.
-Maurizio Lodi, Presidente Commissione Consiliare di Galliera.
-Giovanni Leporati Consigliere Provinciale del PDL che è contro a queste Biomasse.

Si è parlato delle solite cose e dei soliti piani di guerra che ci accingeremo a portare avanti come Unione dei Comitati contro queste biomasse.
Vi scrivo per punti le nuove cose sconcertanti di cui siamo venuti a conoscenza:

Maurizio Lodi:
Il biogas è uno scandalo e il PD non ha una posizione chiara, dove il PD è all’opposizione sta contrastando con le nostre stesse argomentazioni, la costruzione delle biomasse.
Le Società estere vengono in Italia a costruire e ci portano via gli incentivi.
Sui terreni si fa la media del pollo, Imola ha una sola biomassa e Bologna e Ferrara 36 e fanno la media della Regione dicendo che non sono utilizzati più del 10% dei terreni agricoli, ma se a Imola c’è una sola biomassa e a Bologna e Ferrara ce ne sono 36, di quale media parliamo?

Marzia Calzoni,
Impianti che sono solo l’espressione di speculazione economica e incuranti delle produzioni agricole e la salvaguardia della salute e dei cittadini del territorio.
Ci sono rischi di smaltimento di rifiuti inquinanti distruggendo i terreni e i territori che non produrranno più cibo.
Dicono che le biomasse sono di interesse pubblico dimenticando che esse non producono posti di lavoro, desertificano i terreni, inquinano l’aria, filiera lunga e inquinamento di scarichi dei camion.
Aumento dei prodotti alimentari che non si producono più e svalutazione degli immobili vicini alle case.
Ma udite udite che cosa devo sentire da un esponente del PDL Provinciale, non ho parole e il mondo si stà rovesciano?

Giovanni Leporati – PDL,
Gli amministratori che autorizzano queste biomasse non pensano al popolo, e i cittadini sono stati totalmente ignorati e questo è un errore politico imperdonabile.
Partiti collusi con le ditte costruttrici, ma perchè a Rimini, Imola e nel triangolo del Grana Padano, Piacenza, Parma e Reggio dicono no, e non si fanno? Perchè le dobbiamo ricevere solo noi? Andate e andiamo dai Sindaci a rompere le scatole.
A Mascarino i cittadini hanno saputo solo dopo che il Sindaco aveva dato l’autorizzazione e i lavori erano già iniziati, modello Biancolina, ma è quasi sempre così.

Bene, vi ho riassunto alcune problematiche emerse e nel mio intervento ho detto che non dobbiamo mollare, l’Unione dei Comitati deve continuare la lotta e fare anche una grossa manifestazione in Regione dove andare in tanti a manifestare contro queste amministrazioni e amministratori silenti.
Ma dulcis in fundo vi ho tenuto la chicca finale, sapete chi erano convocati all’assemblea?- Roberto Brunelli, Sindaco di S. Pietro in Casale e Sergio Maccagnani, Sindaco di Pieve di Cento… Secondo voi sono venuti? Assolutamente no, adducendo che essendoci un Consigliere Provinciale PDL essi non ritenevano di venire perchè la serata avrebbe preso una piega troppo politica.

Poi il PD di S. Pietro in Casale ha fatto volantinaggio fuori dalla posta della sala dove ha ancora una volta detto, (sintetizzo): “Noi siamo d’accordo per l’installazione delle biomasse ma … non siamo d’accordo“.

Ma allora, è mai possibile che questo PD su questa questione si sia impelagato fino al punto di essersi fatto superare da un Consigliere del PDL che almeno per questo argomento pare abbia le idee chiare?
E’ mai possibile che io e tutti i cittadini che hanno votato questi amministratori di sinistra perchè credevano che essi fossero i loro guardiani attenti a non cadere in politiche scellerate di stampo Pdiellino e che saremmo stati ascoltati qualora la politica avesse imboccato la strarda sbagliata?
Concludo dicendo che è sicuramente possibile che se questo PD locale e nazionale non si ravvede al più presto perderà un fracco di voti alle prossime elezioni!

_____________________________

 

PROVINCIA DI BOLOGNA
SETTORE AMBIENTE
SERVIZIO TUTELA AMBIENTALE E SANZIONI
DETERMINAZIONE SENZA IMPEGNO DI SPESA

Oggetto: Procedimento amministrativo per il rilascio dell’Autorizzazione Unica alla costruzione e all’esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile (potenza elettrica 999 kW) ai sensi dell’art.12 D.Lgs.387/2003 in Via La Fontana (foglio 38, part. 43,61,70).
Indizione della Conferenza dei Servizi ai sensi dell?art. 14 e ss. della L. 241/90 e s.m.i.

