Biomassa delle Budrie, il secondo gioiello

E dopo la biomassa della Biancolina ecco il secondo gioiello in via di ultimazione, che la Regione, la Provincia e il Comune ci stanno regalando.

E così sono due i gioielli di famiglia e speriamo che il terzo, quello dell’Amola, non arrivi mai.

Comunque ieri sera, nonostante la neve e la serata da lupi, ci siamo incontrati al Circolo ARCI dell’Amola con tutti i Comitati “No Biomasse” e abbiamo messo a punto una serie di iniziative da mettere in cantiere.

Al primo punto, abbiamo elaborato un documento che fa il punto sulle criticità e la situazione biomasse sul nostro territorio facendo domande specifiche di come le istituzioni intendono rispondere e in che tempi.

Il documento sarà mandato al Sindaco e al Presidente di Terred’acqua ai quali chiederemo un incontro con i tre Comitati di Amola, Budrie, Biancolina, Persiceto caffè, la Partecipanza, Agricoltori locali che forniscono prodotti per il Parmigiano Reggiano, i Commercianti e rappresentanti dei Comuni di S. Agata e Crevalcore.

Al secondo punto, abbiamo deciso la nostra partecipazione all’assemblea dei Comitati delle cinque Province che hanno firmato la Moratoria che si terrà sabato 11 febbraio ad Altedo ove daremo adesione a collaborare con le commissioni di lavoro che si istituiranno per lo studio di iniziative atte a contrastare il fenomeno biomasse nelle nostra Province.

Al terzo punto, abbiamo creato un gruppo che lavorerà sull’organizzazione di un convegno da farsi a Persiceto che vedrà tra i relatori tecnici e medici che faranno informazione a tutti i cittadini che interverranno.

Al quarto punto, abbiamo  creato un gruppo che lavorerà sulla grafica della pubblicità informativa da divulgare a tutti i cittadini.

Inoltre è stata confermata la raccolta firme e euro per dare forza numericamente e finanziariamente al movimento persicetano “No biomasse”.

Sono certo che queste iniziative saranno importanti per potenziare la lotta in atto al sol fine di migliorare la salute e la vivibilità dei cittadini vicini e lontani da questi impianti ribadendo che siamo d’accordo perchè le biomasse siano parte integrante dello sviluppo delle energie alternative e rinnovabili ma che le regole e gli impianti stessi devono essere chiare e virtuosi e non nocive, lesive e fastidiose per i cittadini i quali non ricevono nessun beneficio da questo piano energetico a differenza dei gestori, spesso neanche agricoltori del luogo, che con i lauti incentivi nazionali ed europei di soldi anche nostri, si stanno arricchendo.  😈


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