Il DIRIGENTE DEL SERVIZIO TUTELA AMBIENTALE E SANZIONI

Decisione
1. Indice la Conferenza di Servizi ai sensi dell’art. 14 e ss. della L. 241/90 e s.m.i. per l’acquisizione
di ogni autorizzazione, concessione, approvazione, parere e nulla osta comunque denominato,
nell’ambito del procedimento amministrativo per il rilascio al Proponente, San Matteo Biogas (P.I.
03162411205; sede legale via Collamarini 14, Bologna), dell’Autorizzazione unica alla costruzione
e all’esercizio di un impianto di produzione energetica da biogas e delle infrastrutture connesse
costituite da un impianto di rete di connessione di lunghezza inferiore a 500 mt. da ubicarsi nel
Comune di San Giovanni Persiceto in Loc. La Fontana Fg.38 mp. 43,61,70;

2. stabilisce che alla Conferenza dei Servizi partecipano, per l’espressione delle determinazioni di
rispettiva competenza :
Comune di San Giovanni in Persiceto:
Parere di compatibilità urbanistica e territoriale del progetto agli strumenti urbanistici comunali
Autorizzazione degli scarichi civili
Valutazione del piano traffico in relazione alla viabilità comunale

Provincia di Bologna:
Parere di compatibilità urbanistica e territoriale del progetto di impianto a biogas al P.T.C.P.
Parere di compatibilità urbanistica e territoriale dell’elettrodotto (infrastruttura connessa) al P.T.C.P.
Autorizzazione alle emissioni in atmosfera
Autorizzazione agli scarichi in acque superficiali
Valutazione del piano traffico in relazione alla viabilità provinciale

Consorzio Bonifica Renana:
Parere in merito all’invarianza idraulica

Arpa:
parere tecnico di competenza

AUSL:
parere tecnico di competenza

Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni
USTIF
UNMIG
Comando militare Esercito Emilia-Romagna
Aeronautica Militare Italiana
Comando Dipartimento Militare Marittimo
pareri/nullaosta per la costruzione dell’elettrodotto;

– Ai sensi dell’art. 14-ter, comma 2-ter della L. 241/1990, le Società Enel Distribuzione e Telecom
Italia Spa sono state invitate a partecipare ai lavori della Conferenza di Servizi, senza diritto di
voto, in quanto gestori di pubblici servizi competenti per l’area;

– il Proponente l’istanza partecipa ai lavori della Conferenza dei Servizi senza diritto di voto, ai
sensi dell’art. 14-ter, comma 2-bis, legge 241/1990 e s.m.i.;

– alla Conferenza dei Servizi eventualmente parteciperanno altri soggetti che, in base alle
risultanze istruttorie, risultino interessati dalla realizzazione delle opere in oggetto;

– la Conferenza dei Servizi valuta il progetto allegato all’istanza, apportando, ove occorrano,
opportune modifiche allo stesso;

– la Conferenza dei Servizi sarà presieduta dal Dirigente del Servizio Tutela e Sanzioni Ambientali
o dal Responsabile dell’U.O. Procedimenti amministrativi. In caso di impedimento, il medesimo
Dirigente potrà delegare altro funzionario della Provincia di Bologna ;

– le funzioni di segreteria della Conferenza dei Servizi saranno svolte dal Responsabile del
Procedimento – ovvero da altro funzionario delegato – il quale curerà anche tutti gli adempimenti
successivi alla seduta;

– copia del presente provvedimento sarà trasmessa a tutti i soggetti convocati, possibilmente
tramite posta elettronica certificata, contestualmente alla comunicazione della data e del luogo
della prima riunione della Conferenza dei Servizi;

3. dà avviso che il progetto integrale dell’impianto verrà pubblicato sulla pagina tematica
dell’Energia del sito web Provinciale: http://www.provincia.bologna.it/ambiente/Engine/RAServePG.php/P/311911030404/T/
Procedimenti-di-AU-in-corso – entro 7 giorni dalla pubblicazione della presente Determinazione
Dirigenziale all’Albo Pretorio Telematico della Provincia di Bologna e che rimarrà a disposizione di
chiunque abbia interesse a consultarlo fino alla conclusione del procedimento unico;

4. dà avviso che, a norma dell’art.10 della L.241/1990, i soggetti nei cui confronti il provvedimento
produrrà effetti, quelli che per legge devono intervenire nel procedimento e quelli che interverranno
ai sensi dell’art. 9 della L.241/1990, hanno diritto di presentare all’U.O. Energia, memorie scritte
e documenti che l’Amministrazione Provinciale ha l’obbligo di valutare ove siano pertinenti
all’oggetto del procedimento;

5. dà atto che il progetto pubblicato on web verrà aggiornato in tempo reale, in caso di
modificazioni/integrazioni apportate nel corso del procedimento in oggetto.

Motivazione
In data 20/02/2012 la Società Agricola San Matteo Biogas ha presentato alla Provincia di Bologna
una istanza per il rilascio, ai sensi dell’art.12 del D.Lgs. 387/2003, dell’Autorizzazione unica alla
costruzione e all’esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica mediante
sfruttamento del biogas derivante da biomasse, e delle infrastrutture ad esso connesse.
Il progetto allegato all’istanza, risulta conforme agli strumenti urbanistici del Comune di San
Giovanni in Persiceto ove vorrebbe insediarsi l’impianto e non interesserà aree tutelate dall’art. 142
c.1 lett c) del D.Lgs. 42/2004
L’avvio del procedimento amministrativo è stato comunicato al Proponente in data 06.03.2012.
Per l’acquisizione di tutte le autorizzazioni, concessioni, approvazioni, pareri e nulla osta sopra
citati, si ritiene necessario provvedere, ai sensi dell’art. 12, comma 3, del D.Lgs. 387/2003,
all’indizione di una Conferenza dei Servizi con le modalità di cui agli artt 14 e ss. della L.241/90 e
s.m.i.
Bologna, 12/03/2012
Il Dirigente responsabile
VALENTINA BELTRAME

Documento prodotto e conservato in originale informatico e firmato digitalmente ai sensi dell’art.
20 del ‘Codice dell’Amministrazione Digitale’.


Commenti
Sono stati scritti 11 commenti sin'ora »
  1. avatarMarco detto felico - 21 marzo 2012

    La locuzione latina Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur, tradotta letteralmente, significa mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata (Tito Livio, Storie, XXI, 7, 1).
    La locuzione esatta è Dum ea Romani parant consultantque, iam Saguntum summa vi oppugnabatur; la frase non è pronunciata dagli ambasciatori di Sagunto per chiedere l’intervento di Roma per respingere l’assedio che nel 219 a.C. il generale Cartaginese Annibale Barca aveva posto alla città, ma è l’amaro commento di Livio alla situazione.
    Roma tergiversò e dopo otto mesi di combattimenti la città si arrese e Annibale la rase al suolo.
    Spesso si cita solo la prima parte della locuzione (dum Romae consulitur) nei confronti delle persone che perdono molto tempo in consultazioni continue senza prendere una decisione, in un contesto che invece richiederebbe rapide decisioni.
    Perchè ho riportato il commento di cui sopra?
    Semplicemente perchè la legge nazionale sugli impianti per la produzione di biogas “nacque” col penultimo governo Berlusconi, le amministrazioni locali (in Emilia Romagna a maggioranza PD) avrebbero dovuto preparare i piani energetici e, dopo, pianificare sul territorio gli “interventi” di risparmio e produzione energetica.
    Ne sapete qualcosa voi? Avete sentito le opposizioni “stracciarsi le vesti” o fare interrogazioni quando son cominciate le autorizzazioni a raffica per gi impianti a biogas?
    Ora i cittadini incattiviti dopo oltre un anno di “sbeffeggiamenti” alle varie assemblee (ricordate i commenti alle nostre perplessità? Non siete professori!… Abbiamo portato i professori e non vengono più loro…) improvvisamente cominciano a trovare consenso ed appoggio da parti di esponenti di ambo le “parti politiche” (come PD e PDL) che si “ricordano” dei cittadini.
    Onestamente non ho trovato strano che i due sindaci in causa si siano “dati alla macchia” per ovvi motivi di “confusione & delirio” del loro stesso partito che pare voler tenere i piedi in due scarpe…
    Saranno le elezioni in arrivo il prossimo anno? Sarebbe un ottimo motivo anche per convincere un consigliere dell’opposizione (PDL) ad avversare ciò che loro stessi avevano votato al governo? Perchè tanto interesse solo ora?
    Non vorrei pensare male ma…a volte ci si azzecca (purtroppo)…
    Anche perchè di questa classe politica (di tutti gli schieramenti) ne abbiamo subìto il governo nell’ultimo decennio e sinceramente sono un poco stufo di sentirli pontificare su questo e quello quando neppure un anno fa erano quei quattro gatti dei cittadini ad essere additati come “fastidiosi paranoici senza ragioni” !!

    Cordiali saluti ma temo sia ora che i cittadini siano ascoltati e non corteggiati…

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  2. avatarTiziana Ferrari - 21 marzo 2012

    Vorrei sottolineare i forti danni che queste centrali creano, che non sono solo ambientali, ma economici: queste centrali mangiano, mangiano talmente tanto che non basta l’Emilia Romagna intera a sfamarle, mangiano talmente che si distruggerà tutta l’agricoltura italiana e considerato che l’Europa ha tolto i dazi al Marocco e la Russia, ha messo i dazi sul nostro vino (ma non su quello francese) e considerato che le aziende che investono e prendono gli incentivi in gran parte sono tedesche, mi chiedo se l’Europa (e i nostri palamentari europei) non abbia intenzione di trasformare il nostro bel paese in una discarica/colonia…. da riempire di rifiuti e di prodotti agricoli di scarso valore…. Non è che l’ Europa si è accorta del nostro “oro” e lo vuole tutto per se?? Quali interessi si celano dietro
    una regione che investe nelle centrali biomasse/ biogas e non nel fotovoltaico sui tetti o sulla ricerca???

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  3. avatarMarco detto felico - 21 marzo 2012

    Qui cambiamo argomento, basterebbe fare come gli Svizzeri:

    Svizzera: per ora niente libero scambio agricolo con la UE. Il Consiglio federale deve sospendere i negoziati con la UE in vista di un accordo di libero scambio agricolo. Contro il parere della sua commissione e del Consiglio federale, gli Stati hanno accolto una mozione in tal senso – già approvata nel giugno 2011 dal Nazionale – per 26 voti a 16. La mozione presentata da Christophe Darbellay (PPD/VS) prevede di sospendere le trattative fino alla conclusione del ciclo di Doha sull’agricoltura dell’Organizzazione mondiale del commercio. Al termine del dibattito hanno quindi prevalso i timori di coloro che considerano un accordo di libero scambio una minaccia esiziale per l’agricoltura elvetica. Secondo alcuni studi, infatti, il reddito dei contadini in caso di apertura del mercato agricolo potrebbe ridursi della metà, obbligando molti di loro – già in difficoltà – a chiudere i battenti. Per gli scettici, i prospettati vantaggi di un apertura verrebbero chiaramente superati dagli svantaggi, come un calo della qualità dei prodotti. 
    Fonte: http://www.tio.ch
    Data di pubblicazione: 19/03/2012

    Ma noi abbiamo degli europarlamentari “troppo avanti” che, tra tante stupidaggini, hanno firmato l’ultimo accordo UE-Marocco ad occhi chiusi!
    Se poi recupero nuovamente la lista degli europarlamentari italiani vediamo che, per la maggioranza, sono “cugini” dell’affaire biogas…
    Perciò nulla di nuovo sotto il sole… Se il cittadino sceglie i propri governanti ne condividerà le scelte… o no?!
     

     

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  4. avatarMarco detto felico - 21 marzo 2012

    Le scelte fatte sono di incentivare la “coltivazione di energia” importando l’alimentare a basso costo da paesi terzi…
    Così si mantiene il costo del cibo basso e facciamo felici i consumatori!
    Ma a me fa inc…are chi si lamenta di 1 Kg di mele a 2€ mentre quasi non gli bastano per fare colazione tutti i giorni acquistando 7g di polvere di caffè in acqua calda e 80g di una brioche !

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  5. avatarCrazy57 - 22 marzo 2012

    Gabriele, mi meraviglio di te. Già da tempo si diceva di questa nuova biomassa… Quindi non è una novità, è solo il prosieguo di una solenne presa per il **** che il caro Mazzuca ci propina, con le sue mani legate. Il resto è filosofia. Sob !

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  6. avatarAndrea Cotti - 22 marzo 2012

    Ciao Marco, grazie per i tuoi commenti e benvenuto nel Blog.  :)

    Ecco qui la misura della nostra impotenza di fronte al potere, in questo caso proprio locale.

    Siamo troppo distratti dalle vicende della nostra vita quotidiana, dall’egocentrismo e dal disinteresse inculcato via tubo catodico da 20 anni di berlusconismo, del “tanto ci penserà qualcun’altro” – tanto non è neanche vicino a casa mia – è vicino a casa mia ma che palle mobilitarsi !

    No, non ci pensa nessun’altro, e se ci lasciamo distrarre, se ce ne infischiamo dei problemi e delle male gestioni, se li rivotiamo questi politici – come dice giustamente Marco –  questi poi ci propinano-impongono di tutto.

    La mobilitazione cari amici, organizzarci in gruppi civici consapevoli e attivi come in questo blog diviene sempre più urgente e indispensabile per chi ritiene di non continuare a subire queste umilianti imposizioni -e la devastazione del territorio- in silenzio.

    E’ ora di indignarsi, e di organizzarsi meglio.  😉

    … per esempio, nel documento d’apertura si dichiara che “… Il progetto allegato all’istanza, risulta conforme agli strumenti urbanistici del Comune di San Giovanni in Persiceto ove vorrebbe insediarsi l’impianto e non interesserà aree tutelate dall’art. 142 c.1 lett c) del D.Lgs. 42/2004 “.
    Ma è proprio così?
    Se fossi uno dei cittadini di Decima che dovranno cuccarsi la biomassa prossima ventura, … ma anche se fossi solo un cittadino qualsiasi di Persiceto, che oramai siamo circondati, comincerei col chiedermi se è vero quanto là dichiarato. E comincerei a documentarmi, verificando di persona se Il progetto allegato all’istanza, risulta conforme agli strumenti urbanistici del Comune di San Giovanni in Persiceto ove vorrebbe insediarsi l’impianto e non interesserà aree tutelate dall’art. 142 c.1 lett c) del D.Lgs. 42/2004.
    E poi, identificata l’immancabile inconformità inizierei immediatamente a produrre e presentare esposti alla Magistratura. :)

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  7. avatarGabriele Tesini - 22 marzo 2012

    Purtroppo cara Crazy io sono un sognatore e a volte penso che quando qualcuno da una parola o afferma dei principi, si batta per essere coerente con quanto detto, al limite se cambia idea, che è possibile, lo motivi.

    Ma purtroppo non è così e la politica e i politici odierni sono servi degli affari e dei partiti i quali essendo, chi più chi meno, corrotti e falliti, devono poter costruire o cambiare ogni cosa ma a loro favore e non più a favore dei cittadini.

    Ed è per questo che essi non ti rispondono più e vanno avanti a testa bassa per la loro strada.

    La scuola del Puttaniere ha invaso tutto e tutti e anche i così detti Tecnici che oggi sono al Governo non sono altro che la lunga mano della politica fallita che non essendo riuscita a mettercelo in quel posto, hanno delegato loro con il placet dell’opposizione.

    Ma cosa ho detto, opposizione? Ma opposizione a chi e a che cosa?

    Comunque, tornando a noi, vi copio-incollo tre documenti interessantissimi che ci dicono che noi Comitati continueremo la nostra battaglia consapevoli che loro non cambieranno una virgola delle loro decisioni, ma che alle prossime elezioni gliela faremo pagare cara, triste finale, ma inevitabile.

    PROVINCIA DI BOLOGNA
    MANIFESTO SULLE ENERGIE RINNOVABILI DA BIOMASSA IN AGRICOLTURA
    ISTITUZIONI, IMPRESE AGRICOLE, TERRITORIO,
    INSIEME PER CONDIVIDERE PRINCIPI E SCELTE SOSTENIBILI
    Le energie rinnovabili: la sfida di un territorio moderno
    Siamo tutti consapevoli che il processo di esaurimento delle fonti fossili pone un’ipoteca
    sulle future possibilità di approvvigionamento energetico: la strada tracciata con forza
    dall’Unione Europea, già concretizzata sul nostro territorio dal Piano Energetico
    Regionale, vede nelle energie rinnovabili il modo di produrre energia pulita e
    contemporaneamente di limitare l’anidride carbonica emessa in atmosfera. In Europa gli
    impianti per la produzione di energia rinnovabili sono ormai molto diffusi; ma anche sul
    nostro territorio gli investimenti nella green economy rappresentano una importante
    opportunità economica.
    Le energie rinnovabili da biomassa: di che si tratta
    La normativa italiana considera fonti di energia rinnovabili il sole, il vento, le risorse idriche,
    le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e l’insieme dei prodotti vegetali o dei
    residui organici. Questa ultima categoria è meglio conosciuta con il termine di biomassa,
    che indica una grande quantità di materiali, di natura estremamente eterogenea ma
    comunque organica. Quando parliamo di impianti a biomassa, solitamente facciamo
    riferimento a tecnologie che utilizzano come input prodotti vegetali derivanti da colture
    dedicate o scarti, o sottoprodotti di produzioni agricole e agroalimentari.
    Le energie rinnovabili: una importante opportunità per le imprese agricole
    L’agricoltura bolognese ha intrapreso da anni percorsi importanti di differenziazione: le
    nostre imprese agricole si sono aperte alla ricettività, alla ristorazione, all’integrazione
    sociale, alla didattica.
    Siamo consapevoli, Istituzioni ed Associazioni di imprese, che la nostra agricoltura,
    fondamentale sia come fonte di reddito, sia come presidio del territorio, per rimanere forte
    e salda deve trovare forme nuove di utilizzo delle produzioni della terra. Ancora di più in
    questo periodo, dopo gli anni della crisi globale che hanno portato ad una contrazione dei
    consumi, accompagnati da un aumento dei costi di produzione e da una diminuzione dei
    prezzi di vendita per i produttori. Ma gli agricoltori bolognesi sono tenaci e, pur in questa
    fase di difficoltà, investono, innovano, diversificano impegnandosi per la crescita delle
    rinnovabili, che generano un reddito integrativo per l’impresa, creano nuovi posti di lavoro
    e contribuiscono al bene comune attraverso la produzione di energia pulita.
    Gli impianti a biomassa: le opportunità
    La produzione di energia rinnovabile è origine di molteplici aspettative sia economiche che
    ambientali. La digestione anaerobica è una delle possibili soluzioni che sta prendendo
    piede. La filiera ha il vantaggio di poter utilizzare quasi tutte le biomasse disponibili sul
    mercato o già presenti nell’azienda agricola senza trasformazioni particolari.
    Gli impianti a biomasse: le critiche e le nostre risposte
    Viene spesso rilevato che gli impianti a biomasse hanno un impatto significativo sul
    territorio e che la loro diffusione porta ad un impiego eccessivo del terreno agricolo in
    colture dedicate, rischiando di trascurare produzioni più consolidate. Non è così: i nostri
    impianti al contrario favoriscono il mantenimento dell’attività agricola, favorendo, nel caso
    di utilizzo di scarti di produzione, processi a ciclo chiuso ed un uso oculato del suolo
    (coltivazioni nel rispetto delle migliori rotazioni agronomiche e accrescimento della fertilità).
    Molte persone credono che gli impianti a biomassa generino eccessive emissioni in
    atmosfera, rumore, cattivi odori, traffico per la movimentazione connessa agli
    approvvigionamenti. Non è così: gli impianti sono progettati e realizzati nel pieno rispetto
    della legge che prevede limiti molto severi ed a completa tutela della salute pubblica;
    Provincia e Comuni garantiscono il rispetto della normativa attraverso severe procedure
    autorizzative e attività di monitoraggio successive.
    Imprese e istituzioni: principi ed impegni condivisi a favore degli agricoltori e del
    territorio
     crediamo che il mondo delle rinnovabili rappresenti per le imprese agricole bolognesi
    un’importante opportunità; pertanto sosteniamo gli impianti a biomasse di piccola
    taglia promossi e gestiti dalle imprese agricole, per valorizzare e favorire la
    multifunzionalità e contribuire al bilancio energetico del nostro territorio;
     vogliamo valorizzare i progetti che prevedono:
    ◦ l’impiego di sottoprodotti agricoli e zootecnici nonchè l’utilizzo delle coltivazioni
    dedicate nel rispetto delle buone pratiche agricole e delle corrette rotazioni
    colturali nello sviluppo della filiera corta;
    ◦una maggiore utilizzazione degli scarti agroalilmentari;
     per non creare turbative sul mercato fondiario, ogni impianto dovrà dimostrare in sede
    di autorizzazione di essere autonomo nell’approvvigionamento di biomasse, anche
    attraverso locazione di nuovi terreni; promuoveremo inoltre nuovi modelli di
    associazionismo tra imprese agricole, per creare bacini energetici che coinvolgano
    aziende localizzate in prossimità degli impianti;
     per ridurre i conflitti che inevitabilmente si creano tra cittadini e impianti di grandi
    dimensioni, dovuti all’uso promiscuo urbano/rurale di un territorio che prima ospitava
    solo funzioni agricole, individueremo aree preferenziali dove realizzare gli impianti, nel
    rispetto del Decreto che riconosce in tali impianti opere di pubblica utilità e nel rispetto
    del PTCP che riconosce nell’attività agricola quella da favorire nel territorio rurale;
    considereremo la possibilità di fare accordi con i soggetti attuatori per ottenere la
    migliore localizzazione. Chiediamo che la normativa nazionale sia modificata per
    consentire ai Comuni di governare il territorio, in una logica di area vasta,
    promuovendo gli impianti compatibili ed integrati con il mondo agricolo.
     siamo consapevoli che i cittadini temono i possibili effetti negativi degli impianti, che
    solitamente si manifestano in corrispondenza di una deficitaria progettazione,
    realizzazione o gestione degli impianti e pertanto possono essere efficacemente
    prevenuti mediante l’adozione di particolari accorgimenti costruttivi, e tramite una
    corretta pratica gestionale. La normativa regionale definisce le misure strutturali e di
    monitoraggio che consentono di mitigare gli impatti ambientali e pertanto porremo
    particolare attenzione agli aspetti tecnici nella fase autorizzativa;
     riteniamo che il processo di analisi e valutazione di un progetto debba essere svolto in
    modo trasparente, garantendo una costante comunicazione con i cittadini; le imprese
    agricole sono felici di accogliere i cittadini in azienda, per mostrare il funzionamento
    degli impianti e la loro sicurezza;
     la libertà dell’iniziativa imprenditoriale, se realizzata nel pieno rispetto della Legge, è
    riconosciuta dalla nostra Costituzione; apprezziamo e siamo orgogliosi delle imprese
    agricole che investono in impianti a biomasse, contribuendo a produrre per tutti noi
    energia pulita.
    Data: 5 Marzo 2012

     
    FIRMATARI DEL MANIFESTO SULLE ENERGIE RINNOVABILI DA BIOMASSA IN AGRICOLTURA
    Bologna lì, 5 Marzo 2012
    LE ISTITUZIONI
    PROVINCIA DI BOLOGNA
    Presidente Beatrice DRAGHETTI
    Comune di Bologna
    Sindaco Virginio MEROLA
    Nuovo Circondario Imolese
    Sindaco Daniele MANCA
    Nuova Comunità Montana Appennino Bolognese
    Sindaco Sandra FOCCI
    Unione dei Comuni Reno Galliera
    Sindaco Vladimiro LONGHI
    Unione dei Comuni Valle del Samoggia
    Sindaco Augusto CASINI ROPA
    Unione Montana Valli Savena-Idice
    Sindaco Giovanni MAESTRAMI
    Unione dei Comuni Terre di Pianura
    Sindaco Carlo CASTELLI
    Unione Granaglione – Porretta Terme
    Sindaco Giuseppe NANNI
    Unione dei Comuni Terre d’Acqua
    Sindaco Claudio BROGLIA
    Associazione intercomunale Valle dell’Idice
    Sindaco Marco MACCIANTELLI
    Comuni di Casalecchio di Reno, Sasso Marconi e Zola Predosa
    Sindaco Simone GAMBERINI
    LE ORGANIZZAZIONI AGRICOLE
    CIA – CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI – BOLOGNA
    Presidente Provinciale Raffaella ZANNI
    CIA – CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI – IMOLA
    Presidente Giordano ZAMBRINI
    COLDIRETTI BOLOGNA
    Presidente Antonio FERRO
    CONFAGRICOLTURA BOLOGNA
    Presidente Gianni TOSI
    CONFCOOPERATIVE BOLOGNA
    Presidente Luigi MARINO
    LEGACOOP BOLOGNA
    Presidente Gianpiero CALZOLARI
    AGCI BOLOGNA
    Presidente Massimo MOTA
    COPAGRI
    Presidente Marco ALBERGHINI

     
     COMUNICATO dell’Unione dei Comitati della Provincia di Bologna
    in risposta al Manifesto emanato dalla Provincia di Bologna in data 5 marzo 2012
    ed in merito al Forum del 16 e del 23 marzo 2012
    L’Unione dei Comitati della Provincia di Bologna non aveva dubbi sul fatto che la
    Provincia, nonostante i gravi problemi irrisolti e le forti tensioni sociali create, avrebbe
    risposto riaffermando la scelta di inseguire gli stimoli di un capitalismo finanziario distorto
    e gravemente malato. Un capitalismo pseudoagricolo concentrato sulla finanza, quella stessa
    finanza il cui unico credo è quello di arricchirsi e che abitua lo speculatore agli incassi facili,
    proprio come lo consente il falso mito di alcune fonti di energie rinnovabili come le centrali
    a biomasse.
    Questa protervia del potere potrà dare a qualcuno un’impressione di forza. Non è forza, è
    arroganza, che la classe politica ha scelto di manifestare in decisioni e comportamenti che
    tentano di annullare la dignità dei Cittadini, per prestare la massima attenzione ai gruppi
    economici che fanno incetta di business finanziari.
    Con questo fine l’attuale classe politica regionale, provinciale e locale sta producendo con
    indifferenza molti scempi, perché scarsa attenzione ho posto sulla coerenza e fattibilità dei
    singoli impianti a biomassa e ancor meno attenzione ha posto alle esigenze e sensibilità dei
    Cittadini. Una finta democrazia, aggiunta a forme di arroganza, possono portare a forti crisi
    sociali, specie quando gli amministratori, comunali, provinciali e regionali, vogliono far
    regnare il silenzio sui temi di rilevanza sociale, silenzi che diventano complicità tra politica
    ed affari.
    La favola degli “agricoltori bolognesi tenaci” potrà illudere chi crede per fede politica o per
    convenienza economica, ma non certo la libera Unione dei Comitati della Provincia di
    Bologna che ha compreso perfettamente che questi “agricoltori” gestori delle centrali
    “agricole” da 0,999 KW, in realtà, hanno rinunciato alle vere attività agricole e a preservare
    le aree a vocazione agricola e quelle con produzioni agricolo alimentari D.O.P., I.G.P.,
    D.O.C., la cui qualità è data dalla salubrità del nostro territorio, attratti dai forti profitti delle
    centrali a biomasse.
    Non si può speculare sul bisogno e sulla necessità di una collettività barattandola con falsi
    modelli di sviluppo economici ed occupazionali, perch’è evidente che questi impianti non
    danno occupazione, ma, creando forme di inquinamento nelle zone interessate, distruggono
    le attività economiche che vi si svolgono, come quelle ricettive di alberghi, ristoranti,
    agriturismi, che fondano la loro capacità attrattiva sulla bellezza del nostro territorio, con
    riduzione dell’occupazione presente e con gravi risvolti sociali.
    E’ un dato oggettivo che le esalazioni puzzolenti, le emissioni inquinanti e l’abnorme
    traffico veicolare generati da questi impianti hanno già gravemente compromesso la vita dei
    Cittadini di Bondeno, Medicina, San Giovanni in Persiceto, Castello d’Argile e San Pietro
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    in Casale, le cui Amministrazioni locali hanno scelto la strada del “quieta non movere et
    mota quietare” (non agitate ciò che è calmo, ma calmate ciò che si agita), nella speranza che
    il tempo smorzasse le tensioni e le reazioni dei Cittadini.
    Questi silenzi voluti e pianificati dagli Amministratori locali, espressione di una rinuncia ad
    essere attori coscienziosi ed attivi nelle trasformazioni del territorio, hanno pregiudicato il
    diritto dei Cittadini di poter dare il loro contributo positivo al tutela della qualità della vita
    del territorio in cui vivono, secondo il principio di buona fede e di leale collaborazione nei
    rapporti tra pubblica Amministrazione e Cittadinanza, sui quali si fonda in ultima istanza
    l’intero sistema di diritto amministrativo.
    Nel prossimo futuro si profila che le centrali a biomassa diventino sempre meno
    complementari ed integrate ai cicli agricoli e sempre più complementari e integrate a quelli
    dei rifiuti, passando così dal biogas al biometano. Concordiamo con il Prof. Michele Corti,
    quando afferma che “il quadro è chiarissimo. Prima si crea una marea di centrali a biogas
    poi si dice che per non rovinare l’agricoltura e per non “bruciare” troppo cibo, che non
    sarebbe troppo etico, è bene cercare altri “substrati”. Già oggi i tecnici ammettono che la
    potenzialità di digestione di biomasse delle centrali lombarde (saranno 500 a breve) crea
    una “domanda” eccessiva rispetto all’offerta disponibile. Giocoforza andare a prendere
    qualcos’altro, qualcosa per cui la gente paga per far scomparire. E chi la offre non manca.
    Controllare centinaia, migliaia di centrali “agricole” a biogas o a biomasse è molto più
    difficile che controllare pochi inceneritori. In più c’è anche il vantaggio che alla gente
    questi sistemi subdoli di smaltimento rifiuti li contrabbandi come un modo per “salvare il
    pianeta”. Il gioco è ormai chiaro. L’aspetto più immorale e pericoloso del biogas non sono
    i 28 cent a kWh, non è la sordida speculazione. Quest’ultima è solo un’esca pensata dal
    “cervello”, dalla lobby. Il rischio è lo smaltimento di matrici contaminate con rischi dal
    punto di vista chimico e microbiologico gestite in un vortice di scarti e rifiuti che viaggia
    ovunque, un vortice in cui le ecomafie possono avere ampia possibilità di agire … Con le
    biogas il rischio è che le porcherie vadano a contaminare i terreni agricoli di mezza Italia.
    E poi cosa mangeremo? ” (http://www.ruralpini.it/).
    Leggiamo testualmente nel Manifesto della Provincia: “… i nostri impianti al contrario
    favoriscono il mantenimento dell’attività agricola …”. L’Unione dei Comitati della
    Provincia di Bologna prende atto che anche i membri delle Istituzioni, sottoscrittori del
    documento, sarebbero proprietari degli impianti, il che spiegherebbe le ragioni dell’intesa
    tra politica ed affari.
    Vero è che :
    ¾  gli impianti a biomassa generano pochissimi posti di lavoro ma ne sottraggono molti
    come conseguenza di un diverso modo di coltivare la terra;
    ¾  gli impianti a biomassa hanno ripercussioni devastanti sul sistema viario in termini di
    traffico, di sicurezza e di impatto sulle strutture stradali;
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    ¾  gli impianti a biomassa determinano un radicale deprezzamento del valore degli
    immobili limitrofi, in un momento in cui i Cittadini devono far fronte ad una pesante
    crisi economica e, in molti casi, al pagamento di mutui sugli stessi immobili;
    ¾  l’utilizzo di materie agricole quali il mais, sorgo, erba medica per alimentare un
    digestore da 0,999 KW, è stimabile in un Ha di terreno coltivato al giorno e produce i
    seguenti problemi:
    ·  crea una bolla speculativa sugli affitti dei terreni destinati al mais, al sorgo e
    ad altri insilati, usati come carburante energetico piuttosto che come foraggio
    per animali;
    ·  determina l’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, venendo a mancare il
    terreno destinato al cibo per l’alimentazione umana;
    ·  causa l’importazione di prodotti agricoli da altri paesi con la vanificazione del
    risparmio energetico dovuto ai trasporti;
    ·  comporta la svalutazione dei prodotti agricoli tipici della tradizione italiana e
    di qualità, tra cui il marchio D.O.P. e I.G.P.;
    ·  vanifica la mancanza di tracciabilità dell’origine dei prodotti con seri rischi
    per la salute.
    Riguardo il tema dell’informazione sulla realizzazione di questi impianti, si può affermare,
    senza timore di smentita, che sinora è mancata ogni considerazione da parte della Provincia
    e della maggior parte delle Amministrazioni locali dei processi partecipativi e di una
    corretta e puntuale informazione, nonché del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte
    rilevanti per quanto riguarda la salute, l’ambiente, la qualità della vita nel territorio in cui
    vivono.
    I soggetti portatori di interessi che intendono intervenire, ai sensi dell’art. 9 L. 241/1990 e
    segg., nei procedimenti amministrativi per esercitare il loro diritto di formulare osservazioni
    in merito al progetto dell’impianto, si trovano ostacolati sin dall’acquisizione dei
    documenti.
    Infatti, l’Autorità procedente, al momento della presentazione dell’istanza di accesso agli
    atti, oppone il termine massimo di trenta giorni per il rilascio degli stessi, paralizzando di
    fatto ogni iniziativa dei soggetti intervenienti, poiché il procedimento, ove essi intendono far
    valere il loro interesse, prosegue e talvolta giunge anche al termine.
    Questo fa capire quanto sia grave il tradimento della democrazia e del rispetto della legalità,
    laddove si consideri che, secondo l’art. 22, co.2, della L. 241/1990, l’accesso ai documenti
    amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio
    generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurare
    l’imparzialità e la trasparenza, ed attiene ai livelli essenziali delle prescrizioni concernenti i
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    diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi
    dell’art.117, secondo comma, lettera m) della Costituzione.
    Tale comportamento delle Autorità procedenti viola anche il principio d’imparzialità sancito
    dall’art. 97 della Costituzione, da intendersi sia come divieto di qualsiasi forma di
    favoritismo nei confronti di alcuni soggetti, in questo caso il proponente, sia come ugual
    diritto di tutti i cittadini ad accedere ai servizi erogati dalla pubblica amministrazione.
    In questo ambito, il principio d’imparzialità è il presidio dell’attività amministrativa
    orientata alla valutazione esauriente di tutti gli interessi da prendere in considerazione e, in
    questo senso, l’imparzialità impone di considerarli puntualmente e comparativamente, in
    modo tale che la scelta concreta sull’an e sul quomodo dell’agire amministrativo sia il
    risultato di un’esatta e completa ponderazione di interessi. In tale ottica, la manifestazione
    del principio dell’imparzialità è la stessa procedimentalizzazione dell’attività
    amministrativa.
    E’ proprio il procedimento amministrativo che permette il confronto dialettico e trasparente
    di tutti gli interessi attinti dall’agire amministrativo; è proprio il procedimento che riveste di
    forma e quindi di garanzie l’attività amministrativa. Ne consegue che la facoltà di
    intervenire nel procedimento, prevista dall’art. 9 L. 241/1990 e segg., dovrebbe essere
    interpretata nel senso più ampio, consentendo la partecipazione personale e diretta dei
    soggetti portatori di interessi in tutte le fasi del procedimento amministrativo di A.U., al pari
    del soggetto proponente.
    Questa sarebbe una seria espressione di partecipazione e di trasparenza, non la risibile
    proposta di visite guidate all’interno degli impianti a biomassa, quasi si trattasse di centri di
    benessere.
    In conclusione, il Manifesto della Provincia e gli stessi argomenti di questo forum purtroppo
    evidenziano che la libertà dell’iniziativa imprenditoriale sovrasta i rischi per la salute e le
    conseguenze negative per l’ambiente e l’economia dei nostri territori. E’ ormai chiaro che
    solo a coloro che hanno interessi personali può far gioco affermare l’utilità e la convenienza
    dell’uso delle biomassa per produrre energia nel nostro territorio.
    Bologna, 16 marzo 2012.
    Unione dei Comitati della Provincia di Bologna
    Comitato di Medicina
    Comitato di Castenaso
    Comitato di Amola Persiceto
    Comitato Mezzolara per l’Ambiente
    Comitato S. Pietro in Casale

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  8. avatarSLIM - 22 marzo 2012

    Carissime/i
    chi scrive ricopre diversi incarichi, ma in questo caso specifico mi qualifico come Presidente della Consulta di San giacomo in Martignone (dove abito) per chiedere di poter avere un incontro con chi può darmi informazioni a proposito dell’impianto di biomassa in fase di ultimazione che è in località Le Budrie, adiacente alla mia frazione.
    Chiedo di poter confrontarmi perchè vi è fra i residenti (di cui il mio ruolo istituzionale mi impone di fare da portavoce) molta apprensione in quanto in alcune realtà questi impianti hanno prodotto  effetti collaterali negativi assolutamente inaccettabili.  Ora può anche essere che le mie (o meglio le nostre)  perplessità siano fuori luogo e che viceversa non avremo problemi di odori o di altro… ma è buona cosa prevenire… ragione per cui  avete la mia email… ma lascio anche il cellulare… 340.91.48852
    Prego contattarmi. Ringrazio e saluto cordialmente.  Crepuscoli

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  9. avatarAndrea Cotti - 23 marzo 2012

    Grazie caro Slim per il tuo messaggio e benvenuto nel Blog.  :)

    Gabriele, che più di ogni altro di noi cura questo settore, ti contatterà a breve.

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  10. avatarGabriele Tesini - 23 marzo 2012

    Gia’ fatto.  😉

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  11. avatarPersiceto caffè » Blog Archive » Serve una Pianificazione per queste biomasse - 24 marzo 2012

    […] Non c’è tre senza la quarta biomassa? […]

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